600 euro inps: in attesa di esito

600 euro in attesa di esito

Bonus Covid-19, come comportarsi se i soldi non arrivano ?

L’INPS ha già evaso oltre 3,5 di richieste per il Bonus Covid-19 da 600 euro. Tantissimi richiedenti in questi giorni controllano il fascicolo online inps per trovare sempre la stessa scritta “in attesa esito”

I versamenti da parte dell’Inps per il bonus Covid-19 una tantum da 600 euro destinati ai lavoratori autonomi e agricoli sono partiti dopo il 15 del mese di aprile.

E ad oggi risulta che i soldi siano stato versati a più di 3,5 milioni di persone.

Ma cosa succede se il sussidio non è ancora stato accreditato oppure se ci rendiamo conto di avere sbagliato qualcosa nella domanda, come ad esempio a trascrivere il nostro IBAN che è obbligatorio?

Intanto è bene chiarire un aspetto non di poco conto.

Se i soldi non sono ancora arrivati, è possibile che la nostra domanda non sia stata accettata, per diversi motivi.

Il primo è legato al fatto che il bonus da 600 euro è destinato solo a particolari categorie di lavoratori.

Di sicuro non spetta, come è ampiamente specificato, ai titolari di un reddito di cittadinanza e nemmeno ai titolari di una pensione diretta (escluse quelle di invalidità e di reversibilità)

Ma non ne possono beneficiare i liberi professionisti che sono iscritti ad una ulteriore cassa di previdenza, anche se privata. Infine a chi non possiede i requisiti richiesti.

Ma quali sono quindi invece le categorie professionali che invece hanno diritto al bonus da 600 euro voluto dal governo per contrastare la crisi da Coronavirus?

  • Lavoratori con rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, con rapporto di lavoro attivo in data 23 febbraio 2020
  • liberi professionisti titolari di Partita Iva, anche quella attiva in data 23 febbraio 2020, iscritti in via esclusiva alla gestione separata INPS
  • lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell’Ago, agenti di commercio, artigiani e commercianti, coltivatori diretti, coloni, mezzadri
  • lavoratori stagionali cessati non per loro volontà, nel periodo tra il 1° gennaio 2019 e il 17 marzo 2020 (ma non devono essere titolari di trattamento pensionistico diretto o titolari di contratti di lavoro dipendente in data 17 marzo 2020).
  • lavoratori agricoli a tempo determinato che nel 2019 abbiano lavorato almeno 50 giornate in agricoltura e non titolari di pensione
  • lavoratori iscritti al fondo dello spettacolo, che abbiano almeno 30 contributi giornalieri versati nel 2019, per un reddito non superiore a 50mila euro e non titolari di rapporto di lavoro dipendente in data 17 marzo 2020.

Esaurita questa lunga parentesi, sapete che uno dei motivi perché non sono ancora arrivati i soldi può essere questo.

Ma se invece ci accorgiamo di avere sbagliato, in buona fede, a compilare la parte relativa all’IBAN bancario sul quale ricevere il bonus?

É successo a molti, visto che l’INPS ha fatto sapere di aver ricevuto più di 250mila codici bancari sbagliati, o peggio fraudolenti.

Da oggi quindi sul sito ufficiale inps sarà attivata una proceduta telematica per poter correggere in maniera autonoma eventuali errori nella trascrizione dell’IBAN.

Anche perché dopo un ulteriore controllo, se il codice fosse ancora errato o non corrispondente, la domanda sarà respinta definitivamente.

In caso di dubbi, comunque, è possibile consultare i patronati mentre i consulenti del lavoro non sono abilitati a inoltrate la domanda del bonus.

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