Domande di disoccupazione naspi prorogate nel decreto cura italia

domande di disoccupazione NASPI prorogate nel decreto cura italia

Disoccupazione agricola, Naspi e Dis-Coll prorogate nel decreto coronavirus

I termini di presentazione di domanda di disoccupazione NASPI e DISCOLL sono ampliati da sessantotto a centoventotto giorni.

Il termine per la domanda di disoccupazione agricola è prorogato, solo per le domande in competenza 2019, al giorno 1° giugno 2020.

Il dramma coronavirus sta rallentando e mettendo in bilico molti ambiti dal punto di vista economico.

Per questo motivo nel decreto pronto sul tavolo del governo, è stata vagliata anche l’ipotesi di prorogare le domande di Naspi, DIS-COLL e disoccupazione agricola.

Il decreto dovrebbe diventare effettivo a giorni, ha lo scopo di tutelare famiglie e imprese a fronte dell’obbligo di quarantena.

Le novità però riguarderanno soprattutto Naspi, DIS-COLL e disoccupazione agricola in merito alla domanda per ricevere le indennità.

Dato il periodo, è dunque prorogato per andare incontro alla esigenze delle persone.

Domande e proroghe per Naspi e DIS-COLL

Il governo ha dunque proposto nel decreto la proroga delle domande Naspi e DIS-COLL data l’emergenza (sarà due una cosa straordinaria).

Più semplicemente è previsto che i lavoratori che hanno perso il loro posto potranno presentare una domanda di disoccupazione oltre i termini previsto dalla legge.

Questo vale anche per i lavoratori parasubordinati, per i quali vale invece l’indennità di disoccupazione DIS-COLL.

Se il dipendente dunque è rimasto senza lavoro tra il 1° gennaio 2020 e il 31 dicembre 2020 può inoltrare una domanda all’INPS anche dopo il termine previsto di 68 giorni dalla interruzione del rapporto di lavoro.

Insomma si può arrivare anche a 120 giorni di distanza, l’indennità verrà ugualmente riconosciuta.

Il decreto inserisce una ulteriore novità. Ovvero che pur andando oltre il 120esimo giorno, al lavoratore disoccupato spetterà l’indennità a partire dal 68esimo.

Questo vuol dire che l’INPS riconoscerà i mesi di disoccupazione e quindi l’indennità anche per il periodo che va dal 68esimo giorno al 120esimo.

Il che vuol dire più semplicemente che chi ha perso il lavoro a marzo, e presenta domanda a luglio, riceverà indennità a partire dal mese di maggio.

Si tratta di una novità che va a favore dei lavoratori, considerando che la domanda non può essere presentata oltre il 68esimo giorno.

L’indennità viene versata a partire dall’ottavo giorno successivo alla cessazione del rapporto, e se la domanda si presenta successivamente a questa data, essa parte, dal primo giorno successivo alla data di presentazione della domanda.

Domanda anticipo Naspi prorogata per emergenza

Pure se il lavoratore dovesse avere intenzione di richiedere l’anticipo Naspi, godrà di termini prorogati, in via del tutto eccezionale a fronte dell’emergenza coronavirus.

Se dunque il soggetto interessato ha perso involontariamente il lavoro può richiedere l’anticipo Naspi per aprire un’attività autonoma o impresa individuale.

Secondo le nuove previsioni legislative pare che la domanda possa non essere inoltrata all’INPS entro 30 giorni dall’inizio del lavoro autonomo, ma bensì si mettono a disposizione altri 30 giorni ulteriori. Il che significato che si hanno ben due mesi a disposizione.

Importante anche la proroga della domanda di disoccupazione agricola

Quanto detto non vale solo per la Naspi. Il decreto in embrione ha dedicato anche degli emendamenti a chi dovrebbe beneficiare della disoccupazione agricola. I termini in tal senso subiscono una proroga.

Sono ore di attesa, perché il decreto dovrebbe essere varato in queste ore al fine di affrontare l’epidemia di COVID-19.

Più nello specifico, per la disoccupazione agricola il governo ha previsto il riconoscimento agli operai agricoli sia, a tempo determinato che a quello indeterminato che siano rimasti senza il lavoro.

Di solito la domanda per la disoccupazione agricola si presenta entro il 31 marzo dell’anno successivo alla cessazione del rapporto di lavoro. Il decreto stabilisce una proroga del precedente termine al 1° giugno 2020.

Anzi c’è di più, non trattandosi di ampliamenti considerevoli dei termini e tenendo presente che i pagamenti possano avvenire nello stesso anno, non sarà richiesto alcun onere aggiuntivo per la finanza pubblica.

Per avere maggiore conferma di quanto detto poc’anzi tuttavia bisognerebbe attendere che il decreto entri in vigore. Un decreto che richiede l’impiego di una somma di denaro pari a 15 miliardi.

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