APE sociale

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APE Light, ecco tutte le modifiche alla legge

Arriva la riforma delle pensioni; come si era già stabilito, i disoccupati accederanno prima alla pensione. Ma non si tratta di una disposizione indiscriminata, come stiamo per vedere.

Infatti la Commissione Bilancio ha modificato alcune disposizioni della Legge Finanziaria 2017. Adesso il pensionamento anticipato, sulla base delle modifiche così introdotte, riguarderò solamente i lavoratori che siano iscritti presso forme di previdenza pubbliche obbligatorie, e che abbiano perso involontariamente il posto di lavoro e siano disoccupati.

Saranno proprio queste categorie di soggetti a poter usufruire dell’APE sociale a partire dal 1 maggio del 2017. La prestazione verrà erogata ai soggetti che avranno compiuto 63 anni di età, purché abbiano alle spalle almeno trent’anni di contributi versati; oppure è possibile andare in pensione con 41 anni di contribuzione, senza limiti d’età anagrafica, se si hanno svolti almeno 12 mesi di lavoro effettivo prima di compiere 19 anni.

In entrambi i casi, il pensionamento anticipato non avrà effetti riduttivi sull’ammontare della pensione.
L’accesso all’APE sociale, tuttavia, non è così semplice come potrebbe sembrare.

Infatti per poter vantare i requisiti necessari, i lavoratori che fanno richiesta dovranno aver perso il posto di lavoro per licenziamento, dimissioni per giusta causa, o risoluzione consensuale dopo procedura di conciliazione obbligatoria.

Non solo: è necessario che i lavoratori abbiano concluso anche la prestazione per disoccupazione da minimo tre mesi.

E’ facile quindi dedurre che dall’APE Sociale verranno tagliati fuori i lavoratori autonomi, come anche quelli para-subordinati.

Non solo, per richiedere l’APE sociale bisognerà anche non aver diritto ad alcuna indennità o prestazione di disoccupazione (per esempio bisognerà aver terminato di ricevere la Naspi o l’indennità di mobilità).

Un altro interrogativo che sorge in merito alla disciplina è il seguente: la contribuzione cosiddetta “figurativa”, cioè quella maturata nel corso della fruizione di ammortizzatori sociali in seguito alla perdita di lavoro, viene calcolata o meno nella quota di lavoro prevista per raggiungere l’APE ?

L’APE sociale consiste in un reddito che viene misurato sulla base della futura pensione di vecchiaia. Esso viene erogato fino a che si raggiunge la pensione. Il massimo dell’APE è di 1500 euro mensili lordi, cioè 1250 euro netti circa.

La legge di Bilancio non ha inoltre specificato se nel corso della fruizione dell’APE il lavoratore beneficiario avrò o meno la copertura figurativa al fine pensionistico: sembra però che la risposta possa essere negativa, trattandosi appunto di una prestazione di carattere assistenziale.

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