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	<title>inps &#8211; Naspi</title>
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	<description>Naspi Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego</description>
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		<title>Certificato di malattia 2024</title>
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		<dc:creator><![CDATA[angelomassaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 Mar 2024 12:20:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[certificato di malattia]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
		<category><![CDATA[malattia]]></category>
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					<description><![CDATA[Guida completa al certificato di malattia 2024 Il certificato di malattia è un documento importante che viene richiesto dalle aziende o dai datori di lavoro...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><a></a>Guida completa al certificato di malattia 2024</h2>



<p><em>Il certificato di malattia è un documento importante che viene richiesto dalle aziende o dai datori di lavoro per giustificare l&#8217;assenza del dipendente dal lavoro. Ma quali sono le caratteristiche principali del certificato di malattia 2024? Leggi la nostra guida completa per saperne di più.</em></p>



<p>Nel mondo lavorativo, l&#8217;assenza per motivi di salute è un evento a volte inevitabile e quando accade è fondamentale seguire una procedura corretta. In questo contesto, <strong>il Certificato di malattia </strong>svolge un ruolo cruciale, fornendo la documentazione necessaria per attestare la condizione del dipendente e ottenere l&#8217;indennità prevista.</p>



<p>In questo articolo, esploreremo dettagliatamente tutto ciò che riguarda il <strong>Certificato di malattia del 2024. </strong>Dalle modalità di presentazione alle eventuali novità normative, fornendo una panoramica completa su come gestire al meglio l&#8217;assenza per motivi di salute e garantire una corretta documentazione.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><a></a>Cos&#8217;è il certificato di malattia ed a cosa serve</h3>



<p>Prima di tutto, il certificato di malattia è un documento fondamentale in ambito lavorativo, il cui fine è sostanzialmente quello di attestare l&#8217;indisponibilità di un dipendente a svolgere le proprie mansioni a causa di motivi di salute. Serve quindi a giustificare l&#8217;assenza del dipendente dal lavoro, evitando che questa venga considerata ingiustificata ed inoltre riporta il numero di giorni di astensione dal lavoro previsti dalle indicazioni del medico</p>



<p>Il <strong>certificato di malattia può essere emesso da un medico dipendente del Servizio Sanitario Nazionale, </strong>come i medici ospedalieri,<strong> oppure da un medico convenzionato con il SSN</strong>, come i medici di medicina generale. Inoltre, il medico può inviare il certificato direttamente all&#8217;INPS per via telematica, consentendo così il calcolo dell&#8217;indennità di malattia correlata.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><a></a>Il contenuto del certificato</h3>



<p>Affinché il certificato di malattia sia valido, è necessario che contenga alcune informazioni essenziali.</p>



<p> Innanzitutto, è necessario che riporti in modo chiaro e completo le informazioni personali del lavoratore, come il nome e cognome, il codice fiscale, la data di nascita e l&#8217;indirizzo dove il lavoratore può essere contattato durante il periodo di assenza. </p>



<p>Inoltre, il certificato deve includere i dettagli del medico che ha rilasciato l&#8217;attestato, compresi il suo nome completo, il numero di iscrizione all&#8217;albo (se applicabile), l&#8217;indirizzo dello studio medico e un numero di telefono di contatto. Ovviamente deve esserci la firma del medico poiché attesta l&#8217;autenticità del documento e conferma che il certificato è stato emesso da un professionista sanitario qualificato.</p>



<p>In seguito vanno indicate diagnosi e prognosi. <strong>Ma attenzione, il certificato medico si compone di due documenti distinti:</strong> uno destinato all&#8217;INPS e l&#8217;altro al datore di lavoro. Mentre il primo è un certificato completo che include la diagnosi, il secondo è un&#8217;attestazione della prognosi che indica la durata prevista della malattia e che per privacy non contiene ulteriori indicazioni.</p>



<p>Infine, il certificato di malattia deve includere un numero di protocollo (PUC) che il lavoratore dovrà comunicare al datore di lavoro. Questo numero identificativo aiuta a garantire la tracciabilità del documento e facilita la gestione amministrativa dell&#8217;assenza.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><a></a>L’invio del certificato</h3>



<p>Dal 1 febbraio 2011, è stata introdotta ufficialmente la procedura di invio telematico dei certificati di malattia per i lavoratori dipendenti. Con il sistema telematico, il medico o la struttura sanitaria diventano responsabili dell&#8217;inoltro dell&#8217;attestazione di malattia direttamente all&#8217;ente di previdenza.</p>



<p>Il datore di lavoro e il lavoratore stesso possono accedere all&#8217;attestazione di prognosi direttamente online, tramite il sito dell&#8217;INPS, oppure riceverla tramite posta elettronica certificata.</p>



<p>Nonostante l&#8217;introduzione dell&#8217;invio telematico, il certificato medico cartaceo è ancora in uso. Ci sono infatti alcune circostanze eccezionali in cui la trasmissione online del certificato potrebbe risultare impossibile per ragioni tecniche o procedurali, come ad esempio eventi di malattia che comportano il ricovero ospedaliero, certificazioni emesse da strutture di pronto soccorso, attestazioni di medici privati non abilitati all&#8217;invio telematico, o l&#8217;impossibilità del medico di utilizzare il sistema di trasmissione telematica.</p>



<p>In questi casi, il lavoratore deve inviare il certificato di malattia tramite raccomandata all&#8217;INPS e all&#8217;azienda entro due giorni dal rilascio, affinché sia regolarmente registrato.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><a></a>&nbsp;</h2>
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		<title>Naspi, la disoccupazione dopo quanti mesi di lavoro ?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[angelomassaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Dec 2023 17:05:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[domanda di disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
		<category><![CDATA[Naspi]]></category>
		<category><![CDATA[durata minima lavorativa]]></category>
		<category><![CDATA[Mini Aspi]]></category>
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					<description><![CDATA[Naspi, la disoccupazione tocca anche a chi ha lavorato pochi&#160;mesi Le regole per la Naspi, il nuovo assegno di disoccupazione, estendono il diritto anche a...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><span style="color: #000000;">Naspi, la disoccupazione tocca anche a chi ha lavorato pochi&nbsp;mesi</span></h2>



<p><span style="color: #000000;">Le <strong>regole per la Naspi</strong>, il nuovo assegno di disoccupazione, estendono il diritto anche a chi abbia lavorato poco durante l’ultimo anno. Ecco quali sono i criteri da rispettare</span></p>



<p class="has-very-dark-gray-color has-very-light-gray-background-color has-text-color has-background"><span style="color: #000000;">La <strong>Naspi</strong>, il <strong>nuovo sussidio di disoccupazione,</strong> può essere erogata anche a chi abbia lavorato soltanto per due mesi in un anno, sempre che si possa dimostrare di avere <strong>nei quattro anni</strong> precedenti <strong>almeno 13 settimane</strong> (ossia 3 mesi) di contributi.</span></p>



<p><span style="color: #000000;">In questo caso, basteranno <strong>30 giorni di lavoro nell’ultimo anno</strong> per avere diritto alla Naspi.</span><br><span style="color: #000000;"> Il <strong>sussidio per la disoccupazione</strong> però <em>non ha una cifra fissa</em>, ma varia a seconda delle settimane di contributi accreditate.</span></p>



<p><span style="color: #000000;">Infatti ha una durata pari alla metà delle settimane contribuite e <strong>quindi in pratica chi raggiunge il minimo di 13 settimane</strong> (3 mesi di contributi) <strong>ha diritto alla Naspi per 45 giorni.</strong> </span></p>



<p><span style="color: #000000;">Inoltre per la Naspi <strong>non contano le settimane </strong>di contributi che hanno già generato <strong>un altro sussidio</strong> di disoccupazione.</span></p>



<p><span style="color: #000000;">Quindi chi ha lavorato almeno un mese nel corso dell’anno e possiede complessivamente nei 4 anni precedenti <em>solo 13 settimane</em> di contributi <strong>potrebbe non aver diritto all&#8217;assegno</strong> <span style="text-decoration: underline;">se una di queste settimane è stata utilizzata per un’altra indennità di disoccupazione</span>, indipendentemente dal fatto che sia <strong>Aspi, Mini Aspi</strong>, o le altre vecchie forme di sussidio che erano previste in precedenza.</span></p>



<p><span style="color: #000000;">Inoltre per avere diritto alla Naspi e a quello che ne consegue, <strong>il lavoratore non dovrà essersi dimesso</strong>, a meno che non possa dimostrare di averlo fatto<strong> per giusta causa</strong> oppure che sia avvenuto <strong>durante il periodo garantito di maternità</strong>, visto che questi casi sono comunque considerati <em>come perdita involontaria dell’occupazione.</em></span></p>



<p><span style="color: #000000;">Ed è bene ricordare che la <strong>domanda per accedere alla Naspi</strong> ha anche una scadenza. Andrà presentata al massimo <em><strong>entro 67 giorni</strong> <a style="color: #000000;" href="https://www.naspi.biz/naspi-e-licenziamento-disciplinare-spetta-lindennita/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">dalla data del licenziamento o dalla perdita dell’impiego</a></em>, altrimenti se ne perde il diritto.</span></p>



<p><span style="color: #000000;">La <strong>domanda di Naspi</strong> può essere inoltrata sia dal diretto interessato, tramite il sito dell’Inps o il contact center dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, oppure ancora tramite un qualsiasi patronato riconosciuto.</span></p>



<p>Approfondimenti : <a href="https://www.naspi.biz/naspi-per-colf-e-badanti-bastano-cinque-settimane-di-lavoro/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Naspi, Per Colf E Badanti Bastano Cinque Settimane Di Lavoro</a> &#8211; <a href="https://www.naspi.biz/naspi-e-nuovo-impiego-si-puo-perdere-il-sussidio/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">NaSpI E Nuovo Impiego: Si Può Perdere Il Sussidio ?</a></p>


<p>[contact-form-7 id=&#8221;19&#8243; title=&#8221;Modulo di contatto 1&#8243;]</p>



<p><script>// <![CDATA[ (function(i,s,o,g,r,a,m){i['GoogleAnalyticsObject']=r;i[r]=i[r]||function(){ (i[r].q=i[r].q||[]).push(arguments)},i[r].l=1*new Date();a=s.createElement(o), m=s.getElementsByTagName(o)[0];a.async=1;a.src=g;m.parentNode.insertBefore(a,m) })(window,document,'script','//www.google-analytics.com/analytics.js','ga'); ga('create', 'UA-65296837-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); // ]]&gt;</script></p>
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		<title>Carta acquisti, la social card 2023</title>
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		<dc:creator><![CDATA[angelomassaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Jul 2023 13:21:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[inps]]></category>
		<category><![CDATA[Social Card]]></category>
		<category><![CDATA[modello isee]]></category>
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					<description><![CDATA[Social Card: a chi spetta e come si ottiene È attiva la nuova Social Card, la carta solidale dedicata alle persone più in difficoltà economica...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Social Card: a chi spetta e come si ottiene</h2>



<p>È attiva la <strong>nuova Social Card</strong>, la carta solidale dedicata alle persone più in difficoltà economica per l’acquisto di beni di prima necessità (come quelli alimentari). </p>



<p>La consegna delle prime Social Card dovrebbe avvenire dal 18 luglio: ma di che cosa si tratta, a chi spetta, come si chiede e che cosa si può comprare?</p>



<h3 class="wp-block-heading">Cosa è la Social Card e quanto vale?</h3>



<p><strong>La Social Card è una carta sociale prepagata disposta dal governo con il decreto del 12 maggio 2023</strong> e predisposta in forma di contributo una tantum per aiutare le famiglie e le persone in difficoltà economica.</p>



<p><strong>Si tratta di un contributo di 382 euro</strong> che spetta alle persone che sono state identificate dal decreto istituito dal Governo. L’ammontare del saldo residuo si può verificare presso gli ATM.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Cosa si può acquistare con la Social Card? </h3>



<p><strong>Solamente beni identificati come di prima necessità,</strong> vale a dire quelli alimenti (carne, pasta, pane, con esclusione di marmellata, vino, birra). </p>



<p>23 sono le voci incluse che si possono acquistare grazie alla Social Card, secondo la lista che è stata predisposta dal ministero dell’agricoltura e dell’economia: principalmente carne, latte, ortaggi e frutta, prodotti di panetteria, pasta e cereali, farina, lieviti, zucchero, acqua e alimenti per la prima infanzia, ma anche the e camomilla.</p>



<p>La Social Card si usa presso tutti gli esercizi commerciali che vendono generi alimentari.</p>



<p>La Social Card può essere spesa fino al 15 settembre 2023 dopodiché l’importo non speso viene distribuito fra le famiglie che hanno diritto alla carta.</p>



<h3 class="wp-block-heading">A chi spetta la Social Card</h3>



<p>La Social Card è destinata alle persone e famiglie in difficoltà economica, per l’acquisto di beni alimentari e beni di prima necessità.</p>



<p>La Social Card <strong>spetta alle famiglie con almeno 3 componenti e con ISEE fino a 15mila euro lordi.</strong></p>



<p>Vale 382 euro, con anche gli sconti del 15% che sono stati predisposti dalle catene di distribuzione che hanno aderito. Ovviamente, per chiedere la Social Card bisogna avere una certificazione ISEE aggiornata.</p>



<p>Secondo le prime stime, fino ad un milione di famiglie potrebbero avere accesso alla Social Card.</p>



<p>La Social Card spetta a:</p>



<ul>
<li>famiglie di almeno tre persone, con ISEE fino a 15mila euro (si considera come priorità prima l’ISEE, poi l’età dei componenti e il numero);</li>



<li>che siano iscritti all’anagrafe delle persone residenti nei comuni italiani.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">A chi non spetta la Social Card</h3>



<p>La Social Card non spetta alle persone che sono già percettrici del reddito di cittadinanza, reddito di inclusione o altre forme di sostegno economico, sostegno alla povertà, o se almeno un componente percepisce indennità di disoccupazione o misure simili.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Come si chiede la Social Card</h3>



<p>La Social Card può essere ritirata presso gli uffici postali, presentando la comunicazione che le persone aventi diritto ricevono direttamente dal comune di residenza, assieme al codice fiscale ed al codice della carta.</p>



<p>La Social Card può essere ritirata solo dal beneficiario salvo la possibilità di delega per mezzo di un modello messo a disposizione da Poste Italiane.</p>
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		<title>Bonus Occhiali 2023</title>
		<link>https://www.naspi.biz/bonus-occhiali-2023/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[angelomassaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 May 2023 22:34:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[inps]]></category>
		<category><![CDATA[bonus occhiali]]></category>
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					<description><![CDATA[Bonus occhiali o bonus vista: ecco cosa è e come richiederlo Via al bonus occhiali: da venerdì 5 maggio alle 12 si è ufficialmente aperta...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Bonus occhiali o bonus vista: ecco cosa è e come richiederlo</h2>



<p>Via al bonus occhiali: da venerdì 5 maggio alle 12 si è ufficialmente aperta la possibilità di chiedere un contributo di 50 euro <strong>per acquistare occhiali da vista o lenti a contatto</strong> (o per ricevere il rimborso successivamente all’acquisto).</p>



<p>Ricevere il bonus, come stiamo per vedere, è molto semplice perché basta solo collegarsi ad un sito web e compilare un modulo. Vediamo quindi chi può chiedere il bonus e come farselo accreditare o farsi rimborsare.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Chi può chiedere il bonus</h3>



<p>Il bonus occhiali non è per tutti: vale per le <strong>spese sostenute dal 1 dicembre 2021 al 31 dicembre 2023</strong> (per rimborsi e nuovi acquisti), ma solo per famiglie con ISEE non superiore a 10mila euro. </p>



<p>L’incentivo vale per ciascun membro della famiglia, una volta sola:<strong> si riceve o un voucher da spendere entro 30 giorni </strong>da quando viene emesso in un negozio di ottica fra quelli accreditati sul sito (non tutti i rivenditori accettano il bonus, quindi bisogna sincerarsi prima che venga accolto), <strong>oppure un rimborso</strong>, che copra le spese sostenute per lenti/occhiali (solo per acquisti fatti dal 1 gennaio 2021 al 4 maggio 2023). In particolare:</p>



<ul>
<li>il rimborso va chiesto entro il 3 luglio 2023 e viene accreditato sul conto corrente dell’utente;</li>



<li>il QR code del voucher bonus occhiali da 50 euro viene erogato alla richiesta e può essere speso immediatamente.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Come chiedere il bonus</h2>



<p>Richiedere il bonus occhiali da 50 euro è semplice. </p>



<p>Tutto quello che bisogna fare è collegarsi ad un sito web (<strong>www.bonusvista.it</strong>) telematicamente, bisogna quindi compilare un modulo (<strong>SPID livello 2 o superiore</strong>) e carta di identità elettronica o CNS, allegando anche la DSU ovvero la Dichiarazione Sostitutiva Unica (o gli estremi della fattura/documentazione commerciale) se si deve farsi rimborsare.</p>



<p>Ci si può<strong> collegare alla piattaforma fino al 31 dicembre 2023</strong>, termine di validità del bonus occhiali. In ogni caso bisogna ricordare che il bonus occhiali viene erogato finché i finanziamenti messi a disposizione dall’esecutivo non termineranno e sempre in base alla cronologia delle domande.</p>



<p>Durante il processo di autenticazione bisogna fornire una serie di info come i dati anagrafici e il numero di telefono, codice fiscale, dichiarazione ISEE, indirizzo mail. </p>



<p>In caso si chieda il rimborso bisogna invece allegare la copia digitalizzata della fattura che riporta informazioni come partita IVA del rivenditore, data, importo della spesa, codice IBAN del richiedente o beneficiario.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Guida alla GAL Garanzia per l’Attivazione Lavorativa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[angelomassaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Apr 2023 09:53:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[inps]]></category>
		<category><![CDATA[Naspi]]></category>
		<category><![CDATA[GAL]]></category>
		<category><![CDATA[Garanzia per l’Attivazione Lavorativa]]></category>
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					<description><![CDATA[Guida completa alla Garanzia per l’Attivazione Lavorativa (GAL): tutte le informazioni utili Cos’è la garanzia per l’attivazione lavorativa? In cosa differisce dalla garanzia per l’inclusione...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h1 class="wp-block-heading">Guida completa alla Garanzia per l’Attivazione Lavorativa (GAL): tutte le informazioni utili</h1>



<p><em>Cos’è la garanzia per l’attivazione lavorativa? In cosa differisce dalla garanzia per l’inclusione e dalla prestazione di accompagnamento al lavoro? All’interno di questa guida completa troverai tutte le informazioni utili per capire chi ne ha diritto e come fare domanda per ottenerla.</em></p>



<h2 class="wp-block-heading"><a></a>Cos’è la GAL</h2>



<p>La Garanzia per l&#8217;attivazione lavorativa (GAL) è una misura di sostegno economico prevista dal sistema di protezione sociale italiano, dedicata alle persone che sono in cerca di occupazione e che non hanno i requisiti per accedere alla Garanzia per l&#8217;inclusione (GIL).</p>



<p>A partire dal 2024,<strong> la GAL andrà a sostituire il Reddito di Cittadinanza, </strong>insieme alla GIL e alla prestazione di accompagnamento al lavoro (PAL). Il suo valore è di 350 euro al mese e può essere richiesta sia da single che da coppie di adulti abili al lavoro.</p>



<p>Nel caso in cui la famiglia sia composta da due adulti occupabili, il secondo percettore prenderà la metà della somma, ossia 175 euro al mese, per un totale nella coppia di 525 euro.</p>



<p>L&#8217;obiettivo della GAL è quello di sostenere le persone che si trovano in difficoltà nell&#8217;acquisizione di una nuova occupazione, fornendo loro un sostegno economico temporaneo e un percorso personalizzato di ricerca attiva del lavoro. La misura prevede infatti la partecipazione a corsi di formazione e orientamento professionale, colloqui di lavoro e altre attività finalizzate all&#8217;inserimento lavorativo.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><a></a>Importo e durata</h2>



<p>La GAL, come abbiamo anticipato, prevede un beneficio economico di 350 euro al mese per 12 mesi, senza possibilità di rinnovo. Questa somma può essere concessa fino a un massimo di due persone appartenenti allo stesso nucleo familiare, a patto che rispettino i limiti ISEE stabiliti dalla legge.</p>



<p>Ma attenzione perché il secondo richiedente all&#8217;interno del medesimo nucleo familiare può ricevere un beneficio economico di 175 euro al mese, portando la somma totale erogata alla coppia a non superare i 525 euro mensili.</p>



<p>La GAL verrà erogata attraverso bonifico bancario mensile, ma le modalità precise di distribuzione saranno stabilite successivamente con il Decreto attuativo della misura.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><a></a>Chi può richiederla</h2>



<p><strong>La GAL è un beneficio riservato alle persone tra i 18 e i 59 anni, </strong>sia single che in coppia, che si trovano in condizioni di povertà assoluta con <strong>un valore ISEE </strong>non superiore a 6.000 euro annui. </p>



<p>Questa misura è destinata alle coppie di adulti o ai single che non hanno a carico anziani, disabili o minori e che quindi non possono accedere alla GIL. La garanzia per l’attivazione lavorativa è erogata a un massimo di due persone appartenenti allo stesso nucleo familiare, sempre nel rispetto del limite massimo dell&#8217;ISEE.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><a></a>I requisiti da soddisfare</h3>



<p>Vediamo però più nel dettaglio i requisiti necessari per avere accesso al beneficio economico. Innanzitutto è necessario che concorrano congiuntamente i seguenti requisiti:</p>



<ul>
<li>Essere cittadino dell&#8217;Unione Europea o suo familiare, titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente. In alternativa, essere cittadino di paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o titolare dello status di protezione internazionale ai sensi del Decreto Legislativo 19 novembre 2007, n. 251.</li>



<li>Avere la residenza in Italia da almeno 5 anni, di cui gli ultimi 2 anni in modo continuativo.</li>



<li>Essere residente in Italia al momento della presentazione della domanda.</li>



<li>Nessun membro del nucleo familiare deve essere il proprietario o avere la piena disponibilità di autoveicoli con una cilindrata superiore a 1600 cc o motoveicoli con una cilindrata superiore a 250 cc che sono stati immatricolati per la prima volta nei 36 mesi precedenti la richiesta, ad eccezione dei veicoli che godono di agevolazioni fiscali per le persone con disabilità.</li>



<li>Nessun componente del nucleo familiare deve essere proprietario o avere la piena disponibilità di navi e imbarcazioni da diporto o di aeromobili di qualsiasi tipo.</li>



<li>Nessun membro del nucleo familiare deve aver subito una misura cautelare personale o di prevenzione o ha subito una condanna definitiva nei 10 anni precedenti la richiesta.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><a></a>L’iter da seguire per ottenerla</h2>



<p>In primo luogo, è necessario sottoscrivere il patto di attivazione digitale, iscrivendosi al Sistema informativo per l&#8217;inclusione sociale e lavorativa (SIISL). Questo sistema consente l&#8217;interazione tra diverse banche dati e aiuti dell&#8217;INPS e delle forze dell&#8217;ordine nei controlli.</p>



<p>Successivamente, i nuclei familiari devono aderire ad un percorso personalizzato di inclusione sociale o lavorativa, definito nell&#8217;ambito di uno o più progetti finalizzati a identificare i bisogni del nucleo familiare nel suo complesso e dei singoli componenti. </p>



<p>Questo percorso viene definito nel patto di servizio personalizzato, che può essere coordinato con i percorsi formativi previsti dal Programma Nazionale per la <strong>Garanzia Occupabilità dei Lavoratori (Programma GOL),</strong> di cui alla Missione M5, componente C1, del Piano nazionale per la ripresa e resilienza PNRR.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><a></a>Cosa accade dopo aver presentato domanda</h2>



<p>Quando i nuclei familiari presentano la domanda per la Garanzia per l&#8217;attivazione lavorativa, se risultano beneficiari, saranno convocati dai servizi sociali entro 120 giorni. Durante questa convocazione, sarà necessario sottoscrivere il patto di attivazione digitale e dare avvio al percorso personalizzato di inclusione sociale e lavorativa.</p>



<p>Una volta sottoscritto il patto di attivazione digitale, i beneficiari dovranno effettuare l&#8217;iscrizione presso il <strong>nuovo sistema informativo per l&#8217;inclusione sociale e lavorativa (SIISL)</strong>. Questo sistema permette l&#8217;interazione tra diverse banche dati e fornisce supporto nella gestione del percorso di inclusione lavorativa.</p>



<p>Successivamente, i beneficiari saranno sottoposti a una valutazione multidimensionale effettuata dai servizi sociali. Questa valutazione ha l&#8217;obiettivo di definire un patto per l&#8217;inclusione personalizzato, che tiene conto dei bisogni specifici del nucleo familiare nel suo complesso e dei singoli componenti.</p>



<p>Dopo questa fase di valutazione e definizione del patto per l&#8217;inclusione, i beneficiari possono procedere con la<strong> sottoscrizione del &#8220;patto di servizio personalizzato&#8221;.</strong> Questo patto rappresenta l&#8217;impegno formale delle parti coinvolte nel percorso di inclusione lavorativa e sociale.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><a></a>Quando si perde il diritto</h2>



<p>Il <strong>diritto alla Garanzia per l&#8217;attivazione lavorativa (GAL)</strong> può decadere se il beneficiario non rispetta determinate condizioni stabilite dal programma. Queste condizioni includono:</p>



<p>La partecipazione obbligatoria a incontri e appuntamenti presso i servizi sociali o per il lavoro, salvo giustificati motivi.</p>



<p>La presentazione di informazioni veritiere e non mendaci durante il processo di valutazione e selezione.</p>



<p>L&#8217;obbligo di partecipare attivamente alle iniziative formative previste nel percorso personalizzato di inclusione sociale e lavorativa.</p>



<p>Il completamento dell&#8217;obbligo scolastico o l&#8217;impegno nello sviluppo di competenze professionali.</p>



<p>La sottoscrizione dei patti per l&#8217;inclusione o di servizio personalizzato, che rappresentano l&#8217;impegno formale nel percorso di inclusione.</p>



<p>La comunicazione tempestiva di eventuali cambiamenti nella situazione economica del nucleo familiare, come il reddito o l&#8217;ISEE, che potrebbero influenzare l&#8217;accesso ai benefici della GAL.</p>



<p>L&#8217;accettazione di offerte di lavoro adeguate e in linea con il profilo professionale e le competenze acquisite.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><a></a>Cosa si intende per offerta di lavoro congrua</h2>



<p>La Garanzia per l&#8217;attivazione lavorativa è un programma che mira a supportare i nuclei familiari nella ricerca di un&#8217;occupazione. Una volta che un beneficiario è stato preso in carico dagli uffici competenti, è importante che accetti un&#8217;offerta di lavoro adeguata per non perdere il diritto al sussidio.</p>



<p>Ma cosa significa un&#8217;offerta di lavoro adeguata? Secondo il Decreto lavoro 2023, un&#8217;offerta di lavoro adeguata deve rispettare alcune caratteristiche fondamentali. In particolare, la retribuzione offerta non deve essere inferiore ai minimi salariali previsti dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro di riferimento. </p>



<p>Inoltre, il rapporto di lavoro offerto deve essere a tempo indeterminato o a tempo determinato, con una durata non inferiore a un mese. Infine, il rapporto di lavoro deve essere a tempo pieno o a tempo parziale, ma in questo caso non inferiore al 60% dell&#8217;orario a tempo pieno.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><a></a>Gli incentivi</h2>



<p>Il <strong>Decreto lavoro 2023</strong> prevede diversi incentivi per le aziende che assumono <strong>i beneficiari della Garanzia per l&#8217;attivazione lavorativa (GAL),</strong> oltre ad altri bonus per le assunzioni che saranno illustrati di seguito.</p>



<p>Una delle misure previste è l&#8217;esonero al 100% dei contributi per i datori di lavoro privati che assumono i beneficiari della Garanzia per l&#8217;Inclusione. Questo esonero si applica entro un limite massimo di 8.000 euro all&#8217;anno e riguarda i contratti di lavoro subordinato a tempo indeterminato, sia a tempo pieno che parziale, nonché i contratti di apprendistato. È importante notare che i premi e i contributi dovuti all&#8217;INAIL non sono inclusi in questo esonero.</p>



<p>Inoltre, il Decreto prevede un esonero al 50% dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro e dei lavoratori, esclusi anche in questo caso i premi e i contributi INAIL. Questo esonero si applica per i contratti a tempo determinato o stagionale, sia a tempo pieno che parziale, con una durata massima di 12 mesi. L&#8217;importo massimo dell&#8217;esonero è pari a 4.000 euro all&#8217;anno, ma viene riparametrato e applicato su base mensile.</p>



<p>Queste misure incentivanti hanno lo scopo di promuovere le assunzioni dei beneficiari della GAL, offrendo alle aziende dei vantaggi fiscali e contributivi per favorire l&#8217;inclusione lavorativa di queste persone. In questo modo, si mira a creare maggiori opportunità di lavoro per i beneficiari della Garanzia per l&#8217;attivazione lavorativa e a incentivare la collaborazione tra imprese e individui che cercano occupazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><a></a>Le verifiche e le sanzioni</h2>



<p>L&#8217;intensificazione dei controlli prevista dal Decreto lavoro 2023 è un aspetto fondamentale per garantire che la Garanzia per l&#8217;attivazione lavorativa (GAL) sia utilizzata correttamente e che i beneficiari rispettino gli impegni previsti dal programma.</p>



<p>Il personale ispettivo dell&#8217;Ispettorato Nazionale del Lavoro avrà accesso a tutte le informazioni e le banche dati dell&#8217;INPS, sia in forma analitica che aggregata, al fine di verificare la sussistenza delle condizioni necessarie per mantenere il diritto alla GAL. Ciò consentirà un efficace svolgimento dell&#8217;attività di vigilanza, in modo da garantire che i beneficiari rispettino gli impegni previsti dal programma e non perdano il diritto al sussidio.</p>



<p>Inoltre, il Decreto lavoro 2023 prevede che il Ministro del lavoro e delle politiche sociali definisca criteri e modalità per i nuovi controlli. Questo significa che verranno stabiliti dei protocolli operativi per garantire che i controlli siano condotti in modo efficace ed equo. Tali controlli saranno finalizzati a verificare che i beneficiari rispettino le condizioni e gli impegni previsti dalla GAL, come la partecipazione alle iniziative formative e l&#8217;accettazione di un&#8217;offerta di lavoro adeguata.</p>



<p>Infine, il Decreto lavoro 2023 prevede pene più severe per coloro che cercano di ottenere indebitamente la Garanzia per l&#8217;attivazione lavorativa (GAL), comportando quindi un abuso del sistema. Nel testo bozza del Decreto, sono indicate le seguenti pene:</p>



<p>Reclusione da 2 a 6 anni per coloro che rilasciano false dichiarazioni al fine di ottenere la GAL senza averne diritto. Questo significa che chiunque fornisca informazioni false o ingannevoli durante il processo di richiesta o durante l&#8217;accesso al beneficio della GAL può essere condannato a una pena detentiva da 2 a 6 anni.</p>



<p>Reclusione da 1 a 3 anni per coloro che omettono di comunicare le variazioni del reddito o del patrimonio, compresi quelli provenienti da attività irregolari, nonché di altre informazioni rilevanti e dovute ai fini del mantenimento del beneficio. Questa pena si applica a chiunque non segnali in modo accurato e tempestivo eventuali cambiamenti nelle proprie condizioni economiche che potrebbero influire sull&#8217;accesso o sul mantenimento del beneficio della GAL.</p>
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		<title>Come dimettersi e ottenere la disoccupazione naspi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[angelomassaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Apr 2023 08:55:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[domanda di disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
		<category><![CDATA[Naspi]]></category>
		<category><![CDATA[dimissioni giusta causa]]></category>
		<category><![CDATA[durata minima lavorativa]]></category>
		<category><![CDATA[mobbing]]></category>
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					<description><![CDATA[Naspi al lavoratore che si dimette, ecco le regole Chi lascia il proprio posto di lavoro può avere diritto alla Naspi (assegno di disoccupazione) a...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><span style="color: #000000;">Naspi al lavoratore che si dimette, ecco le regole</span></h2>



<p><span style="color: #000000;"><strong>Chi lascia il proprio posto di lavoro</strong> può avere diritto alla Naspi (<strong>assegno di disoccupazione</strong>) a patto che sussistano determinati requisiti</span></p>



<p><span style="color: #000000;">Con l&#8217;avvento del Naspi, il dipendente che si <strong>licenzia</strong> ha comunque diritto sempre a presentare<strong> domanda per l&#8217;assegno di disoccupazione</strong> ?</span></p>



<p><span style="color: #000000;"><strong>No</strong>, perché la legge su questo punto è chiarissima: il sostegno economico in questione può essere ottenuto soltanto se le <a rel="noopener noreferrer" href="http://www.licenziamento.eu/dimissioni-giusta-causa-quando-sono-legittime/" target="_blank"><strong>dimissioni siano avvenute per &#8216;giusta causa&#8217;</strong> </a>e in caso contrario l&#8217;Inps rigetterà la domanda.</span></p>



<p><span style="color: #000000;">Più che di licenziamento quindi bisogna parlare di <strong>dimissioni da parte del lavoratore</strong>, perché la decisione è sua e non del suo datore, e non importa quali siano le cause che hanno portato a questa decisione.</span></p>



<p><span style="color: #000000;"><strong>L&#8217;addio volontario al posto di lavoro</strong> contrattualizzato può avvenire in linea di massima per due motivi principali: il primo è il caso nel quale il lavoratore sia costretto ad andarsene per motivi seri che incidono sulla sua vita personale e quindi rendono <strong>impossibile il proseguimento di quel rapporto di lavoro</strong> (quindi si presume che in circostanze diverse non sarebbe stati costretto a farlo).</span></p>



<p><span style="color: #000000;">Il secondo motivo invece è legato a <strong>valutazioni personali del lavoratore,</strong> sia che dipenda dal fatto di trovarsi male con i colleghi o i suoi superiori sia che sia una circostanza necessaria magari per un cambio di città oppure per motivi legati alla famiglia.</span></p>



<p><span style="color: #000000;"><strong>La Naspi</strong> però spetterà soltanto nel primo di questo due casi previsti, cioé se la <em>scelta di lasciare il posto di lavoro</em> sia stata<strong> obbligata</strong> dalla necessità di evitare che la situazione personale sul lavoro possa degenerare e provocare danni ulteriori (ecco perché la <strong>&#8216;giusta causa</strong>&#8216;)</span></p>



<h3 class="wp-block-heading"><span style="color: #000000;">Quali sono quindi le circostanze previste dalla legge per garantire l’indennità di disoccupazione?</span></h3>



<ol>
<li><span style="color: #000000;"><strong>molestie sessuali</strong> perpetrate dal datore di lavoro nei confronti del dipendente</span></li>



<li><span style="color: #000000;"><strong><a rel="noopener noreferrer" href="https://avvocatomassaro.net/wp/sentenze-mobbing/" target="_blank">mobbing</a></strong></span>, comportamenti ripetuti e vessatori da parte del datore di lavoro e superiori</li>



<li><a rel="noopener noreferrer" href="https://avvocatomassaro.net/wp/mancato-pagamento-dello-stipendio-cosa-fare/" target="_blank"><span style="color: #000000;"><strong>mancato o ritardato pagamento della retribuzione</strong></span></a></li>



<li><span style="color: #000000;"><strong>omesso versamento dei contributi</strong> (salvo che tale inadempimento sia stato a lungo accettato dal lavoratore)</span></li>



<li><span style="color: #000000;">pretesa del datore di lavoro di<strong> prestazioni illecite</strong> del dipendente</span></li>



<li><span style="color: #000000;"><strong>comportamento ingiurioso</strong> del superiore gerarchico verso il dipendente</span></li>



<li><span style="color: #000000;"><strong>demansionamento</strong>, ossia un significativo svuotamento del numero e del contenuto delle mansioni, tale da determinare un pregiudizio al bagaglio professionale del lavoratore.</span></li>
</ol>



<p><span style="color: #000000;">Inoltre nel <strong>caso di lite sul posto di lavoro</strong> con i colleghi si avrà giusta causa soltanto se si possa dimostrare che è stato perpetrato <em>un abuso ai danni del dipendente </em>e non una semplice discussione per motivi di lavoro.</span></p>



<p><span style="color: #000000;">Quindi il dipendente si deve trovare cioè in una condizione di inferiorità o per le scelte di un superiore o perché più colleghi con le stesse <em>mansioni</em> lo hanno preso in mezzo.</span></p>



<p><span style="color: #000000;">Questa è un&#8217;ulteriore <strong>tutela alla salute</strong>, perché il datore di lavoro è obbligato a salvaguardare anche l&#8217;aspetto psichico. Dei dipendenti.</span></p>



<p><span style="color: #000000;">Il lavoratore che presenta le <strong>dimissioni per &#8216;giusta causa&#8217;</strong> ha dunque diritto a richiedere l’indennità di disoccupazione e all’indennità sostitutiva del preavviso, a patto però che sia in possesso <em>di almeno 13 settimane di contribuzione nei 4 anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione,</em> 30 giornate di lavoro effettivo, a prescindere dal minimale contributivo, nei dodici mesi che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione e dello stato di disoccupazione involontaria.</span></p>



<p><span style="color: #000000;">Infine il dipendente che <strong>cessa volontariamente il rapporto di lavoro</strong> ha diritto alla disoccupazione in altri casi specifici:<strong> dimissioni rassegnate durante il periodo tutelato di maternità</strong> (<em>da 300 giorni prima della data presunta del parto e fino al compimento del primo anno di vita del figlio</em>), <strong>licenziamento disciplinare</strong>, mancato pagamento della busta paga, <strong>mobbing,</strong> aver subito <strong>molestie sessuali</strong> nei luoghi di lavoro, <strong>risoluzione consensuale del rapporto di lavoro</strong> intervenuta in sede protetta con <strong>procedura di conciliazione</strong>, risoluzione del rapporto di lavoro avvenuta dopo il rifiuto del dipendente a trasferirsi ad altra sede della stessa azienda, sempre che distante oltre 50 km dalla residenza o raggiungibile in 80 minuti o oltre con i mezzi di trasporto pubblici, modificazioni peggiorative delle mansioni lavorative, trasferimento del lavoratore da una sede ad un’altra, senza che sussistano le<em> &#8216;comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive&#8217;</em>, variazioni importanti delle condizioni di lavoro a seguito di cessione ad altre persone (fisiche o giuridiche) dell’azienda, <strong>ingiurie</strong> pronunciate dal superiore gerarchico nei confronti del dipendente.</span></p>



<p><script>// <![CDATA[ (function(i,s,o,g,r,a,m){i['GoogleAnalyticsObject']=r;i[r]=i[r]||function(){ (i[r].q=i[r].q||[]).push(arguments)},i[r].l=1*new Date();a=s.createElement(o), m=s.getElementsByTagName(o)[0];a.async=1;a.src=g;m.parentNode.insertBefore(a,m) })(window,document,'script','//www.google-analytics.com/analytics.js','ga'); ga('create', 'UA-65296837-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); // ]]&gt;</script></p>
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		<title>Revoca sindacale della Naspi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[angelomassaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Mar 2023 17:41:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[domanda di disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
		<category><![CDATA[Naspi]]></category>
		<category><![CDATA[trattenute sindacali]]></category>
		<category><![CDATA[naspi-com]]></category>
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					<description><![CDATA[Revoca della trattenute sindacali sulla Naspi Ogni anno la domanda Naspi viene predisposta dal commercialista ma quest&#8217;anno al primo pagamento Naspi ho avuto una bella...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Revoca della trattenute sindacali sulla Naspi</h2>



<p><span style="color: #000000;">Ogni anno la <strong>domanda Naspi</strong> viene predisposta dal commercialista ma quest&#8217;anno al primo <a style="color: #000000;" href="https://www.naspi.biz/naspi-pagamenti-2018/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>pagamento Naspi</strong></a> ho avuto una bella sorpresa: &#8220;<strong>Trattenute</strong> /&nbsp;<strong>Detrazioni sindacali</strong>&#8220;</span></p>



<p><span style="color: #000000;">Sono davvero arrabbiata perché io <strong>non ho dato alcun consenso.</strong></span><br><span style="color: #000000;">La ricevuta però mostra che il consenso è stato dato !</span></p>



<h3 class="wp-block-heading"><span style="color: #000000;">Come posso fare per sbarazzarmi di queste trattenute sindacali ?</span> <span style="color: #000000;">Le avrò ogni mese ?</span></h3>



<p><span style="color: #000000;">Ecco la soluzione</span>.</p>



<p><span style="color: #000000;">Se si hanno<strong> il pin </strong>per entrare nel<strong> portale inps </strong>occorrono due minuti per risolvere. È semplice</span></p>



<p><span style="color: #000000;">Entrate con le Vostre credenziali. </span></p>



<p><span style="color: #000000;">Scrivete sulla barra naspi e clicchi dove c&#8217;è scritto <strong>prestazione al sostegno del reddito</strong> 》 laterale nella barra celeste》naspi》 comunicazione naspi-com》di nuovo <strong>comunicazione naspi-com</strong> 》invio comunicazione 》 avanti 》avanti》 cosa si vuole comunicare》 clicchi su <strong>variazione indirizzo e modalità pagamento</strong>》 avanti》<strong>comunicazione variazione alla domanda inviata</strong>》clicchi 》<strong>delega inps al pagamento</strong>&#8230;.. 》 poi giù in basso cambia su revoca dove c&#8217;è scritto <strong>variazione da comunicare sulla delega dell inps&#8230;.. sindacali</strong>. </span></p>



<p><span style="color: #000000;">Vai avanti e invii la domanda</span></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><a href="https://www.naspi.biz/wp-content/uploads/2018/07/trattenute-sindacali-naspi.jpg"><img decoding="async" width="960" height="635" src="https://www.naspi.biz/wp-content/uploads/2018/07/trattenute-sindacali-naspi.jpg" alt="" class="wp-image-833" srcset="https://www.naspi.biz/wp-content/uploads/2018/07/trattenute-sindacali-naspi.jpg 960w, https://www.naspi.biz/wp-content/uploads/2018/07/trattenute-sindacali-naspi-300x198.jpg 300w, https://www.naspi.biz/wp-content/uploads/2018/07/trattenute-sindacali-naspi-768x508.jpg 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></a></figure></div>



<h3 class="wp-block-heading"><span style="color: #000000;">Avrete risolto il problema.</span></h3>



<p><span style="color: #000000;">Per una giusta ed adeguata informazioni in merito alla trattenuta quota sindacale sulla NASpI, viene applicata chiaramente<strong> su consenso dell&#8217;assistito,</strong> per<strong> retribuire in parte la domanda che l&#8217;ente di patronato sostiene</strong> nell&#8217;intera gestione, in quanto l&#8217;INPS non riconosce (se non mediante trattenuta quota sindacale) alcun indennizzo.</span></p>



<p class="has-very-dark-gray-color has-very-light-gray-background-color has-text-color has-background">Una nostra lettrice ci riferisce : sono entrata in <strong>myinps</strong> inserendo password e ho digitato nello spazio per la ricerca &#8220;<strong>naspi com&#8221;,</strong> il primo risultato che appare è quello per fare <strong>comunicazione</strong> (<em>non ricordo tutta la dicitura</em>) all&#8217;interno si inserisce nuova comunicazione, da varie opzioni tra le quali bisogna scegliere <strong>&#8220;altro&#8221;</strong> e all&#8217;interno scrivere &#8221; chiedo<strong> revoca delega patronato sui miei pagamenti naspi&#8221;,</strong> alla conferma invio viene rilasciata una ricevuta con numero di protocollo della richiesta. </p>



<p>Purtroppo non ricordo la dicitura esatta del link dopo aver digitato naspi com ma era il primo che appare in alto a sinistra</p>



<h3 class="wp-block-heading">Alcune problematiche sulla revoca della trattenuta</h3>



<p>Io ho richiesto <strong>la revoca dell&#8217;addebito quota sindacale su NASPI</strong>, effettuando la procedura da <strong>NASPI-COM</strong>, così come da voi consigliato. </p>



<p>La mia richiesta è stata inserita in Agosto ed è stata anche protocollata. Dopo 4 mesi continuo ad avere comunque<strong> l&#8217;addebito su NASPI. </strong></p>



<p>Mi sono recato alla mia <strong>sede INPS territorialmente competente</strong> ed una dipendente mi dice che la procedura da me seguita non è corretta, che NASPICOM non serve per questa cosa, e che, invece, dovrei dare<strong> una raccomandata con ricevuta di ritorno</strong> o<strong> una mail pec. </strong></p>



<p>Tra l&#8217;altro <em>l&#8217;addetta è stata molto sbrigativa</em>, essendo poco informata in materia.<em> Quindi ho avuto una risposta comprensibile</em> e non ho ancora capito quale sia la procedura esatta.</p>



<p>Vi chiedo cortesemente di consigliarmi una procedura valida,che non preveda l&#8217;invio della richiesta tramite il servizio<strong> NASPICOM</strong>. </p>



<p><span style="color: #000000;">[contact-form-7 id=&#8221;19&#8243; title=&#8221;Modulo di contatto 1&#8243;]</span></p>



<p>Testimonianza :</p>



<p>Salve. A me è successa la stessa cosa, mi sono recata da un sindacato per attivare la procedura da disoccupata e mi hanno fatto firmare il consenso alla quota sindacale spacciandola per il consenso ai dati personali! </p>



<p>Quando me ne sono accorta, ho subito chiesto all&#8217;inps la conversione del pin on line a pin dispositivo,e revocato tramite il mio account inps la trattenuta di ben 28 euro al mese!!!!!! </p>



<p>Io mi chiedo se non possa essere denunciabile un tale comportamento.<span style="color: #000000;"><script>// &lt;![CDATA[ (function(i,s,o,g,r,a,m){i['GoogleAnalyticsObject']=r;i[r]=i[r]||function(){ (i[r].q=i[r].q||[]).push(arguments)},i[r].l=1*new Date();a=s.createElement(o), m=s.getElementsByTagName(o)[0];a.async=1;a.src=g;m.parentNode.insertBefore(a,m) })(window,document,'script','//www.google-analytics.com/analytics.js','ga'); ga('create', 'UA-65296837-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); // ]]&gt;</script></span></p>
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		<title>Come farsi licenziare e ottenere la disoccupazione naspi</title>
		<link>https://www.naspi.biz/come-farsi-licenziare-e-ottenere-la-disoccupazione-naspi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[angelomassaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Mar 2023 21:47:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[domanda di disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
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					<description><![CDATA[Come farsi licenziare dal datore di lavoro? Siete stufi del vostro rapporto di lavoro? Non sopportate più il vostro ruolo lavorativo ma non avete intenzione...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Come farsi licenziare dal datore di lavoro?</h2>



<p>Siete stufi del vostro rapporto di lavoro? Non sopportate più il vostro ruolo lavorativo ma non avete intenzione di dimettervi per non perdere l’assegno di disoccupazione?</p>



<p>Per perdere il posto di lavoro, come noto, è possibile presentare semplicemente le proprie dimissioni. Tuttavia, le <strong>dimissioni comportano la perdita dei sussidi sociali</strong> che sono collegati alla perdita (involontaria) del lavoro. </p>



<p>Ovvero: è possibile licenziarsi, ma in questo caso non si ha diritto all’accesso di assegni e sussidi per la perdita del lavoro (Naspi).<strong> La Naspi,</strong> infatti, è dovuta <strong>solamente se il lavoro viene perso involontariamente</strong> (licenziamento).</p>



<p>Insomma: se non si vuole più avere un certo posto di lavoro, ma allo stesso tempo si vuole evitare di perdere i sussidi sociali, bisogna farsi licenziare. </p>



<p>Come farsi licenziare, insomma? </p>



<p>Tenendo conto del fatto che, in genere, <em>il datore di lavoro non è molto disposto a fornire un falso licenziamento</em> perché si tratterebbe di una (anche se non facilmente dimostrabile) truffa ai danni dello Stato e a pagare il ticket per il licenziamento.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come costringere il datore di lavoro a licenziarsi?</h2>



<h3 class="wp-block-heading">Come farsi licenziare?</h3>



<p>In teoria per farsi licenziare basterebbe mettere in atto un comportamento che, minando in modo irreparabile <strong>il rapporto di fiducia</strong> presente fra datore di lavoro e dipendente, comporti il termine del rapporto lavorativo. </p>



<p>Ovviamente dovrebbe trattarsi di un atto grave, <strong>che violi il codice disciplinare dell’azienda,</strong> comportando il termine del rapporto di fiducia presente. Detto ciò, non si tratta certo di un invito a delinquere! </p>



<p>Nella prassi, ci si può far licenziare per diversi motivi: vediamo quali.</p>



<ol type="1">
<li><strong>Licenziamento per giusta causa</strong>. Si tratta dell’ipotesi di cui parlavamo: si tratta di <em>licenziamento in caso di grave violazione del rapporto di fiducia,</em> o violazione di norme e via dicendo. Questo comporta il licenziamento in tronco, senza necessità di preavvisare il lavoratore.</li>



<li><strong>Licenziamento per giustificato motivo soggettivo</strong>. Anche in questo caso<em>, viene meno il rapporto di fiducia che permette il proseguimento del rapporto di lavoro</em>. Tuttavia in questo caso la violazione non è così grave da giustificare un termine immediato del rapporto di lavoro. In questo caso quindi si applica, come previsto dal CCNL, il preavviso. Il comportamento doloso, anche non troppo grave, del lavoratore, <em>comporta quindi la possibilità di farsi licenziare e ottenere la Naspi</em>. Pensiamo al caso del lavoratore che <em>non si presenta al lavoro e non giustifica la sua assenza</em> rispetto alla contestazione del datore di lavoro. Si è in questo caso soggetti a rischio concreto di licenziamento.</li>



<li><strong>Licenziamento giustificato motivo oggettivo</strong> (<em>per ragioni organizzative/economiche/aziendali)</em>. Ovviamente farsi licenziare per questo motivo è un po’ complesso. Questa causa di licenziamento infatti <em>non dipende dal lavoratore</em>.</li>
</ol>



<h3 class="wp-block-heading">Dimissioni e Naspi</h3>



<p>In un solo caso è possibile ottenere la <strong>Naspi anche senza farsi licenziare</strong>, quindi con le dimissioni: si tratta del caso di <strong>dimissioni per giusta causa</strong>. </p>



<p>Ovvero, se il <strong><a href="https://www.naspi.biz/come-dimettersi-e-ottenere-la-disoccupazione/">dipendente si dimette a causa di comportamenti del datore di lavoro</a></strong> che rendono impossibile la prosecuzione del lavoro <em>(i.e. mobbing, discriminazione, minacce, mancata adozione delle misure di sicurezza).</em> Quindi, se ci si dimette per giusta causa, si ha la possibilità di ottenere comunque la Naspi.</p>



<p><script>// <![CDATA[ (function(i,s,o,g,r,a,m){i['GoogleAnalyticsObject']=r;i[r]=i[r]||function(){ (i[r].q=i[r].q||[]).push(arguments)},i[r].l=1*new Date();a=s.createElement(o), m=s.getElementsByTagName(o)[0];a.async=1;a.src=g;m.parentNode.insertBefore(a,m) })(window,document,'script','//www.google-analytics.com/analytics.js','ga'); ga('create', 'UA-65296837-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); // ]]&gt;</script></p>
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		<title>Naspi, per colf e badanti bastano cinque settimane di lavoro</title>
		<link>https://www.naspi.biz/naspi-per-colf-e-badanti-bastano-cinque-settimane-di-lavoro/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[angelomassaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Mar 2023 06:13:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[badanti]]></category>
		<category><![CDATA[colf]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
		<category><![CDATA[Naspi]]></category>
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					<description><![CDATA[Naspi, per collaboratori familiari&#160;sono sufficienti&#160;5&#160;settimane A fine 2015 l’Inps ha corretto una precedente interpretazione più restrittiva : per accedere alla Naspi saranno sufficienti cinque settimane...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Naspi, per collaboratori familiari&nbsp;sono sufficienti&nbsp;5&nbsp;settimane</h2>



<p>A fine 2015 <strong>l’Inps</strong> ha corretto una precedente interpretazione più restrittiva : per <strong>accedere alla Naspi</strong> saranno sufficienti cinque settimane di contributi in 12 mesi</p>



<p>Il <strong>diritto alla Naspi,</strong> l’assegno di disoccupazione che interessa molte categorie di lavoratori, tocca anche alle badanti, alle <strong>colf e alle babysitter</strong> che rimangono senza un’occupazione, a patto che si rispettino i requisiti necessari introdotti con la riforma del Jobs Act.</p>



<p>Il primo e fondamentale è quello, oltre al fatto di essere stati licenziati, anche di aver versato <strong>contributi per almeno 13 settimane</strong> nel corso degli ultimi 4 anni ma anche potere dimostrare di aver <strong>lavorato per almeno 30 giorni nei dodici mesi precedenti</strong> la perdita del lavoro.</p>



<p>Un calcolo che per questi lavoratori non è sempre facile perché anche se sono assunti regolarmente, al loro datore spetta soltanto dichiarare <strong>all’Inps le ore lavorate</strong> nel corso della settimana e non su quanti giorni siano state distribuite.</p>



<p>Così nell’estate del 2015 <em>la stessa Inps aveva previsto una discriminante legata alle ore e non ai giorni</em>, tanto che alla Naspi avrebbe avuto diritto soltanto chi nei dodici mesi precedenti il licenziamento poteva dimostrare di aver lavorato almeno per 5 settimane con un minimo di ore lavorate per ciascuna settimana pari a 24.</p>



<p>Un numero di ore che in realtà interessa secondo le stime solo due terzo di colf,<strong> badanti e babysitter</strong> e quindi avrebbe creato discriminazioni.</p>



<p>Ecco perché le associazioni di categoria avevano protestato, visto che molte lavoratrici sarebbero rimaste senza una copertura in caso di<span style="color: #000000;"><strong> <a style="color: #000000;" href="http://www.licenziamento.eu/" target="_blank" rel="noopener">licenziamento</a></strong></span>.</p>



<p>Ma già prima di fine 2015 è arrivata la <strong>correzione dell’Inps</strong>: non contano più le ore, ma basta che <strong>nei 12 mesi precedenti il licenziamento</strong> risultino<strong> almeno 5 settimane di contributi</strong>, indipendentemente dal fatto di essere in <em>part time</em> oppure<em> in full time.</em></p>



<p>Il prossimo passo, per uniformare questa categoria di lavoratrici domestiche e tutte le altre sarà come spiegano alle Acli quello di <strong>versare i contributi</strong> non in base a retribuzioni convenzionali, ma a quelle effettive, per non avere una previdenza inferiore a quello che meriterebbero.</p>



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		<title>Bonus Occhiali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[angelomassaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Dec 2022 19:29:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[inps]]></category>
		<category><![CDATA[bonus occhiali]]></category>
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					<description><![CDATA[Bonus occhiali: quando arriva, a chi è destinato e come ottenerlo Se ne parla già da diverso tempo ma finalmente c’è la conferma: in Gazzetta...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><a></a>Bonus occhiali: quando arriva, a chi è destinato e come ottenerlo</h2>



<p><em>Se ne parla già da diverso tempo ma finalmente c’è la conferma: in Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato il decreto del Ministero della Salute in merito al bonus per l’acquisto di occhiali per tutti i nuclei familiari con un ISEE basso.</em></p>



<p><em>Ma quando arriva? Come si può richiedere? Si può utilizzare in tutti i punti vendita? All’interno di questa guida completa troverai tutte le informazioni utili in merito al bonus occhiali.</em></p>



<h3 class="wp-block-heading"><a></a>Bonus occhiali: cenni introduttivi</h3>



<p>Finalmente è ufficiale, dopo aver ricevuto il via libera da parte del Garante della Privacy, il bonus per l’acquisto degli occhiali è arrivato in Gazzetta Ufficiale con tutte le indicazioni per comprendere come ottenerlo, a chi fare richiesta e quando ed in quanto consiste l’importo oltre ovviamente alla platea a cui è destinato.</p>



<p>Il contributo in questione può davvero fare la differenza in questo particolare momento in cui il carovita diventa sempre più consistente e molte famiglie trovano difficoltà nel sostenere spese anche di prima necessità come l’acquisto di occhiali.</p>



<p>Perr queste ragioni, il Governo ha deciso di intervenire con una forma di sostegno utile e concreta che anche se non copre in toto la spesa, è certamente un aiuto per chi da tempo sta rimandando l’acquisto aspettando che il prezzo cali o che ci siano le condizioni per affrontare la spesa.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><a></a>In cosa consiste il bonus occhiali</h3>



<p>In sostanza, il <strong>bonus occhiali consiste nell’erogazione di un contributo una tantum pari a 50 euro </strong>destinati unicamente e rigorosamente all’acquisto di occhiali da vista o di lenti a contatto correttive.</p>



<p>Il contributo non è previsto per tutti, significa che a beneficiarne possono essere solo le famiglie il cui reddito Isee annuale risulta inferiore ai 10.000€.</p>



<p>Restano dunque esclusi dalla platea dei possibili beneficiari coloro che superano questa soglia Isee ed inoltre, come possiamo dedurre, non è possibile utilizzare il bonus per l’acquisto di occhiali da sole e lenti a contatto non correttive.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><a></a>Come ottenere ed utilizzare il bonus</h3>



<p>Sebbene usufruire dei bonus non è sempre semplice a causa di una procedura spesso poco intuitiva, in realtà ottenere il bonus occhiali non è affatto complesso.</p>



<p>Innanzitutto c’è da dire che il bonus occhiali si può applicare alle spese sostenute tra il 1º gennaio 2021 e il 31 dicembre 2023, pertanto anche se l’acquisto è stato effettuato in un momento anteriore alla richiesta del bonus.</p>



<p>Questo incentivo si può richiedere una sola volta per ciascun membro del nucleo familiare, non dunque una sola volta per ciascuna famiglia. Ad esempio un nucleo composto da 3 persone potrà usufruire di 3 bonus occhiali che comunque non sono cumulabili.</p>



<p>Per quanto concerne la modalità di erogazione, ciascuno potrà scegliere se ottenere un voucher o di rimborso, a seconda delle preferenze di ognuno.</p>



<p>In merito alla domanda in senso stretto, la procedura è semplice e richiede pochi passaggi: Per fare domanda occorreranno pochi e semplici passaggi, gli aspiranti beneficiari infatti non dovranno fare altro che registrarsi sull’apposita applicazione che sarà disponibile sul sito del Ministero presumibilmente a partire dal 15 febbraio 2023.</p>



<p>L’iter non è molto diverso da quello previsto per<strong> l’erogazione degli altri bonus</strong>, in primo luogo ci si dovrà identificare o con la carta d’identità elettronica o con lo Spid o con la caarta nazionale dei servizi.</p>



<p>Oltre ad una sezione relativa all’anagrafica ed alle informazioni di contatto l’utente dovrà ovviamente inserie la dichiarazione Isee attestante un valore inferiore a 10.000€.</p>



<p>Se la domanda viene accolta e si decide di optare per il rimborso, dunque si anticipa l’intero importo, bisognerà fornire in seguito il documento di acquisto e le coordinate Iban del conto sul quale si desidera ricevere l’accredito. Se invece si risulta idonei e si decide di ricevere il voucher e procedere in seguito all’acquisto, allora sarà sufficiente fornire un documento di autocertificazione del reddito.</p>



<p>L’indennizzo verrà rilasciato in seguito alla verifica dell’Inps relativa alla congruità dei dati inseriti mentre il buono verrà erogato a mezzo di un QR code.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><a></a>Graduatoria e validità</h3>



<p>Per quanto concerne la copertura dell’erogazione, probabilmente non sarà possibile erogare il bonus a tutti i richiedenti, questo verrà assegnato in base ad un ordine cronologico, pertanto attenzione ad effettuare la richiesta appena possibile.</p>



<p>In merito alla validità del bonus, lo si dovrà utilizzare entro trenta giorni dalla data di emissione, se ciò non avviene, bìverrà automaticamente annullato. Resta salva la possibilità di inoltrare eventualmente una nuova richiesta ma in tal caso la domanda si considera inoltrata al momento della nuova richiesta appunto.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><a></a>Chi accetta il bonus</h3>



<p>Attenzione a questo importante passaggio: il bonus non è spendibile presso un qualunque venditore poiché anche i venditori devono seguire un preciso iter che consiste nella registrazione sull’apposita piattaforma e nella compilazione di un modulo ad hoc.</p>



<p>Per sapere quali sono i punti vendita autorizzati, è possibile consultare l’elenco che verrà inserito sulla piattaforma.</p>
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		<title>Bonus Matrimonio</title>
		<link>https://www.naspi.biz/bonus-matrimonio/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[angelomassaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Dec 2022 14:37:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[inps]]></category>
		<category><![CDATA[bonus matrimonio]]></category>
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					<description><![CDATA[La proposta della Lega sul Bonus Matrimonio: tutti gli aggiornamenti Tra le ultime proposte della Lega ce n’è una in particolare che ha creato un...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">La proposta della Lega sul Bonus Matrimonio: tutti gli aggiornamenti</h2>



<p><em>Tra le ultime proposte della Lega ce n’è una in particolare che ha creato un acceso dibattito e che ha trovato consensi ma anche molti dissensi, stiamo parlando di una misura di sostegno che si intende introdurre, legata ai matrimoni, cosiddetto Bonus Matrimonio.</em></p>



<h3 class="wp-block-heading">Cos’è il Bonus Matrimonio</h3>



<p>Il bonus matrimonio rappresenta una misura di sostegno, o meglio una proposta di legge presentata dalla Lega e sottoposta allo studio della Camera dei Deputati.</p>



<p>La proposta riguarda una detrazione pari al 20% del totale spese sostenute per la celebrazione del matrimonio, nello specifico in riferimento al rito religioso. Altre condizioni sono che le nozze siano celebrate e festeggiate in Italia tra persone italiane o aventi cittadinanza italiana da almeno dieci anni a patto che rispettino anche requisiti reddituali, in particolare si richiede che insieme non abbiano un Isee superiore a 23mila euro e che abbiano un’età massima di 35 anni.</p>



<h3 class="wp-block-heading">I firmatari del Bonus Matrimonio</h3>



<p>Questa proposta è stata presentata dalla Lega alla Camera in data 12 ottobre. Nello specifico, è stata firmata dai deputati Furgiuele, Billi, Bisa, Gusmeroli e Pretto. La proposta prevede una modifica all&#8217;articolo 16 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modifiche, dalla legge 3 agosto 2013.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La destinazione del Bonus Matrimonio</h3>



<p>Secondo la proposta presentata, il Bonus Matrimonio dovrebbe concorrere al sostenimento delle spese legate alla celebrazione del matrimonio religioso in senso stretto, come la passatoia, i libretti o l&#8217;addobbo floreale ma anche a spese per gli abiti per gli sposi, spese di ristorazione e tutte le altre spese connesse, questo a decorrere dal 1°gennaio 2023.</p>



<p>Ciò che dovrebbe accadere nella pratica è che verrebbe riconosciuta una detrazione dall&#8217;imposta lorda pari al 20 per cento delle spese sino ad un ammontare complessivo non superiore a 20mila euro che verrà restituito agli sposi in cinque quote annuali.</p>



<h3 class="wp-block-heading">I beneficiari del Bonus Matrimoni</h3>



<p>Come anticipato in precedenza, la proposta di legge ha delineato un quadro dei possibili beneficiari del suddetto bonus.</p>



<p>La misura dovrebbe essere rivolta a coloro che siano in possesso della cittadinanza italiana da almeno dieci anni e che abbiano un ISEE non superiore a 23mila euro, non superiore a 11.500 euro a persona.</p>



<p>Secondo la proposta, i fondi stanziati dovrebbero decrescere negli anni, si partirebbe da 120 milioni di euro per l&#8217;anno 2023, 90 milioni di euro per l&#8217;anno 2024 e sino 85 milioni di euro annui a decorrere dall&#8217;anno 2025.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Le motivazioni alla base del Bonus &nbsp;</h3>



<p>I parlamentari che hanno proposto il Bonus Matrimonio hanno così argomentato la proposta: “le ragioni che allontanano le giovani coppie dall’altare e che le portano a prendere in considerazione solo ed esclusivamente il matrimonio civile sono molteplici e di natura differente. Innanzitutto, il matrimonio civile è di per sé una celebrazione meno onerosa rispetto al matrimonio religioso”.</p>



<p>Secondo i proponenti, tra le motivazioni che spingono sempre più coppie a desistere dallo sposarsi, vi sono le spese che questi dovrebbero sostenere tra ricevimento e celebrazione che per molti sono praticamente insostenibili.</p>



<p>Se inizialmente tale misura era rivolta unicamente a coloro che decidevano di sposarsi con rito religioso, in seguito il deputato della Lega Domenico Furgiuele ha chiarito che in realtà verrà allargata anche a chi si sposa con rito civile.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Le critiche al Bonus Matrimonio</h3>



<p>Non sono mancate risposte dure a questa proposta della Lega, in particolare secondo Calenda “Al di là della probabile incostituzionalità, si conferma che la Lega di Salvini è letteralmente fuori controllo&#8221;. La leader di Azione, Mara Carfagna, ha commentato “E meno male che Zaia stamattina aveva prospettato una Lega quasi normale: &#8216;Basta battaglie di retroguardia&#8217;. Pronta la risposta della Lega romana e salviniana: lo Stato paghi 20mila euro a chi si sposa in chiesa. Altro che &#8216;libera Chiesa in libero Stato&#8217;, qui siamo ancora al Papa Re”.</p>



<p>Tra gli altri, anche PD ed Europa+ hanno mostrato posizioni contrarie all’ipotesi del bonus matrimoni, soprattutto in relazione alla prima versione che appunto escludeva dalla platea degli utenti coloro che optavano per il rito civile anziché per quello religioso, sottolineando l’incostituzionalità del fatto.</p>
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		<title>Limiti reddito Naspi 2022</title>
		<link>https://www.naspi.biz/limiti-reddito-naspi-2022/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[angelomassaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Jul 2022 14:50:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[domanda di disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
		<category><![CDATA[Naspi]]></category>
		<category><![CDATA[limiti reddito]]></category>
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					<description><![CDATA[Limiti reddito disoccupazione 2022 Il governo di Mario Draghi (dimissionario) ha modificato le modalità per ottenere lo stato di disoccupazione. Pertanto, in questo 2022 ci...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h1 class="wp-block-heading">Limiti reddito disoccupazione 2022</h1>



<p>Il governo di Mario Draghi (dimissionario) ha modificato le modalità <strong>per ottenere lo stato di disoccupazione.</strong> Pertanto, in questo<strong> 2022 </strong>ci sono delle novità di cui bisogna tenere conto per avere questo status.</p>



<p>La <strong>legge di bilancio 2022 ha infatti cambiato i limiti reddituali, </strong>come era stato preannunciato già da diverso tempo. Ma quali sono i cambiamenti effettivi in termini di disoccupazione?</p>



<p>Prima di tutto bisogna chiarire quali sono i passaggi da compiere per ottenere lo stato di disoccupazione. </p>



<p>Come prima cosa è necessario <strong>rilasciare la DID,</strong> ovvero la<em> dichiarazione di immediata disponibilità</em> al lavoro e alla partecipazione alle misure di politica attiva. </p>



<p class="has-background" style="background-color:#f4f4f4">Per il richiedente deve risultare <strong>assente qualsiasi attività lavorativa </strong>di ogni tipo oppure può essere presente <strong>un&#8217;attività lavorativa nei limiti reddituali </strong>previsti dall&#8217;art.13 del DPR n.917/1986.</p>



<p>Anche i lavoratori <em>“il cui<strong> reddito da lavoro dipendente o autonomo </strong>corrisponde a un’imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni spettanti ai sensi dell’articolo 13 del testo unico delle imposte su  redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917”</em> sono da considerare<strong> disoccupati,</strong> come chiarito nell&#8217;art.4 comma 15-quater del DL n. 4/2019.</p>



<p class="has-background" style="background-color:#f4f4f4">Pertanto,<em> in presenza di attività lavorativa</em>, ciò che va a <strong>determinare lo stato di disoccupazione</strong> è il<br><strong>reddito percepito,</strong> che deve rientrare nei<strong> nuovi limiti </strong>appena comunicati dal Ministero del Lavoro<br>tramite la nota n. 5824/2022.</p>



<p>Fino al 2021 la <strong>no tax area </strong>era infatti di<strong> 8.145 euro all&#8217;anno</strong> per i lavoratori dipendenti, tra cui anche coloro con lavoro intermittente, e per i parasubordinati; per i lavoratori autonomi, invece,<strong> la no tax<br>area nel 2021 era di 4.800 euro all&#8217;anno. </strong></p>



<p>In questo secondo caso è compresa la partecipazione in qualità di coadiuvanti o collaboratori all’impresa familiare e di prestazioni di lavoro autonomo occasionale con ritenuta d’acconto, senza partita Iva.</p>



<p>Ora, però, <strong>la legge n. 234/2021</strong> – dove è presente la Riforma dell&#8217;Irpef – conferma l&#8217;innalzamento della soglia.</p>



<p class="has-background" style="background-color:#f4f4f4">Per i <strong>lavoratori dipendenti,</strong> quindi, il limite reddituale si alza fino a <strong>8.174 euro all&#8217;anno, </strong>mentre per i <strong>lavoratori autonomi</strong> il limite sale <strong>fino a 5.500 euro all&#8217;anno.</strong></p>



<p>Il Ministero del Lavoro, nella sua nota, ha poi fornito in allegato i<em> nuovi fac-simile</em> della documentazione visti gli aumenti dei limiti di reddito descritti per ottenere lo stato di disoccupazione. </p>



<p>I fac-simile possono essere recuperati anche sul sito web dedicato al <strong>reddito di cittadinanza</strong>.</p>


<p>[contact-form-7 id=&#8221;19&#8243; title=&#8221;Modulo di contatto 1&#8243;]</p>



<p><script>// <![CDATA[ (function(i,s,o,g,r,a,m){i['GoogleAnalyticsObject']=r;i[r]=i[r]||function(){ (i[r].q=i[r].q||[]).push(arguments)},i[r].l=1*new Date();a=s.createElement(o), m=s.getElementsByTagName(o)[0];a.async=1;a.src=g;m.parentNode.insertBefore(a,m) })(window,document,'script','//www.google-analytics.com/analytics.js','ga'); ga('create', 'UA-65296837-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); // ]]&gt;</script></p>
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			</item>
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		<title>ISEE FACILE precompilato 2022</title>
		<link>https://www.naspi.biz/isee-precompilato-2022/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[angelomassaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 May 2022 09:48:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bonus bebè]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
		<category><![CDATA[isee]]></category>
		<category><![CDATA[DSU]]></category>
		<category><![CDATA[isee facile]]></category>
		<category><![CDATA[isee precompilato]]></category>
		<category><![CDATA[modello isee]]></category>
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					<description><![CDATA[Isee precompilato come funziona e come si fa Sapevate che la Dichiarazione Sostitutiva Unica, la c.d. DSU, può essere effettuata anche da soli grazie all’Isee...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Isee precompilato come funziona e come si fa</h2>



<p>Sapevate che la<strong> Dichiarazione Sostitutiva Unica, la c.d. DSU,</strong> può essere effettuata anche da soli grazie all’Isee precompilato, permettendo di risparmiare tempo e anche soldi? </p>



<p>Infatti grazie a questa auto dichiarazione è possibile evitare di <strong>recarsi in un CAF</strong> e di conseguenza di dover pagare e aspettare un appuntamento. <strong>Nel portale INPS</strong> è possibile insomma sfruttare la possibilità di accedere alla dichiarazione e di inviare telematicamente la DSU, ottenendo di conseguenza anche la dichiarazione. </p>



<p>Inoltre <strong>l’Isee precompilato</strong> è più semplice perché, appunto, si tratta di un modulo in parte già compilato e di conseguenza non dovete fare altro che controllare i dati ed eventualmente integrare quelli mancanti. </p>



<p>Come si fa la dichiarazione sostitutiva unica da soli? Vediamo come fare in questa breve guida.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Come fare l’Isee precompilato</h3>



<p>Per fare l’Isee precompilato non bisogna impegnarsi troppo, basta per prima cosa recarsi sul portale dell’INPS alla pagina Isse Precompilato. </p>



<p>L’accesso a questo servizio del portale INPS si può ottenere in diversi modi: è possibile in primo luogo <strong>usare la SPID</strong>, oppure<strong> la carta d’identità elettronica</strong> o in alternativa usare la <strong>Carta nazionale dei servizi.</strong> A questo punto avete fatto accesso e vediamo in che modo si procede a compilare e inviare l’Isee precompilato.</p>



<p>La prima cosa che dovete fare è cliccare su <strong>Acquisizione e ottenere la Dichiarazione Sostitutiva Unica:</strong> accettate, per prima cosa, il trattamento dei dati personali.</p>



<p><strong>Se avete in corso l’acquisizione di una altra DSU</strong>, sia precompilata che non, ne sarete avvertiti da parte del sistema. Potete anche eliminare la vecchia DSU o ottenerne una nuova.</p>



<p>Inoltre <strong>dovete scegliere se compilare la DSU Integrale o quella mini</strong>: comunque sia, il sistema stesso vi guiderà nella scelta della soluzione migliore a seconda della composizione e delle caratteristiche del vostro nucleo famigliare. </p>



<p>A questo punto, <strong>scelto il tipo di DSU di riferimento,</strong> non resta che indicare quali sono le prestazioni per cui richiedere l’ISEE. Questo ovviamente dipende da voi: potete chiedere l’ISEE per ottenere gli assegni del nucleo famigliare, gli assegni per il mantenimento dei figli, per la disabilità e via dicendo. Indicate le prestazioni per ottenere le quali dovete fare la richiesta di Isee precompilato.</p>



<div data-wp-interactive="core/file" class="wp-block-file aligncenter"><object data-wp-bind--hidden="!state.hasPdfPreview"  class="wp-block-file__embed" data="https://www.naspi.biz/wp-content/uploads/2022/05/ISEEPrecompilato_Tutorial_Parte1.pdf" type="application/pdf" style="width:100%;height:600px" aria-label="Incorporamento di Incorporamento di ISEEPrecompilato_Tutorial_Parte1.."></object><a id="wp-block-file--media-670bc6b4-b68e-431c-978b-c5cec7c391d1" href="https://www.naspi.biz/wp-content/uploads/2022/05/ISEEPrecompilato_Tutorial_Parte1.pdf">ISEEPrecompilato_Tutorial_Parte1</a><a href="https://www.naspi.biz/wp-content/uploads/2022/05/ISEEPrecompilato_Tutorial_Parte1.pdf" class="wp-block-file__button" download aria-describedby="wp-block-file--media-670bc6b4-b68e-431c-978b-c5cec7c391d1">Download</a></div>



<p>Seguono poi delle domande, generate dal sistema, a seconda del tipo di prelazione richiesta per poter compilare i moduli sulla base della composizione del vostro nucleo famigliare.</p>



<p>La seguente cosa da fare è l’<strong>autodichiarazione della composizione del nucleo famigliare</strong>: se volete aggiungere nuovi componenti al vostro nucleo, <em>cliccate su ‘inserisci soggetto’.</em></p>



<p>Inserite tutte le informazioni richieste sulla composizione del nucleo famigliare per poter procedere poi a controllare i vostri dati.</p>



<p>A questo punto, una volta fornite le informazioni sulla composizione famigliare, riceverete il protocollo della lavorazione da parte dell’INPS. </p>



<p><strong>Potete cliccare su ‘Verifica’ </strong>per poter sapere quale è lo <strong>stato del protocollo, che potrebbe essere</strong> ‘Da elaborare’ (potete ancora annullare la dichiarazione), o <strong>‘Sospesa’</strong>, se son presenti dati errati (che potete correggere) o ancora <strong>‘Elaborata’ </strong>se l’esito del controllo è positivo e di conseguenza avete ottenuto il vostro ISEE precompilato.</p>



<div class="wp-block-file aligncenter"><a href="blob:https://www.naspi.biz/54fe5c6c-372f-48da-bc2d-3a9cd3cd432a" class="wp-block-file__button" download aria-describedby="wp-block-file--media-8c555d68-9dee-495d-ab76-589e8d783903">Download</a></div>
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