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	<title>inps &#8211; Naspi</title>
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	<description>Naspi Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego</description>
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		<title>Disoccupazione NASpI e piattaforma SIISL</title>
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		<dc:creator><![CDATA[angelomassaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 May 2024 06:33:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[Naspi]]></category>
		<category><![CDATA[domanda di disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
		<category><![CDATA[piattaforma SIISL]]></category>
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					<description><![CDATA[Piattaforma SIISL e l’iscrizione automatica per chi percepisce la NASpI Il decreto Coesione introduce una nuova disposizione che semplifica il processo di ricerca di lavoro...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Piattaforma SIISL e l’iscrizione automatica per chi percepisce la NASpI</h2>



<p><em>Il decreto Coesione introduce una nuova disposizione che semplifica il <strong>processo di ricerca di lavoro</strong> per i beneficiari dell&#8217;indennità di disoccupazione, prevedendo la loro automatica iscrizione alla <strong>piattaforma SIISL. </strong>Continua a leggere per saperne di più.</em></p>



<p>L&#8217;espansione delle funzionalità della piattaforma SIISL, annunciata come parte delle iniziative del Ministero del Lavoro per favorire l&#8217;occupazione di varie categorie di lavoratori, rappresenta un passo significativo verso un sistema più inclusivo e efficiente<strong> per la ricerca di lavoro in Italia. </strong></p>



<p>Non solo si mira a fornire supporto a coloro che già beneficiano dell&#8217;assegno di inclusione e del supporto per la <strong>formazione e il lavoro, </strong>ma si estende anche il sostegno a chi si trova nella difficile situazione di disoccupazione e riceve la NASpI.</p>



<p>Questa iniziativa è particolarmente importante perché riconosce le sfide e le difficoltà che i lavoratori disoccupati devono affrontare nel trovare nuove opportunità lavorative e proprio<strong> l&#8217;accesso automatico alla piattaforma SIISL per i percettori della NASpI </strong>offre loro un&#8217;opportunità concreta di reinserirsi nel mercato del lavoro.</p>



<p>Questo processo è supportato e reso più agevole da una serie di strumenti digitali dedicati, come la compilazione del curriculum vitae e la partecipazione a programmi di attivazione digitale.</p>



<p>Ciò che rende questa iniziativa ancora più significativa è il fatto che si basa sull&#8217;utilizzo di dati già disponibili presso le istituzioni pubbliche, come il Ministero del Lavoro e altre agenzie governative.</p>



<p>Questo approccio consente di <strong>semplificare e accelerare il processo di ricerca di lavoro per i beneficiari della NASpI, </strong>riducendo al minimo la burocrazia e massimizzando l&#8217;efficienza.</p>



<p>I lavoratori comunque avranno la possibilità di integrare e rettificare le informazioni fornite dal sistema, garantendo così un&#8217;accuratezza e una completezza dei dati che sono fondamentali per un processo di ricerca di lavoro efficace.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><a href="https://www.naspi.biz/wp-content/uploads/2024/05/piattaforma-SIISL.png"><img decoding="async" width="1024" height="754" src="https://www.naspi.biz/wp-content/uploads/2024/05/piattaforma-SIISL-1024x754.png" alt="" class="wp-image-2401" srcset="https://www.naspi.biz/wp-content/uploads/2024/05/piattaforma-SIISL-1024x754.png 1024w, https://www.naspi.biz/wp-content/uploads/2024/05/piattaforma-SIISL-300x221.png 300w, https://www.naspi.biz/wp-content/uploads/2024/05/piattaforma-SIISL-768x565.png 768w, https://www.naspi.biz/wp-content/uploads/2024/05/piattaforma-SIISL.png 1083w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure></div>


<h3 class="wp-block-heading"><a></a>Altri cambiamenti per la piattaforma SIISL</h3>



<p>Ma le novità non finiscono qui, infatti il prossimo decreto Coesione porterà una serie di funzionalità aggiuntive alla piattaforma SIISL, che si andranno a sommare al recente upgrade con l&#8217;introduzione di intelligenza artificiale. </p>



<p>Queste novità includeranno modalità più chiare e definite <strong>per i datori di lavoro per pubblicare le loro offerte di lavoro sulla piattaforma,</strong> nonché procedure semplificate per gli utenti in cerca di lavoro per accedere al SIISL e sfruttarne appieno le risorse.</p>



<p>Inoltre, il decreto chiarirà come le posizioni vacanti pubblicate dai datori di lavoro su piattaforme nazionali e internazionali verranno integrate all&#8217;interno del Sistema Informativo per l&#8217;inclusione sociale e lavorativa. </p>



<p>Questo significa che la piattaforma diventerà un punto di riferimento centrale per coloro che cercano lavoro, offrendo loro accesso a una vasta gamma di opportunità sia a livello nazionale che internazionale.</p>



<p>L&#8217;obiettivo di questi cambiamenti è senza dubbio quello di rendere la ricerca di lavoro più accessibile, trasparente ed efficiente per tutti i cittadini italiani, fornendo loro gli strumenti e le risorse necessarie per trovare opportunità lavorative che corrispondano alle loro competenze, esperienze e aspirazioni professionali.</p>
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		<title>Disoccupazione NASpI e DIS-COLL, quali sono le soglie reddituali compatibili</title>
		<link>https://www.naspi.biz/disoccupazione-naspi-e-dis-coll-quali-sono-le-soglie-reddituali-compatibili/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[angelomassaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Apr 2024 00:49:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[Naspi]]></category>
		<category><![CDATA[domanda di disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
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					<description><![CDATA[Nuovo limite di reddito 2024 per chi ha un impiego dipendente, parasubordinato o autonomo Arriva il nuovo limite di reddito per chi ha un impiego...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Nuovo limite di reddito 2024 per chi ha un impiego dipendente, parasubordinato o autonomo</h2>



<p><em>Arriva il <strong>nuovo limite di reddito </strong>per chi ha un impiego dipendente, parasubordinato o autonomo per garantire la <strong>compatibilità con i benefici di disoccupazione NASpI </strong>e DIS-COLL. È possibile percepire entrambi i benefici mentre si lavora, purché il reddito rimanga entro un certo tetto. L&#8217;Inps ha comunicato ai beneficiari di queste prestazioni le nuove soglie da rispettare tramite il messaggio numero 1414 del 9 aprile 2024, continua a leggere per saperne di più.</em></p>



<h3 class="wp-block-heading"><a></a>NASpI e DIS-COLL in breve</h3>



<p>Prima di vedere da vicino quali sono le nuove soglie reddituali previste affinché si possa configurare la compatibilità con NASpI e DIS-COLL, è bene soffermarci un momento su queste due forme di indennità che talvolta vengono confuse tra loro.</p>



<p>La <strong>NASpI </strong>(Nuova Assicurazione Sociale per l&#8217;Impiego) e la<strong> DIS-COLL</strong> (Disoccupazione dei Collaboratori Coordinati e Continuativi) sono sostanzialmente due forme di indennità di disoccupazione in Italia, previste al fine di offrire un sostegno economico temporaneo per coloro che hanno perso il lavoro involontariamente.</p>



<p>La <strong>NASpI </strong>è destinata ai lavoratori dipendenti che hanno subito una perdita di lavoro involontaria, inclusi i lavoratori a tempo determinato, stagionali, apprendisti e a progetto. </p>



<p>Tuttavia, con l&#8217;introduzione del Jobs Act, i lavoratori a progetto hanno visto cambiamenti nelle loro condizioni di accesso alla NASpI. Per essere idonei, i richiedenti devono aver versato almeno 13 settimane di contributi nei quattro anni precedenti il licenziamento e devono aver lavorato per almeno 30 giorni nell&#8217;anno precedente la perdita del lavoro. </p>



<p>La durata e l&#8217;importo della NASpI variano in base ai contributi versati, con una massima durata di 24 mesi. L&#8217;importo è determinato dalla media dei redditi degli ultimi quattro anni, con specifici meccanismi di calcolo e una decrescita graduale nel tempo.</p>



<p>La <strong>DIS-COLL</strong>, d&#8217;altra parte, è rivolta ai lavoratori parasubordinati, compresi i collaboratori coordinati e continuativi, i collaboratori domestici, i dottorandi senza borsa di studio e gli assegnisti di ricerca che hanno perso il lavoro. </p>



<p>Rispetto alla NASpI, non è richiesto un numero minimo di settimane di contribuzione per accedere alla DIS-COLL. La durata e l&#8217;importo dell&#8217;indennità dipendono dai contributi versati e dal reddito precedente del lavoratore, con modalità di calcolo specifiche per questa categoria di lavoratori.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><a></a>Naspi e Dis-Coll: i redditi compatibili</h2>



<p>Per la NASpI, i redditi compatibili includono quelli da lavoro subordinato, parasubordinato e autonomo, come stabilito dal <strong>decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22. </strong>Diversamente, per la DIS-COLL, è consentito il cumulo solo con redditi da lavoro parasubordinato e autonomo.</p>



<p>È importante che il reddito derivante da queste attività lavorative non superi il minimo escluso da imposizione fiscale. Chi beneficia di queste prestazioni è tenuto a comunicare all&#8217;INPS il proprio reddito annuo presunto, in questo modo l’INPS potrà adeguare l&#8217;importo della prestazione alle entrate del beneficiario.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><a></a>Le regole alla luce del decreto legislativo 22/2015</h3>



<p>Il decreto legislativo 22/2015 stabilisce le regole di<strong> compatibilità tra le prestazioni di disoccupazione (NASpI e DIS-COLL) e l&#8217;esercizio di attività lavorative.</strong> </p>



<p>Per i beneficiari della NASpI, è consentito cumulare questa prestazione con redditi derivanti da lavoro subordinato/parasubordinato e autonomo, purché il reddito da lavoro non superi una specifica soglia, definita come il minimo escluso da imposizione fiscale (<em>no tax area</em>). </p>



<p>Si raccomanda di comunicare all&#8217;INPS il reddito annuo presunto derivante dall&#8217;attività lavorativa, al fine di adeguare l&#8217;importo della prestazione alla situazione finanziaria del beneficiario.</p>



<p>Per quanto riguarda la DIS-COLL, il decreto consente il cumulo solo con i redditi provenienti da lavoro parasubordinato e autonomo, sempre nel rispetto della soglia di reddito stabilita. Anche in questo caso, i beneficiari devono comunicare all&#8217;INPS il reddito annuo presunto derivante dall&#8217;attività lavorativa per consentire l&#8217;adeguamento dell&#8217;indennità alla loro situazione economica.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><a></a>Le soglie previste per il 2024</h3>



<p>Vediamo ora le nuove linee guida per le soglie di reddito del 2024 per i beneficiari di NASpI e DIS-COLL, in base alle modifiche introdotte dal<strong> decreto legislativo 30 dicembre 2023, n. 216</strong>, focalizzato sull&#8217;area di esenzione fiscale per i lavoratori dipendenti.</p>



<p>Nel 2023, il limite di reddito annuo per i lavoratori dipendenti o parasubordinati era stabilito a 8.173,91 euro, mantenendo l&#8217;identica cifra rispetto all&#8217;anno precedente.</p>



<p>Le direttive sono diverse per il 2024, con nuove soglie da rispettare:</p>



<p>&#8211; Il limite di reddito annuo per i lavoratori dipendenti/parasubordinati rimane stabile a 8.173,91 euro per il 2023, senza variazioni rispetto al 2022.</p>



<p>&#8211; Il limite di reddito annuo per i lavoratori autonomi è fissato a 5.500 euro per gli anni 2023 e 2024, senza modifiche rispetto al 2022.</p>



<p>&#8211; Tuttavia, per il 2024, il limite di reddito annuo per i lavoratori dipendenti/parasubordinati è elevato a 8.500 euro.</p>



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		<title>Quando viene erogato il pagamento NASPI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[angelomassaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Apr 2024 01:31:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[Naspi]]></category>
		<category><![CDATA[domanda di disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
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					<description><![CDATA[NASpI: guida completa ai tempi per l’erogazione Nel resoconto annuale del 2023 dell&#8217;INPS emerge che più dell&#8217;80% delle richieste di indennità di disoccupazione NASpI è...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">NASpI: guida completa ai tempi per l’erogazione</h2>



<p>Nel resoconto annuale del 2023 dell&#8217;INPS emerge che<strong> più dell&#8217;80% </strong>delle richieste di indennità di disoccupazione NASpI è stato elaborato<strong> entro 15 giorni dalla presentazione.</strong> Questo dato riflette così l&#8217;efficacia dell&#8217;istituto nel gestire rapidamente le richieste di sostegno finanziario ai disoccupati. Continua a leggere per saperne di più.</p>



<p>Grazie all&#8217;adozione di tecnologie innovative e all&#8217;incremento delle risorse umane, l&#8217;INPS ha ottenuto un notevole successo <strong>nell&#8217;automatizzare l&#8217;elaborazione delle richieste per la NASpI. </strong></p>



<p>Infatti, ben l’ 82% delle domande di prestazioni di disoccupazione presentate nel 2023 è stato liquidato entro 15 giorni, proprio come si può evincere dal recente report sul rendimento dell&#8217;Istituto pubblicato il 4 aprile.</p>



<p>Il report riflette in maniera chiara un quadro positivo delle azioni volte al miglioramento del benessere sociale ed economico dei cittadini che è stato possibile principalmente grazie all’implementazione di nuove tecnologie tra cui è doveroso annoverare il ruolo importante rivestito dall&#8217;intelligenza artificiale.</p>



<p>Ma non solo prestazioni migliori, infatti questo cambio di rotta verso le nuove tecnologie <strong>ha reso più semplice anche l&#8217;accesso ai servizi,</strong> rendendolo più agevole soprattutto tra le fasce di età più avanzate meno avvezze ai sistemi informatici.</p>



<p>Ed a conferma di ciò ci sono dei dati insindacabili in quanto nel corso del 2023, il totale degli accessi effettuati da individui di età superiore ai 65 anni <strong>attraverso i propri SPID, CIE o CNS </strong>è stato di 58 milioni, registrando un significativo aumento di 17 milioni rispetto all&#8217;anno precedente.</p>



<p>Questo trend indica un significativo adattamento delle persone anziane alle nuove tecnologie e una crescente fiducia nell&#8217;utilizzo di strumenti digitali per accedere ai servizi necessari, nonché una effettiva semplificazione dell’accesso ai servizi da parte dell’INPS.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La domanda telematica per ricevere la NASpI</h3>



<p>A partire dal 1° marzo 2024, l&#8217;INPS ha introdotto un&#8217;importante novità per chi necessita di richiedere <strong>l&#8217;indennità di disoccupazione NASpI e DIS-COLL:</strong> la nuova procedura telematica.</p>



<p>Questo cambiamento è stato annunciato attraverso il messaggio n. 804 del 23 febbraio, evidenziando un passaggio significativo verso una modalità esclusivamente digitale per la presentazione delle domande.</p>



<p>L’innovazione è il frutto del successo della fase sperimentale avviata lo scorso anno, durante la quale la piattaforma &#8220;ID 3.0&#8221; ha dimostrato la sua efficacia. </p>



<p><em>Il progetto di &#8220;Reingegnerizzazione della NASpI e DIS-COLL&#8221;, inserito nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), </em>ha visto nella digitalizzazione e semplificazione della pubblica amministrazione un obiettivo prioritario.</p>



<p>Con la nuova procedura, sono state implementate diverse migliorie, tra cui una riorganizzazione modulare dei quadri e una <strong>semplificazione della compilazione del modulo di domanda</strong>. Inoltre, è stata introdotta una nuova schermata di &#8220;Avvisi&#8221; per segnalare agli utenti eventuali criticità durante la procedura.</p>



<p>Per agevolare ulteriormente gli utenti, le <strong>informazioni relative alla posizione dell&#8217;assicurato</strong> sono già precompilate dall&#8217;Istituto, semplificando così il processo di richiesta. </p>



<p>L&#8217;accesso alla procedura avviene attraverso<strong> il sito dell&#8217;INPS, </strong>seguendo un percorso dedicato, e può essere effettuato mediante le credenziali SPID, CIE o CNS.</p>



<p>Sicuramente questa nuova modalità di presentazione delle domande rappresenta un passo avanti verso una pubblica amministrazione più moderna, efficiente e accessibile a tutti, garantendo un servizio più rapido e semplificato per chi si trova in situazione di disoccupazione.</p>



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		<item>
		<title>Badanti e domestici, cosa spetta a Pasqua</title>
		<link>https://www.naspi.biz/badanti-e-domestici-cosa-spetta-a-pasqua/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[angelomassaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Mar 2024 23:31:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[badanti]]></category>
		<category><![CDATA[colf]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
		<category><![CDATA[Naspi]]></category>
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					<description><![CDATA[Colf e badanti: le scadenza di Pasqua e Pasquetta (lunedì dell&#8217;Angelo) Stiamo attraversando un periodo di trambusto, dal punto di vista burocratico ed ordinamentale ultimamente....]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Colf e badanti: le scadenza di Pasqua e Pasquetta (lunedì dell&#8217;Angelo)</h2>



<p>Stiamo attraversando un periodo di trambusto, dal punto di vista burocratico ed ordinamentale ultimamente. Ecco quindi che tra <em>bonus, sussidi ed indennizzi</em>, <strong>i datori di lavoro di colf e badanti (ma anche baby-sitter) </strong>saranno interessati da importanti scadenze. </p>



<p>Non solo dovranno conteggiare certificazioni della retribuzione, ma anche<strong> feste di Pasqua</strong> e tanto altro ancora per stabilire <strong>come pagare i collaboratori domestici.</strong></p>



<p>Non a caso, l&#8217;Associazione che unisce i datori di lavoro, ha spiegato nel dettaglio come si evolveranno le cose in questi giorni. Entro aprile, chi ha assunto badanti, colf e baby-sitter, pur non essendo sostituto di imposta, dovrà <strong>presentare una dichiarazione attestante l&#8217;importo totale delle somme versate nell&#8217;anno </strong>precedente. </p>



<p>Tale documento sarà <strong>utile ai lavoratori durante la dichiarazione dei redditi.</strong> Questa dichiarazione fungerà in un certo senso da certificazione unica.</p>



<p>E a proposito di scadenze, <strong>il 10 aprile sarà l&#8217;ultimo giorno per effettuare il versamento trimestrale </strong>dei contributi previdenziali INPS, per tutte le attività lavorative erogate da Gennaio a Marzo 2021. </p>



<p>Sempre in data 10 aprile, andranno versati anche i <strong>contributi di assistenza del contratto CASSACOLF,</strong> con codice F2. A partire dal 1 gennaio 2021 infatti, è entrata in vigore la nuova tariffa di 6 centesimi per ogni ora lavorata, di cui 2 centesimi sono a carico del lavoratore. </p>



<p>Questo almeno è quanto stabilito dal <strong>nuovo CCNL de settore</strong> (che ha subito le recenti modifiche in data 8 settembre 2020). Inoltre dal mese di febbraio sono altresì subentrate altre novità circa le<em> modalità di pagamento.</em></p>



<p>Non funziona più il sistema online tramite la convenzione reti amiche che è stato sostituito da <strong>pagoPA</strong> (pagamento online pagoPA e avviso di pagamento pagoPA).</p>



<p>Per quel che concerne le feste che sono cadute nel mese di aprile, <strong>il contratto nazionale per colf e badanti</strong> ha riconosciuto sia il<strong> lunedì di Pasquetta</strong> che il <strong>25 Aprile</strong>, quale giornata di anniversario della Liberazione. </p>



<p>Qualora<em> in questi due giorni</em> il badante dovesse essere chiamato a lavorare,<strong> andrà ad incassare </strong>una<strong> <a href="https://avvocatomassaro.net/wp/badanti-pasqua-e-pasquetta-con-maggiorazione-o-riposo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">maggiorazione ulteriore del 60% sullo stipendio</a>. </strong></p>



<p>In caso contrario, il collaboratore domestico dovrà osservare<em> un completo riposo, </em>fermo restando l’obbligo di corrispondergli la normale retribuzione: <strong>ai lavoratori assunti ad ore spetterà 1/6 dell’orario settimanale</strong> indipendentemente dal fatto che in tali giornate fosse prevista o meno la prestazione.</p>



<p>Questo vuol dire che i collaboratori domestici che vivono con le famiglie datrici, <strong>avranno diritto a recuperare il mancato giorno di riposo in un&#8217;altra giornata</strong>. In alternativa, gli spetterà un pagamento di 1/26 della retribuzione complessiva di fatto. Nella domenica di Pasqua, dovrà essere solo osservato un giorno di riposo ma non rientra tra le festività retribuite.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Assegno di inclusione ADI</title>
		<link>https://www.naspi.biz/assegno-di-inclusione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[angelomassaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jan 2024 09:51:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[assegno di inclusione]]></category>
		<category><![CDATA[ADI]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
		<category><![CDATA[Naspi]]></category>
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					<description><![CDATA[Assegno di inclusione: la guida definitiva Il Decreto Lavoro 2023, detto anche D.L. 4 maggio 2023, n. 48, convertito in Legge 3 luglio 2023, n....]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><a></a>Assegno di inclusione: la guida definitiva</h2>



<p><em>Il Decreto Lavoro 2023, detto anche D.L. 4 maggio 2023, n. 48, convertito in Legge 3 luglio 2023, n. 85, ha previsto nuove disposizioni per promuovere l&#8217;inclusione sociale e lavorativa, tra cui la creazione dell&#8217;Assegno di inclusione. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.</em></p>



<h3 class="wp-block-heading"><a></a>Cos’è l’assegno di inclusione</h3>



<p>A partire dal primo gennaio 2024, l&#8217;<strong>Assegno di inclusione</strong> sarà concesso come forma di supporto finanziario per favorire l&#8217;inclusione sociale e professionale. Questo beneficio è subordinato al soddisfacimento di requisiti legati a residenza, cittadinanza, e soggiorno, oltre alla valutazione economica basata sull&#8217;Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE). </p>



<p>La concessione dipende anche dalla situazione reddituale del beneficiario e della sua famiglia, richiedendo l&#8217;adesione a un percorso personalizzato finalizzato all&#8217;attivazione e all&#8217;inclusione sociale e lavorativa. In sintesi, l&#8217;Assegno di inclusione mira a sostenere chi ne ha diritto attraverso criteri di eleggibilità ben definiti e un percorso personalizzato.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><a></a>A chi è rivolto</h3>



<p>L&#8217;<strong>Assegno di inclusione</strong> è un aiuto destinato sostanzialmente alle famiglie che includono almeno un membro in situazioni specifiche quali disabilità, età minore di 18 anni, età superiore ai 60 anni o svantaggio sociale con partecipazione a programmi di cura certificati dalla pubblica amministrazione.</p>



<p>L’<strong>importo </strong>del beneficio dipende dalla scala di equivalenza che considera i membri della famiglia nelle condizioni sopra citate. Inoltre, si tiene conto di chi svolge compiti di cura, specialmente quando ci sono bambini di età inferiore ai 3 anni, tre o più figli minorenni o membri con disabilità o non autosufficienti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><a></a>Quali sono i requisiti per presentare la domanda</h2>



<p>Per ottenere l&#8217;Assegno di inclusione, il richiedente deve soddisfare vari <strong>requisiti</strong>, che possono essere suddivisi in categorie specifiche.</p>



<p><strong>Requisiti di cittadinanza, residenza e soggiorno</strong>:</p>



<p>Il richiedente deve essere un cittadino europeo o un familiare di un cittadino europeo con diritto di soggiorno o permanente, oppure un <strong>cittadino di un paese terzo con permesso di soggiorno UE</strong> per soggiornanti di lungo periodo o con <strong>status di protezione internazionale</strong>. </p>



<p>Per un approfondimento sull&#8217;<strong><a href="https://portaleimmigrazione.eu/assegno-inclusione-2024/">assegno di inclusione per stranieri</a></strong>.</p>



<p>La residenza in Italia è obbligatoria per almeno cinque anni, di cui gli ultimi due in modo continuativo.</p>



<p><strong>Requisiti soggettivi</strong>:</p>



<p>Il richiedente <strong>non deve essere soggetto a misure cautelari personali o di prevenzione, </strong>né avere sentenze definitive di condanna nei 10 anni precedenti la richiesta.</p>



<p><strong>Requisiti economici</strong>:</p>



<p>Il nucleo familiare del richiedente deve possedere un ISEE valido non superiore a 9.360 euro e un reddito familiare inferiore a una specifica soglia, calcolata in base al parametro della scala di equivalenza e differenziata per situazioni specifiche.</p>



<p><strong>Requisiti patrimoniali</strong>:</p>



<p>Per ottenere l&#8217;Assegno di inclusione, il richiedente deve rispettare requisiti patrimoniali specifici. Il patrimonio immobiliare, esclusa la casa (limite: 150.000 euro), non deve superare i 30.000 euro. Il patrimonio mobiliare complessivo deve rimanere entro i 6.000 euro, con incrementi di 2.000 euro per ogni componente del nucleo familiare aggiuntivo, fino a 10.000 euro. </p>



<p>Questi limiti aumentano ulteriormente in presenza di minorenni o membri con disabilità. Nessun componente può possedere veicoli immatricolati nei 36 mesi precedenti, eccetto veicoli agevolati per disabilità. Inoltre, nessun componente può possedere navi, imbarcazioni da diporto o aeromobili.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><a></a>La scala di equivalenza</h3>



<p>Il<strong> coefficiente di equivalenza </strong>parte da 1 per il nucleo familiare e può salire fino a 2,2, con un ulteriore aumento a 2,3 se ci sono membri con gravi disabilità o non autosufficienza:</p>



<ul>
<li>Ogni componente con disabilità o non autosufficiente contribuisce con 0,5.</li>



<li>Componenti sopra i 60 anni aggiungono 0,4 ciascuno.</li>



<li>Un maggiorenne con incarichi di cura specifici, come definiti dalla legge, apporta 0,4.</li>



<li>Ogni adulto con gravi difficoltà bio-psico-sociali e in programmi assistenziali certificati aggiunge 0,3.</li>



<li>Ogni bambino fino a due anni conta 0,15, con ulteriori 0,1 per ogni successivo al secondo.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><a></a>A quanto ammonta e come viene erogato</h3>



<p>L&#8217;Assegno di inclusione fornisce un sostegno finanziario, aggiungendo fino a 6.000 euro o 7.560 euro annui in condizioni specifiche al reddito familiare e si può anche ottenere un extra per l&#8217;affitto, fino a 3.360 euro o 1.800 euro annui nelle circostanze indicate.</p>



<p>Questa somma aggiuntiva non influisce sulla soglia di reddito familiare.</p>



<p>Il beneficio non sarà mai inferiore a 480 euro annui e viene erogato ogni mese per un massimo di 18 mesi, rinnovabile per ulteriori 12 mesi con una pausa di un mese tra i periodi. Il denaro viene distribuito attraverso una &#8220;<strong>Carta di inclusione</strong>&#8220;, una carta elettronica ricaricabile, che può anche essere utilizzata per prelievi di contante e bonifici mensili per l&#8217;affitto.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><a></a>Come richiederlo</h3>



<p>Per richiedere l&#8217;Assegno di inclusione, è necessario procedere attraverso la <strong>modalità telematica</strong> presso l&#8217;INPS. L&#8217;INPS verifica il possesso dei requisiti e delle condizioni necessarie e, una volta confermata la validità della richiesta, procede al riconoscimento del beneficio. </p>



<p>In alternativa, è possibile presentare la richiesta tramite i <strong>patronati e i centri di assistenza fiscale (CAF) </strong>previa stipula di una convenzione con l&#8217;INPS. In entrambi i casi, l&#8217;ente previdenziale svolge un ruolo cruciale nella valutazione e nell&#8217;approvazione delle richieste di Assegno di inclusione.</p>



<p>Per ottenere il beneficio economico, è necessario registrarsi presso il sistema informativo per l&#8217;inclusione sociale e lavorativa (SIISL) e stipulare un <strong>patto di attivazione digitale</strong>. </p>



<p>Il beneficio ha inizio dal mese successivo alla sottoscrizione del patto di attivazione digitale da parte del richiedente e dopo la sottoscrizione i membri del nucleo familiare che beneficiano dell&#8217;assegno devono partecipare a un percorso di inclusione7u.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><a></a>Cosa accade se si inizia a lavorare</h2>



<p>Quando un membro del nucleo familiare inizia un <strong>lavoro dipendente</strong>, è importante prima di tutto notare che l&#8217;aumento di reddito fino a 3.000 euro lordi annui non influisce sull&#8217;Assegno di inclusione. Questo implica che, fino a tale soglia, il beneficio rimane invariato. </p>



<p>Tuttavia, se il reddito supera questa cifra, la parte eccedente contribuirà al calcolo del beneficio a partire dal mese successivo alla variazione.</p>



<p>È essenziale comunicare all&#8217;INPS l&#8217;avvio di un&#8217;attività lavorativa entro 30 giorni dalla sua data di inizio, pena la sospensione del beneficio per un massimo di tre mesi. Inoltre, se la comunicazione non avviene entro questo periodo, il diritto al beneficio decade.</p>



<p>Anche l’avvio di un&#8217;impresa o di un <strong>lavoro autonomo </strong>deve essere comunicato alla stessa INPS ma entro il giorno precedente all&#8217;inizio dell&#8217;attività, altrimenti si rischia di perdere il beneficio. Tuttavia, a titolo di incentivo, il beneficio rimane invariato per le due mensilità successive al cambiamento nella situazione occupazionale.</p>



<p>Inoltre, il reddito del beneficiario viene aggiornato ogni trimestre, e il beneficiario è tenuto a comunicare il reddito entro 15 giorni dalla fine di ogni trimestre.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><a></a>L’obbligo di istruzione</h3>



<p>Per chi ha tra 18 e 29 anni e non ha completato l&#8217;istruzione, il patto di inclusione richiede l&#8217;impegno all&#8217;iscrizione e alla frequenza di corsi per adulti o equivalenti, pena la perdita del beneficio. Inoltre, il nucleo familiare perde il diritto al trasferimento dell&#8217;Assegno di inclusione se non viene documentato l&#8217;adempimento dell&#8217;obbligo di istruzione per i minori all&#8217;interno del patto per l&#8217;inclusione.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><a></a>I percorsi di inclusione</h3>



<p>I beneficiari devono recarsi ai servizi sociali entro 120 giorni dalla firma del patto di attivazione digitale, poi ogni 90 giorni, <strong>pena la sospensione del beneficio.</strong> A questo punto sono i servizi sociali a valutare i bisogni della famiglia per il patto di inclusione.</p>



<p>I membri tra 18 e 59 anni, attivabili al lavoro, firmano un patto di servizio entro 60 giorni dall&#8217;avvio al centro per l&#8217;impiego dove poi dovranno recarsi ogni 90 giorni per aggiornamenti. Sono esclusi dal percorso i beneficiari con pensione o oltre 60 anni, disabilità, oncologia, specifici carichi di cura, o inseriti in percorsi di protezione contro la violenza di genere. Tuttavia, chi ha disabilità o oltre 60 anni può richiedere un percorso volontario di accompagnamento al lavoro o all&#8217;inclusione sociale.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><a></a>Le offerte di lavoro</h3>



<p>Il membro del nucleo familiare che riceve l&#8217;Assegno di inclusione e può lavorare deve <strong>accettare un&#8217;offerta di lavoro</strong> con queste caratteristiche:</p>



<ul>
<li>Il lavoro è a tempo indeterminato e non ha limiti di distanza nel paese. Se ci sono figli sotto i 14 anni nel nucleo familiare, anche se i genitori sono separati, l&#8217;offerta va accettata se il luogo di lavoro è entro 80 chilometri dal domicilio o raggiungibile entro 120 minuti con i mezzi pubblici.</li>



<li>Il lavoro è a tempo pieno o almeno al 60% dell&#8217;orario a tempo pieno.</li>



<li>La paga non è inferiore ai minimi salariali stabiliti dai contratti collettivi.</li>



<li>Il lavoro può essere a tempo determinato, anche tramite somministrazione, se il luogo di lavoro è entro 80 chilometri dal domicilio o raggiungibile entro 120 minuti con i mezzi pubblici.</li>
</ul>



<p>Inoltre, i datori di lavoro privati che assumono beneficiari dell&#8217;Assegno di inclusione con contratti a tempo indeterminato, anche a tempo parziale o tramite apprendistato, ricevono uno sconto del 100% sui contributi previdenziali per ogni lavoratore per un massimo di 12 mesi. Questo esonero si applica a tutti i contributi, ad eccezione di quelli dovuti all&#8217;INAIL, fino a un massimo di 8.000 euro all&#8217;anno, calcolato e applicato mensilmente.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><a></a>Quando si decade dal beneficio</h3>



<p>Attenzione però perché il beneficio economico può essere revocato nel caso in cui uno dei suoi membri non adempia a determinati obblighi. Ad esempio, se un componente:</p>



<p>&#8211; Non si presenta nei tempi previsti ai servizi sociali o al servizio per il lavoro senza giustificato motivo.</p>



<p>&#8211; Non firma il patto per l&#8217;inclusione o il patto di servizio personalizzato, tranne nei casi di esonero.</p>



<p>&#8211; Non partecipa a iniziative formative o di riqualificazione, non rispetta gli impegni concordati con i servizi sociali o non segue regolarmente un percorso di istruzione per adulti.</p>



<p>&#8211; Rifiuta un&#8217;offerta di lavoro conforme all&#8217;articolo 9 del D.L. Lavoro 2023.</p>



<p>&#8211; Non rispetta le disposizioni dell&#8217;articolo 3 o fornisce informazioni false per ottenere un beneficio maggiore.</p>



<p>&#8211; Non presenta una Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) aggiornata in caso di cambiamenti nel nucleo familiare.</p>



<p>&#8211; Viene sorpreso durante ispezioni svolgere lavoro senza le comunicazioni prescritte.</p>
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		<title>Naspi, la disoccupazione dopo quanti mesi di lavoro ?</title>
		<link>https://www.naspi.biz/naspi-la-disoccupazione-dopo-quanti-mesi-di-lavoro/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[angelomassaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Dec 2023 17:05:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[domanda di disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
		<category><![CDATA[Naspi]]></category>
		<category><![CDATA[durata minima lavorativa]]></category>
		<category><![CDATA[Mini Aspi]]></category>
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					<description><![CDATA[Naspi, la disoccupazione tocca anche a chi ha lavorato pochi&#160;mesi Le regole per la Naspi, il nuovo assegno di disoccupazione, estendono il diritto anche a...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><span style="color: #000000;">Naspi, la disoccupazione tocca anche a chi ha lavorato pochi&nbsp;mesi</span></h2>



<p><span style="color: #000000;">Le <strong>regole per la Naspi</strong>, il nuovo assegno di disoccupazione, estendono il diritto anche a chi abbia lavorato poco durante l’ultimo anno. Ecco quali sono i criteri da rispettare</span></p>



<p class="has-very-dark-gray-color has-very-light-gray-background-color has-text-color has-background"><span style="color: #000000;">La <strong>Naspi</strong>, il <strong>nuovo sussidio di disoccupazione,</strong> può essere erogata anche a chi abbia lavorato soltanto per due mesi in un anno, sempre che si possa dimostrare di avere <strong>nei quattro anni</strong> precedenti <strong>almeno 13 settimane</strong> (ossia 3 mesi) di contributi.</span></p>



<p><span style="color: #000000;">In questo caso, basteranno <strong>30 giorni di lavoro nell’ultimo anno</strong> per avere diritto alla Naspi.</span><br><span style="color: #000000;"> Il <strong>sussidio per la disoccupazione</strong> però <em>non ha una cifra fissa</em>, ma varia a seconda delle settimane di contributi accreditate.</span></p>



<p><span style="color: #000000;">Infatti ha una durata pari alla metà delle settimane contribuite e <strong>quindi in pratica chi raggiunge il minimo di 13 settimane</strong> (3 mesi di contributi) <strong>ha diritto alla Naspi per 45 giorni.</strong> </span></p>



<p><span style="color: #000000;">Inoltre per la Naspi <strong>non contano le settimane </strong>di contributi che hanno già generato <strong>un altro sussidio</strong> di disoccupazione.</span></p>



<p><span style="color: #000000;">Quindi chi ha lavorato almeno un mese nel corso dell’anno e possiede complessivamente nei 4 anni precedenti <em>solo 13 settimane</em> di contributi <strong>potrebbe non aver diritto all&#8217;assegno</strong> <span style="text-decoration: underline;">se una di queste settimane è stata utilizzata per un’altra indennità di disoccupazione</span>, indipendentemente dal fatto che sia <strong>Aspi, Mini Aspi</strong>, o le altre vecchie forme di sussidio che erano previste in precedenza.</span></p>



<p><span style="color: #000000;">Inoltre per avere diritto alla Naspi e a quello che ne consegue, <strong>il lavoratore non dovrà essersi dimesso</strong>, a meno che non possa dimostrare di averlo fatto<strong> per giusta causa</strong> oppure che sia avvenuto <strong>durante il periodo garantito di maternità</strong>, visto che questi casi sono comunque considerati <em>come perdita involontaria dell’occupazione.</em></span></p>



<p><span style="color: #000000;">Ed è bene ricordare che la <strong>domanda per accedere alla Naspi</strong> ha anche una scadenza. Andrà presentata al massimo <em><strong>entro 67 giorni</strong> <a style="color: #000000;" href="https://www.naspi.biz/naspi-e-licenziamento-disciplinare-spetta-lindennita/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">dalla data del licenziamento o dalla perdita dell’impiego</a></em>, altrimenti se ne perde il diritto.</span></p>



<p><span style="color: #000000;">La <strong>domanda di Naspi</strong> può essere inoltrata sia dal diretto interessato, tramite il sito dell’Inps o il contact center dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, oppure ancora tramite un qualsiasi patronato riconosciuto.</span></p>



<p>Approfondimenti : <a href="https://www.naspi.biz/naspi-per-colf-e-badanti-bastano-cinque-settimane-di-lavoro/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Naspi, Per Colf E Badanti Bastano Cinque Settimane Di Lavoro</a> &#8211; <a href="https://www.naspi.biz/naspi-e-nuovo-impiego-si-puo-perdere-il-sussidio/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">NaSpI E Nuovo Impiego: Si Può Perdere Il Sussidio ?</a></p>


<p>[contact-form-7 id=&#8221;19&#8243; title=&#8221;Modulo di contatto 1&#8243;]</p>



<p><script>// <![CDATA[ (function(i,s,o,g,r,a,m){i['GoogleAnalyticsObject']=r;i[r]=i[r]||function(){ (i[r].q=i[r].q||[]).push(arguments)},i[r].l=1*new Date();a=s.createElement(o), m=s.getElementsByTagName(o)[0];a.async=1;a.src=g;m.parentNode.insertBefore(a,m) })(window,document,'script','//www.google-analytics.com/analytics.js','ga'); ga('create', 'UA-65296837-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); // ]]&gt;</script></p>
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		<title>Carta acquisti, la social card 2023</title>
		<link>https://www.naspi.biz/carta-acquisti-la-social-card-2023/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[angelomassaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Jul 2023 13:21:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[inps]]></category>
		<category><![CDATA[Social Card]]></category>
		<category><![CDATA[modello isee]]></category>
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					<description><![CDATA[Social Card: a chi spetta e come si ottiene È attiva la nuova Social Card, la carta solidale dedicata alle persone più in difficoltà economica...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Social Card: a chi spetta e come si ottiene</h2>



<p>È attiva la <strong>nuova Social Card</strong>, la carta solidale dedicata alle persone più in difficoltà economica per l’acquisto di beni di prima necessità (come quelli alimentari). </p>



<p>La consegna delle prime Social Card dovrebbe avvenire dal 18 luglio: ma di che cosa si tratta, a chi spetta, come si chiede e che cosa si può comprare?</p>



<h3 class="wp-block-heading">Cosa è la Social Card e quanto vale?</h3>



<p><strong>La Social Card è una carta sociale prepagata disposta dal governo con il decreto del 12 maggio 2023</strong> e predisposta in forma di contributo una tantum per aiutare le famiglie e le persone in difficoltà economica.</p>



<p><strong>Si tratta di un contributo di 382 euro</strong> che spetta alle persone che sono state identificate dal decreto istituito dal Governo. L’ammontare del saldo residuo si può verificare presso gli ATM.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Cosa si può acquistare con la Social Card? </h3>



<p><strong>Solamente beni identificati come di prima necessità,</strong> vale a dire quelli alimenti (carne, pasta, pane, con esclusione di marmellata, vino, birra). </p>



<p>23 sono le voci incluse che si possono acquistare grazie alla Social Card, secondo la lista che è stata predisposta dal ministero dell’agricoltura e dell’economia: principalmente carne, latte, ortaggi e frutta, prodotti di panetteria, pasta e cereali, farina, lieviti, zucchero, acqua e alimenti per la prima infanzia, ma anche the e camomilla.</p>



<p>La Social Card si usa presso tutti gli esercizi commerciali che vendono generi alimentari.</p>



<p>La Social Card può essere spesa fino al 15 settembre 2023 dopodiché l’importo non speso viene distribuito fra le famiglie che hanno diritto alla carta.</p>



<h3 class="wp-block-heading">A chi spetta la Social Card</h3>



<p>La Social Card è destinata alle persone e famiglie in difficoltà economica, per l’acquisto di beni alimentari e beni di prima necessità.</p>



<p>La Social Card <strong>spetta alle famiglie con almeno 3 componenti e con ISEE fino a 15mila euro lordi.</strong></p>



<p>Vale 382 euro, con anche gli sconti del 15% che sono stati predisposti dalle catene di distribuzione che hanno aderito. Ovviamente, per chiedere la Social Card bisogna avere una certificazione ISEE aggiornata.</p>



<p>Secondo le prime stime, fino ad un milione di famiglie potrebbero avere accesso alla Social Card.</p>



<p>La Social Card spetta a:</p>



<ul>
<li>famiglie di almeno tre persone, con ISEE fino a 15mila euro (si considera come priorità prima l’ISEE, poi l’età dei componenti e il numero);</li>



<li>che siano iscritti all’anagrafe delle persone residenti nei comuni italiani.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">A chi non spetta la Social Card</h3>



<p>La Social Card non spetta alle persone che sono già percettrici del reddito di cittadinanza, reddito di inclusione o altre forme di sostegno economico, sostegno alla povertà, o se almeno un componente percepisce indennità di disoccupazione o misure simili.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Come si chiede la Social Card</h3>



<p>La Social Card può essere ritirata presso gli uffici postali, presentando la comunicazione che le persone aventi diritto ricevono direttamente dal comune di residenza, assieme al codice fiscale ed al codice della carta.</p>



<p>La Social Card può essere ritirata solo dal beneficiario salvo la possibilità di delega per mezzo di un modello messo a disposizione da Poste Italiane.</p>
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		<title>Bonus bollette 2023</title>
		<link>https://www.naspi.biz/bonus-bollette-2023/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[angelomassaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Apr 2023 15:22:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[bonus 200 euro]]></category>
		<category><![CDATA[bonus benzina]]></category>
		<category><![CDATA[bonus carburante]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
		<category><![CDATA[Naspi]]></category>
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					<description><![CDATA[Bonus sociale bollette 2023: cosa è, a chi spetta, come ottenerlo Fra gli aiuti del governo per le famiglie e le persone più bisognose per...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Bonus sociale bollette 2023: cosa è, a chi spetta, come ottenerlo</h2>



<p>Fra gli aiuti del governo per le famiglie e le persone più bisognose per il 2023, c’è anche il c.d. bonus sociale bollette, già previsto precedentemente e rinnovato anche per quest’anno. </p>



<p>Si tratta di un bonus che viene riconosciuto sulla base dell’ISEE alle persone in difficoltà, sotto forma di sconto in fattura bolletta: un modo come un altro per cercare di sostenere le famiglie nei confronti dei rincari delle bollette di luce e di gas e delle speculazioni di mercato.</p>



<p>Il bonus sociale bollette luce e gas è stato rinnovato anche per il 2023 fino a giugno, previsto per le famiglie numerose con ISEE fino a 30mila euro. Ma in che cosa consiste? Chi lo può chiedere, con quali requisiti, e come si ottiene il bonus sociale bollette 2023?</p>



<h3 class="wp-block-heading">A chi spetta il bonus sociale bollette</h3>



<p>Il bonus sociale bollette 2023 è un bonus che spetta ai sementì soggetti:<br>• persone che hanno già accesso al reddito di cittadinanza o alla pensione di cittadinanza;<br>• persone con ISEE fino a 15mila euro;<br>• famiglie numerose (con almeno 4 figli) con ISEE fino a 30mila euro.</p>



<p>Il bonus sociale bollette per il 2023 ammonta per chi ha ISEE sotto 9.530 euro, per famiglie da una o due persone, a 49,94 euro; per famiglie di 3-4 persone, a 59,15 euro; per famiglie con più di 4 persone, a 64,61 euro.</p>



<p>Se l’ISEE è fra 9.530 e 15mila euro, lo sconto è di 39,13 euro, per famiglie fino a due persone; 48,23 euro per famiglie di 3-4 persone e 52,78 euro per famiglie con più di 4 persone.</p>



<p>Vi sono sconti che dipendono anche dalla fascia climatica di appartenenza delle famiglie e dalla loro composizione numerica (sconto gas e acqua calda in fattura).</p>



<p>Ricordiamo che una forma speciale di bonus sociale bollette è previsto anche per le persone che per motivi di salute utilizzano macchinari medici che hanno un alto consumo elettrico (si tratta dei macchinari indicati nel decreto ministeriale del 2011). Si tratta del c.d. bonus sociale per disagio fisico, non ha soglia ISEE e quindi chiunque può chiederlo, ma bisogna fare apposita richiesta al Comune con certificazione ASL sulla necessità di utilizzo dei macchinari.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Come chiedere il bonus sociale bollette</h3>



<p>La richiesta del bonus sociale bollette 2023 non ha particolari formalità. Tutto ciò che bisogna fare infatti è presentare la dichiarazione ISEE che deve avere il requisito previsto dalla norma: se si ha questo requisito il bonus è riconosciuto in bolletta sotto forma di sconto in fattura diretto, senza dover fare nient’altro.<br>Basta quindi chiedere il calcolo ISEE presso i CAF per poter ottenere questo contributo.</p>
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		<title>Come fare la domanda di disoccupazione Naspi</title>
		<link>https://www.naspi.biz/come-fare-la-domanda-di-disoccupazione-naspi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[angelomassaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Apr 2023 23:38:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[Naspi]]></category>
		<category><![CDATA[domanda di disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[durata minima lavorativa]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
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					<description><![CDATA[L’indennità a sostegno del reddito, o meglio la disoccupazione, è un contributo che eroga l’Inps a tutti i cittadini che hanno terminato il loro rapporto...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>L’indennità</strong> a sostegno del reddito, o meglio<strong> la disoccupazione</strong>, è un contributo che eroga l’Inps a tutti i cittadini che hanno terminato il loro rapporto di lavoro per <strong>licenziamento o dimissioni per giusta causa. </strong></p>



<p>La domanda può essere presentata da un organizzazione sindacale, che vi guiderà nella <strong>compilazione della domanda,</strong> o può essere inviata direttamente online. </p>



<p>In quest’ultimo caso prima di inviare la domanda dovrete effettuare la registrazione sul sito dell’Inps e ricevere <strong>il Pin Dispositivo</strong>, di cui metà verrà inviato via mail e l’altra metà per posta, o <strong>SPID.</strong></p>



<p>Di seguito come fare la domanda di disoccupazione, i requisiti necessari e la durata dell’indennità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I requisiti per la domanda di disoccupazione</h2>



<p class="has-background" style="background-color:#f6f6f6">I requisiti per fare domanda sono: <strong>avere trenta giorni di lavoro effettivo</strong> nei 12 mesi che precedono l’inizio del nostro stato di disoccupazione<strong> e 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni. </strong></p>



<p>Ne possono beneficiare anche<strong> apprendisti </strong>e dipendenti a tempo determinato delle pubbliche amministrazioni, oltre ovviamente a ai lavoratori dipendenti. </p>



<p>L’indennità non viene erogata ad operai agricoli, dipendenti delle pubbliche amministrazioni a tempo indeterminato e i lavoratori extracomunitari stagionali. </p>



<p>Inoltre, la disoccupazione naspi vi spetta in tre casi:<em> stato di disoccupazione involontario, requisito contributivo e requisito lavorativo.</em></p>



<p>Il primo riguarda<strong> il licenziamento da parte del datore di lavoro </strong>o comunque un evento che ha causato la perdita involontaria del lavoro, il secondo riguarda i contributi che devono essere<strong> pari ad almeno tredici settimane nei quattro anni antecedenti alla richiesta di Naspi</strong>, mentre l’ultimo vi farà accedere alla prestazione con 30 giorni di lavoro effettivo nel mese precedente alla domanda di disoccupazione.</p>



<p>Ricapitolando, <strong>se date le dimissioni non avrete mai accesso alla prestazione</strong> mentre se siete stati licenziati o avete perso involontariamente il posto di lavoro potrete presentare la domanda. </p>



<p>Nel caso in cui siete momentaneamente disoccupati ma avete 30 giorni di lavoro effettivo nell’ultimo mese o 13 settimane di contributi utili, potrete ugualmente richiedere la Naspi.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il procedimento per la domanda di disoccupazione</h3>



<p>Per fare la domanda di disoccupazione dovete collegarvi con il vostro account al sito dell’Inps e cercare la voce <strong>“Domande per prestazioni a sostegno del reddito”</strong> nella barra di ricerca. </p>



<p>Dopodiché cliccate sulla scheda con scritto servizio (di colore viola) e vi apparirà una nuova finestra. Sulla sinistra avrete il menù a tendina dove dovrete selezionare <strong>“Naspi”. </strong></p>



<p>Continuate su <strong>“Invio Domanda”</strong> e inserite i dati richiesti, compilate la sezione<strong> “Ultima posizione lavorativa”</strong> inserendo anche la matricola o il codice fiscale dell’azienda in cui avete lavorato. </p>



<p>Nel sito dovrebbe già essere memorizzata la matricola aziendale che potete trovare anche nell’estratto conto contributivo o più semplicemente in una vostra busta paga sotto la suddetta voce. </p>



<p>A questo punto continuate cliccando sul bottone avanti e confermate l’invio. La vostra domanda sarà elaborata e da questo momento potrete seguirne gli sviluppi nella sezione <strong>“Fascicolo previdenziale del cittadino”.</strong></p>



<h3 class="wp-block-heading">Modalità di pagamento domanda di disoccupazione</h3>



<p class="has-very-light-gray-background-color has-background" style="background-color:#f6f6f6">La prestazione viene erogata per un numero di giorni pari alla metà del numero di giorni lavorati,<strong> l’importo invece sarà pari al 75% della vostra retribuzione media imponibile. </strong></p>



<p>Entrambi possono essere calcolati partendo dagli ultimi quattro anni antecedenti la vostra richiesta, ovviamente una volta erogata non potrete più chiedere un calcolo per i contributi che avete giù usato.</p>



<p>Per fare un esempio, se avete un anno di contributi riceverete la prestazione per la metà dei giorni che avete lavorato (in questo caso 6 mesi) con una retribuzione pari al 75% della media mensile che avete guadagnato durante l’anno. </p>



<p>Quindi se avete guadagnato per 10 mesi 1000 € e per 2 mesi invece avete guadagnato 2000 €, in totale sono 14000 € in un anno. Dividete 14000 € per 12 mesi ed il risultato sarà la vostra media mensile (1166,66 €)</p>



<h3 class="wp-block-heading">Nuova Procedura di invio domanda NASpI</h3>



<p>Il <strong>nuovo servizio di presentazione </strong>della domanda è accessibile, direttamente dal <em>sito internet www.inps.it </em>attraverso il seguente percorso: </p>



<p>“Sostegni, Sussidi e Indennità” &gt; “Per disoccupati” &gt; “NASpI: indennità mensile di disoccupazione” &gt; “Utilizza il servizio” &gt; “Naspi” &gt; “<strong>Nuova Procedura di invio domanda NASpI</strong>” </p>



<p>Autenticandosi con la propria identità digitale di tipo <strong>SPID</strong> (Sistema Pubblico di Identità Digitale) almeno di Livello 2, <strong>CNS</strong> (Carta Nazionale dei Servizi) <strong>o CIE </strong>(Carta di Identità Elettronica).</p>



<p>Il <strong>modulo di domanda NASpI</strong>, con l’esemplificazione dei dati da inserire e la precompilazione delle informazioni già in possesso dell’Inps, rendono più semplice l&#8217;inserimento.</p>



<p>Aggiunti anche gli <strong>“Avvisi” </strong>che su controlli automatici alle dichiarazioni rese dall’assicurato all’interno della domanda evidenziano le criticità.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Naspi, per colf e badanti bastano cinque settimane di lavoro</title>
		<link>https://www.naspi.biz/naspi-per-colf-e-badanti-bastano-cinque-settimane-di-lavoro/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[angelomassaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Mar 2023 06:13:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[badanti]]></category>
		<category><![CDATA[colf]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
		<category><![CDATA[Naspi]]></category>
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					<description><![CDATA[Naspi, per collaboratori familiari&#160;sono sufficienti&#160;5&#160;settimane A fine 2015 l’Inps ha corretto una precedente interpretazione più restrittiva : per accedere alla Naspi saranno sufficienti cinque settimane...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Naspi, per collaboratori familiari&nbsp;sono sufficienti&nbsp;5&nbsp;settimane</h2>



<p>A fine 2015 <strong>l’Inps</strong> ha corretto una precedente interpretazione più restrittiva : per <strong>accedere alla Naspi</strong> saranno sufficienti cinque settimane di contributi in 12 mesi</p>



<p>Il <strong>diritto alla Naspi,</strong> l’assegno di disoccupazione che interessa molte categorie di lavoratori, tocca anche alle badanti, alle <strong>colf e alle babysitter</strong> che rimangono senza un’occupazione, a patto che si rispettino i requisiti necessari introdotti con la riforma del Jobs Act.</p>



<p>Il primo e fondamentale è quello, oltre al fatto di essere stati licenziati, anche di aver versato <strong>contributi per almeno 13 settimane</strong> nel corso degli ultimi 4 anni ma anche potere dimostrare di aver <strong>lavorato per almeno 30 giorni nei dodici mesi precedenti</strong> la perdita del lavoro.</p>



<p>Un calcolo che per questi lavoratori non è sempre facile perché anche se sono assunti regolarmente, al loro datore spetta soltanto dichiarare <strong>all’Inps le ore lavorate</strong> nel corso della settimana e non su quanti giorni siano state distribuite.</p>



<p>Così nell’estate del 2015 <em>la stessa Inps aveva previsto una discriminante legata alle ore e non ai giorni</em>, tanto che alla Naspi avrebbe avuto diritto soltanto chi nei dodici mesi precedenti il licenziamento poteva dimostrare di aver lavorato almeno per 5 settimane con un minimo di ore lavorate per ciascuna settimana pari a 24.</p>



<p>Un numero di ore che in realtà interessa secondo le stime solo due terzo di colf,<strong> badanti e babysitter</strong> e quindi avrebbe creato discriminazioni.</p>



<p>Ecco perché le associazioni di categoria avevano protestato, visto che molte lavoratrici sarebbero rimaste senza una copertura in caso di<span style="color: #000000;"><strong> <a style="color: #000000;" href="http://www.licenziamento.eu/" target="_blank" rel="noopener">licenziamento</a></strong></span>.</p>



<p>Ma già prima di fine 2015 è arrivata la <strong>correzione dell’Inps</strong>: non contano più le ore, ma basta che <strong>nei 12 mesi precedenti il licenziamento</strong> risultino<strong> almeno 5 settimane di contributi</strong>, indipendentemente dal fatto di essere in <em>part time</em> oppure<em> in full time.</em></p>



<p>Il prossimo passo, per uniformare questa categoria di lavoratrici domestiche e tutte le altre sarà come spiegano alle Acli quello di <strong>versare i contributi</strong> non in base a retribuzioni convenzionali, ma a quelle effettive, per non avere una previdenza inferiore a quello che meriterebbero.</p>



<p><script>// <![CDATA[ (function(i,s,o,g,r,a,m){i['GoogleAnalyticsObject']=r;i[r]=i[r]||function(){ (i[r].q=i[r].q||[]).push(arguments)},i[r].l=1*new Date();a=s.createElement(o), m=s.getElementsByTagName(o)[0];a.async=1;a.src=g;m.parentNode.insertBefore(a,m) })(window,document,'script','//www.google-analytics.com/analytics.js','ga'); ga('create', 'UA-65296837-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); // ]]&gt;</script></p>
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		<title>Pagamenti della naspi</title>
		<link>https://www.naspi.biz/naspi-pagamenti-gennaio-2023/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[angelomassaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Jan 2023 00:26:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[Naspi]]></category>
		<category><![CDATA[domanda di disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[durata minima lavorativa]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
		<category><![CDATA[Mini Aspi]]></category>
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					<description><![CDATA[NASpI gennaio 2023: quando arriva ed a chi spetta Quando verrà accreditata la Naspi nel mese di gennaio 2023? A chi spetta l’accredito? Leggi la...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><a></a>NASpI gennaio 2023: quando arriva ed a chi spetta</h2>



<p><em>Quando verrà accreditata la Naspi nel mese di gennaio 2023? A chi spetta l’accredito? Leggi la nostra guida per scoprire tutto ciò che c’è da sapere sulla disoccupazione ed in particolare sull’accredito del mese in corso.</em></p>



<h3 class="wp-block-heading"><a></a>Accredito di NASpI e DIS-COLL a gennaio 2023: quando arriva?</h3>



<p>Chiariamo subito uno dei punti più importanti della questione:<strong> la Naspi verrà accreditata agli aventi diritto il giorno 15 gennaio</strong>, esattamente come accade per gli altri mesi. L’accredito arriverà sul conto corrente, bancario o postale, che il sogggetto ha indicato in fase di presentazione della domanda.</p>



<p>Se però hai da poco presentato la domanda, pertanto <strong>sei in attesa della prima mensilità</strong>, è possibile che questa venga erogata un po’ più tardi, per monitorare lo stato puoi effettuare l’accesso all’area riservata del sito dell’Istituto, dal momento in cui compare la dicitura “pagamento in corso” potrebbero occorrere all’incirca 15/20 giorni affinché il pagamento venga accreditato.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><a></a>Come verificare lo stato della prestazione</h3>



<p>Tutti i titolari di NASpI e DIS-COLL possono verificare lo stato del pagamento in qualunque momento, vediamo insieme come.</p>



<p>Innanzitutto è necessario <strong>fare il login sul sito INPS </strong>attraverso mezzi di autenticazione come PIN INPS, SPID, CIE, CNS. In seguito, si dovrà accedere al fascicolo previdenziale del cittadino e poi alla scheda del servizio.</p>



<p>In questo modo, inoltre, si potrà anche avere traccia delle mensilità erogate così da tenere il conto su quelle che ancora ti spettano.</p>



<p>Ricordiamo che i soggetti che hanno fornito il numero di cellulare in fase di richiesta delle credenziali di accesso ai servizi online (PIN o SPID), riceverà un SMS che segnalerà l’avviso della liquidazione della prima rata della NASpI.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><a></a>Cosa è la NASpI e a chi spetta</h3>



<p>La <strong>Naspi, acronimo che sta per Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego,</strong> è fondamentalmente un’indennità a cadenza mensile di disoccupazione, prevista dall’articolo 1, decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22, erogata su richiesta del soggetto interessato, dunque non automaticamente.</p>



<p>Per quanto concerne la platea di utenza, <strong>la NASpI spetta ai lavoratori subordinati che hanno perduto involontariamente l&#8217;occupazione</strong>, come apprendisti, soci lavoratori di cooperative con rapporto di lavoro subordinato con le medesime cooperative, personale artistico con rapporto di lavoro subordinato e dipendenti a tempo determinato delle pubbliche amministrazioni.</p>



<p>Una novità c’è stata <strong>a partire dal 1° gennaio 2022,</strong> a partire da tale momento la prestazione spetta anche agli operai agricoli a tempo indeterminato dipendenti dalle cooperative e loro consorzi che trasformano, manipolano e commercializzano prodotti agricoli e zootecnici prevalentemente propri o conferiti dai loro soci di cui alla legge n. 240 del 1984.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><a></a>Differenza tra NASpI e DIS-COLL</h3>



<p>Anche la <strong>DIS-COLL è una indennità di disoccupazione mensile, </strong>ciò che cambia è che quest’ultima spetta ai collaboratori coordinati e continuativi, anche per i contratti a progetto, agli assegnisti e ai dottorandi di ricerca con borsa di studio che hanno perso l’occupazione e che siano iscritti alla Gestione Separata presso l’INPS. </p>



<p>Restano esclusi i collaboratori titolari di pensione, i soggetti titolari di partita IVA e tutti coloro che ricoprono il ruolo di amministratori, sindaci o revisori di società, associazioni etc.</p>



<p><script>// <![CDATA[ (function(i,s,o,g,r,a,m){i['GoogleAnalyticsObject']=r;i[r]=i[r]||function(){ (i[r].q=i[r].q||[]).push(arguments)},i[r].l=1*new Date();a=s.createElement(o), m=s.getElementsByTagName(o)[0];a.async=1;a.src=g;m.parentNode.insertBefore(a,m) })(window,document,'script','//www.google-analytics.com/analytics.js','ga'); ga('create', 'UA-65296837-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); // ]]&gt;</script></p>
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		<title>Come funziona la disoccupazione anticipata</title>
		<link>https://www.naspi.biz/come-funziona-la-disoccupazione-anticipata/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[angelomassaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Jan 2023 21:13:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[Naspi]]></category>
		<category><![CDATA[naspi anticipata]]></category>
		<category><![CDATA[domanda di disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
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					<description><![CDATA[Naspi anticipata: cosa è, a chi spetta e come ottenerla La Naspi consiste nella cosiddetta indennità mensile di disoccupazione, ovvero quell&#8217;indennità prevista in Italia a...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Naspi anticipata: cosa è, a chi spetta e come ottenerla</h2>



<p>La <strong>Naspi</strong> consiste nella cosiddetta <strong>indennità mensile di disoccupazione</strong>, ovvero quell&#8217;indennità prevista in Italia a favore dei lavoratori rimasti privi del lavoro, per consentirgli di provvedere al loro necessità mentre cercano un&#8217;altra occupazione.</p>



<p>Come noto, questa indennità spetta ai lavoratori subordinati che hanno perso in maniera involontaria il rapporto di lavoro a partire dal 1 maggio 2015; l&#8217;indennità viene corrisposta normalmente mensilmente, come avverrebbe con lo stipendio.</p>



<p class="has-background" style="background-color:#f6f6f6">La legge italiana prevede la possibilità di accedere alla <strong>cosiddetta Naspi anticipata</strong>, ovvero la liquidazione anticipata in una sola somma complessiva del trattamento di disoccupazione, ovvero una sola somma che cumula tutte le mensilità (meno la prima) che spettano al soggetto. </p>



<p>La disciplina della Naspi anticipata è prevista dalla normativa vigente, e non tutti possono avervi accesso. Infatti, per accedere alla Naspi anticipata bisogna rientrare in certe categorie e determinate condizioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Chi può richiedere la Naspi anticipata</h2>



<p>La Naspi anticipata, come abbiamo detto, non può essere richiesta da tutti. Solamente i soggetti che rientrano nelle condizioni previste dalla legge possono chiedere che <strong>l&#8217;indennità di disoccupazione sia erogata in una sola tranche,</strong> tutti assieme. </p>



<p>Ma quali sono questi soggetti? </p>



<p>Quali i requisiti per chi vuole richiedere la Naspi anticipata? Scopriamolo insieme.</p>



<p>Può richiedere la Naspi anticipata:</p>



<ol type="1">
<li>Colui che vuole avviare un&#8217;impresa individuale o vuole avviare una attività lavorativa autonoma;</li>



<li>Chi ha già iniziato una attività lavorativa autonoma, e la vuole sviluppare a tempo pieno;</li>



<li>Chi deve sottoscrivere una quota del capitale sociale di una cooperativa dove lavori.</li>
</ol>



<h2 class="wp-block-heading">Quanti soldi spettano con la Naspi anticipata?</h2>



<p>Ma quanto spetta con la Naspi anticipata? </p>



<p>Come abbiamo avuto modo di accennare, la Naspi anticipata consiste nella indennità che cumula la somma di tutti gli importi mensili che lavoratore avrebbe percepito, meno la prima mensilità. </p>



<p>Facciamo un esempio semplice: se al lavoratore aspettavano 10 mensilità da 1000 €, riceverà come Naspi anticipata 9000 €. </p>



<p>Ricordiamo che con questa tipologia di Naspi non spetta l&#8217;assegno del nucleo familiare e non spetta la contribuzione figurativa, inoltre viene effettuata la trattenute Irpef, come previsto dalla legge.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come richiedere la Naspi anticipata</h2>



<p>Richiedere la Naspi anticipata è facile, in quanto l&#8217;intero processo si svolge online sul sito dell&#8217;Inps.</p>



<p>Ovvero, è possibile effettuare la <strong>domanda di Naspi anticipata online</strong>, in maniera comoda e veloce dall’apposita pagina del sito dell’INPS una volta che ci si è autenticati, oppure è possibile anche farlo attraverso le modalità tradizionali, ovvero al telefono con il Contact Center, oppure attraverso il patronato o intermediari dell&#8217;Inps.</p>



<p>In ogni caso, è necessario che la domanda venga inoltrata <strong>entro 30 giorni dal momento in cui si inizia l&#8217;attività autonoma, </strong>o si sottoscrive la quota del capitale sociale della cooperativa, o si inizia l&#8217;impresa individuale; in questi ultimi casi in genere quindi dall&#8217;apertura della partita Iva o dall&#8217;avviamento dell&#8217;attività. </p>



<p>Se <strong>l&#8217;attività autonoma è cominciata durante il rapporto di lavoro dipendente, </strong>la domanda di Naspi anticipata va effettuata entro 30 giorni dal momento in cui si effettua una domanda stessa per ottenere la Naspi.</p>
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		<title>Naspi, quando comincia il pagamento</title>
		<link>https://www.naspi.biz/naspi-quando-comincia-il-pagamento/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[angelomassaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Dec 2022 21:07:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[Naspi]]></category>
		<category><![CDATA[domanda di disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[durata minima lavorativa]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
		<category><![CDATA[Mini Aspi]]></category>
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					<description><![CDATA[Naspi, quando arrivano i soldi della disoccupazione dall&#8217;inps Quando comincia il pagamento della naspi? Tutti i chiarimenti Il periodo non è dei migliori per le...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Naspi, quando arrivano i soldi della disoccupazione dall&#8217;inps</h2>



<h3 class="wp-block-heading">Quando comincia il pagamento della naspi? Tutti i chiarimenti</h3>



<p>Il periodo non è dei migliori per le famiglie italiane dal punto di vista economico. Oltre ai tanti rincari, che riguardano non solo le bollette di luce e gas ma anche i generi alimentari, le indagini sulla disoccupazione in Italia continuano a far registrare numeri molto preoccupanti.</p>



<p><strong>Quando si perde il lavoro </strong>si vede davvero tutto nero, anche se alcune misure possono aiutare a respirare, sebbene solo per un breve periodo. Un esempio è la <strong>Nuova prestazione di assicurazione sociale per l&#8217;impiego, </strong>meglio nota come<strong> Naspi,</strong> un trattamento erogato dall&#8217;INPS che permette proprio ai disoccupati di reggere l&#8217;urto derivato dalla perdita del lavoro.</p>



<p>Per ottenere la misura di sostegno, il lavoratore deve trovarsi in stato di disoccupazione e deve avere alle spalle <strong>almeno 13 settimane di contribuzione</strong> nei quattro anni che precedono l&#8217;inizio dell&#8217;inattività.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Ma quando possono cominciare effettivamente a ricevere la Naspi coloro che possono avere accesso al trattamento erogato dall&#8217;INPS? </h3>



<p>Quanto bisogna aspettare per ricevere la prima mensilità dal momento in cui si incassa l&#8217;ultimo stipendio versato dal datore di lavoro?</p>



<p>Come per ogni cosa, prima si presenta la domanda e <strong>più velocemente </strong>si riesce ad ottenere la prima mensilità. Ma andiamo con ordine.</p>



<p>Prima di tutto è necessario presentare la <strong>domanda all&#8217;INPS per via telematica,</strong> tramite il portale dell&#8217;Istituto Nazionale della Previdenza Sociale: l&#8217;inoltro della domanda deve essere perfezionato entro 68 giorni successivi alla cessazione del rapporto di lavoro.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Tuttavia esistono alcune eccezioni</h3>



<p>Ad esempio,<em> in caso di maternità</em> indennizzabile insorta entro 68 giorni <strong>dalla data di cessazione </strong>del rapporto, il termine per la presentazione della domanda resta sospeso per un periodo pari alla durata dell’evento di maternità indennizzato e riprende a decorrere, al termine dell’evento, per la parte residua; se invece la maternità indennizzabile è insorta <strong>durante il rapporto di lavoro successivamente cessato, </strong>il termine decorre dalla data di cessazione del periodo di maternità.</p>



<p>Se invece si verifica un diritto all&#8217;indennizzo dovuto da una <em>malattia comune professionale </em>o da un infortunio <strong>entro i 60 giorni </strong>dalla data di cessazione del rapporto, il termine resta sospeso per un periodo pari alla durata dell’evento e riprende a decorrere, al termine dell’evento, per la parte residua; <strong>durante il rapporto di lavoro </strong>successivamente cessato, invece, il termine decorre dalla data di cessazione dell’evento indennizzato.</p>



<p><strong>In caso di malattia non indennizzabile, </strong>il termine di decadenza di 68 giorni non è sospeso ma decorre secondo le regole ordinarie. Se invece sopraggiunge una <strong>controversia, </strong>il termine decorre dalla data di definizione della vertenza sindacale o di notifica della sentenza giudiziaria.</p>



<p>Un altro caso da tenere in considerazione è la corresponsione <strong>dell&#8217;indennità di mancato preavviso: </strong>con questa situazione il termine decorre dalla data di fine del periodo corrispondente all&#8217;indennità, ragguagliato a giornate.</p>



<p>Infine,<strong> in caso di licenziamento per giusta causa</strong>, il termine decorre dal 30esimo giorno successivo alla data di cessazione del rapporto.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Ma allora quando comincia il pagamento della Naspi? </h3>



<p>La decorrenza prende il via dal primo giorno successivo alla data in cui è stata presentata la domanda e comunque<strong> non prima dell&#8217;ottavo giorno successivo alla cessazione del rapporto di lavoro</strong>. Pertanto, il pagamento avverrà il mese dopo quello in cui è stata presentata e accettata la richiesta.</p>



<p>Per essere più chiari, se la domanda è stata presentata entro l&#8217;ottavo giorno successivo alla cessazione, la decorrenza della Naspi avviene dall&#8217;ottavo giorno dopo la fine del rapporto; se invece la domanda è stata presentata oltre l&#8217;ottavo giorno, la decorrenza del trattamento dell&#8217;INPS avviene dal primo giorno successivo alla richiesta.</p>



<p>Le cose cambiano in caso di maternità, malattia comune o professionale oppure infortunio: con domanda presentata entro l&#8217;ottavo giorno la decorrenza scatta dall&#8217;ottavo giorno dopo la fine del rapporto, mentre se la domanda viene presentata dopo l&#8217;ottavo giorno ma entro i termini di legge la decorrenza della Naspi comincia dal giorno successivo alla richiesta. </p>



<p>Stesse tempistiche anche per la corresponsione dell&#8217;indennità di mancato preavviso e di licenziamento per giusta causa.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Come avviene il pagamento della Naspi? </h3>



<p>In genere le modalità sono due, ovvero tramite <strong>accredito su conto bancario o postale</strong> (o su libretto postale), oppure attraverso un bonifico presso l<strong>&#8216;ufficio postale</strong> nella provincia di residenza o domicilio del richiedente.</p>



<p>Va chiarito che la Naspi può essere percepita anche se ci si trasferisce all&#8217;estero, a prescindere dalla motivazione e dalla durata dell&#8217;espatrio. </p>



<p>Vanno tuttavia rispettati i vincoli imposti dalla normativa italiana: prima di tutto è obbligatorio presentarsi al Centro per l&#8217;impiego per la profilazione e la sottoscrizione del patto di servizio; in secondo luogo, è necessario partecipare alle iniziative proposte, pena l&#8217;applicazione delle relative sanzioni, vale a dire la decurtazione o la decadenza dalla prestazione e dallo stato di disoccupazione.</p>



<p>Da sottolineare che se il trasferimento avviene in un Paese dell&#8217;Unione Europea, per tre mesi il percettore di Naspi può anche non rispettare i vincoli precedentemente citati. Vincoli che invece devono essere rispettati dal primo giorno del quarto mese per poter continuare a ricevere la misura.</p>


<p>[contact-form-7 id=&#8221;19&#8243; title=&#8221;Modulo di contatto 1&#8243;]</p>



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