Disoccupazione NASpI e DIS-COLL, quali sono le soglie reddituali compatibili

Nuovo limite di reddito 2024 per chi ha un impiego dipendente, parasubordinato o autonomo

Arriva il nuovo limite di reddito per chi ha un impiego dipendente, parasubordinato o autonomo per garantire la compatibilità con i benefici di disoccupazione NASpI e DIS-COLL. È possibile percepire entrambi i benefici mentre si lavora, purché il reddito rimanga entro un certo tetto. L’Inps ha comunicato ai beneficiari di queste prestazioni le nuove soglie da rispettare tramite il messaggio numero 1414 del 9 aprile 2024, continua a leggere per saperne di più.

NASpI e DIS-COLL in breve

Prima di vedere da vicino quali sono le nuove soglie reddituali previste affinché si possa configurare la compatibilità con NASpI e DIS-COLL, è bene soffermarci un momento su queste due forme di indennità che talvolta vengono confuse tra loro.

La NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) e la DIS-COLL (Disoccupazione dei Collaboratori Coordinati e Continuativi) sono sostanzialmente due forme di indennità di disoccupazione in Italia, previste al fine di offrire un sostegno economico temporaneo per coloro che hanno perso il lavoro involontariamente.

La NASpI è destinata ai lavoratori dipendenti che hanno subito una perdita di lavoro involontaria, inclusi i lavoratori a tempo determinato, stagionali, apprendisti e a progetto.

Tuttavia, con l’introduzione del Jobs Act, i lavoratori a progetto hanno visto cambiamenti nelle loro condizioni di accesso alla NASpI. Per essere idonei, i richiedenti devono aver versato almeno 13 settimane di contributi nei quattro anni precedenti il licenziamento e devono aver lavorato per almeno 30 giorni nell’anno precedente la perdita del lavoro.

La durata e l’importo della NASpI variano in base ai contributi versati, con una massima durata di 24 mesi. L’importo è determinato dalla media dei redditi degli ultimi quattro anni, con specifici meccanismi di calcolo e una decrescita graduale nel tempo.

La DIS-COLL, d’altra parte, è rivolta ai lavoratori parasubordinati, compresi i collaboratori coordinati e continuativi, i collaboratori domestici, i dottorandi senza borsa di studio e gli assegnisti di ricerca che hanno perso il lavoro.

Rispetto alla NASpI, non è richiesto un numero minimo di settimane di contribuzione per accedere alla DIS-COLL. La durata e l’importo dell’indennità dipendono dai contributi versati e dal reddito precedente del lavoratore, con modalità di calcolo specifiche per questa categoria di lavoratori.

Naspi e Dis-Coll: i redditi compatibili

Per la NASpI, i redditi compatibili includono quelli da lavoro subordinato, parasubordinato e autonomo, come stabilito dal decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22. Diversamente, per la DIS-COLL, è consentito il cumulo solo con redditi da lavoro parasubordinato e autonomo.

È importante che il reddito derivante da queste attività lavorative non superi il minimo escluso da imposizione fiscale. Chi beneficia di queste prestazioni è tenuto a comunicare all’INPS il proprio reddito annuo presunto, in questo modo l’INPS potrà adeguare l’importo della prestazione alle entrate del beneficiario.

Le regole alla luce del decreto legislativo 22/2015

Il decreto legislativo 22/2015 stabilisce le regole di compatibilità tra le prestazioni di disoccupazione (NASpI e DIS-COLL) e l’esercizio di attività lavorative.

Per i beneficiari della NASpI, è consentito cumulare questa prestazione con redditi derivanti da lavoro subordinato/parasubordinato e autonomo, purché il reddito da lavoro non superi una specifica soglia, definita come il minimo escluso da imposizione fiscale (no tax area).

Si raccomanda di comunicare all’INPS il reddito annuo presunto derivante dall’attività lavorativa, al fine di adeguare l’importo della prestazione alla situazione finanziaria del beneficiario.

Per quanto riguarda la DIS-COLL, il decreto consente il cumulo solo con i redditi provenienti da lavoro parasubordinato e autonomo, sempre nel rispetto della soglia di reddito stabilita. Anche in questo caso, i beneficiari devono comunicare all’INPS il reddito annuo presunto derivante dall’attività lavorativa per consentire l’adeguamento dell’indennità alla loro situazione economica.

Le soglie previste per il 2024

Vediamo ora le nuove linee guida per le soglie di reddito del 2024 per i beneficiari di NASpI e DIS-COLL, in base alle modifiche introdotte dal decreto legislativo 30 dicembre 2023, n. 216, focalizzato sull’area di esenzione fiscale per i lavoratori dipendenti.

Nel 2023, il limite di reddito annuo per i lavoratori dipendenti o parasubordinati era stabilito a 8.173,91 euro, mantenendo l’identica cifra rispetto all’anno precedente.

Le direttive sono diverse per il 2024, con nuove soglie da rispettare:

– Il limite di reddito annuo per i lavoratori dipendenti/parasubordinati rimane stabile a 8.173,91 euro per il 2023, senza variazioni rispetto al 2022.

– Il limite di reddito annuo per i lavoratori autonomi è fissato a 5.500 euro per gli anni 2023 e 2024, senza modifiche rispetto al 2022.

– Tuttavia, per il 2024, il limite di reddito annuo per i lavoratori dipendenti/parasubordinati è elevato a 8.500 euro.

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