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	<title>cud &#8211; Naspi</title>
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	<description>Naspi Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego</description>
	<lastBuildDate>Sun, 15 May 2022 08:53:59 +0000</lastBuildDate>
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		<title>730 precompilato e la naspi</title>
		<link>https://www.naspi.biz/730-precompilato-inps-naspi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[angelomassaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 May 2022 08:49:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[730 precompilato]]></category>
		<category><![CDATA[cud]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
		<category><![CDATA[certificazione unica 2017]]></category>
		<category><![CDATA[isee]]></category>
		<category><![CDATA[modello 730 integrativo]]></category>
		<category><![CDATA[poste italiane]]></category>
		<category><![CDATA[spese detraibili]]></category>
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					<description><![CDATA[Dichiarazione dei redditi 2022 e modello 730: dove trovarlo precompilato e quali sono i documenti da presentare Anche quest&#8217;anno sono state stabilite delle date ben...]]></description>
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<p><strong>Dichiarazione dei redditi 2022 e modello 730: dove trovarlo precompilato e quali sono i documenti da presentare</strong></p>



<p>Anche quest&#8217;anno sono state stabilite delle date ben precise in merito alla <strong>Dichiarazione dei redditi 2022. </strong>L&#8217;ultimo giorno utile per presentare il <strong>730 è il 30 settembre 2022</strong> (anche se è possibile presentare il Modello Redditi entro il 30 novembre).</p>



<p>Dalla giornata di ieri, sabato 30 aprile 2022, viene messo a disposizione il <strong>modello 730 precompilato</strong> disponibile online sul sito dell&#8217;Agenzia delle Entrate. Dato che la Dichiarazione dei redditi prevede l&#8217;invio di una documentazione ben precisa è meglio chiarire tutto nel dettaglio.</p>



<p>La procedura di consegna viene agevolata proprio dal modello 730 precompilato<strong> sul portale ufficiale dell&#8217;Agenzia delle Entrate,</strong> a cui si può accedere tramite credenziali digitali. Una volta dentro, l&#8217;utente può visionare il documento per aggiungere ulteriori dati o modificarlo.</p>



<p>Tramite il modello precompilato è possibile rivolgersi al proprio commercialista oppure <strong>al CAF di riferimento (o ad un patronato)</strong> che potrà fornire ogni chiarimento in merito alla presentazione della Dichiarazione dei redditi, procedendo poi alla stessa. Ma quali sono i documenti da presentare?</p>



<p><strong>Dichiarazione dei redditi 2022: tutti i documenti da presentare</strong><strong></strong></p>



<p>Prima di tutto sono necessarie tutte quelle informazioni che riguardano la parte anagrafica e reddituale del richiedente (vanno aggiunte anche quelle del coniuge in caso di presentazione di un modello unico). Pertanto servirà una copia del documento di identità e della tessera sanitaria non solo del richiedente, ma anche del coniuge e degli altri membri della famiglia che risultano a carico.</p>



<p>La <strong>Dichiarazione dei redditi 2022 </strong>(che prevede la presentazione dei redditi 2021), per essere presentata correttamente, necessita delle ricevute del modello F24 di versamento per acconti e saldi versati nel 2021, se presenti, ma anche della certificazione unica del 2022 relativa al 2021.</p>



<p>Inoltre, il richiedente dovrà eventualmente presentare gli assegni periodici del coniuge legati ad una sentenza di separazione o divorzio, assieme a tutti g<strong>li scontrini, le ricevute, le fatture </strong>e le quietanze di pagamento attestanti le spese da detrarre e deducibili con riferimento all’anno 2021.</p>



<p>Infine, nella Dichiarazione devono eventualmente comparire l’attestazione del datore di lavoro, gli importi versati a colf e badanti e le certificazioni degli utili percepiti e dei redditi di capitale.</p>



<p>Ma non è tutto, perché in caso di vendita di terreni in seguito a lottizzazione, ma anche cessione di immobili acquistati da meno di 5 anni, atti di compravendita, successioni, donazioni, contratti di locazione il richiedente dovrà riportare la documentazione, compresa una copia del pagamento IMU che fa ovviamente riferimento al 2021.</p>



<p><strong>Spese da detrarre, facciamo chiarezza</strong><strong></strong></p>



<p>Dopo aver chiarito tutto sulla documentazione è bene parlare anche delle spese da portare in<strong> detrazione del 19%.</strong></p>



<p>Le transazioni che riguardano queste <strong>spese dovranno essere dimostrate con mezzi di pagamento tracciabili, </strong>ovvero carte di credito, bonifici e assegni: le prove da presentare sono quindi gli scontrini, le fatture e le ricevute.</p>



<p>Il tracciamento è già “attivo” per tutte quelle spese che sono state effettuate in farmacia per l&#8217;acquisto di medicinali e/o dispositivi medici, così come le spese riguardanti le visite in strutture pubbliche o private accreditate dal Sistema Sanitario Nazionale.</p>



<p>Tuttavia, oltre a quelle mediche il richiedente può detrarre una lunga serie di spese. Quelle sull&#8217;istruzione e sulle rette di asili nido e scuole dell&#8217;infanzia, ad esempio, <em>ma anche quelle sull&#8217;abbonamento al trasporto pubblico, le spese funebri, quelle per le attività sportive, le spese per i sussidi informatici così come quelle veterinarie, fino ad arrivare alle spese per l&#8217;assistenza di persone non autosufficienti.</em></p>



<p>Altre spese che possono essere presentate nel modello 730 per la Dichiarazione dei redditi 2022 sono quelle per il riscatto agevolato della Laurea, così come quelle relative al canone di locazione e alla ristrutturazione edilizia o alla riqualificazione energetica.</p>



<p>Ci sono anche alcune<strong> novità tra le spese presentabili nel modello 730:</strong> si tratta del credito d&#8217;imposta prima casa per gli under 36 e delle spese che invece fanno riferimento ai conservatori e alle scuole di musica. In ultimo, è possibile inserire anche la spesa relativa all&#8217;acquisto di depuratori d&#8217;acqua.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>CUD colf e badanti 2022</title>
		<link>https://www.naspi.biz/cud-colf-e-badanti-2021/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[angelomassaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Apr 2021 06:42:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[certificazione unica]]></category>
		<category><![CDATA[cud]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
		<category><![CDATA[badanti]]></category>
		<category><![CDATA[colf]]></category>
		<category><![CDATA[isee]]></category>
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					<description><![CDATA[Dichiarazione sostitutiva di CU 2022, i datori di lavoro domestico possono ancora consegnarla a colf e badanti La scadenza del 31 marzo per la consegna...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Dichiarazione sostitutiva di CU 2022, i datori di lavoro domestico possono ancora consegnarla a colf e badanti</h2>



<p>La scadenza del 31 marzo per la consegna della <strong>dichiarazione sostitutiva di CU 2021</strong> al lavoratore del <strong>settore domestico d</strong>a parte del datore di lavoro non è obbligatoria. </p>



<p>Per intenderci, i datori di lavoro possono ancora provvedere alla consegna di questo documento, che è uno dei più importanti affinchè il lavoratore <strong>possa compilare correttamente la dichiarazione dei redditi. </strong>La dichiarazione sostitutiva di CU 2021 deve quindi essere consegnata entro 30 giorni dalla scadenza della dichiarazione dei redditi 2021.</p>



<p><strong>Nel caso dei lavoratori del settore domestico, ovvero colf e badanti</strong>, la dichiarazione sostitutiva della certificazione unica 2021 presenta delle differenze rispetto al modello di CU dell&#8217;Agenzia delle Entrate. </p>



<p>Ad esempio, il datore di lavoro domestico <em>non è tenuto ad inviare il documento all&#8217;Agenzia delle Entrate</em>, anche se sarà opportuno consegnare ai collaboratori domestici il documento che riporti il totale delle somme erogate durante l&#8217;anno 2020.</p>



<p>Con questo importante documento, i lavoratori e le lavoratrici del settore domestico potranno <strong>non solo presentare la dichiarazione dei redditi, ma anche calcolare l&#8217;ISEE del nucleo familiare</strong> e procedere al rinnovo del permesso di soggiorno.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Dichiarazione sostitutiva di CU 2021, come compilarla?</h3>



<p>Ma come fare per compilare la dichiarazione sostitutiva di CU 2021? Quali sono i passaggi da seguire? Per evitare errori e fraintendimenti, l&#8217;Assindatcolf (Associazione Nazionale dei Datori di Lavoro Domestico) ha voluto fornire tutte le indicazioni necessarie per compilare correttamente il documento.</p>



<p>Pertanto, i datori di lavoro domestico dovranno procedere all&#8217;inserimento di determinate informazioni, a cominciare dai <strong>dati anagrafici </strong>non solo della colf o della badante, ma anche del datore di lavoro stesso. Non bisogna dimenticarsi di <strong>inserire il codice fiscale</strong>.</p>



<p>Chiaramente, come accennato in precedenza, nella dichiarazione sostitutiva di CU 2021 <strong>devono comparire le somme erogate nell&#8217;anno 2020, </strong>che è l&#8217;anno di riferimento per questo documento. Il datore di lavoro domestico dovrà quindi inserire il totale delle somme lorde erogate nello stesso periodo di riferimento, comprese le somme corrisposte a titolo tredicesima, eventuali anticipi/liquidazioni di TFR, nonché degli importi trattenuti al lavoratore per versamenti Inps e Cassacolf.</p>



<p>Infine, <strong>nel caso il lavoratore sia anche convivente del datore domestico,</strong> è necessario aggiungere nella dichiarazione sostitutiva di CU 2021 <strong>anche il valore di vitto e alloggio.</strong></p>



<h3 class="wp-block-heading">Colf e badanti, agevolazioni fiscali per il datore di lavoro che assume regolarmente</h3>



<p>Non va inoltre dimenticato che in caso di assunzione della colf o della badante con regolare contratto, i datori di lavoro domestici hanno diritto ad<strong> agevolazioni dal punto di vista fiscale</strong> in sede di dichiarazione dei redditi. Ma di quali agevolazioni si tratta?</p>



<p>Oltre alla<strong> deduzione</strong> <strong>dei contributi Inps, con un massimo di 1.549,37 euro per ogni anno,</strong> il datore di lavoro domestico che ha assunto regolarmente il lavoratore può contare su una parziale detrazione del costo dello stipendio della badante. </p>



<p>Anche qui c&#8217;è un tetto massimo, dato che la detrazione non può mai superare le 399 euro. Inoltre, questa agevolazione non è prevista per coloro che hanno un reddito che supera le 40.000 euro.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Bonus Irpef badanti, fino a 1.080 euro</title>
		<link>https://www.naspi.biz/bonus-irpef-badanti-2021/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[angelomassaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Apr 2021 21:09:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[certificazione unica]]></category>
		<category><![CDATA[cud]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
		<category><![CDATA[badanti]]></category>
		<category><![CDATA[colf]]></category>
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					<description><![CDATA[Bonus Irpef Badanti: tutto quello che devi sapere Il Bonus Irpef Badanti riguarda i lavoratori dipendenti nel settore domestico. A differenza di quanto molti credano...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Bonus Irpef Badanti: tutto quello che devi sapere</h2>



<p>Il Bonus Irpef Badanti riguarda i lavoratori dipendenti<strong> nel settore domestico</strong>. A differenza di quanto molti credano questo<em> bonus per una lavoratrice domestica</em> assunta regolarmente nel 2020 può essere molto importante, infatti potrebbe essere possibile <strong>recuperare fino a 1.080€.</strong>&nbsp;</p>



<p>Questi soldi vengono accreditati mensilmente in busta paga. Queste lavoratrici che non hanno datori di lavoro dato che non lavoro in alcuna azienda, dovranno badare a tutto autonomamente. Se ti trovi in queste condizioni non ti preoccupare, in questo articolo vedremo tutti i passi per effettuare la richiesta del <strong>Bonus Irpef Badanti.</strong>&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading">Fare la Certificazione Unica</h3>



<p>Il primo passo che una collaboratrice domestica dovrebbe fare per ricevere il Bonus Irpef <strong><a href="https://www.naspi.biz/cud-colf-e-badanti-2021/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Badanti è la Certificazione Unica del 2021</a></strong>. Questo è un documento che deve essere redatto che ha il compito di riepilogare tutti i guadagni conseguiti nella propria attività lavorativa l&#8217;anno precedente, in questo caso il 2020. </p>



<p>Non è solo un documento che ha la funzione di riepilogo ma corrisponde ad una denuncia dei redditi, serve quindi per pagare l&#8217;Irpef.&nbsp;Ovviamente se la badante non ha lavorato nel 2020 non potrà richiedere questa tipologia di bonus.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading">Come funziona il Bonus Irpef Badanti?</h3>



<p>Tutti i lavoratori domestici che hanno lavorato per tutto il 2020 hanno diritto a ricevere un bonus di un valore totale di <strong>1.080€. </strong>Vediamo quindi da quali calcoli escono questi soldi. Per i primi 6 mesi del 2020 era ancora in vigore il <strong>Bonus Renzi</strong> che concedeva <strong>80 euro al mese</strong> come bonus Irpef. </p>



<p>Quindi nei primi 6 mesi un lavoratore domestico ha maturato <strong>480€ in totale</strong>, 80€ x 6 mesi. Da luglio 2020 è entrato in vigore il <em>provvedimento di taglio del cuneo fiscale. </em>Il <a href="https://www.naspi.biz/bonus-100-euro-naspi-2021/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">bonus Irpef</a> Badanti non è più di 80€ come quello ideato da Renzi ma di <strong>100€,</strong> quindi questo significa che nei restanti 6 mesi il lavoratore ha maturato <strong>600€. </strong></p>



<p>La somma fra i 600€ e i 480€ è pari a 1.080€, che verranno erogati in diverse tranche, mese per mese.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading">Quali sono i requisiti?</h3>



<p>Il requisito è quello di avere un <strong>reddito annuo non superiore a 40.000€,</strong> anche se dopo i 28.000€ diminuisce la quota maturata. Ovviamente il Bonus Irpef Badanti è in relazione a quanto si è maturato nel 2020, quindi se hai lavorato di meno non raggiungerai la quota vista precedentemente.&nbsp;</p>



<p>Il Bonus Irpef Badanti si può ottenere solo se i lavoratori hanno sempre dichiarato le tasse, quindi non ne potranno usufruire coloro che lavorano a nero. Inoltre a differenza di quanto avveniva per il Bonus Renzi, con <strong>il decreto Rilancio 34/2020</strong> è stato stabilito che il bonus verrà erogato anche agli <strong>incapienti</strong>.&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come richiedere il cud o certificazione unica 2021 inps</title>
		<link>https://www.naspi.biz/come-richiedere-il-cud-o-certificazione-unica-2017-inps/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[angelomassaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Mar 2021 13:04:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2020]]></category>
		<category><![CDATA[certificazione unica]]></category>
		<category><![CDATA[cud]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
		<category><![CDATA[certificazione unica 2020]]></category>
		<category><![CDATA[isee]]></category>
		<category><![CDATA[poste italiane]]></category>
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					<description><![CDATA[Modulo richiesta certificazione unica 2021 Con la circolare numero 55 dell’INPS si disciplinano le nuove modalità di rilascio del CUD, o Certificazione Unica, da parte...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading">Modulo richiesta certificazione unica 2021</h3>



<p>Con la circolare numero 55 dell’INPS si disciplinano le nuove modalità di rilascio del <strong>CUD, o Certificazione Unica</strong>, da parte delle <strong>Poste Italiane</strong>.</p>



<p>Il CUD è la <strong>Certificazione Unica dei redditi da lavoro dipendente e dei redditi assimilati</strong> (come, per esempio, quelli percepiti in quanto soci di cooperative di produzione e lavoro, come assegni periodici ricevuti dal coniuge ecc.) o trattamenti pensionistici.</p>



<p>La circolare numero 55 disciplina le modalità del rilascio del <strong>modulo del CUD 2020</strong> : in via telematica, o anche in altre modalità, come stiamo per vedere.</p>



<p>Il modulo del CUD, innanzitutto, può essere richiesto in maniera pratica e veloce, <strong>per via telematica.&nbsp;</strong></p>



<h3 class="wp-block-heading">Richiesta modulo CUD all’INPS</h3>



<p>È sufficiente fare ingresso sul sito dell’INPS con il proprio codice PIN per poter scaricare e quindi stampare la Certificazione unica 2017.</p>



<p>Un esempio è il seguente: si entra sul sito INPS, sezione<em> ‘accedi ai servizi’</em> quindi <em>‘Servizi per il cittadino’</em> e ‘<strong>Certificazione Unica</strong> 2020’. Con il proprio <strong>PIN</strong> si scarica il <strong>CUD in via telematica.</strong></p>



<p>Un altro modo per ottenere il modulo di richiesta CUD in alternativa alla via telematica è quella di recarsi presso le <strong>strutture dell’INPS</strong> vicine a dove si vive per richiedere la copia cartacea.</p>



<p>Ogni struttura territoriale dell’INPS è inoltre dotata di postazioni informatiche self service, e gli utenti dotati di PIN possono direttamente richiedere la stampa del modulo CUD.</p>



<p>Il cittadino potrà anche fare richiesta della <strong>Certificazione Unica&nbsp;2017</strong> facendo ricorso al <strong>Patronato o ad un CAF,</strong> oppure ad un <strong>professionista abilitato.&nbsp;</strong></p>



<h3 class="wp-block-heading">Modulo richiesta CUD alle Poste Italiane</h3>



<p>È altrimenti possibile per il cittadino ottenere il modulo di richiesta <strong>CUD alle Poste Italiane.</strong></p>



<p>Basta recarsi ad un qualunque ufficio postale per poter richiedere il certificato CUD 2020 o quelli degli anni precedenti.</p>



<p>È altresì possibile delegare la <strong>consegna del CUD pensionato</strong>, del CUD assicurato e ObisM a persona diversa dal titolare previa apposita delega.</p>



<p>La richiesta CUD può anche essere effettuata alle Poste Italiane contattando il <strong>Contact Center INPS</strong> al numero 803.164 da rete fissa o 06.164.164 da rete mobile, con costo di chiamata secondo piano tariffario.</p>



<h3 class="wp-block-heading">CUD a domicilio&nbsp;e pensionati all’estero</h3>



<p>È altresì possibile richiedere l’invio del <strong>CUD a domicilio dell’interessato</strong> in caso di oggettiva difficoltà di spostamento da parte dell’utente. In questo caso la richiesta del CUD a domicilio va effettuata ad uno dei seguenti numeri verdi: 800 434320 (ha il risponditore automatico); 803 164 da rete fissa; 06 164164 da rete mobile.</p>



<p>Per <strong>i pensionati residenti all’estero</strong>, invece, è possibile fare richiesta del CUD fornendo i dati anagrafici e codice fiscale ai numeri 0039-06.59058000 – 0039-06.59053132, fra orari 8-19 (ora italiana).</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Chi non deve fare il 730</title>
		<link>https://www.naspi.biz/chi-non-deve-fare-il-730/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[angelomassaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2020 21:24:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2017]]></category>
		<category><![CDATA[730 precompilato]]></category>
		<category><![CDATA[cud]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
		<category><![CDATA[unico]]></category>
		<category><![CDATA[certificazione unica 2017]]></category>
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		<category><![CDATA[modello 730 integrativo]]></category>
		<category><![CDATA[spese detraibili]]></category>
		<category><![CDATA[spid]]></category>
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					<description><![CDATA[Modello 730, come funziona e a chi tocca Non tutti i lavoratori dipendenti e i pensionati sono obbligati a presentare il 730. Esaminiamo quali sono...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Modello 730, come funziona e a chi tocca</h2>



<p><strong>Non tutti i lavoratori dipendenti e i pensionati</strong> sono obbligati a presentare il <strong>730.</strong> Esaminiamo quali sono i singolo casi</p>



<p class="has-very-light-gray-background-color has-background"><strong>Entro la fine di giugno</strong> tutti sono obbligati a presentare la dichiarazione dei redditi, in particolare chi è chiamato <strong>a <a href="https://www.naspi.biz/730-precompilato-inps/" target="_blank" rel="noopener">compilare il 730</a></strong>, il modello che resta più diffuso. Infatti è quello legato a chi possiede un reddito derivante da<strong> lavoro dipendente e assimilati (come la pensione o la disoccupazione)</strong>, ma anche da terreni, fabbricati, redditi derivanti da capitale o soggetti comunque a tassazione separata e infine<strong> redditi da lavoro autonomo occasionale). </strong></p>



<p>Per presentare il 730 non è necessario avere il cosiddetto <strong>&#8216;sostituto d’imposta&#8217;, ossia un datore di lavoro</strong> oppure un ente previdenziale che segue direttamente eventuali trattenute o rimborsi,ma basta il modello 730 senza sostituto.</p>



<p><strong>I possessori di partita Iva,</strong> chi è obbligato a tenere scritture contabili, oppure possiede redditi di partecipazione o percepiti all’estero o entrate differenti da quelle che è possibile dichiarare nel 730, è tenuto alla presentazione del <strong>modello Unico</strong>, anche se possiede redditi di pensione o di lavoro dipendente invece deve virare sul modello Unico che dal 2017 si chiama modello Redditi.</p>



<p>L&#8217;obbligo ad inviare il modello 730, sia personalmente che<strong> tramite un Caf o similare</strong>, tocca quindi a chi percepisce<strong> redditi di lavoro dipendente o assimilati da sostituti d’imposta diversi</strong>.</p>



<p><strong>Quindi chi possiede più Cud diversi</strong> (anche se ora si chiamano Certificazione Unica), deve presentare la dichiarazione dei redditi con modello 730. In particolare si tratta di <strong>dipendenti e collaboratori coordinati continuativi (i co.co.co)</strong> che durante l’anno imponibile<strong> hanno avuto più contratti di lavoro,</strong> ma anche chi <strong>percepisce due pensioni</strong>, chi è pensionato ma lavora ancora come dipendente o collaboratore e infine chi ha percepito oltre al reddito di lavoro dipendente <strong>anche un sostegno del reddito come Dis-coll, Naspi, Asdi.</strong></p>



<p>Il datore di lavoro o l’ente previdenziale<strong> chiamato ad effettuare il conguaglio di fine anno</strong> dovrebbe computare anche <strong>i redditi percepiti dai precedenti datori.</strong> In caso contrario il lavoratore ha quindi l’obbligo di presentare il 730 <strong>in quanto le imposte non potranno essere liquidate in maniera corretta</strong>.</p>



<p>Se invece le imposte pagate, per motivi vari, sono superiori a quanto dovuto, il diretto interessato non risulterà a debito e quindi può evitare di presentare la dichiarazione. Ma in realtà non gli conviene, perché così almeno può ottenere <strong>il rimborso di quanto versato in eccesso.</strong></p>



<p>Se invece il dichiarante percepisce redditi in più oltre quelli da lavoro subordinato e assimilati, come nel caso di un appartamento affittato, occorre considerare tutti i redditi e determinare l’imposta.</p>



<p><strong>Se l’imposta dovuta è inferiore a 10,33 euro, il dichiarante è esonerato dalla presentazione del 730</strong> o del modello Redditi. Ma l&#8217;esonero è concesso anche se nell’anno ha percepito solo redditi esenti (come le pensioni sociali e le pensioni di guerra), redditi assoggettati ad imposta sostitutiva esclusi però quelli soggetti a cedolare secca oppure a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta, come gli interessi sui conti correnti, Tfr erogato dal datore di lavoro.</p>



<p><strong>Inoltre redditi derivanti dal possesso dell’abitazione principale,</strong> se non di lusso, e delle relative pertinenze e redditi derivanti dal possesso di altri fabbricati non affittati situati in un comune diverso da quello nel quale c&#8217;è l’abitazione principale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ci sono anche però lavoratori esonerati dalla presentazione del 730</h2>



<p>In particolare <strong>chi possiede un solo reddito da lavoro dipendente o assimilato</strong> e che viene corrisposto da un unico datore di lavoro o sostituto d’imposta obbligato ad effettuare le ritenute, chi possiede più redditi da lavoro dipendente e assimilati, se l’ultimo sostituto d’imposta li ha conguagliati, chi possiede uno o più redditi da lavoro dipendente e assimilati e redditi da abitazione principale non di lusso, relative pertinenze e altri fabbricati non affittati situati in un comune diverso da quello dell’abitazione principale, chi possiede uno o più redditi da lavoro dipendente e assimilati e altri redditi, <em>se il reddito complessivo non supera 8000 euro</em> e il periodo di lavoro non è inferiore a 365 giorni, chi possiede uno o più redditi da lavoro dipendente e assimilati e altri redditi per i quali la detrazione prevista non è rapportata al periodo di lavoro (<em>ma in questo caso il reddito complessivo non deve superare 4800 euro).</em></p>



<p><strong>E ancora, è esonerato dalla presentazione del 730</strong> il lavoratore che possiede <strong>uno o più redditi da lavoro dipendente assieme a redditi di pensione</strong> (sempre che ci siano conguaglio effettuato, detrazioni per carichi di famiglia effettivamente spettanti, nessuna addizionale dovuta)<strong> se il reddito complessivo non supera 7750 eur</strong>o se l’età del lavoratore è inferiore a 75 anni per l’anno 2016, <em>se il reddito complessivo non supera 8000 euro</em> se l’età del lavoratore è pari o superiore a 75 anni (sempre per l’anno 2016) oppure il periodo di pensione non è inferiore a 365 giorni.</p>



<p>Inoltre <strong>è esonerato dalla presentazione del 730</strong> il lavoratore che possiede <strong>uno o più redditi da lavoro dipendente</strong> (sempre con conguaglio effettuato, detrazioni per carichi di famiglia effettivamente spettanti, nessuna addizionale dovuta), unito al reddito derivante dagli assegni corrisposti periodicamente dal coniuge,<strong> se il reddito complessivo non supera 7.500 euro. </strong></p>



<p>Infine se il contribuente <strong>possiede soltanto compensi derivanti da attività sportive dilettantistiche, non deve presentare il 730</strong> se il reddito complessivo<em> non supera 28.158,28 euro.</em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Rimborso spese mediche</title>
		<link>https://www.naspi.biz/rimborso-spese-mediche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[angelomassaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Oct 2018 06:27:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[730 precompilato]]></category>
		<category><![CDATA[cud]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
		<category><![CDATA[unico]]></category>
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		<category><![CDATA[spese detraibili]]></category>
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					<description><![CDATA[Come chiedere il rimborso per le spese mediche Tutti coloro che hanno effettuato delle visite mediche, esami, interventi possono richiedere il rimborso delle spese effettuate,...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading"><span style="color: #666666;">Come chiedere il rimborso per le spese mediche</span></h3>



<p><span style="color: #666666;">Tutti coloro che hanno effettuato delle visite mediche, esami, interventi possono richiedere il rimborso delle spese effettuate, ticket ospedalieri compresi. </span></p>



<p><span style="color: #666666;">Per richiederlo dovrete presentare la richiesta di detrazione delle spese mediche nella dichiarazione dei redditi. Detrazioni e deduzioni fiscali sono regolamentati dal testo unico delle imposte sui redditi, ovvero il TUIR, dove sono contenute tutte le regole e le leggi in merito. </span></p>



<p><span style="color: #666666;"><strong>Le spese mediche detraibili</strong></span></p>



<p><span style="color: #666666;">Le spese mediche detraibili sono quelle da inserire come detrazione quando presentate la dichiarazione dei redditi. </span></p>



<p><span style="color: #666666;">Secondo l’Agenzia delle Entrate, le spese che rientrano in questa categoria e verranno di conseguenza rimborsate sono i ticket, i farmaci, acquisto o affitto di dispositivi medici CE, spese sanitarie, spese per assistenza specialistica di interventi chirurgici, le visite mediche generiche o specialistiche con diagnosi, le prestazioni chirurgiche eccezion fatta per interventi di chirurgia estetica, ricoveri ospedalieri, certificati, cure termali e acquisto o affitto di protesi.</span></p>



<p><span style="color: #666666;"><strong>La domanda per rimborso spese mediche</strong></span></p>



<p><span style="color: #666666;">Sarà possibile richiedere il rimborso delle spese mediche compilando le apposite sezioni presenti sul modello 730 o Unico. Ricordate che i redditi e le spese sono relative all’anno precedente in cui si fa richieste, quindi se ad esempio avete presentato il modello nel 2018, tutti i dati saranno inerenti al 2017. </span></p>



<p><span style="color: #666666;">In questa fase potrete farvi seguire da un patronato che si occuperà di compilare il modello nel modo giusto ed inoltrarlo all’Ente erogatore del servizio. In alternativa potrete usufruire del modello 730 precompilato che risulta chiaro e semplice per tutti. </span></p>



<p><span style="color: #666666;">I<strong>l rimborso spese mediche con assistenza sanitaria integrativa</strong></span></p>



<p><span style="color: #666666;">Se un lavoratore ha aderito ad un piano di assistenza sanitaria integrativa, ha comunque diritto al rimborso delle spese detraibili. </span></p>



<p><span style="color: #666666;">Infatti, secondo l’art. 52 comma 2 del TIUR, i contributi versati dal datore di lavoro al dipendente per l’assistenza sanitaria sono esclusi dal reddito effettivo del lavoratore. </span></p>



<p><span style="color: #666666;">Quindi, quest’ultimo può presentare la richiesta di rimborso spese mediche, a patto però che non superino i 3615,20 € l’anno.</span></p>



<p><span style="color: #666666;"><strong>Il rimborso spese mediche con polizza individuale</strong></span></p>



<p><span style="color: #666666;">Se invece avete preferito stipulare una polizza individuale per la sanità, non potrete detrarre il premio di polizza pagato. Per quanto riguarda le spese mediche detraibili, non cambia assolutamente nulla e vengono rimborsate al 100 %. In poche parole, usufruirete degli stessi diritti di un qualsiasi altro lavoratore ma non potrete detrarre le spese mensili destinate alla vostra polizza.</span></p>



<p><span style="color: #666666;"><strong>I tipi di rimborso</strong></span></p>



<p><a name="_GoBack" class="mce-item-anchor"></a> <span style="color: #666666;">Oltre alla presentazione del vostro 730, potrete accedere a dei rimborsi anche presso altri Enti. </span></p>



<p><span style="color: #666666;">A seconda del vostro settore potrete trovare delle agevolazioni fiscali. Questo può succedere ai lavoratori interinali che possono affidarsi ad Ebitemp o ad esempio per i dipendenti scolastici statali che possono rivolgersi all’ex-Enam (ora gestito da INPS) per richiedere le agevolazioni destinate al proprio settore. </span></p>



<p><span style="color: #666666;">Per essere sicuri di poter accedere ad indennità o prestazioni rivolgetevi sempre ad un patronato che vi seguirà e vi aiuterà nella compilazione della domanda, ovviamente secondo il giusto procedimento. </span></p>



<p><span style="color: #666666;">Se preferite invece procedere da soli vi conviene seguire le regole indicate nel TIUR.</span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Rimborso Irpef: casi, tempi e modalità</title>
		<link>https://www.naspi.biz/chi-non-deve-fare-il-730-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[angelomassaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Jul 2018 23:57:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[730 precompilato]]></category>
		<category><![CDATA[cud]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
		<category><![CDATA[unico]]></category>
		<category><![CDATA[certificazione unica 2017]]></category>
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		<category><![CDATA[modello 730 integrativo]]></category>
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					<description><![CDATA[Rimborso Irpef Se una volta presentato il 730 ordinario o precompilato ci si accorge di aver versato troppo come contributi Irpef, lo Stato provvederà al...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Rimborso Irpef</h3>
<p>Se una volta presentato il 730 ordinario o precompilato ci si accorge di aver versato troppo come contributi Irpef, lo Stato <strong>provvederà al rimborso in busta paga o sulla pensione</strong></p>
<p>Ormai i termini stanno scadendo:<strong> il 7 luglio 2018 infatti era l&#8217;ultimo giorno utile per presentare il Modello 730</strong> ordinario della dichiarazione dei redditi e invece chi ha deciso di scegliere il modello precompilato avrà tempo fino al 23 luglio.</p>
<p>In entrambi i casi comunque è previsto un <strong>ricalcolo delle imposte Irpef dovute,</strong> al netto delle detrazioni alle quali si ha diritto e quindi può succedere che si stabilisca come il contribuente abbia pagato più tasse di quanto avrebbe dovuto, oppure che ne abbia pagate meno.</p>
<p>Nel caso di tasse pagate in eccesso, al contribuente viene riconosciuto un rimborso, sull’Irpef. In pratica chi presenta la dichiarazione dei redditi per portare in deduzione e in detrazione diverse spese sostenute in nome e per conto dei familiari a carico.</p>
<p>Se una volta fatti i calcoli queste risultano superiori all&#8217;imposta Irpef prevista per il 2017, devono essere rimborsati sotto forma di compensazione per pagare altri tributi e tasse oppure come vero e proprio rimborso da parte dell&#8217;Inps o altri Enti previdenziali.</p>
<h3>Ma come funziona il sistema ?</h3>
<p>Ad ogni lavoratore dipendente il credito positivo riconosciuto sarà pagato direttamente in busta paga dal datore di lavoro. Invece per quello che<strong> riguarda i pensionati toccherà all&#8217;Inps rimborsarlo</strong> insieme all&#8217;assegno previdenziale.</p>
<p>Questo determina quindi che per chi è assunto sia il datore di lavoro ad essere considerato come sostituto d&#8217;imposta, mentre per il pensionato è direttamente l&#8217;Inps.</p>
<p>Invece i contribuenti che nonostante abbiano diritto al rimborso Irpef sono privi di sostituto d&#8217;imposta, riceveranno l&#8217;accredito direttamente sul conto corrente e per questo all&#8217;atto della compilazione del modulo per le tasse dovranno <strong>indicare il loro Iban</strong> all&#8217;interno del modello 730.</p>
<p>Oppure ancora, sarà direttamente l&#8217;Agenzia delle Entrate a mandare una lettera a chi deve ricevere il rimborso, indicandogli in quale ufficio postale competente presentarsi per andare ad incassare il rimborso stesso.</p>
<p>La tempistiche per il rimborso dipendono dalla data di presentazione della dichiarazione dei redditi per il 2018. In ogni caso per lavoratori dipendenti i soldi dovrebbero arrivare <strong>già con la busta paga di luglio</strong>, per i pensionati ad agosto o al massimo a settembre 2018.</p>
<p>Per i contribuenti invece senza sostituto d&#8217;imposta, il rimborso è previsto entro la fine dell&#8217;anno.</p>
<p>Diverso è il caso di rimborsi superiori alla cifra di 4.000 euro che necessitano di <strong>ulteriori verifiche da parte dell&#8217;Agenzia delle Entrate.</strong></p>
<p>Se al termine di questi controlli sarà stabilito che è tutto a posto, verrà disposto il versamento entro quattro mesi dalla data di presentazione del modello 730.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>730 precompilato inps</title>
		<link>https://www.naspi.biz/730-precompilato-inps/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[angelomassaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Apr 2017 06:12:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2017]]></category>
		<category><![CDATA[730 precompilato]]></category>
		<category><![CDATA[cud]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
		<category><![CDATA[certificazione unica 2017]]></category>
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		<category><![CDATA[poste italiane]]></category>
		<category><![CDATA[spese detraibili]]></category>
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					<description><![CDATA[730 precompilato, tutte le date e i consigli per la dichiarazione dei redditi Dal 18 aprile 2017 è disponibile sul sito dell&#8217;Agenzia delle Entrate il...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h4><span style="color: #000000;">730 precompilato, tutte le date e i consigli per la dichiarazione dei redditi</span></h4>
<p><span style="color: #000000;">Dal<strong> 18 aprile 2017</strong> è disponibile sul sito dell&#8217;Agenzia delle Entrate <strong>il modello 730 precompilato</strong> che potrà comunque essere modificato e integrato sino a fine luglio</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Dal 18 aprile <strong>sul sito dell&#8217;Agenzia della Entrate</strong> (<em>www.agenziaentrate.gov.it/‎</em>) è disponibile la dichiarazione dei redditi già precompilata, con i contribuenti che possono accedere all&#8217;area riservata e consultare direttamente tutte le informazioni già inserite dal Fisco.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Fino al <strong>24 luglio 2017</strong> sarà possibile fare modifiche o integrazioni, spedendo il 730 mentre il 2 ottobre scade il termine per la presentazione del modello dei Redditi precompilato.</span></p>
<h4><span style="color: #000000;">Consultare il proprio modello 730 precompilato</span></h4>
<p><span style="color: #000000;">Per consultare il proprio <em>modello 730 o il modello Redditi</em> è sufficiente entrare nell&#8217;area riservata del sito delle Entrate e inserire il nome utente, la <strong>password e il pin dei servizi online dell&#8217;Agenzia</strong>.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Si potrà entrare anche con il Pin rilasciato dall&#8217;<strong>Inps</strong> attraverso il Sistema pubblico per l&#8217;identità digitale (<strong>Spid</strong>) e con le credenziali rilasciate dal Sistema Informativo di gestione e amministrazione del personale della pubblica amministrazione (<strong>NoiPA</strong>).</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Ma i contribuenti possono accedere alla dichiarazione precompilata utilizzando anche la <strong>Carta Nazionale dei Servizi.</strong></span></p>
<p><div id="attachment_575" style="width: 565px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.naspi.biz/wp-content/uploads/2017/04/730-precompilato-Inps-1.png"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-575" class="size-full wp-image-575" src="https://www.naspi.biz/wp-content/uploads/2017/04/730-precompilato-Inps-1.png" alt="730 precompilato Inps" width="555" height="349" srcset="https://www.naspi.biz/wp-content/uploads/2017/04/730-precompilato-Inps-1.png 555w, https://www.naspi.biz/wp-content/uploads/2017/04/730-precompilato-Inps-1-300x189.png 300w, https://www.naspi.biz/wp-content/uploads/2017/04/730-precompilato-Inps-1-30x19.png 30w" sizes="(max-width: 555px) 100vw, 555px" /></a><p id="caption-attachment-575" class="wp-caption-text">730 precompilato Inps</p></div></p>
<p><span style="color: #000000;">Il primo passo è quindi verificare se ci sia bisogno di abilitarsi per<strong> accedere alla dichiarazione precompilata</strong> con le credenziali dell&#8217;Agenzia delle Entrate o con le altre credenziali.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Una volta abilitati, si potrà accedere alla propria dichiarazione precompilata. Dopo aver scelto il proprio modello di dichiarazione tra <strong>730 e Redditi web Redditi online</strong>, il contribuente potrà controllare direttamente i dati precompilati e, se sono a posto, accettare la dichiarazione e inviarla. In caso contrario, potrà modificarli oppure integrarli prima dell&#8217;invio.</span></p>
<h4>Quali sono le spese detraibili ?</h4>
<p><span style="color: #000000;">Sono previste <strong>diverse spese detraibili</strong> a cominciare da quelle per l&#8217;acquisto di <strong>farmaci presso farmacie e parafarmacie</strong> (è sufficiente lo scontrino), le<strong> spese sanitarie</strong> sostenute per le prestazioni di ottici, psicologi, ostetriche, infermieri, tecnici sanitari di radiologia medica e strutture sanitarie autorizzate a fornire i servizi ma non accreditate.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">E ancora, le <strong>spese veterinarie</strong> comunicate da farmacie, parafarmacie e veterinari e le<strong> spese per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio</strong> e di riqualificazione energetica effettuati sulle parti comuni dei condomini, comunicate dagli amministratori di condominio.</span></p>
<h4><span style="color: #000000;">Ma quali sono le scadenze del 730 ?</span></h4>
<p><span style="color: #000000;">Il <strong>30 giugno 2017</strong> è l&#8217;ultimo giorno utile per il <strong>versamento del saldo e del primo acconto per i contribuenti con 730</strong> senza sostituto d&#8217;imposta o con modello Redditi mentre il 31 luglio è l&#8217;ultimo giorno utile per il versamento (con la maggiorazione dello 0,40 per cento a titolo di interesse) di saldo e primo acconto per i contribuenti con 730 senza sostituto d&#8217;imposta o con modello Redditi.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">E ancora, il <strong>2 ottobre 2017</strong> è l&#8217;ultimo giorno utile per comunicare al sostituto d&#8217;imposta di non voler effettuare il secondo o unico acconto dell&#8217;Irpef o di volerlo effettuare in misura inferiore e sempre quel giorno scade il termine per la presentazione del modello Redditi precompilato e per inviare il <strong>modello redditi correttivo del 730</strong>.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Infine il <strong>25 ottobre 2017</strong> è l&#8217;ultimo giorno utile per presentare un <strong>modello 730 integrativo</strong>, solo se l&#8217;integrazione comporta un maggiore credito, un minor debito o un&#8217;imposta invariata.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">La presentazione può essere fatta solo tramite <strong>Caf</strong> oppure un<strong> professionista abilitato.</strong></span></p>
<p><span style="color: #000000;">Approfondimento :</span> <a href="https://infoprecompilata.agenziaentrate.gov.it/portale/come-utente-inps">730 precompilato &#8211; accesso via inps</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Detrazione spese badante</title>
		<link>https://www.naspi.biz/detrazione-spese-badante-2017/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[angelomassaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Apr 2017 10:02:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[badanti]]></category>
		<category><![CDATA[colf]]></category>
		<category><![CDATA[contributi]]></category>
		<category><![CDATA[cud]]></category>
		<category><![CDATA[detrazioni badante]]></category>
		<category><![CDATA[2017]]></category>
		<category><![CDATA[contributi domestici]]></category>
		<category><![CDATA[detrazioni unico]]></category>
		<category><![CDATA[ferie colf]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
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					<description><![CDATA[Badanti, baby sitter, colf: come si scaricano le loro spese dalle tasse  Se avete in casa una persona che si occupa dell’assistenza personale o familiare,...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h4><span style="color: #000000;">Badanti, baby sitter, colf: come si scaricano le loro spese dalle tasse </span></h4>
<p><span style="color: #000000;">Se avete in casa una persona che si<strong> occupa dell’assistenza personale o familiare</strong>, come una <strong>badante, una colf</strong>, oppure una <strong>baby sitter</strong>, sappiate che i contributi Inps che pagate per loro possono essere <strong>dedotti in sede di dichiarazione dei redditi 2017.</strong></span></p>
<p><span style="color: #000000;">I <a style="color: #000000;" href="https://www.naspi.biz/calcolo-contributi-ferie-colf/" target="_blank" rel="noopener"><strong>contributi delle colf</strong></a> che possono essere sono quelli che il contribuente, <em>in quanto datore di lavoro</em>, ha versato nel corso dell’anno prima dopo aver <em>assunto alle sue dipendenze la persona che gli presta assistenza familiare.</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;">Ma come si fa, concretamente, a <strong>detrarre la spesa per i collaboratori domestici dalla dichiarazione dei redditi</strong> ? È sufficiente che il contribuente, mentre presenta la <strong>dichiarazione dei redditi</strong> (il 730, oppure il modello Unico) porti a dedizione dal suo reddito la quota dei contributi INPS che sono stati versati per il collaboratore <strong>per un importo massimo fissato dalla legge di 1.549,37 euro</strong>.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">La cifra che viene scaricata corrisponde a quella parte dei <strong>contributi previdenziali ed assistenziali versati</strong>, ma solamente per la quota che è a carico del datore di lavoro, quindi ovviamente senza contare la quota a carico del lavoratore.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">È possibile <strong>detrarre questi contributi anche quando essi siano stati versati per un familiare,</strong> anche se non fiscalmente a carico.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Per poter detrarre le spese, il contribuente deve però tenere copia di tutte le ricevute di versamento dei contributi previo pagamento (quindi dei<strong> MAV delle operazioni bancarie</strong>).</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Ovviamente, sulla base del principio di cassa, la<strong> deducibilità dei contributi ai collaboratori domestici nel 2017</strong>, sia con <strong>Unico che con 730,</strong> può essere vantata solamente relativamente ai versamenti in questione: i <em>contributi INPS versati a gennaio 2016,</em> che si riferiscono all’ultimo trimestre del 2015; i contributi INPS versati ad <em>aprile, luglio, ottobre 2016</em> che si riferiscono ai primi tre trimestri del 2016; ed infine i contributi INPS del quarto trimestre (versati a gennaio 2017) che invece possono essere dedotti <strong>con il 730 o Unico del 2018.</strong></span></p>
<p><span style="color: #000000;">È possibile anche <strong>dedurre le spese per baby sitter, colf e badanti</strong> laddove pagate con i voucher. <strong>I voucher, oggi aboliti,</strong> sono un metodo di pagamento per <strong>il lavoro accessorio</strong>. Anche in questo caso, come per altri metodi di pagamento, è possibile dedurre solamente la quota di contributi a carico del datore di lavoro, che vale il 13% del voucher in questione.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Per poter <strong>dedurre la spesa</strong>, bisogna ricordarsi di conservare la <strong>ricevuta di pagamento</strong> dell’acquisto dei beni lavoro, la <strong>copia dei buoni lavoro</strong> consegnati al lavoratore (in carta), e tutti i documenti che attestano che effettivamente si hanno utilizzati i buoni lavoro, nonché la dichiarazione che contiene l’attestazione che i documenti si riferiscono solamente al<strong> lavoro prestato da addetti ai servizi domestici. </strong></span></p>
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