<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>angelomassaro &#8211; Naspi</title>
	<atom:link href="https://www.naspi.biz/author/angelomassaro/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.naspi.biz</link>
	<description>Naspi Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego</description>
	<lastBuildDate>Sun, 05 May 2024 06:33:51 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	
	<item>
		<title>Disoccupazione NASpI e piattaforma SIISL</title>
		<link>https://www.naspi.biz/disoccupazione-naspi-e-piattaforma-siisl/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[angelomassaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 May 2024 06:33:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[Naspi]]></category>
		<category><![CDATA[domanda di disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
		<category><![CDATA[piattaforma SIISL]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.naspi.biz/?p=2398</guid>

					<description><![CDATA[Piattaforma SIISL e l’iscrizione automatica per chi percepisce la NASpI Il decreto Coesione introduce una nuova disposizione che semplifica il processo di ricerca di lavoro...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Piattaforma SIISL e l’iscrizione automatica per chi percepisce la NASpI</h2>



<p><em>Il decreto Coesione introduce una nuova disposizione che semplifica il <strong>processo di ricerca di lavoro</strong> per i beneficiari dell&#8217;indennità di disoccupazione, prevedendo la loro automatica iscrizione alla <strong>piattaforma SIISL. </strong>Continua a leggere per saperne di più.</em></p>



<p>L&#8217;espansione delle funzionalità della piattaforma SIISL, annunciata come parte delle iniziative del Ministero del Lavoro per favorire l&#8217;occupazione di varie categorie di lavoratori, rappresenta un passo significativo verso un sistema più inclusivo e efficiente<strong> per la ricerca di lavoro in Italia. </strong></p>



<p>Non solo si mira a fornire supporto a coloro che già beneficiano dell&#8217;assegno di inclusione e del supporto per la <strong>formazione e il lavoro, </strong>ma si estende anche il sostegno a chi si trova nella difficile situazione di disoccupazione e riceve la NASpI.</p>



<p>Questa iniziativa è particolarmente importante perché riconosce le sfide e le difficoltà che i lavoratori disoccupati devono affrontare nel trovare nuove opportunità lavorative e proprio<strong> l&#8217;accesso automatico alla piattaforma SIISL per i percettori della NASpI </strong>offre loro un&#8217;opportunità concreta di reinserirsi nel mercato del lavoro.</p>



<p>Questo processo è supportato e reso più agevole da una serie di strumenti digitali dedicati, come la compilazione del curriculum vitae e la partecipazione a programmi di attivazione digitale.</p>



<p>Ciò che rende questa iniziativa ancora più significativa è il fatto che si basa sull&#8217;utilizzo di dati già disponibili presso le istituzioni pubbliche, come il Ministero del Lavoro e altre agenzie governative.</p>



<p>Questo approccio consente di <strong>semplificare e accelerare il processo di ricerca di lavoro per i beneficiari della NASpI, </strong>riducendo al minimo la burocrazia e massimizzando l&#8217;efficienza.</p>



<p>I lavoratori comunque avranno la possibilità di integrare e rettificare le informazioni fornite dal sistema, garantendo così un&#8217;accuratezza e una completezza dei dati che sono fondamentali per un processo di ricerca di lavoro efficace.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><a href="https://www.naspi.biz/wp-content/uploads/2024/05/piattaforma-SIISL.png"><img decoding="async" width="1024" height="754" src="https://www.naspi.biz/wp-content/uploads/2024/05/piattaforma-SIISL-1024x754.png" alt="" class="wp-image-2401" srcset="https://www.naspi.biz/wp-content/uploads/2024/05/piattaforma-SIISL-1024x754.png 1024w, https://www.naspi.biz/wp-content/uploads/2024/05/piattaforma-SIISL-300x221.png 300w, https://www.naspi.biz/wp-content/uploads/2024/05/piattaforma-SIISL-768x565.png 768w, https://www.naspi.biz/wp-content/uploads/2024/05/piattaforma-SIISL.png 1083w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure></div>


<h3 class="wp-block-heading"><a></a>Altri cambiamenti per la piattaforma SIISL</h3>



<p>Ma le novità non finiscono qui, infatti il prossimo decreto Coesione porterà una serie di funzionalità aggiuntive alla piattaforma SIISL, che si andranno a sommare al recente upgrade con l&#8217;introduzione di intelligenza artificiale. </p>



<p>Queste novità includeranno modalità più chiare e definite <strong>per i datori di lavoro per pubblicare le loro offerte di lavoro sulla piattaforma,</strong> nonché procedure semplificate per gli utenti in cerca di lavoro per accedere al SIISL e sfruttarne appieno le risorse.</p>



<p>Inoltre, il decreto chiarirà come le posizioni vacanti pubblicate dai datori di lavoro su piattaforme nazionali e internazionali verranno integrate all&#8217;interno del Sistema Informativo per l&#8217;inclusione sociale e lavorativa. </p>



<p>Questo significa che la piattaforma diventerà un punto di riferimento centrale per coloro che cercano lavoro, offrendo loro accesso a una vasta gamma di opportunità sia a livello nazionale che internazionale.</p>



<p>L&#8217;obiettivo di questi cambiamenti è senza dubbio quello di rendere la ricerca di lavoro più accessibile, trasparente ed efficiente per tutti i cittadini italiani, fornendo loro gli strumenti e le risorse necessarie per trovare opportunità lavorative che corrispondano alle loro competenze, esperienze e aspirazioni professionali.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Disoccupazione NASpI e DIS-COLL, quali sono le soglie reddituali compatibili</title>
		<link>https://www.naspi.biz/disoccupazione-naspi-e-dis-coll-quali-sono-le-soglie-reddituali-compatibili/</link>
					<comments>https://www.naspi.biz/disoccupazione-naspi-e-dis-coll-quali-sono-le-soglie-reddituali-compatibili/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[angelomassaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Apr 2024 00:49:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[Naspi]]></category>
		<category><![CDATA[domanda di disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.naspi.biz/?p=2391</guid>

					<description><![CDATA[Nuovo limite di reddito 2024 per chi ha un impiego dipendente, parasubordinato o autonomo Arriva il nuovo limite di reddito per chi ha un impiego...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Nuovo limite di reddito 2024 per chi ha un impiego dipendente, parasubordinato o autonomo</h2>



<p><em>Arriva il <strong>nuovo limite di reddito </strong>per chi ha un impiego dipendente, parasubordinato o autonomo per garantire la <strong>compatibilità con i benefici di disoccupazione NASpI </strong>e DIS-COLL. È possibile percepire entrambi i benefici mentre si lavora, purché il reddito rimanga entro un certo tetto. L&#8217;Inps ha comunicato ai beneficiari di queste prestazioni le nuove soglie da rispettare tramite il messaggio numero 1414 del 9 aprile 2024, continua a leggere per saperne di più.</em></p>



<h3 class="wp-block-heading"><a></a>NASpI e DIS-COLL in breve</h3>



<p>Prima di vedere da vicino quali sono le nuove soglie reddituali previste affinché si possa configurare la compatibilità con NASpI e DIS-COLL, è bene soffermarci un momento su queste due forme di indennità che talvolta vengono confuse tra loro.</p>



<p>La <strong>NASpI </strong>(Nuova Assicurazione Sociale per l&#8217;Impiego) e la<strong> DIS-COLL</strong> (Disoccupazione dei Collaboratori Coordinati e Continuativi) sono sostanzialmente due forme di indennità di disoccupazione in Italia, previste al fine di offrire un sostegno economico temporaneo per coloro che hanno perso il lavoro involontariamente.</p>



<p>La <strong>NASpI </strong>è destinata ai lavoratori dipendenti che hanno subito una perdita di lavoro involontaria, inclusi i lavoratori a tempo determinato, stagionali, apprendisti e a progetto. </p>



<p>Tuttavia, con l&#8217;introduzione del Jobs Act, i lavoratori a progetto hanno visto cambiamenti nelle loro condizioni di accesso alla NASpI. Per essere idonei, i richiedenti devono aver versato almeno 13 settimane di contributi nei quattro anni precedenti il licenziamento e devono aver lavorato per almeno 30 giorni nell&#8217;anno precedente la perdita del lavoro. </p>



<p>La durata e l&#8217;importo della NASpI variano in base ai contributi versati, con una massima durata di 24 mesi. L&#8217;importo è determinato dalla media dei redditi degli ultimi quattro anni, con specifici meccanismi di calcolo e una decrescita graduale nel tempo.</p>



<p>La <strong>DIS-COLL</strong>, d&#8217;altra parte, è rivolta ai lavoratori parasubordinati, compresi i collaboratori coordinati e continuativi, i collaboratori domestici, i dottorandi senza borsa di studio e gli assegnisti di ricerca che hanno perso il lavoro. </p>



<p>Rispetto alla NASpI, non è richiesto un numero minimo di settimane di contribuzione per accedere alla DIS-COLL. La durata e l&#8217;importo dell&#8217;indennità dipendono dai contributi versati e dal reddito precedente del lavoratore, con modalità di calcolo specifiche per questa categoria di lavoratori.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><a></a>Naspi e Dis-Coll: i redditi compatibili</h2>



<p>Per la NASpI, i redditi compatibili includono quelli da lavoro subordinato, parasubordinato e autonomo, come stabilito dal <strong>decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22. </strong>Diversamente, per la DIS-COLL, è consentito il cumulo solo con redditi da lavoro parasubordinato e autonomo.</p>



<p>È importante che il reddito derivante da queste attività lavorative non superi il minimo escluso da imposizione fiscale. Chi beneficia di queste prestazioni è tenuto a comunicare all&#8217;INPS il proprio reddito annuo presunto, in questo modo l’INPS potrà adeguare l&#8217;importo della prestazione alle entrate del beneficiario.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><a></a>Le regole alla luce del decreto legislativo 22/2015</h3>



<p>Il decreto legislativo 22/2015 stabilisce le regole di<strong> compatibilità tra le prestazioni di disoccupazione (NASpI e DIS-COLL) e l&#8217;esercizio di attività lavorative.</strong> </p>



<p>Per i beneficiari della NASpI, è consentito cumulare questa prestazione con redditi derivanti da lavoro subordinato/parasubordinato e autonomo, purché il reddito da lavoro non superi una specifica soglia, definita come il minimo escluso da imposizione fiscale (<em>no tax area</em>). </p>



<p>Si raccomanda di comunicare all&#8217;INPS il reddito annuo presunto derivante dall&#8217;attività lavorativa, al fine di adeguare l&#8217;importo della prestazione alla situazione finanziaria del beneficiario.</p>



<p>Per quanto riguarda la DIS-COLL, il decreto consente il cumulo solo con i redditi provenienti da lavoro parasubordinato e autonomo, sempre nel rispetto della soglia di reddito stabilita. Anche in questo caso, i beneficiari devono comunicare all&#8217;INPS il reddito annuo presunto derivante dall&#8217;attività lavorativa per consentire l&#8217;adeguamento dell&#8217;indennità alla loro situazione economica.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><a></a>Le soglie previste per il 2024</h3>



<p>Vediamo ora le nuove linee guida per le soglie di reddito del 2024 per i beneficiari di NASpI e DIS-COLL, in base alle modifiche introdotte dal<strong> decreto legislativo 30 dicembre 2023, n. 216</strong>, focalizzato sull&#8217;area di esenzione fiscale per i lavoratori dipendenti.</p>



<p>Nel 2023, il limite di reddito annuo per i lavoratori dipendenti o parasubordinati era stabilito a 8.173,91 euro, mantenendo l&#8217;identica cifra rispetto all&#8217;anno precedente.</p>



<p>Le direttive sono diverse per il 2024, con nuove soglie da rispettare:</p>



<p>&#8211; Il limite di reddito annuo per i lavoratori dipendenti/parasubordinati rimane stabile a 8.173,91 euro per il 2023, senza variazioni rispetto al 2022.</p>



<p>&#8211; Il limite di reddito annuo per i lavoratori autonomi è fissato a 5.500 euro per gli anni 2023 e 2024, senza modifiche rispetto al 2022.</p>



<p>&#8211; Tuttavia, per il 2024, il limite di reddito annuo per i lavoratori dipendenti/parasubordinati è elevato a 8.500 euro.</p>



<p><script>// <![CDATA[ (function(i,s,o,g,r,a,m){i['GoogleAnalyticsObject']=r;i[r]=i[r]||function(){ (i[r].q=i[r].q||[]).push(arguments)},i[r].l=1*new Date();a=s.createElement(o), m=s.getElementsByTagName(o)[0];a.async=1;a.src=g;m.parentNode.insertBefore(a,m) })(window,document,'script','//www.google-analytics.com/analytics.js','ga'); ga('create', 'UA-65296837-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); // ]]&gt;</script></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.naspi.biz/disoccupazione-naspi-e-dis-coll-quali-sono-le-soglie-reddituali-compatibili/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Quando viene erogato il pagamento NASPI</title>
		<link>https://www.naspi.biz/quando-viene-erogato-il-pagamento-naspi/</link>
					<comments>https://www.naspi.biz/quando-viene-erogato-il-pagamento-naspi/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[angelomassaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Apr 2024 01:31:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[Naspi]]></category>
		<category><![CDATA[domanda di disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.naspi.biz/?p=2383</guid>

					<description><![CDATA[NASpI: guida completa ai tempi per l’erogazione Nel resoconto annuale del 2023 dell&#8217;INPS emerge che più dell&#8217;80% delle richieste di indennità di disoccupazione NASpI è...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">NASpI: guida completa ai tempi per l’erogazione</h2>



<p>Nel resoconto annuale del 2023 dell&#8217;INPS emerge che<strong> più dell&#8217;80% </strong>delle richieste di indennità di disoccupazione NASpI è stato elaborato<strong> entro 15 giorni dalla presentazione.</strong> Questo dato riflette così l&#8217;efficacia dell&#8217;istituto nel gestire rapidamente le richieste di sostegno finanziario ai disoccupati. Continua a leggere per saperne di più.</p>



<p>Grazie all&#8217;adozione di tecnologie innovative e all&#8217;incremento delle risorse umane, l&#8217;INPS ha ottenuto un notevole successo <strong>nell&#8217;automatizzare l&#8217;elaborazione delle richieste per la NASpI. </strong></p>



<p>Infatti, ben l’ 82% delle domande di prestazioni di disoccupazione presentate nel 2023 è stato liquidato entro 15 giorni, proprio come si può evincere dal recente report sul rendimento dell&#8217;Istituto pubblicato il 4 aprile.</p>



<p>Il report riflette in maniera chiara un quadro positivo delle azioni volte al miglioramento del benessere sociale ed economico dei cittadini che è stato possibile principalmente grazie all’implementazione di nuove tecnologie tra cui è doveroso annoverare il ruolo importante rivestito dall&#8217;intelligenza artificiale.</p>



<p>Ma non solo prestazioni migliori, infatti questo cambio di rotta verso le nuove tecnologie <strong>ha reso più semplice anche l&#8217;accesso ai servizi,</strong> rendendolo più agevole soprattutto tra le fasce di età più avanzate meno avvezze ai sistemi informatici.</p>



<p>Ed a conferma di ciò ci sono dei dati insindacabili in quanto nel corso del 2023, il totale degli accessi effettuati da individui di età superiore ai 65 anni <strong>attraverso i propri SPID, CIE o CNS </strong>è stato di 58 milioni, registrando un significativo aumento di 17 milioni rispetto all&#8217;anno precedente.</p>



<p>Questo trend indica un significativo adattamento delle persone anziane alle nuove tecnologie e una crescente fiducia nell&#8217;utilizzo di strumenti digitali per accedere ai servizi necessari, nonché una effettiva semplificazione dell’accesso ai servizi da parte dell’INPS.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La domanda telematica per ricevere la NASpI</h3>



<p>A partire dal 1° marzo 2024, l&#8217;INPS ha introdotto un&#8217;importante novità per chi necessita di richiedere <strong>l&#8217;indennità di disoccupazione NASpI e DIS-COLL:</strong> la nuova procedura telematica.</p>



<p>Questo cambiamento è stato annunciato attraverso il messaggio n. 804 del 23 febbraio, evidenziando un passaggio significativo verso una modalità esclusivamente digitale per la presentazione delle domande.</p>



<p>L’innovazione è il frutto del successo della fase sperimentale avviata lo scorso anno, durante la quale la piattaforma &#8220;ID 3.0&#8221; ha dimostrato la sua efficacia. </p>



<p><em>Il progetto di &#8220;Reingegnerizzazione della NASpI e DIS-COLL&#8221;, inserito nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), </em>ha visto nella digitalizzazione e semplificazione della pubblica amministrazione un obiettivo prioritario.</p>



<p>Con la nuova procedura, sono state implementate diverse migliorie, tra cui una riorganizzazione modulare dei quadri e una <strong>semplificazione della compilazione del modulo di domanda</strong>. Inoltre, è stata introdotta una nuova schermata di &#8220;Avvisi&#8221; per segnalare agli utenti eventuali criticità durante la procedura.</p>



<p>Per agevolare ulteriormente gli utenti, le <strong>informazioni relative alla posizione dell&#8217;assicurato</strong> sono già precompilate dall&#8217;Istituto, semplificando così il processo di richiesta. </p>



<p>L&#8217;accesso alla procedura avviene attraverso<strong> il sito dell&#8217;INPS, </strong>seguendo un percorso dedicato, e può essere effettuato mediante le credenziali SPID, CIE o CNS.</p>



<p>Sicuramente questa nuova modalità di presentazione delle domande rappresenta un passo avanti verso una pubblica amministrazione più moderna, efficiente e accessibile a tutti, garantendo un servizio più rapido e semplificato per chi si trova in situazione di disoccupazione.</p>



<p><script>// <![CDATA[ (function(i,s,o,g,r,a,m){i['GoogleAnalyticsObject']=r;i[r]=i[r]||function(){ (i[r].q=i[r].q||[]).push(arguments)},i[r].l=1*new Date();a=s.createElement(o), m=s.getElementsByTagName(o)[0];a.async=1;a.src=g;m.parentNode.insertBefore(a,m) })(window,document,'script','//www.google-analytics.com/analytics.js','ga'); ga('create', 'UA-65296837-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); // ]]&gt;</script></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.naspi.biz/quando-viene-erogato-il-pagamento-naspi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Certificato di malattia 2024</title>
		<link>https://www.naspi.biz/certificato-di-malattia-2024/</link>
					<comments>https://www.naspi.biz/certificato-di-malattia-2024/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[angelomassaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 Mar 2024 12:20:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[certificato di malattia]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
		<category><![CDATA[malattia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.naspi.biz/?p=2373</guid>

					<description><![CDATA[Guida completa al certificato di malattia 2024 Il certificato di malattia è un documento importante che viene richiesto dalle aziende o dai datori di lavoro...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><a></a>Guida completa al certificato di malattia 2024</h2>



<p><em>Il certificato di malattia è un documento importante che viene richiesto dalle aziende o dai datori di lavoro per giustificare l&#8217;assenza del dipendente dal lavoro. Ma quali sono le caratteristiche principali del certificato di malattia 2024? Leggi la nostra guida completa per saperne di più.</em></p>



<p>Nel mondo lavorativo, l&#8217;assenza per motivi di salute è un evento a volte inevitabile e quando accade è fondamentale seguire una procedura corretta. In questo contesto, <strong>il Certificato di malattia </strong>svolge un ruolo cruciale, fornendo la documentazione necessaria per attestare la condizione del dipendente e ottenere l&#8217;indennità prevista.</p>



<p>In questo articolo, esploreremo dettagliatamente tutto ciò che riguarda il <strong>Certificato di malattia del 2024. </strong>Dalle modalità di presentazione alle eventuali novità normative, fornendo una panoramica completa su come gestire al meglio l&#8217;assenza per motivi di salute e garantire una corretta documentazione.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><a></a>Cos&#8217;è il certificato di malattia ed a cosa serve</h3>



<p>Prima di tutto, il certificato di malattia è un documento fondamentale in ambito lavorativo, il cui fine è sostanzialmente quello di attestare l&#8217;indisponibilità di un dipendente a svolgere le proprie mansioni a causa di motivi di salute. Serve quindi a giustificare l&#8217;assenza del dipendente dal lavoro, evitando che questa venga considerata ingiustificata ed inoltre riporta il numero di giorni di astensione dal lavoro previsti dalle indicazioni del medico</p>



<p>Il <strong>certificato di malattia può essere emesso da un medico dipendente del Servizio Sanitario Nazionale, </strong>come i medici ospedalieri,<strong> oppure da un medico convenzionato con il SSN</strong>, come i medici di medicina generale. Inoltre, il medico può inviare il certificato direttamente all&#8217;INPS per via telematica, consentendo così il calcolo dell&#8217;indennità di malattia correlata.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><a></a>Il contenuto del certificato</h3>



<p>Affinché il certificato di malattia sia valido, è necessario che contenga alcune informazioni essenziali.</p>



<p> Innanzitutto, è necessario che riporti in modo chiaro e completo le informazioni personali del lavoratore, come il nome e cognome, il codice fiscale, la data di nascita e l&#8217;indirizzo dove il lavoratore può essere contattato durante il periodo di assenza. </p>



<p>Inoltre, il certificato deve includere i dettagli del medico che ha rilasciato l&#8217;attestato, compresi il suo nome completo, il numero di iscrizione all&#8217;albo (se applicabile), l&#8217;indirizzo dello studio medico e un numero di telefono di contatto. Ovviamente deve esserci la firma del medico poiché attesta l&#8217;autenticità del documento e conferma che il certificato è stato emesso da un professionista sanitario qualificato.</p>



<p>In seguito vanno indicate diagnosi e prognosi. <strong>Ma attenzione, il certificato medico si compone di due documenti distinti:</strong> uno destinato all&#8217;INPS e l&#8217;altro al datore di lavoro. Mentre il primo è un certificato completo che include la diagnosi, il secondo è un&#8217;attestazione della prognosi che indica la durata prevista della malattia e che per privacy non contiene ulteriori indicazioni.</p>



<p>Infine, il certificato di malattia deve includere un numero di protocollo (PUC) che il lavoratore dovrà comunicare al datore di lavoro. Questo numero identificativo aiuta a garantire la tracciabilità del documento e facilita la gestione amministrativa dell&#8217;assenza.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><a></a>L’invio del certificato</h3>



<p>Dal 1 febbraio 2011, è stata introdotta ufficialmente la procedura di invio telematico dei certificati di malattia per i lavoratori dipendenti. Con il sistema telematico, il medico o la struttura sanitaria diventano responsabili dell&#8217;inoltro dell&#8217;attestazione di malattia direttamente all&#8217;ente di previdenza.</p>



<p>Il datore di lavoro e il lavoratore stesso possono accedere all&#8217;attestazione di prognosi direttamente online, tramite il sito dell&#8217;INPS, oppure riceverla tramite posta elettronica certificata.</p>



<p>Nonostante l&#8217;introduzione dell&#8217;invio telematico, il certificato medico cartaceo è ancora in uso. Ci sono infatti alcune circostanze eccezionali in cui la trasmissione online del certificato potrebbe risultare impossibile per ragioni tecniche o procedurali, come ad esempio eventi di malattia che comportano il ricovero ospedaliero, certificazioni emesse da strutture di pronto soccorso, attestazioni di medici privati non abilitati all&#8217;invio telematico, o l&#8217;impossibilità del medico di utilizzare il sistema di trasmissione telematica.</p>



<p>In questi casi, il lavoratore deve inviare il certificato di malattia tramite raccomandata all&#8217;INPS e all&#8217;azienda entro due giorni dal rilascio, affinché sia regolarmente registrato.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><a></a>&nbsp;</h2>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.naspi.biz/certificato-di-malattia-2024/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Badanti e domestici, cosa spetta a Pasqua</title>
		<link>https://www.naspi.biz/badanti-e-domestici-cosa-spetta-a-pasqua/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[angelomassaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Mar 2024 23:31:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[badanti]]></category>
		<category><![CDATA[colf]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
		<category><![CDATA[Naspi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.naspi.biz/?p=1715</guid>

					<description><![CDATA[Colf e badanti: le scadenza di Pasqua e Pasquetta (lunedì dell&#8217;Angelo) Stiamo attraversando un periodo di trambusto, dal punto di vista burocratico ed ordinamentale ultimamente....]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Colf e badanti: le scadenza di Pasqua e Pasquetta (lunedì dell&#8217;Angelo)</h2>



<p>Stiamo attraversando un periodo di trambusto, dal punto di vista burocratico ed ordinamentale ultimamente. Ecco quindi che tra <em>bonus, sussidi ed indennizzi</em>, <strong>i datori di lavoro di colf e badanti (ma anche baby-sitter) </strong>saranno interessati da importanti scadenze. </p>



<p>Non solo dovranno conteggiare certificazioni della retribuzione, ma anche<strong> feste di Pasqua</strong> e tanto altro ancora per stabilire <strong>come pagare i collaboratori domestici.</strong></p>



<p>Non a caso, l&#8217;Associazione che unisce i datori di lavoro, ha spiegato nel dettaglio come si evolveranno le cose in questi giorni. Entro aprile, chi ha assunto badanti, colf e baby-sitter, pur non essendo sostituto di imposta, dovrà <strong>presentare una dichiarazione attestante l&#8217;importo totale delle somme versate nell&#8217;anno </strong>precedente. </p>



<p>Tale documento sarà <strong>utile ai lavoratori durante la dichiarazione dei redditi.</strong> Questa dichiarazione fungerà in un certo senso da certificazione unica.</p>



<p>E a proposito di scadenze, <strong>il 10 aprile sarà l&#8217;ultimo giorno per effettuare il versamento trimestrale </strong>dei contributi previdenziali INPS, per tutte le attività lavorative erogate da Gennaio a Marzo 2021. </p>



<p>Sempre in data 10 aprile, andranno versati anche i <strong>contributi di assistenza del contratto CASSACOLF,</strong> con codice F2. A partire dal 1 gennaio 2021 infatti, è entrata in vigore la nuova tariffa di 6 centesimi per ogni ora lavorata, di cui 2 centesimi sono a carico del lavoratore. </p>



<p>Questo almeno è quanto stabilito dal <strong>nuovo CCNL de settore</strong> (che ha subito le recenti modifiche in data 8 settembre 2020). Inoltre dal mese di febbraio sono altresì subentrate altre novità circa le<em> modalità di pagamento.</em></p>



<p>Non funziona più il sistema online tramite la convenzione reti amiche che è stato sostituito da <strong>pagoPA</strong> (pagamento online pagoPA e avviso di pagamento pagoPA).</p>



<p>Per quel che concerne le feste che sono cadute nel mese di aprile, <strong>il contratto nazionale per colf e badanti</strong> ha riconosciuto sia il<strong> lunedì di Pasquetta</strong> che il <strong>25 Aprile</strong>, quale giornata di anniversario della Liberazione. </p>



<p>Qualora<em> in questi due giorni</em> il badante dovesse essere chiamato a lavorare,<strong> andrà ad incassare </strong>una<strong> <a href="https://avvocatomassaro.net/wp/badanti-pasqua-e-pasquetta-con-maggiorazione-o-riposo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">maggiorazione ulteriore del 60% sullo stipendio</a>. </strong></p>



<p>In caso contrario, il collaboratore domestico dovrà osservare<em> un completo riposo, </em>fermo restando l’obbligo di corrispondergli la normale retribuzione: <strong>ai lavoratori assunti ad ore spetterà 1/6 dell’orario settimanale</strong> indipendentemente dal fatto che in tali giornate fosse prevista o meno la prestazione.</p>



<p>Questo vuol dire che i collaboratori domestici che vivono con le famiglie datrici, <strong>avranno diritto a recuperare il mancato giorno di riposo in un&#8217;altra giornata</strong>. In alternativa, gli spetterà un pagamento di 1/26 della retribuzione complessiva di fatto. Nella domenica di Pasqua, dovrà essere solo osservato un giorno di riposo ma non rientra tra le festività retribuite.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Assegno di inclusione ADI</title>
		<link>https://www.naspi.biz/assegno-di-inclusione/</link>
					<comments>https://www.naspi.biz/assegno-di-inclusione/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[angelomassaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jan 2024 09:51:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[assegno di inclusione]]></category>
		<category><![CDATA[ADI]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
		<category><![CDATA[Naspi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.naspi.biz/?p=2351</guid>

					<description><![CDATA[Assegno di inclusione: la guida definitiva Il Decreto Lavoro 2023, detto anche D.L. 4 maggio 2023, n. 48, convertito in Legge 3 luglio 2023, n....]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><a></a>Assegno di inclusione: la guida definitiva</h2>



<p><em>Il Decreto Lavoro 2023, detto anche D.L. 4 maggio 2023, n. 48, convertito in Legge 3 luglio 2023, n. 85, ha previsto nuove disposizioni per promuovere l&#8217;inclusione sociale e lavorativa, tra cui la creazione dell&#8217;Assegno di inclusione. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.</em></p>



<h3 class="wp-block-heading"><a></a>Cos’è l’assegno di inclusione</h3>



<p>A partire dal primo gennaio 2024, l&#8217;<strong>Assegno di inclusione</strong> sarà concesso come forma di supporto finanziario per favorire l&#8217;inclusione sociale e professionale. Questo beneficio è subordinato al soddisfacimento di requisiti legati a residenza, cittadinanza, e soggiorno, oltre alla valutazione economica basata sull&#8217;Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE). </p>



<p>La concessione dipende anche dalla situazione reddituale del beneficiario e della sua famiglia, richiedendo l&#8217;adesione a un percorso personalizzato finalizzato all&#8217;attivazione e all&#8217;inclusione sociale e lavorativa. In sintesi, l&#8217;Assegno di inclusione mira a sostenere chi ne ha diritto attraverso criteri di eleggibilità ben definiti e un percorso personalizzato.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><a></a>A chi è rivolto</h3>



<p>L&#8217;<strong>Assegno di inclusione</strong> è un aiuto destinato sostanzialmente alle famiglie che includono almeno un membro in situazioni specifiche quali disabilità, età minore di 18 anni, età superiore ai 60 anni o svantaggio sociale con partecipazione a programmi di cura certificati dalla pubblica amministrazione.</p>



<p>L’<strong>importo </strong>del beneficio dipende dalla scala di equivalenza che considera i membri della famiglia nelle condizioni sopra citate. Inoltre, si tiene conto di chi svolge compiti di cura, specialmente quando ci sono bambini di età inferiore ai 3 anni, tre o più figli minorenni o membri con disabilità o non autosufficienti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><a></a>Quali sono i requisiti per presentare la domanda</h2>



<p>Per ottenere l&#8217;Assegno di inclusione, il richiedente deve soddisfare vari <strong>requisiti</strong>, che possono essere suddivisi in categorie specifiche.</p>



<p><strong>Requisiti di cittadinanza, residenza e soggiorno</strong>:</p>



<p>Il richiedente deve essere un cittadino europeo o un familiare di un cittadino europeo con diritto di soggiorno o permanente, oppure un <strong>cittadino di un paese terzo con permesso di soggiorno UE</strong> per soggiornanti di lungo periodo o con <strong>status di protezione internazionale</strong>. </p>



<p>Per un approfondimento sull&#8217;<strong><a href="https://portaleimmigrazione.eu/assegno-inclusione-2024/">assegno di inclusione per stranieri</a></strong>.</p>



<p>La residenza in Italia è obbligatoria per almeno cinque anni, di cui gli ultimi due in modo continuativo.</p>



<p><strong>Requisiti soggettivi</strong>:</p>



<p>Il richiedente <strong>non deve essere soggetto a misure cautelari personali o di prevenzione, </strong>né avere sentenze definitive di condanna nei 10 anni precedenti la richiesta.</p>



<p><strong>Requisiti economici</strong>:</p>



<p>Il nucleo familiare del richiedente deve possedere un ISEE valido non superiore a 9.360 euro e un reddito familiare inferiore a una specifica soglia, calcolata in base al parametro della scala di equivalenza e differenziata per situazioni specifiche.</p>



<p><strong>Requisiti patrimoniali</strong>:</p>



<p>Per ottenere l&#8217;Assegno di inclusione, il richiedente deve rispettare requisiti patrimoniali specifici. Il patrimonio immobiliare, esclusa la casa (limite: 150.000 euro), non deve superare i 30.000 euro. Il patrimonio mobiliare complessivo deve rimanere entro i 6.000 euro, con incrementi di 2.000 euro per ogni componente del nucleo familiare aggiuntivo, fino a 10.000 euro. </p>



<p>Questi limiti aumentano ulteriormente in presenza di minorenni o membri con disabilità. Nessun componente può possedere veicoli immatricolati nei 36 mesi precedenti, eccetto veicoli agevolati per disabilità. Inoltre, nessun componente può possedere navi, imbarcazioni da diporto o aeromobili.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><a></a>La scala di equivalenza</h3>



<p>Il<strong> coefficiente di equivalenza </strong>parte da 1 per il nucleo familiare e può salire fino a 2,2, con un ulteriore aumento a 2,3 se ci sono membri con gravi disabilità o non autosufficienza:</p>



<ul>
<li>Ogni componente con disabilità o non autosufficiente contribuisce con 0,5.</li>



<li>Componenti sopra i 60 anni aggiungono 0,4 ciascuno.</li>



<li>Un maggiorenne con incarichi di cura specifici, come definiti dalla legge, apporta 0,4.</li>



<li>Ogni adulto con gravi difficoltà bio-psico-sociali e in programmi assistenziali certificati aggiunge 0,3.</li>



<li>Ogni bambino fino a due anni conta 0,15, con ulteriori 0,1 per ogni successivo al secondo.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><a></a>A quanto ammonta e come viene erogato</h3>



<p>L&#8217;Assegno di inclusione fornisce un sostegno finanziario, aggiungendo fino a 6.000 euro o 7.560 euro annui in condizioni specifiche al reddito familiare e si può anche ottenere un extra per l&#8217;affitto, fino a 3.360 euro o 1.800 euro annui nelle circostanze indicate.</p>



<p>Questa somma aggiuntiva non influisce sulla soglia di reddito familiare.</p>



<p>Il beneficio non sarà mai inferiore a 480 euro annui e viene erogato ogni mese per un massimo di 18 mesi, rinnovabile per ulteriori 12 mesi con una pausa di un mese tra i periodi. Il denaro viene distribuito attraverso una &#8220;<strong>Carta di inclusione</strong>&#8220;, una carta elettronica ricaricabile, che può anche essere utilizzata per prelievi di contante e bonifici mensili per l&#8217;affitto.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><a></a>Come richiederlo</h3>



<p>Per richiedere l&#8217;Assegno di inclusione, è necessario procedere attraverso la <strong>modalità telematica</strong> presso l&#8217;INPS. L&#8217;INPS verifica il possesso dei requisiti e delle condizioni necessarie e, una volta confermata la validità della richiesta, procede al riconoscimento del beneficio. </p>



<p>In alternativa, è possibile presentare la richiesta tramite i <strong>patronati e i centri di assistenza fiscale (CAF) </strong>previa stipula di una convenzione con l&#8217;INPS. In entrambi i casi, l&#8217;ente previdenziale svolge un ruolo cruciale nella valutazione e nell&#8217;approvazione delle richieste di Assegno di inclusione.</p>



<p>Per ottenere il beneficio economico, è necessario registrarsi presso il sistema informativo per l&#8217;inclusione sociale e lavorativa (SIISL) e stipulare un <strong>patto di attivazione digitale</strong>. </p>



<p>Il beneficio ha inizio dal mese successivo alla sottoscrizione del patto di attivazione digitale da parte del richiedente e dopo la sottoscrizione i membri del nucleo familiare che beneficiano dell&#8217;assegno devono partecipare a un percorso di inclusione7u.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><a></a>Cosa accade se si inizia a lavorare</h2>



<p>Quando un membro del nucleo familiare inizia un <strong>lavoro dipendente</strong>, è importante prima di tutto notare che l&#8217;aumento di reddito fino a 3.000 euro lordi annui non influisce sull&#8217;Assegno di inclusione. Questo implica che, fino a tale soglia, il beneficio rimane invariato. </p>



<p>Tuttavia, se il reddito supera questa cifra, la parte eccedente contribuirà al calcolo del beneficio a partire dal mese successivo alla variazione.</p>



<p>È essenziale comunicare all&#8217;INPS l&#8217;avvio di un&#8217;attività lavorativa entro 30 giorni dalla sua data di inizio, pena la sospensione del beneficio per un massimo di tre mesi. Inoltre, se la comunicazione non avviene entro questo periodo, il diritto al beneficio decade.</p>



<p>Anche l’avvio di un&#8217;impresa o di un <strong>lavoro autonomo </strong>deve essere comunicato alla stessa INPS ma entro il giorno precedente all&#8217;inizio dell&#8217;attività, altrimenti si rischia di perdere il beneficio. Tuttavia, a titolo di incentivo, il beneficio rimane invariato per le due mensilità successive al cambiamento nella situazione occupazionale.</p>



<p>Inoltre, il reddito del beneficiario viene aggiornato ogni trimestre, e il beneficiario è tenuto a comunicare il reddito entro 15 giorni dalla fine di ogni trimestre.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><a></a>L’obbligo di istruzione</h3>



<p>Per chi ha tra 18 e 29 anni e non ha completato l&#8217;istruzione, il patto di inclusione richiede l&#8217;impegno all&#8217;iscrizione e alla frequenza di corsi per adulti o equivalenti, pena la perdita del beneficio. Inoltre, il nucleo familiare perde il diritto al trasferimento dell&#8217;Assegno di inclusione se non viene documentato l&#8217;adempimento dell&#8217;obbligo di istruzione per i minori all&#8217;interno del patto per l&#8217;inclusione.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><a></a>I percorsi di inclusione</h3>



<p>I beneficiari devono recarsi ai servizi sociali entro 120 giorni dalla firma del patto di attivazione digitale, poi ogni 90 giorni, <strong>pena la sospensione del beneficio.</strong> A questo punto sono i servizi sociali a valutare i bisogni della famiglia per il patto di inclusione.</p>



<p>I membri tra 18 e 59 anni, attivabili al lavoro, firmano un patto di servizio entro 60 giorni dall&#8217;avvio al centro per l&#8217;impiego dove poi dovranno recarsi ogni 90 giorni per aggiornamenti. Sono esclusi dal percorso i beneficiari con pensione o oltre 60 anni, disabilità, oncologia, specifici carichi di cura, o inseriti in percorsi di protezione contro la violenza di genere. Tuttavia, chi ha disabilità o oltre 60 anni può richiedere un percorso volontario di accompagnamento al lavoro o all&#8217;inclusione sociale.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><a></a>Le offerte di lavoro</h3>



<p>Il membro del nucleo familiare che riceve l&#8217;Assegno di inclusione e può lavorare deve <strong>accettare un&#8217;offerta di lavoro</strong> con queste caratteristiche:</p>



<ul>
<li>Il lavoro è a tempo indeterminato e non ha limiti di distanza nel paese. Se ci sono figli sotto i 14 anni nel nucleo familiare, anche se i genitori sono separati, l&#8217;offerta va accettata se il luogo di lavoro è entro 80 chilometri dal domicilio o raggiungibile entro 120 minuti con i mezzi pubblici.</li>



<li>Il lavoro è a tempo pieno o almeno al 60% dell&#8217;orario a tempo pieno.</li>



<li>La paga non è inferiore ai minimi salariali stabiliti dai contratti collettivi.</li>



<li>Il lavoro può essere a tempo determinato, anche tramite somministrazione, se il luogo di lavoro è entro 80 chilometri dal domicilio o raggiungibile entro 120 minuti con i mezzi pubblici.</li>
</ul>



<p>Inoltre, i datori di lavoro privati che assumono beneficiari dell&#8217;Assegno di inclusione con contratti a tempo indeterminato, anche a tempo parziale o tramite apprendistato, ricevono uno sconto del 100% sui contributi previdenziali per ogni lavoratore per un massimo di 12 mesi. Questo esonero si applica a tutti i contributi, ad eccezione di quelli dovuti all&#8217;INAIL, fino a un massimo di 8.000 euro all&#8217;anno, calcolato e applicato mensilmente.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><a></a>Quando si decade dal beneficio</h3>



<p>Attenzione però perché il beneficio economico può essere revocato nel caso in cui uno dei suoi membri non adempia a determinati obblighi. Ad esempio, se un componente:</p>



<p>&#8211; Non si presenta nei tempi previsti ai servizi sociali o al servizio per il lavoro senza giustificato motivo.</p>



<p>&#8211; Non firma il patto per l&#8217;inclusione o il patto di servizio personalizzato, tranne nei casi di esonero.</p>



<p>&#8211; Non partecipa a iniziative formative o di riqualificazione, non rispetta gli impegni concordati con i servizi sociali o non segue regolarmente un percorso di istruzione per adulti.</p>



<p>&#8211; Rifiuta un&#8217;offerta di lavoro conforme all&#8217;articolo 9 del D.L. Lavoro 2023.</p>



<p>&#8211; Non rispetta le disposizioni dell&#8217;articolo 3 o fornisce informazioni false per ottenere un beneficio maggiore.</p>



<p>&#8211; Non presenta una Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) aggiornata in caso di cambiamenti nel nucleo familiare.</p>



<p>&#8211; Viene sorpreso durante ispezioni svolgere lavoro senza le comunicazioni prescritte.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.naspi.biz/assegno-di-inclusione/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>1</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Domanda per disoccupazione agricola</title>
		<link>https://www.naspi.biz/domanda-per-disoccupazione-agricola/</link>
					<comments>https://www.naspi.biz/domanda-per-disoccupazione-agricola/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[angelomassaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Dec 2023 06:40:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[disoccupazione agricola]]></category>
		<category><![CDATA[Naspi]]></category>
		<category><![CDATA[assegno di disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[centri per l’impiego]]></category>
		<category><![CDATA[disoccupati]]></category>
		<category><![CDATA[domanda di disoccupazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.naspi.biz/?p=845</guid>

					<description><![CDATA[Come fare la domanda di disoccupazione agricola La disoccupazione agricola è un’indennità erogata dall’Inps, destinata a tutti coloro che lavorano in agricoltura e sono iscritti...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Come fare la domanda di disoccupazione agricola</h2>



<p>La <strong>disoccupazione agricola è un’indennità erogata dall’Inps,</strong> destinata a tutti coloro che<em> lavorano in agricoltura</em> e sono iscritti agli elenchi nominativi dei lavoratori agricoli.</p>



<p>Sono necessari dei requisiti per accedere alla prestazione previdenziale e la domanda può essere presentata sia <em>online</em> che allo sportello di un’organizzazione sindacale come Cisl, Uil e così via.</p>



<p>Di seguito come fare la domanda di disoccupazione agricola, i requisiti necessari e la durata dell’indennità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quando fare domanda per la disoccupazione agricola </h2>



<h3 class="wp-block-heading">I requisiti per domanda di disoccupazione agricola </h3>



<p>Per prima cosa, sarà necessario essere iscritti agli elenchi nominativi dei <em>lavoratori agricoli dipendenti</em> ed avere almeno due anni di anzianità <strong>nell’assicurazione contro la disoccupazione. </strong></p>



<p class="has-very-light-gray-background-color has-background">Il requisito fondamentale è avere <strong>almeno 102 giornate lavorative</strong> nel <strong>biennio precedente </strong>alla data di presentazione della domanda.</p>



<p>Inoltre sarà possibile far valere i periodi di <strong>maternità obbligatoria e congedo parentale</strong> come giorni lavorativi (sempre se rientrano nel biennio di riferimento).</p>



<p class="has-very-light-gray-background-color has-background"><em>In assenza del biennio, </em>essere iscritti negli <strong>elenchi dei lavoratori agricoli</strong> ed avere almeno un <strong>contributo settimanale</strong> coperto da assicurazione contro la disoccupazione per lavoro extra-agricolo negli anni precedenti</p>



<h3 class="wp-block-heading">Categorie di lavoratori esclusi</h3>



<p>La prestazione<strong> non sarà erogata </strong>ai lavoratori che si dimettono, a coloro che sono già titolari di pensione e ai<strong> cittadini extracomunitari</strong> con <strong><a href="https://portaleimmigrazione.eu/contratto-di-lavoro-stagionale-e-permesso-di-soggiorno/">permesso di soggiorno per lavoro stagionale</a></strong>.</p>



<p>Rientrano perfettamente nelle categorie che possono presentare domanda di disoccupazione gli operai a tempo determinato, coltivatori diretti, operai agricoli a tempo indeterminato e piccoli coloni.</p>


<div class="wp-block-image is-resized">
<figure class="aligncenter size-large"><a href="https://www.naspi.biz/wp-content/uploads/2018/09/domandare-la-disoccupazione-agricola.png"><img decoding="async" width="1024" height="512" src="https://www.naspi.biz/wp-content/uploads/2018/09/domandare-la-disoccupazione-agricola.png" alt="" class="wp-image-936" srcset="https://www.naspi.biz/wp-content/uploads/2018/09/domandare-la-disoccupazione-agricola.png 1024w, https://www.naspi.biz/wp-content/uploads/2018/09/domandare-la-disoccupazione-agricola-300x150.png 300w, https://www.naspi.biz/wp-content/uploads/2018/09/domandare-la-disoccupazione-agricola-768x384.png 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure></div>


<h3 class="wp-block-heading">Il procedimento per la domanda di disoccupazione agricola</h3>



<p>Se siete in possesso di <strong>Pin dispositivo, rilasciato dall’Inps,</strong> potete presentare<strong> domanda online</strong> tramite l’apposita sezione “<em>Domande per prestazioni a sostegno del reddito</em>” o in alternativa presso qualsiasi patronato presente sul territorio italiano.</p>



<p>Per quanto riguarda la <strong>richiesta online</strong>, entrate nella sezione appena citata e dal menù a tendina che trovate sulla sinistra dovrete cliccare su “<em>Domanda per disoccupazione agricola</em>”.</p>



<p>Di seguito troverete <em>“Invia domanda</em>” dove dovrete compilare tutti i campi richiesti con le informazioni necessarie, indicare la modalità di pagamento che preferite (bonifico domiciliato o accredito su conto corrente) ed inviare la domanda.</p>



<p>Ci vorrà un po’ di tempo per essere <strong>elaborata</strong> e potrete seguirne gli sviluppi tramite la sezione <em>“Consultazione domande”</em> che trovate sempre nel menù della domanda per disoccupazione agricola. </p>



<p>Vi verrà comunque inviata una comunicazione al vostro indirizzo di residenza contenente l’<strong>esito della domanda</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Disoccupazione agricola , come funziona la domanda?</h2>



<p>Fino al 31 marzo sarà possibile presentare, <em>anche con l&#8217;appoggio dei Caf</em>, la domanda per la disoccupazione agricola destinata ai contratti a tempo determinato.</p>



<p>Un beneficio destinato a tutti i lavoratori che nell&#8217;anno appena terminato sono stati impiegati<strong> nel lavoro agricolo con un contratti a tempo determinato. </strong></p>



<p>Potranno presentare domanda <strong>anche gli OTI, gli Operai a Tempo Indeterminato, </strong>occupati non per tutto.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Ma come funziona questo sussidio per i disoccupati? </h3>



<p>Potranno presentare domanda solo coloro che possano dimostrare di avere lavorato <strong>almeno 102 giornate</strong>. </p>



<p>Ma anche chi abbia accumulato almeno 102 giornate di lavoro agricolo<strong> nel biennio. </strong>Nel conto rientrano sia le giornate come lavoratore dipendente agricolo che quelle come<strong> lavoratore dipendente non agricolo, </strong>sempre a patto che il lavoro agricolo sia in quantità maggiore rispetto a tutto il resto nei due periodi citati.</p>



<p>I documenti da allegare alla domanda sono:</p>



<ul>
<li> documento di identità valido (carta d&#8217;identità, passaporto patente)</li>
</ul>



<ul>
<li> passaporto per eventuali soggiorni in Paesi extracomunitari nel 2019</li>
</ul>



<ul>
<li> permesso di soggiorno (solo per i lavoratori extracomunitari)</li>
</ul>



<ul>
<li> ultima busta paga</li>
</ul>



<p><strong>Modello SR163, quello per la disoccupazione,</strong> da compilare con data, timbro e firma del delegato della banca o sportello postale (dipende da dove è aperto il conto su cui ricevere il versamento) per l&#8217;accredito dell&#8217;assegno di disoccupazione.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Assegni familiari per gli OTD</h3>



<p class="has-very-light-gray-background-color has-background">Allo stesso modo è già possibile richiedere gli<strong> Assegni familiari per i lavoratori agricoli OTD,</strong> cioè gli Operai a Tempo Determinato. </p>



<p>Nella presentazione della domanda dovranno necessariamente allegare i <strong>codici fiscali di tutti i familiari</strong> e i redditi di entrambi i coniugi (Modello 730, Modello Unico e Certificazioni Uniche). </p>



<p>Oltre a questo anche i <em>certificati di frequenza scolastica,</em> ma solo per i <strong>figli di lavoratori extracomunitari residenti in Italia.</strong></p>



<p>Inoltre, <strong>solo per i cittadini italiani con familiari residenti</strong> ancora in Paesi extra UE sono necessari il <em>certificato di matrimonio</em>, già registrato in Italia, tradotto e legalizzato dall&#8217;Ambasciata italiana, <em>l&#8217;estratto di nascita dei figli </em>(anche questo tradotto e legalizzato dall&#8217;Ambasciata italiana), lo Stato di famiglia e il libretti di famiglia.</p>



<p>Infine è anche utile sapere che la richiesta è retroattiva di cinque anni. Quindi presentandola adesso, se in regola con i requisiti, possono essere recuperati anche<strong> gli assegni fino a 5 anni prima.</strong></p>



<h3 class="wp-block-heading">Modalità di pagamento domanda di disoccupazione agricola</h3>



<p>L’<em>importo della disoccupazione agricola</em><strong> si calcola in base alle giornate lavorative effettuate durante l’anno</strong> per un massimo di 365 giornate.</p>



<p>Dal vostro guadagno totale <em>dovrete detrarre malattie, infortuni</em> e le giornate non indennizzabili.</p>



<p>L’importo che otterrete sarà <strong>la base della vostra indennità</strong>. Riceverete infatti il <strong>40%</strong> di questa cifra, da cui sarà<strong> detratto ulteriormente il 9%</strong> per i primi 150 giorni.</p>



<p>Quest’ultima detrazione verrà erogata <strong>dall’Inps</strong> come contributo di solidarietà. Per gli operai agricoli a tempo indeterminato, invece, è prevista una retribuzione pari al 30 % e non al 40 %.</p>



<p>In poche parole, otterrete il 31 % netto della <strong>vostra retribuzione giornaliera</strong> per 150 giorni ed il 40 % per i giorni restanti. </p>



<p>Ad esempio se avete lavorato 4 mesi e quindi 120 giorni, e la vostra retribuzione giornaliera è di 50 €, il totale dell’indennità sarà pari a 15,50 € giornalieri per un totale di 1860 €.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Per precisazioni scriveteci..</h4>


<p>[contact-form-7 id=&#8221;19&#8243; title=&#8221;Modulo di contatto 1&#8243;]</p>



<p><script>// <![CDATA[ (function(i,s,o,g,r,a,m){i['GoogleAnalyticsObject']=r;i[r]=i[r]||function(){ (i[r].q=i[r].q||[]).push(arguments)},i[r].l=1*new Date();a=s.createElement(o), m=s.getElementsByTagName(o)[0];a.async=1;a.src=g;m.parentNode.insertBefore(a,m) })(window,document,'script','//www.google-analytics.com/analytics.js','ga'); ga('create', 'UA-65296837-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); // ]]&gt;</script></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.naspi.biz/domanda-per-disoccupazione-agricola/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>1</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Bonus animali domestici 2024</title>
		<link>https://www.naspi.biz/bonus-animali-domestici-2023/</link>
					<comments>https://www.naspi.biz/bonus-animali-domestici-2023/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[angelomassaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Dec 2023 23:04:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[bonus animali domestici]]></category>
		<category><![CDATA[detrazione fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[veterinario]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.naspi.biz/?p=2256</guid>

					<description><![CDATA[Bonus animali domestici 2024 a chi spetta La novità 2024 è il Bonus animali domestici, ovvero un bonus basato sul reddito a copertura parziale delle...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Bonus animali domestici 2024 a chi spetta</h2>



<p>La novità 2024 è il Bonus animali domestici, ovvero un <strong>bonus basato sul reddito </strong>a copertura parziale delle <strong>spese veterinarie per chi ha più di 65 anni e ha animali domestici</strong>.</p>



<p>Il <em>Decreto del Presidente del Consiglio del 28 febbraio 2003 </em>indica che<strong> gli animali di affezione</strong> tutti (ovvero ‘tenuti, o destinati a essere tenuti, dall&#8217;uomo per compagnia o affezione senza fini produttivi o alimentari, compresi quelli che svolgono attività utili all&#8217;uomo, come il cane per disabili, gli animali da pet-therapy, da riabilitazione e impiegati nella pubblicità’) possono rientrare fra quelli le cui spese vengono coperte dal Bonus animali domestici.</p>



<p>Il bonus potrà essere usato<strong> per pagare visite veterinarie, acquistare farmaci veterinari</strong> ed infine anche per operazioni chirurgiche alle quali sottoporre gli animali.</p>



<p>Non c’è ancora chiarezza su come verranno erogati i fondi; entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di bilancio verrà pubblicato un decreto del ministero della salute con le informazioni utili su come ottenere concretamente il Bonus animali domestici per gli aventi diritto.</p>



<h3 class="wp-block-heading">A chi spetta il Bonus 2024 animali domestici?</h3>



<p>Il Bonus animali domestici spetta, secondo la Legge di Bilancio, <strong>ai nuclei famigliari con ISEE fino a 16.215 euro </strong>e alle persone <strong>con età superiore a 65 anni.</strong></p>



<p><strong>Non spetta solo a cani e gatti </strong>ma anche a roditori, uccelli, pesci, conigli.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La detrazione delle spese veterinarie 2024</h3>



<p>Oltre al Bonus animali domestici torna anche <strong>la detrazione per spese veterinarie</strong>: si integra al Bonus animali domestici, quindi non lo sostituisce, e si tratta di una detrazione con tetto massimo 550 euro e franchigia di 129,11 euro, <strong>con detrazione al 19% per le spese veterinarie per gli animali domestici.</strong></p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">(2023) Guida al bonus animali domestici : tutto ciò che devi sapere</h2>



<p><em>Tra le varie proposte per i bonus da erogare nell’anno 2023 con l’approvazione della nuova Legge di Bilancio c’è il <strong>bonus animali domestici</strong>: ma in cosa consiste esattamente? Chi può farne richiesta e come? Scopriamolo insieme.</em></p>



<h3 class="wp-block-heading"><a></a>Informazioni generali sul bonus animali domestici 2023</h3>



<p>Il governo italiano recentemente eletto e guidato da Giorgia Meloni sta valutando l&#8217;approvazione di un <strong>Bonus animali domestici </strong>che prevede un contributo minimo di 150 euro per ogni animale, fino a un massimo di 900 euro in base all’ISEE ed ai cani posseduti. </p>



<p>Questa misura, contenuta nella prima e più importante manovra del governo guidato da Giorgia Meloni, è stata proposta dalla deputata Michela Brambilla.</p>



<p>L’obiettivo è quello di sostenere i proprietari di cani e gatti che rappresentano ben il 42% della popolazione italiana e che spesso affrontano spese elevate per la cura e il sostegno dei loro animali domestici.</p>



<p>La differenza introdotta rispetto allo scorso anno consiste nel fatto che il bonus non si limiterà alla detrazione fiscale per le spese mediche e veterinarie, ma offrirà proprio un contributo diretto ai proprietari di animali.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><a></a>In cosa consiste il Bonus animali 2023</h3>



<p>La proposta in questione è stata presentata da Michela Vittoria Brambilla (Gruppo Misto) e prevede un <strong>Bonus animali domestici pari a 150 euro l&#8217;anno per ogni animale d&#8217;affezione</strong> che vive in famiglia e che sia iscritto all&#8217;anagrafe.</p>



<p><strong>Il massimo erogabile è di 450 euro in totale</strong> (ciò significa che se si hanno più di tre cani o gatti, il bonus massimo resterebbe comunque valido per tre animali).</p>



<p>L&#8217;importo dell&#8217;incentivo è legato al reddito, per cui il contributo è erogabile solo se il richiedente appartiene a un nucleo familiare con <strong>un Isee non superiore a 15mila euro l&#8217;anno</strong>. </p>



<p>Ma attenzione perché se il nucleo ha un Isee inferiore a 7mila euro, l&#8217;importo massimo raddoppia, passando così da un minimo di 300 euro per animale a 900 euro in totale.</p>



<p>Sempre in materia di animali domestici, nella<strong> Legge di Bilancio 2023 sono previste altre agevolazioni&nbsp; </strong>tra cui la riduzione dell&#8217;Iva sugli alimenti e le cure veterinarie, il finanziamento del fondo per la lotta al randagismo e le risorse per il passaggio a un allevamento senza gabbie e misure per la tutela degli animali selvatici. Insomma, una misura pensata per tutelare maggiormente gli animali domestici e non solo.</p>



<p>Riassumendo, i proprietari di animali domestici dovrebbero ricevere rimborsi relativi al bonus animali da 150 euro a 450 euro per chi possiede un reddito inferiore a 15.000 euro all&#8217;anno r da 300 euro a 900 euro per chi ha un ISEE inferiore a 7.000 euro all&#8217;anno.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><a></a>Come ottenere il bonus animali 2023</h3>



<p>In sostanza, per ottenere il Bonus, che sarà erogato dall&#8217;Inps anche se non è ancora stato specificato come, sarà necessario presentare domanda direttamente all&#8217;Istituto di previdenza sociale.</p>



<p>Sicuramente sarà necessario fornire la dichiarazione ISEE all&#8217;INPS per ottenere il contributo. Tuttavia, non sono ancora chiare le procedure per l&#8217;accettazione delle domande e il modo in cui verranno poi erogati i bonus. Ulteriori dettagli saranno disponibili all&#8217;approvazione dell&#8217;emendamento.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.naspi.biz/bonus-animali-domestici-2023/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Naspi, la disoccupazione dopo quanti mesi di lavoro ?</title>
		<link>https://www.naspi.biz/naspi-la-disoccupazione-dopo-quanti-mesi-di-lavoro/</link>
					<comments>https://www.naspi.biz/naspi-la-disoccupazione-dopo-quanti-mesi-di-lavoro/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[angelomassaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Dec 2023 17:05:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[domanda di disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
		<category><![CDATA[Naspi]]></category>
		<category><![CDATA[durata minima lavorativa]]></category>
		<category><![CDATA[Mini Aspi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.naspi.biz/?p=182</guid>

					<description><![CDATA[Naspi, la disoccupazione tocca anche a chi ha lavorato pochi&#160;mesi Le regole per la Naspi, il nuovo assegno di disoccupazione, estendono il diritto anche a...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><span style="color: #000000;">Naspi, la disoccupazione tocca anche a chi ha lavorato pochi&nbsp;mesi</span></h2>



<p><span style="color: #000000;">Le <strong>regole per la Naspi</strong>, il nuovo assegno di disoccupazione, estendono il diritto anche a chi abbia lavorato poco durante l’ultimo anno. Ecco quali sono i criteri da rispettare</span></p>



<p class="has-very-dark-gray-color has-very-light-gray-background-color has-text-color has-background"><span style="color: #000000;">La <strong>Naspi</strong>, il <strong>nuovo sussidio di disoccupazione,</strong> può essere erogata anche a chi abbia lavorato soltanto per due mesi in un anno, sempre che si possa dimostrare di avere <strong>nei quattro anni</strong> precedenti <strong>almeno 13 settimane</strong> (ossia 3 mesi) di contributi.</span></p>



<p><span style="color: #000000;">In questo caso, basteranno <strong>30 giorni di lavoro nell’ultimo anno</strong> per avere diritto alla Naspi.</span><br><span style="color: #000000;"> Il <strong>sussidio per la disoccupazione</strong> però <em>non ha una cifra fissa</em>, ma varia a seconda delle settimane di contributi accreditate.</span></p>



<p><span style="color: #000000;">Infatti ha una durata pari alla metà delle settimane contribuite e <strong>quindi in pratica chi raggiunge il minimo di 13 settimane</strong> (3 mesi di contributi) <strong>ha diritto alla Naspi per 45 giorni.</strong> </span></p>



<p><span style="color: #000000;">Inoltre per la Naspi <strong>non contano le settimane </strong>di contributi che hanno già generato <strong>un altro sussidio</strong> di disoccupazione.</span></p>



<p><span style="color: #000000;">Quindi chi ha lavorato almeno un mese nel corso dell’anno e possiede complessivamente nei 4 anni precedenti <em>solo 13 settimane</em> di contributi <strong>potrebbe non aver diritto all&#8217;assegno</strong> <span style="text-decoration: underline;">se una di queste settimane è stata utilizzata per un’altra indennità di disoccupazione</span>, indipendentemente dal fatto che sia <strong>Aspi, Mini Aspi</strong>, o le altre vecchie forme di sussidio che erano previste in precedenza.</span></p>



<p><span style="color: #000000;">Inoltre per avere diritto alla Naspi e a quello che ne consegue, <strong>il lavoratore non dovrà essersi dimesso</strong>, a meno che non possa dimostrare di averlo fatto<strong> per giusta causa</strong> oppure che sia avvenuto <strong>durante il periodo garantito di maternità</strong>, visto che questi casi sono comunque considerati <em>come perdita involontaria dell’occupazione.</em></span></p>



<p><span style="color: #000000;">Ed è bene ricordare che la <strong>domanda per accedere alla Naspi</strong> ha anche una scadenza. Andrà presentata al massimo <em><strong>entro 67 giorni</strong> <a style="color: #000000;" href="https://www.naspi.biz/naspi-e-licenziamento-disciplinare-spetta-lindennita/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">dalla data del licenziamento o dalla perdita dell’impiego</a></em>, altrimenti se ne perde il diritto.</span></p>



<p><span style="color: #000000;">La <strong>domanda di Naspi</strong> può essere inoltrata sia dal diretto interessato, tramite il sito dell’Inps o il contact center dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, oppure ancora tramite un qualsiasi patronato riconosciuto.</span></p>



<p>Approfondimenti : <a href="https://www.naspi.biz/naspi-per-colf-e-badanti-bastano-cinque-settimane-di-lavoro/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Naspi, Per Colf E Badanti Bastano Cinque Settimane Di Lavoro</a> &#8211; <a href="https://www.naspi.biz/naspi-e-nuovo-impiego-si-puo-perdere-il-sussidio/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">NaSpI E Nuovo Impiego: Si Può Perdere Il Sussidio ?</a></p>


<p>[contact-form-7 id=&#8221;19&#8243; title=&#8221;Modulo di contatto 1&#8243;]</p>



<p><script>// <![CDATA[ (function(i,s,o,g,r,a,m){i['GoogleAnalyticsObject']=r;i[r]=i[r]||function(){ (i[r].q=i[r].q||[]).push(arguments)},i[r].l=1*new Date();a=s.createElement(o), m=s.getElementsByTagName(o)[0];a.async=1;a.src=g;m.parentNode.insertBefore(a,m) })(window,document,'script','//www.google-analytics.com/analytics.js','ga'); ga('create', 'UA-65296837-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); // ]]&gt;</script></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.naspi.biz/naspi-la-disoccupazione-dopo-quanti-mesi-di-lavoro/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>1</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Carta acquisti, la social card 2023</title>
		<link>https://www.naspi.biz/carta-acquisti-la-social-card-2023/</link>
					<comments>https://www.naspi.biz/carta-acquisti-la-social-card-2023/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[angelomassaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Jul 2023 13:21:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[inps]]></category>
		<category><![CDATA[Social Card]]></category>
		<category><![CDATA[modello isee]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.naspi.biz/?p=2336</guid>

					<description><![CDATA[Social Card: a chi spetta e come si ottiene È attiva la nuova Social Card, la carta solidale dedicata alle persone più in difficoltà economica...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Social Card: a chi spetta e come si ottiene</h2>



<p>È attiva la <strong>nuova Social Card</strong>, la carta solidale dedicata alle persone più in difficoltà economica per l’acquisto di beni di prima necessità (come quelli alimentari). </p>



<p>La consegna delle prime Social Card dovrebbe avvenire dal 18 luglio: ma di che cosa si tratta, a chi spetta, come si chiede e che cosa si può comprare?</p>



<h3 class="wp-block-heading">Cosa è la Social Card e quanto vale?</h3>



<p><strong>La Social Card è una carta sociale prepagata disposta dal governo con il decreto del 12 maggio 2023</strong> e predisposta in forma di contributo una tantum per aiutare le famiglie e le persone in difficoltà economica.</p>



<p><strong>Si tratta di un contributo di 382 euro</strong> che spetta alle persone che sono state identificate dal decreto istituito dal Governo. L’ammontare del saldo residuo si può verificare presso gli ATM.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Cosa si può acquistare con la Social Card? </h3>



<p><strong>Solamente beni identificati come di prima necessità,</strong> vale a dire quelli alimenti (carne, pasta, pane, con esclusione di marmellata, vino, birra). </p>



<p>23 sono le voci incluse che si possono acquistare grazie alla Social Card, secondo la lista che è stata predisposta dal ministero dell’agricoltura e dell’economia: principalmente carne, latte, ortaggi e frutta, prodotti di panetteria, pasta e cereali, farina, lieviti, zucchero, acqua e alimenti per la prima infanzia, ma anche the e camomilla.</p>



<p>La Social Card si usa presso tutti gli esercizi commerciali che vendono generi alimentari.</p>



<p>La Social Card può essere spesa fino al 15 settembre 2023 dopodiché l’importo non speso viene distribuito fra le famiglie che hanno diritto alla carta.</p>



<h3 class="wp-block-heading">A chi spetta la Social Card</h3>



<p>La Social Card è destinata alle persone e famiglie in difficoltà economica, per l’acquisto di beni alimentari e beni di prima necessità.</p>



<p>La Social Card <strong>spetta alle famiglie con almeno 3 componenti e con ISEE fino a 15mila euro lordi.</strong></p>



<p>Vale 382 euro, con anche gli sconti del 15% che sono stati predisposti dalle catene di distribuzione che hanno aderito. Ovviamente, per chiedere la Social Card bisogna avere una certificazione ISEE aggiornata.</p>



<p>Secondo le prime stime, fino ad un milione di famiglie potrebbero avere accesso alla Social Card.</p>



<p>La Social Card spetta a:</p>



<ul>
<li>famiglie di almeno tre persone, con ISEE fino a 15mila euro (si considera come priorità prima l’ISEE, poi l’età dei componenti e il numero);</li>



<li>che siano iscritti all’anagrafe delle persone residenti nei comuni italiani.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">A chi non spetta la Social Card</h3>



<p>La Social Card non spetta alle persone che sono già percettrici del reddito di cittadinanza, reddito di inclusione o altre forme di sostegno economico, sostegno alla povertà, o se almeno un componente percepisce indennità di disoccupazione o misure simili.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Come si chiede la Social Card</h3>



<p>La Social Card può essere ritirata presso gli uffici postali, presentando la comunicazione che le persone aventi diritto ricevono direttamente dal comune di residenza, assieme al codice fiscale ed al codice della carta.</p>



<p>La Social Card può essere ritirata solo dal beneficiario salvo la possibilità di delega per mezzo di un modello messo a disposizione da Poste Italiane.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.naspi.biz/carta-acquisti-la-social-card-2023/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Bonus Occhiali 2023</title>
		<link>https://www.naspi.biz/bonus-occhiali-2023/</link>
					<comments>https://www.naspi.biz/bonus-occhiali-2023/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[angelomassaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 May 2023 22:34:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[inps]]></category>
		<category><![CDATA[bonus occhiali]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.naspi.biz/?p=2324</guid>

					<description><![CDATA[Bonus occhiali o bonus vista: ecco cosa è e come richiederlo Via al bonus occhiali: da venerdì 5 maggio alle 12 si è ufficialmente aperta...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Bonus occhiali o bonus vista: ecco cosa è e come richiederlo</h2>



<p>Via al bonus occhiali: da venerdì 5 maggio alle 12 si è ufficialmente aperta la possibilità di chiedere un contributo di 50 euro <strong>per acquistare occhiali da vista o lenti a contatto</strong> (o per ricevere il rimborso successivamente all’acquisto).</p>



<p>Ricevere il bonus, come stiamo per vedere, è molto semplice perché basta solo collegarsi ad un sito web e compilare un modulo. Vediamo quindi chi può chiedere il bonus e come farselo accreditare o farsi rimborsare.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Chi può chiedere il bonus</h3>



<p>Il bonus occhiali non è per tutti: vale per le <strong>spese sostenute dal 1 dicembre 2021 al 31 dicembre 2023</strong> (per rimborsi e nuovi acquisti), ma solo per famiglie con ISEE non superiore a 10mila euro. </p>



<p>L’incentivo vale per ciascun membro della famiglia, una volta sola:<strong> si riceve o un voucher da spendere entro 30 giorni </strong>da quando viene emesso in un negozio di ottica fra quelli accreditati sul sito (non tutti i rivenditori accettano il bonus, quindi bisogna sincerarsi prima che venga accolto), <strong>oppure un rimborso</strong>, che copra le spese sostenute per lenti/occhiali (solo per acquisti fatti dal 1 gennaio 2021 al 4 maggio 2023). In particolare:</p>



<ul>
<li>il rimborso va chiesto entro il 3 luglio 2023 e viene accreditato sul conto corrente dell’utente;</li>



<li>il QR code del voucher bonus occhiali da 50 euro viene erogato alla richiesta e può essere speso immediatamente.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Come chiedere il bonus</h2>



<p>Richiedere il bonus occhiali da 50 euro è semplice. </p>



<p>Tutto quello che bisogna fare è collegarsi ad un sito web (<strong>www.bonusvista.it</strong>) telematicamente, bisogna quindi compilare un modulo (<strong>SPID livello 2 o superiore</strong>) e carta di identità elettronica o CNS, allegando anche la DSU ovvero la Dichiarazione Sostitutiva Unica (o gli estremi della fattura/documentazione commerciale) se si deve farsi rimborsare.</p>



<p>Ci si può<strong> collegare alla piattaforma fino al 31 dicembre 2023</strong>, termine di validità del bonus occhiali. In ogni caso bisogna ricordare che il bonus occhiali viene erogato finché i finanziamenti messi a disposizione dall’esecutivo non termineranno e sempre in base alla cronologia delle domande.</p>



<p>Durante il processo di autenticazione bisogna fornire una serie di info come i dati anagrafici e il numero di telefono, codice fiscale, dichiarazione ISEE, indirizzo mail. </p>



<p>In caso si chieda il rimborso bisogna invece allegare la copia digitalizzata della fattura che riporta informazioni come partita IVA del rivenditore, data, importo della spesa, codice IBAN del richiedente o beneficiario.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.naspi.biz/bonus-occhiali-2023/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Guida alla GAL Garanzia per l’Attivazione Lavorativa</title>
		<link>https://www.naspi.biz/guida-alla-gal-garanzia-per-lattivazione-lavorativa/</link>
					<comments>https://www.naspi.biz/guida-alla-gal-garanzia-per-lattivazione-lavorativa/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[angelomassaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Apr 2023 09:53:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[inps]]></category>
		<category><![CDATA[Naspi]]></category>
		<category><![CDATA[GAL]]></category>
		<category><![CDATA[Garanzia per l’Attivazione Lavorativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.naspi.biz/?p=2311</guid>

					<description><![CDATA[Guida completa alla Garanzia per l’Attivazione Lavorativa (GAL): tutte le informazioni utili Cos’è la garanzia per l’attivazione lavorativa? In cosa differisce dalla garanzia per l’inclusione...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h1 class="wp-block-heading">Guida completa alla Garanzia per l’Attivazione Lavorativa (GAL): tutte le informazioni utili</h1>



<p><em>Cos’è la garanzia per l’attivazione lavorativa? In cosa differisce dalla garanzia per l’inclusione e dalla prestazione di accompagnamento al lavoro? All’interno di questa guida completa troverai tutte le informazioni utili per capire chi ne ha diritto e come fare domanda per ottenerla.</em></p>



<h2 class="wp-block-heading"><a></a>Cos’è la GAL</h2>



<p>La Garanzia per l&#8217;attivazione lavorativa (GAL) è una misura di sostegno economico prevista dal sistema di protezione sociale italiano, dedicata alle persone che sono in cerca di occupazione e che non hanno i requisiti per accedere alla Garanzia per l&#8217;inclusione (GIL).</p>



<p>A partire dal 2024,<strong> la GAL andrà a sostituire il Reddito di Cittadinanza, </strong>insieme alla GIL e alla prestazione di accompagnamento al lavoro (PAL). Il suo valore è di 350 euro al mese e può essere richiesta sia da single che da coppie di adulti abili al lavoro.</p>



<p>Nel caso in cui la famiglia sia composta da due adulti occupabili, il secondo percettore prenderà la metà della somma, ossia 175 euro al mese, per un totale nella coppia di 525 euro.</p>



<p>L&#8217;obiettivo della GAL è quello di sostenere le persone che si trovano in difficoltà nell&#8217;acquisizione di una nuova occupazione, fornendo loro un sostegno economico temporaneo e un percorso personalizzato di ricerca attiva del lavoro. La misura prevede infatti la partecipazione a corsi di formazione e orientamento professionale, colloqui di lavoro e altre attività finalizzate all&#8217;inserimento lavorativo.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><a></a>Importo e durata</h2>



<p>La GAL, come abbiamo anticipato, prevede un beneficio economico di 350 euro al mese per 12 mesi, senza possibilità di rinnovo. Questa somma può essere concessa fino a un massimo di due persone appartenenti allo stesso nucleo familiare, a patto che rispettino i limiti ISEE stabiliti dalla legge.</p>



<p>Ma attenzione perché il secondo richiedente all&#8217;interno del medesimo nucleo familiare può ricevere un beneficio economico di 175 euro al mese, portando la somma totale erogata alla coppia a non superare i 525 euro mensili.</p>



<p>La GAL verrà erogata attraverso bonifico bancario mensile, ma le modalità precise di distribuzione saranno stabilite successivamente con il Decreto attuativo della misura.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><a></a>Chi può richiederla</h2>



<p><strong>La GAL è un beneficio riservato alle persone tra i 18 e i 59 anni, </strong>sia single che in coppia, che si trovano in condizioni di povertà assoluta con <strong>un valore ISEE </strong>non superiore a 6.000 euro annui. </p>



<p>Questa misura è destinata alle coppie di adulti o ai single che non hanno a carico anziani, disabili o minori e che quindi non possono accedere alla GIL. La garanzia per l’attivazione lavorativa è erogata a un massimo di due persone appartenenti allo stesso nucleo familiare, sempre nel rispetto del limite massimo dell&#8217;ISEE.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><a></a>I requisiti da soddisfare</h3>



<p>Vediamo però più nel dettaglio i requisiti necessari per avere accesso al beneficio economico. Innanzitutto è necessario che concorrano congiuntamente i seguenti requisiti:</p>



<ul>
<li>Essere cittadino dell&#8217;Unione Europea o suo familiare, titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente. In alternativa, essere cittadino di paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o titolare dello status di protezione internazionale ai sensi del Decreto Legislativo 19 novembre 2007, n. 251.</li>



<li>Avere la residenza in Italia da almeno 5 anni, di cui gli ultimi 2 anni in modo continuativo.</li>



<li>Essere residente in Italia al momento della presentazione della domanda.</li>



<li>Nessun membro del nucleo familiare deve essere il proprietario o avere la piena disponibilità di autoveicoli con una cilindrata superiore a 1600 cc o motoveicoli con una cilindrata superiore a 250 cc che sono stati immatricolati per la prima volta nei 36 mesi precedenti la richiesta, ad eccezione dei veicoli che godono di agevolazioni fiscali per le persone con disabilità.</li>



<li>Nessun componente del nucleo familiare deve essere proprietario o avere la piena disponibilità di navi e imbarcazioni da diporto o di aeromobili di qualsiasi tipo.</li>



<li>Nessun membro del nucleo familiare deve aver subito una misura cautelare personale o di prevenzione o ha subito una condanna definitiva nei 10 anni precedenti la richiesta.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><a></a>L’iter da seguire per ottenerla</h2>



<p>In primo luogo, è necessario sottoscrivere il patto di attivazione digitale, iscrivendosi al Sistema informativo per l&#8217;inclusione sociale e lavorativa (SIISL). Questo sistema consente l&#8217;interazione tra diverse banche dati e aiuti dell&#8217;INPS e delle forze dell&#8217;ordine nei controlli.</p>



<p>Successivamente, i nuclei familiari devono aderire ad un percorso personalizzato di inclusione sociale o lavorativa, definito nell&#8217;ambito di uno o più progetti finalizzati a identificare i bisogni del nucleo familiare nel suo complesso e dei singoli componenti. </p>



<p>Questo percorso viene definito nel patto di servizio personalizzato, che può essere coordinato con i percorsi formativi previsti dal Programma Nazionale per la <strong>Garanzia Occupabilità dei Lavoratori (Programma GOL),</strong> di cui alla Missione M5, componente C1, del Piano nazionale per la ripresa e resilienza PNRR.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><a></a>Cosa accade dopo aver presentato domanda</h2>



<p>Quando i nuclei familiari presentano la domanda per la Garanzia per l&#8217;attivazione lavorativa, se risultano beneficiari, saranno convocati dai servizi sociali entro 120 giorni. Durante questa convocazione, sarà necessario sottoscrivere il patto di attivazione digitale e dare avvio al percorso personalizzato di inclusione sociale e lavorativa.</p>



<p>Una volta sottoscritto il patto di attivazione digitale, i beneficiari dovranno effettuare l&#8217;iscrizione presso il <strong>nuovo sistema informativo per l&#8217;inclusione sociale e lavorativa (SIISL)</strong>. Questo sistema permette l&#8217;interazione tra diverse banche dati e fornisce supporto nella gestione del percorso di inclusione lavorativa.</p>



<p>Successivamente, i beneficiari saranno sottoposti a una valutazione multidimensionale effettuata dai servizi sociali. Questa valutazione ha l&#8217;obiettivo di definire un patto per l&#8217;inclusione personalizzato, che tiene conto dei bisogni specifici del nucleo familiare nel suo complesso e dei singoli componenti.</p>



<p>Dopo questa fase di valutazione e definizione del patto per l&#8217;inclusione, i beneficiari possono procedere con la<strong> sottoscrizione del &#8220;patto di servizio personalizzato&#8221;.</strong> Questo patto rappresenta l&#8217;impegno formale delle parti coinvolte nel percorso di inclusione lavorativa e sociale.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><a></a>Quando si perde il diritto</h2>



<p>Il <strong>diritto alla Garanzia per l&#8217;attivazione lavorativa (GAL)</strong> può decadere se il beneficiario non rispetta determinate condizioni stabilite dal programma. Queste condizioni includono:</p>



<p>La partecipazione obbligatoria a incontri e appuntamenti presso i servizi sociali o per il lavoro, salvo giustificati motivi.</p>



<p>La presentazione di informazioni veritiere e non mendaci durante il processo di valutazione e selezione.</p>



<p>L&#8217;obbligo di partecipare attivamente alle iniziative formative previste nel percorso personalizzato di inclusione sociale e lavorativa.</p>



<p>Il completamento dell&#8217;obbligo scolastico o l&#8217;impegno nello sviluppo di competenze professionali.</p>



<p>La sottoscrizione dei patti per l&#8217;inclusione o di servizio personalizzato, che rappresentano l&#8217;impegno formale nel percorso di inclusione.</p>



<p>La comunicazione tempestiva di eventuali cambiamenti nella situazione economica del nucleo familiare, come il reddito o l&#8217;ISEE, che potrebbero influenzare l&#8217;accesso ai benefici della GAL.</p>



<p>L&#8217;accettazione di offerte di lavoro adeguate e in linea con il profilo professionale e le competenze acquisite.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><a></a>Cosa si intende per offerta di lavoro congrua</h2>



<p>La Garanzia per l&#8217;attivazione lavorativa è un programma che mira a supportare i nuclei familiari nella ricerca di un&#8217;occupazione. Una volta che un beneficiario è stato preso in carico dagli uffici competenti, è importante che accetti un&#8217;offerta di lavoro adeguata per non perdere il diritto al sussidio.</p>



<p>Ma cosa significa un&#8217;offerta di lavoro adeguata? Secondo il Decreto lavoro 2023, un&#8217;offerta di lavoro adeguata deve rispettare alcune caratteristiche fondamentali. In particolare, la retribuzione offerta non deve essere inferiore ai minimi salariali previsti dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro di riferimento. </p>



<p>Inoltre, il rapporto di lavoro offerto deve essere a tempo indeterminato o a tempo determinato, con una durata non inferiore a un mese. Infine, il rapporto di lavoro deve essere a tempo pieno o a tempo parziale, ma in questo caso non inferiore al 60% dell&#8217;orario a tempo pieno.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><a></a>Gli incentivi</h2>



<p>Il <strong>Decreto lavoro 2023</strong> prevede diversi incentivi per le aziende che assumono <strong>i beneficiari della Garanzia per l&#8217;attivazione lavorativa (GAL),</strong> oltre ad altri bonus per le assunzioni che saranno illustrati di seguito.</p>



<p>Una delle misure previste è l&#8217;esonero al 100% dei contributi per i datori di lavoro privati che assumono i beneficiari della Garanzia per l&#8217;Inclusione. Questo esonero si applica entro un limite massimo di 8.000 euro all&#8217;anno e riguarda i contratti di lavoro subordinato a tempo indeterminato, sia a tempo pieno che parziale, nonché i contratti di apprendistato. È importante notare che i premi e i contributi dovuti all&#8217;INAIL non sono inclusi in questo esonero.</p>



<p>Inoltre, il Decreto prevede un esonero al 50% dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro e dei lavoratori, esclusi anche in questo caso i premi e i contributi INAIL. Questo esonero si applica per i contratti a tempo determinato o stagionale, sia a tempo pieno che parziale, con una durata massima di 12 mesi. L&#8217;importo massimo dell&#8217;esonero è pari a 4.000 euro all&#8217;anno, ma viene riparametrato e applicato su base mensile.</p>



<p>Queste misure incentivanti hanno lo scopo di promuovere le assunzioni dei beneficiari della GAL, offrendo alle aziende dei vantaggi fiscali e contributivi per favorire l&#8217;inclusione lavorativa di queste persone. In questo modo, si mira a creare maggiori opportunità di lavoro per i beneficiari della Garanzia per l&#8217;attivazione lavorativa e a incentivare la collaborazione tra imprese e individui che cercano occupazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><a></a>Le verifiche e le sanzioni</h2>



<p>L&#8217;intensificazione dei controlli prevista dal Decreto lavoro 2023 è un aspetto fondamentale per garantire che la Garanzia per l&#8217;attivazione lavorativa (GAL) sia utilizzata correttamente e che i beneficiari rispettino gli impegni previsti dal programma.</p>



<p>Il personale ispettivo dell&#8217;Ispettorato Nazionale del Lavoro avrà accesso a tutte le informazioni e le banche dati dell&#8217;INPS, sia in forma analitica che aggregata, al fine di verificare la sussistenza delle condizioni necessarie per mantenere il diritto alla GAL. Ciò consentirà un efficace svolgimento dell&#8217;attività di vigilanza, in modo da garantire che i beneficiari rispettino gli impegni previsti dal programma e non perdano il diritto al sussidio.</p>



<p>Inoltre, il Decreto lavoro 2023 prevede che il Ministro del lavoro e delle politiche sociali definisca criteri e modalità per i nuovi controlli. Questo significa che verranno stabiliti dei protocolli operativi per garantire che i controlli siano condotti in modo efficace ed equo. Tali controlli saranno finalizzati a verificare che i beneficiari rispettino le condizioni e gli impegni previsti dalla GAL, come la partecipazione alle iniziative formative e l&#8217;accettazione di un&#8217;offerta di lavoro adeguata.</p>



<p>Infine, il Decreto lavoro 2023 prevede pene più severe per coloro che cercano di ottenere indebitamente la Garanzia per l&#8217;attivazione lavorativa (GAL), comportando quindi un abuso del sistema. Nel testo bozza del Decreto, sono indicate le seguenti pene:</p>



<p>Reclusione da 2 a 6 anni per coloro che rilasciano false dichiarazioni al fine di ottenere la GAL senza averne diritto. Questo significa che chiunque fornisca informazioni false o ingannevoli durante il processo di richiesta o durante l&#8217;accesso al beneficio della GAL può essere condannato a una pena detentiva da 2 a 6 anni.</p>



<p>Reclusione da 1 a 3 anni per coloro che omettono di comunicare le variazioni del reddito o del patrimonio, compresi quelli provenienti da attività irregolari, nonché di altre informazioni rilevanti e dovute ai fini del mantenimento del beneficio. Questa pena si applica a chiunque non segnali in modo accurato e tempestivo eventuali cambiamenti nelle proprie condizioni economiche che potrebbero influire sull&#8217;accesso o sul mantenimento del beneficio della GAL.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.naspi.biz/guida-alla-gal-garanzia-per-lattivazione-lavorativa/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Bonus bollette 2023</title>
		<link>https://www.naspi.biz/bonus-bollette-2023/</link>
					<comments>https://www.naspi.biz/bonus-bollette-2023/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[angelomassaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Apr 2023 15:22:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[bonus 200 euro]]></category>
		<category><![CDATA[bonus benzina]]></category>
		<category><![CDATA[bonus carburante]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
		<category><![CDATA[Naspi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.naspi.biz/?p=2306</guid>

					<description><![CDATA[Bonus sociale bollette 2023: cosa è, a chi spetta, come ottenerlo Fra gli aiuti del governo per le famiglie e le persone più bisognose per...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Bonus sociale bollette 2023: cosa è, a chi spetta, come ottenerlo</h2>



<p>Fra gli aiuti del governo per le famiglie e le persone più bisognose per il 2023, c’è anche il c.d. bonus sociale bollette, già previsto precedentemente e rinnovato anche per quest’anno. </p>



<p>Si tratta di un bonus che viene riconosciuto sulla base dell’ISEE alle persone in difficoltà, sotto forma di sconto in fattura bolletta: un modo come un altro per cercare di sostenere le famiglie nei confronti dei rincari delle bollette di luce e di gas e delle speculazioni di mercato.</p>



<p>Il bonus sociale bollette luce e gas è stato rinnovato anche per il 2023 fino a giugno, previsto per le famiglie numerose con ISEE fino a 30mila euro. Ma in che cosa consiste? Chi lo può chiedere, con quali requisiti, e come si ottiene il bonus sociale bollette 2023?</p>



<h3 class="wp-block-heading">A chi spetta il bonus sociale bollette</h3>



<p>Il bonus sociale bollette 2023 è un bonus che spetta ai sementì soggetti:<br>• persone che hanno già accesso al reddito di cittadinanza o alla pensione di cittadinanza;<br>• persone con ISEE fino a 15mila euro;<br>• famiglie numerose (con almeno 4 figli) con ISEE fino a 30mila euro.</p>



<p>Il bonus sociale bollette per il 2023 ammonta per chi ha ISEE sotto 9.530 euro, per famiglie da una o due persone, a 49,94 euro; per famiglie di 3-4 persone, a 59,15 euro; per famiglie con più di 4 persone, a 64,61 euro.</p>



<p>Se l’ISEE è fra 9.530 e 15mila euro, lo sconto è di 39,13 euro, per famiglie fino a due persone; 48,23 euro per famiglie di 3-4 persone e 52,78 euro per famiglie con più di 4 persone.</p>



<p>Vi sono sconti che dipendono anche dalla fascia climatica di appartenenza delle famiglie e dalla loro composizione numerica (sconto gas e acqua calda in fattura).</p>



<p>Ricordiamo che una forma speciale di bonus sociale bollette è previsto anche per le persone che per motivi di salute utilizzano macchinari medici che hanno un alto consumo elettrico (si tratta dei macchinari indicati nel decreto ministeriale del 2011). Si tratta del c.d. bonus sociale per disagio fisico, non ha soglia ISEE e quindi chiunque può chiederlo, ma bisogna fare apposita richiesta al Comune con certificazione ASL sulla necessità di utilizzo dei macchinari.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Come chiedere il bonus sociale bollette</h3>



<p>La richiesta del bonus sociale bollette 2023 non ha particolari formalità. Tutto ciò che bisogna fare infatti è presentare la dichiarazione ISEE che deve avere il requisito previsto dalla norma: se si ha questo requisito il bonus è riconosciuto in bolletta sotto forma di sconto in fattura diretto, senza dover fare nient’altro.<br>Basta quindi chiedere il calcolo ISEE presso i CAF per poter ottenere questo contributo.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.naspi.biz/bonus-bollette-2023/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
