Naspi e Bonus Renzi 80 euro, come cambierà nel 2019

Come cambiarà il Bonus Renzi 

Il Bonus Renzi cambia, profondamente, a partire dal nome e dall’impostazione.

Il Governo infatti è al lavoro per rottamare in maniera (quasi) definitiva gli 80 euro di Renzi.

Il ministro Tria ha sempre insistito perché il bonus Renzi, che ‘tecnicamente (…) risultano come spese e non come un vero e proprio sconto fiscale’, siano definitivamente cambiati.

 Qualche giorno fa proprio Tria ha sostenuto che l’esecutivo ha intenzione di cambiare il bonus Renzi e di ottenere, al suo posto, una riduzione delle tasse e superare definitivamente gli 80 euro in busta paga.

Questo anche perché, spiega il governo, il Bonus Renzi non ‘vale dal punto di vista dell’accumulo contributivo per la pensione’.

L’esecutivo mirerebbe a cancellare il Bonus Renzi, che oggi come oggi consiste semplicemente nell’erogare del denaro in busta paga, fino a massimo 960 euro con quota 24.500 di reddito, e trasformarlo direttamente in una detrazione fiscale.

Questo tornerebbe utile in vista della legge di bilancio, con un risparmio stimato di 2 miliardi di euro.

L’obbiettivo dell’esecutivo è quello di non cancellare del tutto gli 80 euro del governo PD, ma di trasformarlo in una detrazione fiscale o in una detrazione retributiva, per far sì che questo bonus risulti come un taglio di imposta (e non più come una vera e propria spesa).

 In teoria, la mossa del governo dovrebbe muoversi dal 2020, anche se in conseguenza della crisi dell’esecutivo in atto in questi giorni non possono esserci più delle previsioni nette su quello che accadrà al Bonus Renzi.

Di sicuro c’è che la Lega non ha mai visto con particolare favore il Bonus Renzi, e che la riorganizzazione del sistema delle agevolazioni fiscali Irpef, incluso Bonus Renzi, si rende necessario in vista dell’introduzione della Flat Tax da parte del Governo. 

Cos’è oggi il Bonus Renzi

Il Bonus Renzi consiste in un bonus di 80 euro che viene erogato di mese in mese nelle buste paga dei contribuenti con redditi da 8.174 euro a 24.600 euro (e non per chi abbia redditi inferiori).

A partire dai 24.600 euro all’anno, il Bonus Renzi diminuisce fino ad azzerarsi.

Gli 80 euro sono messi in busta paga direttamente dal datore di lavoro ed indicati con un codice ad hoc: il datore di lavoro recupera come compensazione la somma che anticipa al lavoratore.

Il Bonus Renzi non è una detrazione fiscale vera e propria ma il suo significato è proprio quello di ridurre l’Irpef per i lavoratori che hanno dei redditi abbastanza bassi.

Tuttavia il Bonus Renzi è stato anche molto criticato, soprattutto rispetto ai requisiti che richiede per la sua implementazione, e perché alla fine dell’anno fiscale, quando si tirano i conti, si sa se si ha diritto ad averlo o – come è avvenuto spesso – se si ha guadagnato troppo poco e allora, paradossalmente, bisogna restituite la somma intera.

In questo caso, infatti, per il lavoratore si prefigura lo scenario di dover restituire la somma di 960 euro circa alla fine dell’anno, dopo averla ricevuta in busta paga, o perché ha guadagnato più di 26.600 euro o perché ha guadagnato troppo poco: una beffa, oltre al danno.

Per questo si parla di superamento del Bonus Renzi, anche se nella condizione attuale non è possibile spingersi troppo oltre nel congetturare come potrebbe essere superato.

Tutto ciò avrà anche dei riflessi sulla naspi e bonus renzi.

Bonus da 80 euro, Oggi ne ha diritto anche chi è in NASpI

La misura di sostegno al reddito varata dal governo Renzi spetta anche ai lavoratori in NASpI a patto che vengano rispettati precisi criteri

Anche i disoccupati che hanno presentato domanda per la NASpI e la ricevono hanno comunque diritto al bonus di 80 euro che era stato varato dal governo Renzi.

E lo stesso discorso, anche per il 2019, riguarda diverse prestazioni di sostegno al reddito come la mobilità ordinaria e la disoccupazione edile, oppure le integrazioni di salario a sostegno del reddito come la Cassa integrazione ordinaria, la CIGS straordinaria o la CIGD in deroga.

Il via libera definitivo per chi percepisce la NASpI è arrivato dall’Agenzia delle Entrate che ha chiarito come le prestazioni a sostegno del reddito vadano considerate tra i redditi appartenenti alla stessa categoria di quelli sostituiti o persi.

Quindi i lavoratori che hanno percepito la disoccupazione hanno comunque diritto al bonus 80 euro con le stesse regole per determinare il diritto a percepire il credito che valgono per il rapporto di lavoro dipendente.

Il bonus da 80 euro al mese viene riconosciuto in base ai giorni indennizzati, cioè i giorni che sono stati oggetto di pagamento da parte dell’Inps, per la prestazione a sostegno del reddito.

Inoltre il bonus in questione non concorre alla formazione del reddito complessivo e tocca in misura piena solo se chi lo riceve ha un reddito complessivo non superiore a 24.600 euro mentre è in misura ridotta se il reddito è tra i 24.600 e i 26.600 euro.

Il riconoscimento del Bonus 80 euro per chi è in NASpI da parte dell’Inps, che diventa quindi il sostituto di imposta, è automatico.

Sarà direttamente l’istituto previdenziale a calcolare la cifra del bonus in base al reddito previsionale del soggetto ma in caso di altri redditi derivanti da ulteriori rapporti di lavoro, il titolare dell’assegno NASpI dovrà comunicarli all’Inps e al datore di lavoro in modo da verificare l’effettivo diritto al bonus sulla base del reddito complessivo perché se il reddito supera la soglia reddituale, quella di 24.600 euro o tra 24.001 e 26.600 euro, allora non spetta il bonus.

Altro requisito essenziale per avere diritto al bonus è quello di possedere una imposta lorda, calcolata sui redditi, di importo superiore alle detrazioni da lavoro spettanti al netto di tutte le detrazioni diverse da quelle da lavoro dipendente.

Ma come si calcola il bonus di 80 euro per il 2019 ?

In caso di NASpI l’Inps può utilizzare per il calcolo il reddito previsionale, considerando la durata teorica dell‘indennità di disoccupazione NASpI, che è complessivamente di 24 mesi ma per quello che riguarda il bonus Renzi si conta anno per anno.