NaSpI e nuovo impiego: si può perdere il sussidio?

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La NaSpI è la nuova assicurazione sociale per l’impiego, introdotta nel nostro ordinamento dal c.d. Jobs Act ed entrata in vigore dal 1° maggio 2015. Si tratta di uno strumento economico a sostegno di quanti perdono involontariamente il loro posto di lavoro, a condizione che abbiano maturato negli ultimi 4 anni almeno 13 settimane di lavoro e, nei 12 mesi antecedenti la cessazione, 18 giornate di lavoro.

Il nuovo regime sarà in vigore in via sperimentale per tutto il 2015 e una delle questioni più delicate è cosa succede – per quanto riguarda la Naspi – quando un beneficiario del sussidio trovi un nuovo lavoro dipendente?

Per dirimere la questione, di recente, l’INPS ha specificato, con la circolare n. 94 del 12/05/2015, che la mera rioccupazione non comporta automaticamente la perdita dell’assicurazione.

Il lavoratore che trova impiego subordinato non perde il sussidio se il reddito percepito con il nuovo lavoro sia inferiore al reddito minimo escluso da imposizione e se il nuovo rapporto non sia alle dipendenze del precedente datore di lavoro (quello con cui, con la cessazione del rapporto, è nato il diritto alla Naspi); in questo caso, l’indennità NASpI sarà ridotta dell’80 per cento del reddito previsto.

Nel caso in cui con il nuovo lavoro, il soggetto percepisce un reddito superiore al reddito minimo escluso da imposizione, gli effetti sono differenti a seconda della durata del contratto: se inferiore a sei mesi, il sussidio si sospende (quindi, si potrà continuare a riceverlo una volta terminato il nuovo rapporto di lavoro, per il periodo rimanente), altrimenti si avrà decadenza del diritto di percepire la Naspi.

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