Pensione di reversibilità a chi spetta

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Pensione di reversibilità, rinunciare all’eredità non conta

Il coniuge che per non accollarsi eventuali debiti rinuncia all’eredità del defunto ha comunque diritto alla reversibilità. Ecco come funziona e chi la può incassare

Sentiamo spesso parlare di pensione di reversibilità nel caso della scomparsa di un coniuge, come diritto inalienabile.

Ma cosa succede se eventualmente non si accetta l’eredità e quindi non si entra nella successione, magari per motivi legati ad eventuali debiti del coniuge deceduto ?

Va precisato subito che la pensione di reversibilità rappresenta un diritto autonomo, indipendente dal diritto ad ereditare il patrimonio del defunto o comunque una sua quota.

Quindi il coniuge sopravvivente anche se rinuncia all’eredità mantiene comunque il diritto agli emolumenti della pensione di reversibilità come ha chiarito una volta per tutte la Corte Costituzionale con una sentenza del 1987.

Si legge tra l’altro che la pensione destinata ai superstiti non fa parte dell’eredità, ma rappresenta una forma di tutela previdenziale. In questo caso l’evento tutelato dalla pensione, come se fosse una forma di assicurazione, è la morte e quindi una condizione alla quale tutti sono soggetti e che crea fisiologicamente una situazione di bisogno per i familiari del defunto, in primis il coniuge.

Quindi qualora quest’ultimo rinunci all’eredità, può comunque incassare la reversibilità o la pensione indiretta senza per questo rispondere di eventuali debiti del pensionato deceduto.

La pensione di reversibilità ai superstiti non potrà essere in nessun caso inferiore al trattamento minimo (una volta conteggiati i limiti di reddito) o superiore ala cifra complessiva della pensione che sarebbe spettata al deceduto.

Ma come funziona materialmente la reversibilità e chi ne ha diritto ?

E quali parenti del defunto hanno diritto alla reversibilità, in quali casi e in quale misura?

Se il lavoratore era già pensionato al momento del decesso, i congiunti ne hanno diritto se sussistono determinati requisiti, mentre si passa alla pensione indiretta nel caso in cui il coniuge deceduto non avesse ancora maturato il diritto alla pensione.

In quest’ultimo caso la pensione è liquidata se al momento del decesso l’assicurato aveva raggiunto i requisiti contributivi richiesti per le prestazioni di invalidità, ossia cinque anni di contribuzione di cui almeno tre nell’ultimo quinquennio, o se al momento del decesso l’assicurato aveva raggiunto i requisiti contributivi richiesti per la pensione di vecchiaia (in questo caso non è rilevante l’età dell’assicurato deceduto, ma si applica il coefficiente di trasformazione pari a 57 anni di età).

In più non sono necessari 20 anni di contributi, ma 15 perché alle pensioni destinate ai superstiti non si applica l’aumento dei requisiti di assicurazione e di contribuzione ai fini del diritto alla pensione di vecchiaia.

Hanno quindi diritto alla pensione di reversibilità il coniuge superstite (anche se separato) o l’ex coniuge divorziato sempre che gli sia stato riconosciuto il diritto all’assegno di mantenimento, ma anche i figli, purché minori di 18 anni oppure studenti fino al 21° anno di età, se frequentano la scuola media superiore o professionale (il limite passa a 26 anni se frequentano corsi universitari, a patti che siano studenti in corso), sempre che siano a carico del genitore al momento del decesso e non prestino attività lavorativa retribuita, mentre la pensione spetta ai figli inabili a prescindere dall’età.

E ancora ai genitori, a patto che non vi siano già coniuge e figli, abbiano un’età superiore ai 65 anni e non siano titolari di pensione.

Infine ai fratelli celibi e sorelle nubili sempre che non siano titolari di un trattamento di pensione, non esistano o non abbiano diritto alla pensione il coniuge, i figli superstiti e mancano anche i genitori, risultino inabili permanentemente al lavoro (anche se hanno meno di 18 anni) e a carico del deceduto alla data della sua morte.

Qual è quindi in definitiva la quota della pensione di reversibilità che spetta ai familiari ?

Ecco lo schema:
coniuge solo 60%
coniuge ed un figlio: 80%
coniuge e due o più figli: 100%
un figlio: 70%
due figli: 80%
tre o più figli: 100%
un genitore: 15%
due genitori: 30%
un fratello o una sorella: 15%
due fratelli o sorelle: 30%
tre fratelli o sorelle: 45%
quattro fratelli o sorelle: 60%
cinque fratelli o sorelle: 75%
sei fratelli o sorelle: 90%
sette o più fratelli o sorelle: 100%.

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