Lavoro in nero sanzioni per il lavoratore

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Lavoro in nero: quando rischia anche il lavoratore ?

Notoriamente, in caso in cui un datore di lavoro assuma un lavoratore in nero, senza pagargli i contributi, rischia delle sanzioni elevate.

La legge è particolarmente severa nei confronti dei datori di lavoro che assumano persone senza assicurarle e pagare loro i contributi. Ma una domanda che ci si può porre è: sono previste sanzioni anche per il lavoratore in nero ?

In linea di massima, la risposta è negativa. Infatti in generale il lavoratore è ritenuto dal legislatore la ‘parte debole’ del contratto, e di conseguenza in genere non viene punito: anzi, spesso la legge stessa prevede la sua assunzione obbligatoria da parte del datore di lavoro.

La norma introdotta dal decreto legislativo numero 151 del 2015 prevede delle sanzioni pesanti, anche fino a 36mila euro per ogni lavoratore in nero, in capo al datore di lavoro.

In questo caso potremmo dire che il lavoratore riceve solamente vantaggi dalla regolarizzazione della sua posizione.

Tuttavia esiste almeno un caso nel quale il lavoratore in nero rischia delle sanzioni.

In particolare, ciò avviene nel caso in cui il lavoratore in nero abbia dichiarato alle autorità il proprio stato di disoccupazione o, peggio ancora, percepisca anche una indennità. In un caso simile, se vengono effettuati gli opportuni controlli e si scopre che il lavoratore che si dichiara disoccupato e percepisce anche, nel caso, la pensione apposita in realtà è impiegato in nero, le autorità sono tenute a segnalare il lavoratore stesso.

Il lavoratore in nero che abbia comunicato al centro per l’impiego oppure all’INPS il proprio stato di disoccupato, ma che invece risulti occupato in nero, rischia una condanna per falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico (ai sensi dell’articolo 483 del codice penale). Tale norma prevede una pena fino a due anni di reclusione.

Invece se il lavoratore in nero, oltre che ad aver dichiarato di essere disoccupato, percepisca anche una indennità di disoccupazione, ovvero usufruisca di altre agevolazioni o ammortizzatori sociali, egli rischia la condanna per indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato, reato contemplato dall’articolo 316 ter del Codice Penale. Questa norma prevede la reclusione da sei mesi ad un massimo di tre anni.

Se la somma che si ha percepito indebitamente risulta pari, o minore di 3.999,96 euro, allora il lavoratore in nero se la cava col pagamento di una somma di denaro che va da 5.164 euro fino ad un massimo di 25.822 euro.

Ovviamente oltre alla reclusione o alla sanzione, si decade dalla percezione dell’indennità e si dovrà restituire l’indebito all’Ente erogatore, che può riservarsi di chiedere il risarcimento del danno.

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