Pensione anticipata, ecco come funzionano APE sociale e volontaria

ape-pensione-anticipataape-pensione-anticipata

APE Volontaria e APE Sociale: a chi sono destinate, come si incassano e quali sono i requisiti per richiederle

Finalmente tutti quelli che sono interessati possono navigare sul portale dell’Inps (www.inps.it) per calcolare con precisione l’entità delle misure per gli anticipi pensionistici destinate a coloro che ne sono interessati, con la possibilità di autenticare la ricerca.

L’Inps infatti prevede diverse tipologie di prestazioni pensionistiche,basate sulla gestione o sul fondo di appartenenza degli iscritti oltre che sui requisiti contributivi e anagrafici previsti dalla legge, in primis l’Anticipo finanziario a garanzia pensionistica (o APE Volontaria) e l’Anticipo pensionistico sociale (o APE Sociale).

Vediamo quindi di cosa di tratta.

APE Volontaria (Anticipo finanziario a garanzia pensionistica)

Si tratta di un prestito proporzionato e garantito dalla pensione di vecchiaia, che viene erogato dalla banca in quote mensili per complessive dodici mensilità da incassare alla maturazione del diritto ed è riconosciuta in via sperimentale dal 1° maggio 2017 al 31 dicembre 2018.

Può essere richiesta dai lavoratori dipendenti pubblici e privati, così come dai lavoratori autonomi e dagli iscritti alla Gestione Separata mentre sono esclusi i liberi professionisti iscritti alle casse professionali.

Il prestito ottenuto verrà restituito in 260 rate, in un periodo di 20 anni mediante, con una trattenuta effettuata direttamente dall’Inps all’atto del pagamento di ciascun rateo pensionistico, compresa la tredicesima. Una volta completata la restituzione, la pensione sarà corrisposta per intero, senza ulteriori riduzioni, ma è prevista la possibilità di estinzione anticipata del prestito secondo criteri che saranno fissati successivamente da un decreto del presidente del Consiglio.

Il prestito è coperto da una polizza assicurativa obbligatoria per il rischio di morte prima dell’età pensionistica: in caso di decesso dell’interessato prima dell’intera restituzione del debito, l’assicurazione versa alla banca il debito residuo.

Inoltre il prestito è erogato per un periodo minimo di sei mesi e fino alla maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia e le somme erogate comunque non concorrono a formare reddito ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche.

Alle somme dell’APE si applicano il tasso di interesse e il premio assicurativo relativo all’assicurazione di copertura del rischio di premorienza previsti dagli appositi accordi quadro.

Per accedere al prestito è necessario al momento della richiesta avere almeno 63 anni di età e 20 anni di contributi, poter maturare il diritto alla pensione di vecchiaia entro tre anni e sette mesi, avere un importo della futura pensione mensile (al netto della rata di ammortamento per il rimborso del prestito richiesto) pari o superiore a 1,4 volte il trattamento minimo dell”Assicurazione generale obbligatorià. Inoltre non essere titolare di pensione diretta o di assegno ordinario di invalidità.

ape

ape

Per ottenere l’APE Volontaria il richiedente o gli intermediari autorizzati devono presentare all’Inps domanda di certificazione del diritto e domanda di pensione di vecchiaia. La domanda dell’APE e quella di pensione non sono revocabili e il richiedente dovrà indicare sia il finanziatore cui richiedere il prestito che l’impresa assicurativa alla quale richiedere la copertura del rischio di premorienza.

Toccherà all’Inps verificare il possesso dei requisiti di legge, certificare il diritto all’APE e comunicare al richiedente l’importo minimo e massimo del prestito ottenibile. La norma inoltre prevede una possibilità di intervento del datore di lavoro del settore privato, degli enti bilaterali o dei Fondi di solidarietà, sempre con il consenso del lavoratore, per ridurre la percentuale di incidenza della rata di ammortamento sulla futura pensione.

APE Sociale (Anticipo pensionistico)

Una misura sperimentale in vigore dal 1° maggio 2017 al 31 dicembre 2018 per favorire la transizione verso il pensionamento per soggetti svantaggiati o in condizioni di disagio ma soggetta a limiti di spesa.

Viene erogata dall’Inps a soggetti in stato di bisogno che abbiano compiuto almeno 63 anni di età e che non siano già titolari di pensione diretta e si incassa fino al raggiungimento dell’età prevista per la pensione di vecchiaia o dei requisiti per la pensione anticipata.

Tocca ai lavoratori, dipendenti pubblici e privati, autonomi e ai lavoratori iscritti alla Gestione separata che si trovano in una delle seguenti condizioni:

  • Disoccupati che abbiano finito di percepire, da almeno tre mesi, la prestazione per la disoccupazione loro spettante. In questo caso lo stato di disoccupazione deve essere conseguente alla cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento (anche collettivo), dimissioni per giusta causa oppure risoluzione consensuale nell’ambito della procedura obbligatoria di conciliazione prevista per i licenziamenti per giustificato motivo oggettivo.
  • Soggetti che assistono, al momento della richiesta e da almeno sei mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente (genitore, figlio) con handicap grave.
  • Invalidi civili con un grado di invalidità pari o superiore al 74%.
  • Personale delle professioni sanitarie infermieristiche e ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni.
  • Dipendenti che svolgono da almeno sei anni in via continuativa un lavoro particolarmente difficoltoso o rischioso all’interno delle seguenti professioni: operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici, conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante, conduttori di mezzi pesanti e camion, conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni, conciatori di pelli e di pellicce.
  • Facchini, addetti allo spostamento merci e assimilati.
  • Addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza.
  • Insegnanti della scuola dell’infanzia e educatori degli asili nido.
  • Personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia.
  • Operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti.

Per ottenere l’’indennità è necessario avere, al momento della richiesta, almeno 63 anni di età, almeno 30 anni di anzianità contributiva mentre per i lavoratori che svolgono attività difficoltose o rischiose l’anzianità contributiva minima richiesta è di 36 anni. E ancora, maturare il diritto alla pensione di vecchiaia entro tre anni e sette mesi e non essere titolari di alcuna pensione diretta.

L’accesso al beneficio è inoltre subordinato alla cessazione di qualunque attività lavorativa anche autonoma e l’indennità non spetta ai titolari di pensione diretta così come non è compatibile con i trattamenti di sostegno al reddito connessi allo stato di disoccupazione involontaria, con l’assegno di disoccupazione (ASDI) oltre che con l’indennizzo per la cessazione dell’attività commerciale.

È compatibile invece con lo svolgimento di attività lavorativa dipendente o parasubordinata soltanto nel caso in cui i relativi redditi non superino gli 8.000 euro annui e con lo svolgimento di attività di lavoro autonomo nel limite di reddito di 4.800 euro annui.

Il tuo nome (richiesto)

La tua email (richiesto)

Oggetto

Il tuo messaggio

avvocato lavoro Imperia Sanremo – licenziamentoblog legale