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	<title>Naspi &#8211; Naspi</title>
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	<description>Naspi Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego</description>
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		<title>Disoccupazione NASpI e piattaforma SIISL</title>
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		<dc:creator><![CDATA[angelomassaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 May 2024 06:33:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[Naspi]]></category>
		<category><![CDATA[domanda di disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
		<category><![CDATA[piattaforma SIISL]]></category>
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					<description><![CDATA[Piattaforma SIISL e l’iscrizione automatica per chi percepisce la NASpI Il decreto Coesione introduce una nuova disposizione che semplifica il processo di ricerca di lavoro...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Piattaforma SIISL e l’iscrizione automatica per chi percepisce la NASpI</h2>



<p><em>Il decreto Coesione introduce una nuova disposizione che semplifica il <strong>processo di ricerca di lavoro</strong> per i beneficiari dell&#8217;indennità di disoccupazione, prevedendo la loro automatica iscrizione alla <strong>piattaforma SIISL. </strong>Continua a leggere per saperne di più.</em></p>



<p>L&#8217;espansione delle funzionalità della piattaforma SIISL, annunciata come parte delle iniziative del Ministero del Lavoro per favorire l&#8217;occupazione di varie categorie di lavoratori, rappresenta un passo significativo verso un sistema più inclusivo e efficiente<strong> per la ricerca di lavoro in Italia. </strong></p>



<p>Non solo si mira a fornire supporto a coloro che già beneficiano dell&#8217;assegno di inclusione e del supporto per la <strong>formazione e il lavoro, </strong>ma si estende anche il sostegno a chi si trova nella difficile situazione di disoccupazione e riceve la NASpI.</p>



<p>Questa iniziativa è particolarmente importante perché riconosce le sfide e le difficoltà che i lavoratori disoccupati devono affrontare nel trovare nuove opportunità lavorative e proprio<strong> l&#8217;accesso automatico alla piattaforma SIISL per i percettori della NASpI </strong>offre loro un&#8217;opportunità concreta di reinserirsi nel mercato del lavoro.</p>



<p>Questo processo è supportato e reso più agevole da una serie di strumenti digitali dedicati, come la compilazione del curriculum vitae e la partecipazione a programmi di attivazione digitale.</p>



<p>Ciò che rende questa iniziativa ancora più significativa è il fatto che si basa sull&#8217;utilizzo di dati già disponibili presso le istituzioni pubbliche, come il Ministero del Lavoro e altre agenzie governative.</p>



<p>Questo approccio consente di <strong>semplificare e accelerare il processo di ricerca di lavoro per i beneficiari della NASpI, </strong>riducendo al minimo la burocrazia e massimizzando l&#8217;efficienza.</p>



<p>I lavoratori comunque avranno la possibilità di integrare e rettificare le informazioni fornite dal sistema, garantendo così un&#8217;accuratezza e una completezza dei dati che sono fondamentali per un processo di ricerca di lavoro efficace.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><a href="https://www.naspi.biz/wp-content/uploads/2024/05/piattaforma-SIISL.png"><img decoding="async" width="1024" height="754" src="https://www.naspi.biz/wp-content/uploads/2024/05/piattaforma-SIISL-1024x754.png" alt="" class="wp-image-2401" srcset="https://www.naspi.biz/wp-content/uploads/2024/05/piattaforma-SIISL-1024x754.png 1024w, https://www.naspi.biz/wp-content/uploads/2024/05/piattaforma-SIISL-300x221.png 300w, https://www.naspi.biz/wp-content/uploads/2024/05/piattaforma-SIISL-768x565.png 768w, https://www.naspi.biz/wp-content/uploads/2024/05/piattaforma-SIISL.png 1083w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure></div>


<h3 class="wp-block-heading"><a></a>Altri cambiamenti per la piattaforma SIISL</h3>



<p>Ma le novità non finiscono qui, infatti il prossimo decreto Coesione porterà una serie di funzionalità aggiuntive alla piattaforma SIISL, che si andranno a sommare al recente upgrade con l&#8217;introduzione di intelligenza artificiale. </p>



<p>Queste novità includeranno modalità più chiare e definite <strong>per i datori di lavoro per pubblicare le loro offerte di lavoro sulla piattaforma,</strong> nonché procedure semplificate per gli utenti in cerca di lavoro per accedere al SIISL e sfruttarne appieno le risorse.</p>



<p>Inoltre, il decreto chiarirà come le posizioni vacanti pubblicate dai datori di lavoro su piattaforme nazionali e internazionali verranno integrate all&#8217;interno del Sistema Informativo per l&#8217;inclusione sociale e lavorativa. </p>



<p>Questo significa che la piattaforma diventerà un punto di riferimento centrale per coloro che cercano lavoro, offrendo loro accesso a una vasta gamma di opportunità sia a livello nazionale che internazionale.</p>



<p>L&#8217;obiettivo di questi cambiamenti è senza dubbio quello di rendere la ricerca di lavoro più accessibile, trasparente ed efficiente per tutti i cittadini italiani, fornendo loro gli strumenti e le risorse necessarie per trovare opportunità lavorative che corrispondano alle loro competenze, esperienze e aspirazioni professionali.</p>
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		<title>Disoccupazione NASpI e DIS-COLL, quali sono le soglie reddituali compatibili</title>
		<link>https://www.naspi.biz/disoccupazione-naspi-e-dis-coll-quali-sono-le-soglie-reddituali-compatibili/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[angelomassaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Apr 2024 00:49:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[Naspi]]></category>
		<category><![CDATA[domanda di disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
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					<description><![CDATA[Nuovo limite di reddito 2024 per chi ha un impiego dipendente, parasubordinato o autonomo Arriva il nuovo limite di reddito per chi ha un impiego...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Nuovo limite di reddito 2024 per chi ha un impiego dipendente, parasubordinato o autonomo</h2>



<p><em>Arriva il <strong>nuovo limite di reddito </strong>per chi ha un impiego dipendente, parasubordinato o autonomo per garantire la <strong>compatibilità con i benefici di disoccupazione NASpI </strong>e DIS-COLL. È possibile percepire entrambi i benefici mentre si lavora, purché il reddito rimanga entro un certo tetto. L&#8217;Inps ha comunicato ai beneficiari di queste prestazioni le nuove soglie da rispettare tramite il messaggio numero 1414 del 9 aprile 2024, continua a leggere per saperne di più.</em></p>



<h3 class="wp-block-heading"><a></a>NASpI e DIS-COLL in breve</h3>



<p>Prima di vedere da vicino quali sono le nuove soglie reddituali previste affinché si possa configurare la compatibilità con NASpI e DIS-COLL, è bene soffermarci un momento su queste due forme di indennità che talvolta vengono confuse tra loro.</p>



<p>La <strong>NASpI </strong>(Nuova Assicurazione Sociale per l&#8217;Impiego) e la<strong> DIS-COLL</strong> (Disoccupazione dei Collaboratori Coordinati e Continuativi) sono sostanzialmente due forme di indennità di disoccupazione in Italia, previste al fine di offrire un sostegno economico temporaneo per coloro che hanno perso il lavoro involontariamente.</p>



<p>La <strong>NASpI </strong>è destinata ai lavoratori dipendenti che hanno subito una perdita di lavoro involontaria, inclusi i lavoratori a tempo determinato, stagionali, apprendisti e a progetto. </p>



<p>Tuttavia, con l&#8217;introduzione del Jobs Act, i lavoratori a progetto hanno visto cambiamenti nelle loro condizioni di accesso alla NASpI. Per essere idonei, i richiedenti devono aver versato almeno 13 settimane di contributi nei quattro anni precedenti il licenziamento e devono aver lavorato per almeno 30 giorni nell&#8217;anno precedente la perdita del lavoro. </p>



<p>La durata e l&#8217;importo della NASpI variano in base ai contributi versati, con una massima durata di 24 mesi. L&#8217;importo è determinato dalla media dei redditi degli ultimi quattro anni, con specifici meccanismi di calcolo e una decrescita graduale nel tempo.</p>



<p>La <strong>DIS-COLL</strong>, d&#8217;altra parte, è rivolta ai lavoratori parasubordinati, compresi i collaboratori coordinati e continuativi, i collaboratori domestici, i dottorandi senza borsa di studio e gli assegnisti di ricerca che hanno perso il lavoro. </p>



<p>Rispetto alla NASpI, non è richiesto un numero minimo di settimane di contribuzione per accedere alla DIS-COLL. La durata e l&#8217;importo dell&#8217;indennità dipendono dai contributi versati e dal reddito precedente del lavoratore, con modalità di calcolo specifiche per questa categoria di lavoratori.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><a></a>Naspi e Dis-Coll: i redditi compatibili</h2>



<p>Per la NASpI, i redditi compatibili includono quelli da lavoro subordinato, parasubordinato e autonomo, come stabilito dal <strong>decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22. </strong>Diversamente, per la DIS-COLL, è consentito il cumulo solo con redditi da lavoro parasubordinato e autonomo.</p>



<p>È importante che il reddito derivante da queste attività lavorative non superi il minimo escluso da imposizione fiscale. Chi beneficia di queste prestazioni è tenuto a comunicare all&#8217;INPS il proprio reddito annuo presunto, in questo modo l’INPS potrà adeguare l&#8217;importo della prestazione alle entrate del beneficiario.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><a></a>Le regole alla luce del decreto legislativo 22/2015</h3>



<p>Il decreto legislativo 22/2015 stabilisce le regole di<strong> compatibilità tra le prestazioni di disoccupazione (NASpI e DIS-COLL) e l&#8217;esercizio di attività lavorative.</strong> </p>



<p>Per i beneficiari della NASpI, è consentito cumulare questa prestazione con redditi derivanti da lavoro subordinato/parasubordinato e autonomo, purché il reddito da lavoro non superi una specifica soglia, definita come il minimo escluso da imposizione fiscale (<em>no tax area</em>). </p>



<p>Si raccomanda di comunicare all&#8217;INPS il reddito annuo presunto derivante dall&#8217;attività lavorativa, al fine di adeguare l&#8217;importo della prestazione alla situazione finanziaria del beneficiario.</p>



<p>Per quanto riguarda la DIS-COLL, il decreto consente il cumulo solo con i redditi provenienti da lavoro parasubordinato e autonomo, sempre nel rispetto della soglia di reddito stabilita. Anche in questo caso, i beneficiari devono comunicare all&#8217;INPS il reddito annuo presunto derivante dall&#8217;attività lavorativa per consentire l&#8217;adeguamento dell&#8217;indennità alla loro situazione economica.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><a></a>Le soglie previste per il 2024</h3>



<p>Vediamo ora le nuove linee guida per le soglie di reddito del 2024 per i beneficiari di NASpI e DIS-COLL, in base alle modifiche introdotte dal<strong> decreto legislativo 30 dicembre 2023, n. 216</strong>, focalizzato sull&#8217;area di esenzione fiscale per i lavoratori dipendenti.</p>



<p>Nel 2023, il limite di reddito annuo per i lavoratori dipendenti o parasubordinati era stabilito a 8.173,91 euro, mantenendo l&#8217;identica cifra rispetto all&#8217;anno precedente.</p>



<p>Le direttive sono diverse per il 2024, con nuove soglie da rispettare:</p>



<p>&#8211; Il limite di reddito annuo per i lavoratori dipendenti/parasubordinati rimane stabile a 8.173,91 euro per il 2023, senza variazioni rispetto al 2022.</p>



<p>&#8211; Il limite di reddito annuo per i lavoratori autonomi è fissato a 5.500 euro per gli anni 2023 e 2024, senza modifiche rispetto al 2022.</p>



<p>&#8211; Tuttavia, per il 2024, il limite di reddito annuo per i lavoratori dipendenti/parasubordinati è elevato a 8.500 euro.</p>



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		<title>Quando viene erogato il pagamento NASPI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[angelomassaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Apr 2024 01:31:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[Naspi]]></category>
		<category><![CDATA[domanda di disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
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					<description><![CDATA[NASpI: guida completa ai tempi per l’erogazione Nel resoconto annuale del 2023 dell&#8217;INPS emerge che più dell&#8217;80% delle richieste di indennità di disoccupazione NASpI è...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">NASpI: guida completa ai tempi per l’erogazione</h2>



<p>Nel resoconto annuale del 2023 dell&#8217;INPS emerge che<strong> più dell&#8217;80% </strong>delle richieste di indennità di disoccupazione NASpI è stato elaborato<strong> entro 15 giorni dalla presentazione.</strong> Questo dato riflette così l&#8217;efficacia dell&#8217;istituto nel gestire rapidamente le richieste di sostegno finanziario ai disoccupati. Continua a leggere per saperne di più.</p>



<p>Grazie all&#8217;adozione di tecnologie innovative e all&#8217;incremento delle risorse umane, l&#8217;INPS ha ottenuto un notevole successo <strong>nell&#8217;automatizzare l&#8217;elaborazione delle richieste per la NASpI. </strong></p>



<p>Infatti, ben l’ 82% delle domande di prestazioni di disoccupazione presentate nel 2023 è stato liquidato entro 15 giorni, proprio come si può evincere dal recente report sul rendimento dell&#8217;Istituto pubblicato il 4 aprile.</p>



<p>Il report riflette in maniera chiara un quadro positivo delle azioni volte al miglioramento del benessere sociale ed economico dei cittadini che è stato possibile principalmente grazie all’implementazione di nuove tecnologie tra cui è doveroso annoverare il ruolo importante rivestito dall&#8217;intelligenza artificiale.</p>



<p>Ma non solo prestazioni migliori, infatti questo cambio di rotta verso le nuove tecnologie <strong>ha reso più semplice anche l&#8217;accesso ai servizi,</strong> rendendolo più agevole soprattutto tra le fasce di età più avanzate meno avvezze ai sistemi informatici.</p>



<p>Ed a conferma di ciò ci sono dei dati insindacabili in quanto nel corso del 2023, il totale degli accessi effettuati da individui di età superiore ai 65 anni <strong>attraverso i propri SPID, CIE o CNS </strong>è stato di 58 milioni, registrando un significativo aumento di 17 milioni rispetto all&#8217;anno precedente.</p>



<p>Questo trend indica un significativo adattamento delle persone anziane alle nuove tecnologie e una crescente fiducia nell&#8217;utilizzo di strumenti digitali per accedere ai servizi necessari, nonché una effettiva semplificazione dell’accesso ai servizi da parte dell’INPS.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La domanda telematica per ricevere la NASpI</h3>



<p>A partire dal 1° marzo 2024, l&#8217;INPS ha introdotto un&#8217;importante novità per chi necessita di richiedere <strong>l&#8217;indennità di disoccupazione NASpI e DIS-COLL:</strong> la nuova procedura telematica.</p>



<p>Questo cambiamento è stato annunciato attraverso il messaggio n. 804 del 23 febbraio, evidenziando un passaggio significativo verso una modalità esclusivamente digitale per la presentazione delle domande.</p>



<p>L’innovazione è il frutto del successo della fase sperimentale avviata lo scorso anno, durante la quale la piattaforma &#8220;ID 3.0&#8221; ha dimostrato la sua efficacia. </p>



<p><em>Il progetto di &#8220;Reingegnerizzazione della NASpI e DIS-COLL&#8221;, inserito nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), </em>ha visto nella digitalizzazione e semplificazione della pubblica amministrazione un obiettivo prioritario.</p>



<p>Con la nuova procedura, sono state implementate diverse migliorie, tra cui una riorganizzazione modulare dei quadri e una <strong>semplificazione della compilazione del modulo di domanda</strong>. Inoltre, è stata introdotta una nuova schermata di &#8220;Avvisi&#8221; per segnalare agli utenti eventuali criticità durante la procedura.</p>



<p>Per agevolare ulteriormente gli utenti, le <strong>informazioni relative alla posizione dell&#8217;assicurato</strong> sono già precompilate dall&#8217;Istituto, semplificando così il processo di richiesta. </p>



<p>L&#8217;accesso alla procedura avviene attraverso<strong> il sito dell&#8217;INPS, </strong>seguendo un percorso dedicato, e può essere effettuato mediante le credenziali SPID, CIE o CNS.</p>



<p>Sicuramente questa nuova modalità di presentazione delle domande rappresenta un passo avanti verso una pubblica amministrazione più moderna, efficiente e accessibile a tutti, garantendo un servizio più rapido e semplificato per chi si trova in situazione di disoccupazione.</p>



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		<item>
		<title>Badanti e domestici, cosa spetta a Pasqua</title>
		<link>https://www.naspi.biz/badanti-e-domestici-cosa-spetta-a-pasqua/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[angelomassaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Mar 2024 23:31:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[badanti]]></category>
		<category><![CDATA[colf]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
		<category><![CDATA[Naspi]]></category>
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					<description><![CDATA[Colf e badanti: le scadenza di Pasqua e Pasquetta (lunedì dell&#8217;Angelo) Stiamo attraversando un periodo di trambusto, dal punto di vista burocratico ed ordinamentale ultimamente....]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Colf e badanti: le scadenza di Pasqua e Pasquetta (lunedì dell&#8217;Angelo)</h2>



<p>Stiamo attraversando un periodo di trambusto, dal punto di vista burocratico ed ordinamentale ultimamente. Ecco quindi che tra <em>bonus, sussidi ed indennizzi</em>, <strong>i datori di lavoro di colf e badanti (ma anche baby-sitter) </strong>saranno interessati da importanti scadenze. </p>



<p>Non solo dovranno conteggiare certificazioni della retribuzione, ma anche<strong> feste di Pasqua</strong> e tanto altro ancora per stabilire <strong>come pagare i collaboratori domestici.</strong></p>



<p>Non a caso, l&#8217;Associazione che unisce i datori di lavoro, ha spiegato nel dettaglio come si evolveranno le cose in questi giorni. Entro aprile, chi ha assunto badanti, colf e baby-sitter, pur non essendo sostituto di imposta, dovrà <strong>presentare una dichiarazione attestante l&#8217;importo totale delle somme versate nell&#8217;anno </strong>precedente. </p>



<p>Tale documento sarà <strong>utile ai lavoratori durante la dichiarazione dei redditi.</strong> Questa dichiarazione fungerà in un certo senso da certificazione unica.</p>



<p>E a proposito di scadenze, <strong>il 10 aprile sarà l&#8217;ultimo giorno per effettuare il versamento trimestrale </strong>dei contributi previdenziali INPS, per tutte le attività lavorative erogate da Gennaio a Marzo 2021. </p>



<p>Sempre in data 10 aprile, andranno versati anche i <strong>contributi di assistenza del contratto CASSACOLF,</strong> con codice F2. A partire dal 1 gennaio 2021 infatti, è entrata in vigore la nuova tariffa di 6 centesimi per ogni ora lavorata, di cui 2 centesimi sono a carico del lavoratore. </p>



<p>Questo almeno è quanto stabilito dal <strong>nuovo CCNL de settore</strong> (che ha subito le recenti modifiche in data 8 settembre 2020). Inoltre dal mese di febbraio sono altresì subentrate altre novità circa le<em> modalità di pagamento.</em></p>



<p>Non funziona più il sistema online tramite la convenzione reti amiche che è stato sostituito da <strong>pagoPA</strong> (pagamento online pagoPA e avviso di pagamento pagoPA).</p>



<p>Per quel che concerne le feste che sono cadute nel mese di aprile, <strong>il contratto nazionale per colf e badanti</strong> ha riconosciuto sia il<strong> lunedì di Pasquetta</strong> che il <strong>25 Aprile</strong>, quale giornata di anniversario della Liberazione. </p>



<p>Qualora<em> in questi due giorni</em> il badante dovesse essere chiamato a lavorare,<strong> andrà ad incassare </strong>una<strong> <a href="https://avvocatomassaro.net/wp/badanti-pasqua-e-pasquetta-con-maggiorazione-o-riposo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">maggiorazione ulteriore del 60% sullo stipendio</a>. </strong></p>



<p>In caso contrario, il collaboratore domestico dovrà osservare<em> un completo riposo, </em>fermo restando l’obbligo di corrispondergli la normale retribuzione: <strong>ai lavoratori assunti ad ore spetterà 1/6 dell’orario settimanale</strong> indipendentemente dal fatto che in tali giornate fosse prevista o meno la prestazione.</p>



<p>Questo vuol dire che i collaboratori domestici che vivono con le famiglie datrici, <strong>avranno diritto a recuperare il mancato giorno di riposo in un&#8217;altra giornata</strong>. In alternativa, gli spetterà un pagamento di 1/26 della retribuzione complessiva di fatto. Nella domenica di Pasqua, dovrà essere solo osservato un giorno di riposo ma non rientra tra le festività retribuite.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Assegno di inclusione ADI</title>
		<link>https://www.naspi.biz/assegno-di-inclusione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[angelomassaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jan 2024 09:51:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[assegno di inclusione]]></category>
		<category><![CDATA[ADI]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
		<category><![CDATA[Naspi]]></category>
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					<description><![CDATA[Assegno di inclusione: la guida definitiva Il Decreto Lavoro 2023, detto anche D.L. 4 maggio 2023, n. 48, convertito in Legge 3 luglio 2023, n....]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><a></a>Assegno di inclusione: la guida definitiva</h2>



<p><em>Il Decreto Lavoro 2023, detto anche D.L. 4 maggio 2023, n. 48, convertito in Legge 3 luglio 2023, n. 85, ha previsto nuove disposizioni per promuovere l&#8217;inclusione sociale e lavorativa, tra cui la creazione dell&#8217;Assegno di inclusione. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.</em></p>



<h3 class="wp-block-heading"><a></a>Cos’è l’assegno di inclusione</h3>



<p>A partire dal primo gennaio 2024, l&#8217;<strong>Assegno di inclusione</strong> sarà concesso come forma di supporto finanziario per favorire l&#8217;inclusione sociale e professionale. Questo beneficio è subordinato al soddisfacimento di requisiti legati a residenza, cittadinanza, e soggiorno, oltre alla valutazione economica basata sull&#8217;Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE). </p>



<p>La concessione dipende anche dalla situazione reddituale del beneficiario e della sua famiglia, richiedendo l&#8217;adesione a un percorso personalizzato finalizzato all&#8217;attivazione e all&#8217;inclusione sociale e lavorativa. In sintesi, l&#8217;Assegno di inclusione mira a sostenere chi ne ha diritto attraverso criteri di eleggibilità ben definiti e un percorso personalizzato.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><a></a>A chi è rivolto</h3>



<p>L&#8217;<strong>Assegno di inclusione</strong> è un aiuto destinato sostanzialmente alle famiglie che includono almeno un membro in situazioni specifiche quali disabilità, età minore di 18 anni, età superiore ai 60 anni o svantaggio sociale con partecipazione a programmi di cura certificati dalla pubblica amministrazione.</p>



<p>L’<strong>importo </strong>del beneficio dipende dalla scala di equivalenza che considera i membri della famiglia nelle condizioni sopra citate. Inoltre, si tiene conto di chi svolge compiti di cura, specialmente quando ci sono bambini di età inferiore ai 3 anni, tre o più figli minorenni o membri con disabilità o non autosufficienti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><a></a>Quali sono i requisiti per presentare la domanda</h2>



<p>Per ottenere l&#8217;Assegno di inclusione, il richiedente deve soddisfare vari <strong>requisiti</strong>, che possono essere suddivisi in categorie specifiche.</p>



<p><strong>Requisiti di cittadinanza, residenza e soggiorno</strong>:</p>



<p>Il richiedente deve essere un cittadino europeo o un familiare di un cittadino europeo con diritto di soggiorno o permanente, oppure un <strong>cittadino di un paese terzo con permesso di soggiorno UE</strong> per soggiornanti di lungo periodo o con <strong>status di protezione internazionale</strong>. </p>



<p>Per un approfondimento sull&#8217;<strong><a href="https://portaleimmigrazione.eu/assegno-inclusione-2024/">assegno di inclusione per stranieri</a></strong>.</p>



<p>La residenza in Italia è obbligatoria per almeno cinque anni, di cui gli ultimi due in modo continuativo.</p>



<p><strong>Requisiti soggettivi</strong>:</p>



<p>Il richiedente <strong>non deve essere soggetto a misure cautelari personali o di prevenzione, </strong>né avere sentenze definitive di condanna nei 10 anni precedenti la richiesta.</p>



<p><strong>Requisiti economici</strong>:</p>



<p>Il nucleo familiare del richiedente deve possedere un ISEE valido non superiore a 9.360 euro e un reddito familiare inferiore a una specifica soglia, calcolata in base al parametro della scala di equivalenza e differenziata per situazioni specifiche.</p>



<p><strong>Requisiti patrimoniali</strong>:</p>



<p>Per ottenere l&#8217;Assegno di inclusione, il richiedente deve rispettare requisiti patrimoniali specifici. Il patrimonio immobiliare, esclusa la casa (limite: 150.000 euro), non deve superare i 30.000 euro. Il patrimonio mobiliare complessivo deve rimanere entro i 6.000 euro, con incrementi di 2.000 euro per ogni componente del nucleo familiare aggiuntivo, fino a 10.000 euro. </p>



<p>Questi limiti aumentano ulteriormente in presenza di minorenni o membri con disabilità. Nessun componente può possedere veicoli immatricolati nei 36 mesi precedenti, eccetto veicoli agevolati per disabilità. Inoltre, nessun componente può possedere navi, imbarcazioni da diporto o aeromobili.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><a></a>La scala di equivalenza</h3>



<p>Il<strong> coefficiente di equivalenza </strong>parte da 1 per il nucleo familiare e può salire fino a 2,2, con un ulteriore aumento a 2,3 se ci sono membri con gravi disabilità o non autosufficienza:</p>



<ul>
<li>Ogni componente con disabilità o non autosufficiente contribuisce con 0,5.</li>



<li>Componenti sopra i 60 anni aggiungono 0,4 ciascuno.</li>



<li>Un maggiorenne con incarichi di cura specifici, come definiti dalla legge, apporta 0,4.</li>



<li>Ogni adulto con gravi difficoltà bio-psico-sociali e in programmi assistenziali certificati aggiunge 0,3.</li>



<li>Ogni bambino fino a due anni conta 0,15, con ulteriori 0,1 per ogni successivo al secondo.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><a></a>A quanto ammonta e come viene erogato</h3>



<p>L&#8217;Assegno di inclusione fornisce un sostegno finanziario, aggiungendo fino a 6.000 euro o 7.560 euro annui in condizioni specifiche al reddito familiare e si può anche ottenere un extra per l&#8217;affitto, fino a 3.360 euro o 1.800 euro annui nelle circostanze indicate.</p>



<p>Questa somma aggiuntiva non influisce sulla soglia di reddito familiare.</p>



<p>Il beneficio non sarà mai inferiore a 480 euro annui e viene erogato ogni mese per un massimo di 18 mesi, rinnovabile per ulteriori 12 mesi con una pausa di un mese tra i periodi. Il denaro viene distribuito attraverso una &#8220;<strong>Carta di inclusione</strong>&#8220;, una carta elettronica ricaricabile, che può anche essere utilizzata per prelievi di contante e bonifici mensili per l&#8217;affitto.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><a></a>Come richiederlo</h3>



<p>Per richiedere l&#8217;Assegno di inclusione, è necessario procedere attraverso la <strong>modalità telematica</strong> presso l&#8217;INPS. L&#8217;INPS verifica il possesso dei requisiti e delle condizioni necessarie e, una volta confermata la validità della richiesta, procede al riconoscimento del beneficio. </p>



<p>In alternativa, è possibile presentare la richiesta tramite i <strong>patronati e i centri di assistenza fiscale (CAF) </strong>previa stipula di una convenzione con l&#8217;INPS. In entrambi i casi, l&#8217;ente previdenziale svolge un ruolo cruciale nella valutazione e nell&#8217;approvazione delle richieste di Assegno di inclusione.</p>



<p>Per ottenere il beneficio economico, è necessario registrarsi presso il sistema informativo per l&#8217;inclusione sociale e lavorativa (SIISL) e stipulare un <strong>patto di attivazione digitale</strong>. </p>



<p>Il beneficio ha inizio dal mese successivo alla sottoscrizione del patto di attivazione digitale da parte del richiedente e dopo la sottoscrizione i membri del nucleo familiare che beneficiano dell&#8217;assegno devono partecipare a un percorso di inclusione7u.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><a></a>Cosa accade se si inizia a lavorare</h2>



<p>Quando un membro del nucleo familiare inizia un <strong>lavoro dipendente</strong>, è importante prima di tutto notare che l&#8217;aumento di reddito fino a 3.000 euro lordi annui non influisce sull&#8217;Assegno di inclusione. Questo implica che, fino a tale soglia, il beneficio rimane invariato. </p>



<p>Tuttavia, se il reddito supera questa cifra, la parte eccedente contribuirà al calcolo del beneficio a partire dal mese successivo alla variazione.</p>



<p>È essenziale comunicare all&#8217;INPS l&#8217;avvio di un&#8217;attività lavorativa entro 30 giorni dalla sua data di inizio, pena la sospensione del beneficio per un massimo di tre mesi. Inoltre, se la comunicazione non avviene entro questo periodo, il diritto al beneficio decade.</p>



<p>Anche l’avvio di un&#8217;impresa o di un <strong>lavoro autonomo </strong>deve essere comunicato alla stessa INPS ma entro il giorno precedente all&#8217;inizio dell&#8217;attività, altrimenti si rischia di perdere il beneficio. Tuttavia, a titolo di incentivo, il beneficio rimane invariato per le due mensilità successive al cambiamento nella situazione occupazionale.</p>



<p>Inoltre, il reddito del beneficiario viene aggiornato ogni trimestre, e il beneficiario è tenuto a comunicare il reddito entro 15 giorni dalla fine di ogni trimestre.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><a></a>L’obbligo di istruzione</h3>



<p>Per chi ha tra 18 e 29 anni e non ha completato l&#8217;istruzione, il patto di inclusione richiede l&#8217;impegno all&#8217;iscrizione e alla frequenza di corsi per adulti o equivalenti, pena la perdita del beneficio. Inoltre, il nucleo familiare perde il diritto al trasferimento dell&#8217;Assegno di inclusione se non viene documentato l&#8217;adempimento dell&#8217;obbligo di istruzione per i minori all&#8217;interno del patto per l&#8217;inclusione.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><a></a>I percorsi di inclusione</h3>



<p>I beneficiari devono recarsi ai servizi sociali entro 120 giorni dalla firma del patto di attivazione digitale, poi ogni 90 giorni, <strong>pena la sospensione del beneficio.</strong> A questo punto sono i servizi sociali a valutare i bisogni della famiglia per il patto di inclusione.</p>



<p>I membri tra 18 e 59 anni, attivabili al lavoro, firmano un patto di servizio entro 60 giorni dall&#8217;avvio al centro per l&#8217;impiego dove poi dovranno recarsi ogni 90 giorni per aggiornamenti. Sono esclusi dal percorso i beneficiari con pensione o oltre 60 anni, disabilità, oncologia, specifici carichi di cura, o inseriti in percorsi di protezione contro la violenza di genere. Tuttavia, chi ha disabilità o oltre 60 anni può richiedere un percorso volontario di accompagnamento al lavoro o all&#8217;inclusione sociale.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><a></a>Le offerte di lavoro</h3>



<p>Il membro del nucleo familiare che riceve l&#8217;Assegno di inclusione e può lavorare deve <strong>accettare un&#8217;offerta di lavoro</strong> con queste caratteristiche:</p>



<ul>
<li>Il lavoro è a tempo indeterminato e non ha limiti di distanza nel paese. Se ci sono figli sotto i 14 anni nel nucleo familiare, anche se i genitori sono separati, l&#8217;offerta va accettata se il luogo di lavoro è entro 80 chilometri dal domicilio o raggiungibile entro 120 minuti con i mezzi pubblici.</li>



<li>Il lavoro è a tempo pieno o almeno al 60% dell&#8217;orario a tempo pieno.</li>



<li>La paga non è inferiore ai minimi salariali stabiliti dai contratti collettivi.</li>



<li>Il lavoro può essere a tempo determinato, anche tramite somministrazione, se il luogo di lavoro è entro 80 chilometri dal domicilio o raggiungibile entro 120 minuti con i mezzi pubblici.</li>
</ul>



<p>Inoltre, i datori di lavoro privati che assumono beneficiari dell&#8217;Assegno di inclusione con contratti a tempo indeterminato, anche a tempo parziale o tramite apprendistato, ricevono uno sconto del 100% sui contributi previdenziali per ogni lavoratore per un massimo di 12 mesi. Questo esonero si applica a tutti i contributi, ad eccezione di quelli dovuti all&#8217;INAIL, fino a un massimo di 8.000 euro all&#8217;anno, calcolato e applicato mensilmente.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><a></a>Quando si decade dal beneficio</h3>



<p>Attenzione però perché il beneficio economico può essere revocato nel caso in cui uno dei suoi membri non adempia a determinati obblighi. Ad esempio, se un componente:</p>



<p>&#8211; Non si presenta nei tempi previsti ai servizi sociali o al servizio per il lavoro senza giustificato motivo.</p>



<p>&#8211; Non firma il patto per l&#8217;inclusione o il patto di servizio personalizzato, tranne nei casi di esonero.</p>



<p>&#8211; Non partecipa a iniziative formative o di riqualificazione, non rispetta gli impegni concordati con i servizi sociali o non segue regolarmente un percorso di istruzione per adulti.</p>



<p>&#8211; Rifiuta un&#8217;offerta di lavoro conforme all&#8217;articolo 9 del D.L. Lavoro 2023.</p>



<p>&#8211; Non rispetta le disposizioni dell&#8217;articolo 3 o fornisce informazioni false per ottenere un beneficio maggiore.</p>



<p>&#8211; Non presenta una Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) aggiornata in caso di cambiamenti nel nucleo familiare.</p>



<p>&#8211; Viene sorpreso durante ispezioni svolgere lavoro senza le comunicazioni prescritte.</p>
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		<title>Naspi, la disoccupazione dopo quanti mesi di lavoro ?</title>
		<link>https://www.naspi.biz/naspi-la-disoccupazione-dopo-quanti-mesi-di-lavoro/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[angelomassaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Dec 2023 17:05:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[domanda di disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
		<category><![CDATA[Naspi]]></category>
		<category><![CDATA[durata minima lavorativa]]></category>
		<category><![CDATA[Mini Aspi]]></category>
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					<description><![CDATA[Naspi, la disoccupazione tocca anche a chi ha lavorato pochi&#160;mesi Le regole per la Naspi, il nuovo assegno di disoccupazione, estendono il diritto anche a...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><span style="color: #000000;">Naspi, la disoccupazione tocca anche a chi ha lavorato pochi&nbsp;mesi</span></h2>



<p><span style="color: #000000;">Le <strong>regole per la Naspi</strong>, il nuovo assegno di disoccupazione, estendono il diritto anche a chi abbia lavorato poco durante l’ultimo anno. Ecco quali sono i criteri da rispettare</span></p>



<p class="has-very-dark-gray-color has-very-light-gray-background-color has-text-color has-background"><span style="color: #000000;">La <strong>Naspi</strong>, il <strong>nuovo sussidio di disoccupazione,</strong> può essere erogata anche a chi abbia lavorato soltanto per due mesi in un anno, sempre che si possa dimostrare di avere <strong>nei quattro anni</strong> precedenti <strong>almeno 13 settimane</strong> (ossia 3 mesi) di contributi.</span></p>



<p><span style="color: #000000;">In questo caso, basteranno <strong>30 giorni di lavoro nell’ultimo anno</strong> per avere diritto alla Naspi.</span><br><span style="color: #000000;"> Il <strong>sussidio per la disoccupazione</strong> però <em>non ha una cifra fissa</em>, ma varia a seconda delle settimane di contributi accreditate.</span></p>



<p><span style="color: #000000;">Infatti ha una durata pari alla metà delle settimane contribuite e <strong>quindi in pratica chi raggiunge il minimo di 13 settimane</strong> (3 mesi di contributi) <strong>ha diritto alla Naspi per 45 giorni.</strong> </span></p>



<p><span style="color: #000000;">Inoltre per la Naspi <strong>non contano le settimane </strong>di contributi che hanno già generato <strong>un altro sussidio</strong> di disoccupazione.</span></p>



<p><span style="color: #000000;">Quindi chi ha lavorato almeno un mese nel corso dell’anno e possiede complessivamente nei 4 anni precedenti <em>solo 13 settimane</em> di contributi <strong>potrebbe non aver diritto all&#8217;assegno</strong> <span style="text-decoration: underline;">se una di queste settimane è stata utilizzata per un’altra indennità di disoccupazione</span>, indipendentemente dal fatto che sia <strong>Aspi, Mini Aspi</strong>, o le altre vecchie forme di sussidio che erano previste in precedenza.</span></p>



<p><span style="color: #000000;">Inoltre per avere diritto alla Naspi e a quello che ne consegue, <strong>il lavoratore non dovrà essersi dimesso</strong>, a meno che non possa dimostrare di averlo fatto<strong> per giusta causa</strong> oppure che sia avvenuto <strong>durante il periodo garantito di maternità</strong>, visto che questi casi sono comunque considerati <em>come perdita involontaria dell’occupazione.</em></span></p>



<p><span style="color: #000000;">Ed è bene ricordare che la <strong>domanda per accedere alla Naspi</strong> ha anche una scadenza. Andrà presentata al massimo <em><strong>entro 67 giorni</strong> <a style="color: #000000;" href="https://www.naspi.biz/naspi-e-licenziamento-disciplinare-spetta-lindennita/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">dalla data del licenziamento o dalla perdita dell’impiego</a></em>, altrimenti se ne perde il diritto.</span></p>



<p><span style="color: #000000;">La <strong>domanda di Naspi</strong> può essere inoltrata sia dal diretto interessato, tramite il sito dell’Inps o il contact center dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, oppure ancora tramite un qualsiasi patronato riconosciuto.</span></p>



<p>Approfondimenti : <a href="https://www.naspi.biz/naspi-per-colf-e-badanti-bastano-cinque-settimane-di-lavoro/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Naspi, Per Colf E Badanti Bastano Cinque Settimane Di Lavoro</a> &#8211; <a href="https://www.naspi.biz/naspi-e-nuovo-impiego-si-puo-perdere-il-sussidio/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">NaSpI E Nuovo Impiego: Si Può Perdere Il Sussidio ?</a></p>


<p>[contact-form-7 id=&#8221;19&#8243; title=&#8221;Modulo di contatto 1&#8243;]</p>



<p><script>// <![CDATA[ (function(i,s,o,g,r,a,m){i['GoogleAnalyticsObject']=r;i[r]=i[r]||function(){ (i[r].q=i[r].q||[]).push(arguments)},i[r].l=1*new Date();a=s.createElement(o), m=s.getElementsByTagName(o)[0];a.async=1;a.src=g;m.parentNode.insertBefore(a,m) })(window,document,'script','//www.google-analytics.com/analytics.js','ga'); ga('create', 'UA-65296837-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); // ]]&gt;</script></p>
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		<title>Bonus bollette 2023</title>
		<link>https://www.naspi.biz/bonus-bollette-2023/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[angelomassaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Apr 2023 15:22:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[bonus 200 euro]]></category>
		<category><![CDATA[bonus benzina]]></category>
		<category><![CDATA[bonus carburante]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
		<category><![CDATA[Naspi]]></category>
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					<description><![CDATA[Bonus sociale bollette 2023: cosa è, a chi spetta, come ottenerlo Fra gli aiuti del governo per le famiglie e le persone più bisognose per...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Bonus sociale bollette 2023: cosa è, a chi spetta, come ottenerlo</h2>



<p>Fra gli aiuti del governo per le famiglie e le persone più bisognose per il 2023, c’è anche il c.d. bonus sociale bollette, già previsto precedentemente e rinnovato anche per quest’anno. </p>



<p>Si tratta di un bonus che viene riconosciuto sulla base dell’ISEE alle persone in difficoltà, sotto forma di sconto in fattura bolletta: un modo come un altro per cercare di sostenere le famiglie nei confronti dei rincari delle bollette di luce e di gas e delle speculazioni di mercato.</p>



<p>Il bonus sociale bollette luce e gas è stato rinnovato anche per il 2023 fino a giugno, previsto per le famiglie numerose con ISEE fino a 30mila euro. Ma in che cosa consiste? Chi lo può chiedere, con quali requisiti, e come si ottiene il bonus sociale bollette 2023?</p>



<h3 class="wp-block-heading">A chi spetta il bonus sociale bollette</h3>



<p>Il bonus sociale bollette 2023 è un bonus che spetta ai sementì soggetti:<br>• persone che hanno già accesso al reddito di cittadinanza o alla pensione di cittadinanza;<br>• persone con ISEE fino a 15mila euro;<br>• famiglie numerose (con almeno 4 figli) con ISEE fino a 30mila euro.</p>



<p>Il bonus sociale bollette per il 2023 ammonta per chi ha ISEE sotto 9.530 euro, per famiglie da una o due persone, a 49,94 euro; per famiglie di 3-4 persone, a 59,15 euro; per famiglie con più di 4 persone, a 64,61 euro.</p>



<p>Se l’ISEE è fra 9.530 e 15mila euro, lo sconto è di 39,13 euro, per famiglie fino a due persone; 48,23 euro per famiglie di 3-4 persone e 52,78 euro per famiglie con più di 4 persone.</p>



<p>Vi sono sconti che dipendono anche dalla fascia climatica di appartenenza delle famiglie e dalla loro composizione numerica (sconto gas e acqua calda in fattura).</p>



<p>Ricordiamo che una forma speciale di bonus sociale bollette è previsto anche per le persone che per motivi di salute utilizzano macchinari medici che hanno un alto consumo elettrico (si tratta dei macchinari indicati nel decreto ministeriale del 2011). Si tratta del c.d. bonus sociale per disagio fisico, non ha soglia ISEE e quindi chiunque può chiederlo, ma bisogna fare apposita richiesta al Comune con certificazione ASL sulla necessità di utilizzo dei macchinari.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Come chiedere il bonus sociale bollette</h3>



<p>La richiesta del bonus sociale bollette 2023 non ha particolari formalità. Tutto ciò che bisogna fare infatti è presentare la dichiarazione ISEE che deve avere il requisito previsto dalla norma: se si ha questo requisito il bonus è riconosciuto in bolletta sotto forma di sconto in fattura diretto, senza dover fare nient’altro.<br>Basta quindi chiedere il calcolo ISEE presso i CAF per poter ottenere questo contributo.</p>
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		<title>Come fare la domanda di disoccupazione Naspi</title>
		<link>https://www.naspi.biz/come-fare-la-domanda-di-disoccupazione-naspi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[angelomassaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Apr 2023 23:38:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[Naspi]]></category>
		<category><![CDATA[domanda di disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[durata minima lavorativa]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
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					<description><![CDATA[L’indennità a sostegno del reddito, o meglio la disoccupazione, è un contributo che eroga l’Inps a tutti i cittadini che hanno terminato il loro rapporto...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>L’indennità</strong> a sostegno del reddito, o meglio<strong> la disoccupazione</strong>, è un contributo che eroga l’Inps a tutti i cittadini che hanno terminato il loro rapporto di lavoro per <strong>licenziamento o dimissioni per giusta causa. </strong></p>



<p>La domanda può essere presentata da un organizzazione sindacale, che vi guiderà nella <strong>compilazione della domanda,</strong> o può essere inviata direttamente online. </p>



<p>In quest’ultimo caso prima di inviare la domanda dovrete effettuare la registrazione sul sito dell’Inps e ricevere <strong>il Pin Dispositivo</strong>, di cui metà verrà inviato via mail e l’altra metà per posta, o <strong>SPID.</strong></p>



<p>Di seguito come fare la domanda di disoccupazione, i requisiti necessari e la durata dell’indennità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I requisiti per la domanda di disoccupazione</h2>



<p class="has-background" style="background-color:#f6f6f6">I requisiti per fare domanda sono: <strong>avere trenta giorni di lavoro effettivo</strong> nei 12 mesi che precedono l’inizio del nostro stato di disoccupazione<strong> e 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni. </strong></p>



<p>Ne possono beneficiare anche<strong> apprendisti </strong>e dipendenti a tempo determinato delle pubbliche amministrazioni, oltre ovviamente a ai lavoratori dipendenti. </p>



<p>L’indennità non viene erogata ad operai agricoli, dipendenti delle pubbliche amministrazioni a tempo indeterminato e i lavoratori extracomunitari stagionali. </p>



<p>Inoltre, la disoccupazione naspi vi spetta in tre casi:<em> stato di disoccupazione involontario, requisito contributivo e requisito lavorativo.</em></p>



<p>Il primo riguarda<strong> il licenziamento da parte del datore di lavoro </strong>o comunque un evento che ha causato la perdita involontaria del lavoro, il secondo riguarda i contributi che devono essere<strong> pari ad almeno tredici settimane nei quattro anni antecedenti alla richiesta di Naspi</strong>, mentre l’ultimo vi farà accedere alla prestazione con 30 giorni di lavoro effettivo nel mese precedente alla domanda di disoccupazione.</p>



<p>Ricapitolando, <strong>se date le dimissioni non avrete mai accesso alla prestazione</strong> mentre se siete stati licenziati o avete perso involontariamente il posto di lavoro potrete presentare la domanda. </p>



<p>Nel caso in cui siete momentaneamente disoccupati ma avete 30 giorni di lavoro effettivo nell’ultimo mese o 13 settimane di contributi utili, potrete ugualmente richiedere la Naspi.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il procedimento per la domanda di disoccupazione</h3>



<p>Per fare la domanda di disoccupazione dovete collegarvi con il vostro account al sito dell’Inps e cercare la voce <strong>“Domande per prestazioni a sostegno del reddito”</strong> nella barra di ricerca. </p>



<p>Dopodiché cliccate sulla scheda con scritto servizio (di colore viola) e vi apparirà una nuova finestra. Sulla sinistra avrete il menù a tendina dove dovrete selezionare <strong>“Naspi”. </strong></p>



<p>Continuate su <strong>“Invio Domanda”</strong> e inserite i dati richiesti, compilate la sezione<strong> “Ultima posizione lavorativa”</strong> inserendo anche la matricola o il codice fiscale dell’azienda in cui avete lavorato. </p>



<p>Nel sito dovrebbe già essere memorizzata la matricola aziendale che potete trovare anche nell’estratto conto contributivo o più semplicemente in una vostra busta paga sotto la suddetta voce. </p>



<p>A questo punto continuate cliccando sul bottone avanti e confermate l’invio. La vostra domanda sarà elaborata e da questo momento potrete seguirne gli sviluppi nella sezione <strong>“Fascicolo previdenziale del cittadino”.</strong></p>



<h3 class="wp-block-heading">Modalità di pagamento domanda di disoccupazione</h3>



<p class="has-very-light-gray-background-color has-background" style="background-color:#f6f6f6">La prestazione viene erogata per un numero di giorni pari alla metà del numero di giorni lavorati,<strong> l’importo invece sarà pari al 75% della vostra retribuzione media imponibile. </strong></p>



<p>Entrambi possono essere calcolati partendo dagli ultimi quattro anni antecedenti la vostra richiesta, ovviamente una volta erogata non potrete più chiedere un calcolo per i contributi che avete giù usato.</p>



<p>Per fare un esempio, se avete un anno di contributi riceverete la prestazione per la metà dei giorni che avete lavorato (in questo caso 6 mesi) con una retribuzione pari al 75% della media mensile che avete guadagnato durante l’anno. </p>



<p>Quindi se avete guadagnato per 10 mesi 1000 € e per 2 mesi invece avete guadagnato 2000 €, in totale sono 14000 € in un anno. Dividete 14000 € per 12 mesi ed il risultato sarà la vostra media mensile (1166,66 €)</p>



<h3 class="wp-block-heading">Nuova Procedura di invio domanda NASpI</h3>



<p>Il <strong>nuovo servizio di presentazione </strong>della domanda è accessibile, direttamente dal <em>sito internet www.inps.it </em>attraverso il seguente percorso: </p>



<p>“Sostegni, Sussidi e Indennità” &gt; “Per disoccupati” &gt; “NASpI: indennità mensile di disoccupazione” &gt; “Utilizza il servizio” &gt; “Naspi” &gt; “<strong>Nuova Procedura di invio domanda NASpI</strong>” </p>



<p>Autenticandosi con la propria identità digitale di tipo <strong>SPID</strong> (Sistema Pubblico di Identità Digitale) almeno di Livello 2, <strong>CNS</strong> (Carta Nazionale dei Servizi) <strong>o CIE </strong>(Carta di Identità Elettronica).</p>



<p>Il <strong>modulo di domanda NASpI</strong>, con l’esemplificazione dei dati da inserire e la precompilazione delle informazioni già in possesso dell’Inps, rendono più semplice l&#8217;inserimento.</p>



<p>Aggiunti anche gli <strong>“Avvisi” </strong>che su controlli automatici alle dichiarazioni rese dall’assicurato all’interno della domanda evidenziano le criticità.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Lavoro in nero sanzioni per il lavoratore disoccupato che percepisce la naspi</title>
		<link>https://www.naspi.biz/lavoro-in-nero-sanzioni-per-il-lavoratore/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[angelomassaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Mar 2023 22:33:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[jobs act]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro nero]]></category>
		<category><![CDATA[Naspi]]></category>
		<category><![CDATA[assegno di disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[domanda di disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[sanzioni lavoro nero]]></category>
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					<description><![CDATA[Lavoro in nero: quando rischia anche il lavoratore ? Notoriamente, in caso in cui un datore di lavoro assuma un lavoratore in nero, senza pagargli...]]></description>
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<h2 class="wp-block-heading">Lavoro in nero: quando rischia anche il lavoratore ?</h2>



<p>Notoriamente, in caso in cui un datore di lavoro assuma un lavoratore in nero,<strong> senza pagargli i contributi,</strong> rischia delle sanzioni elevate.</p>



<p>La legge è particolarmente severa nei confronti dei datori di lavoro che assumano persone senza assicurarle e pagare loro i contributi. Ma una domanda che ci si può porre è: sono previste<strong><a href="https://avvocatomassaro.net/wp/lavoro-nero-sanzioni-e-jobs-act/" target="_blank" rel="noopener"> sanzioni anche per il lavoratore in nero</a>&nbsp;</strong>?</p>



<p>In linea di massima, la risposta è negativa. Infatti in generale il lavoratore è ritenuto dal legislatore la ‘parte debole’ del contratto, e di conseguenza in genere non viene punito: anzi, spesso la legge stessa <strong>prevede la sua assunzione obbligatoria da parte del datore di lavoro.</strong></p>



<p>La norma introdotta dal decreto legislativo numero 151 del 2015 prevede delle sanzioni pesanti, anche fino a 36mila euro per ogni lavoratore in nero, in capo al datore di lavoro.</p>



<p>In questo caso potremmo dire che il lavoratore riceve solamente<strong> vantaggi dalla regolarizzazione della sua posizione</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Tuttavia esiste almeno un caso nel quale il lavoratore in nero rischia delle sanzioni.</h3>



<p>In particolare, ciò avviene nel caso in cui il lavoratore in nero abbia dichiarato alle autorità il proprio stato di <strong>disoccupazione</strong> o, peggio ancora, <strong>percepisca anche una indennità</strong>. In un caso simile, se vengono effettuati gli opportuni controlli e si scopre che<strong> il lavoratore che si dichiara disoccupato e percepisce</strong> anche, nel caso, la pensione apposita in realtà è <strong>impiegato in nero</strong>, le autorità sono tenute a segnalare il lavoratore stesso.</p>



<p>Il lavoratore in nero che abbia comunicato al <strong>centro per l’impiego oppure all’INPS il proprio stato di disoccupato</strong>, ma che invece risulti <a rel="noopener" href="https://fest-del-lavo.blogspot.it/2016/02/lavoro-nero-in-italia-e-festa-lavoro.html" target="_blank"><strong>occupato in nero</strong></a>, rischia una <strong>condanna per falsità ideologica</strong> commessa da privato in atto pubblico (ai sensi dell’<strong>articolo 483 del codice penale</strong>). Tale norma prevede una pena fino a due anni di reclusione.</p>



<p>Invece se il lavoratore in nero, oltre che ad aver dichiarato di essere <strong>disoccupato, percepisca anche una indennità di disoccupazione, ovvero usufruisca di altre agevolazioni o ammortizzatori sociali,</strong> egli rischia la condanna per <strong>indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato,</strong> reato contemplato dall’articolo 316 ter del Codice Penale. Questa norma prevede la reclusione da sei mesi ad un massimo di tre anni.</p>



<p>Se la somma che si ha <strong>percepito indebitamente</strong> risulta pari, o minore di 3.999,96 euro, allora il lavoratore in nero se la cava col pagamento di una somma di denaro che va da 5.164 euro fino ad un massimo di 25.822 euro.</p>



<p>Ovviamente oltre alla reclusione o alla sanzione, si decade dalla percezione dell’indennità <strong>e si dovrà restituire l’indebito all’Ente erogatore,</strong> che può riservarsi di chiedere<strong> il risarcimento del danno.</strong></p>



<h4 class="wp-block-heading">Le Vostre domande</h4>



<p>La badante che lavorava per mia madre tornerà definitivamente a casa sua in Romania ma, grazie ad una persona compiacente che le <strong>permette di mantenere la residenza in Italia</strong>, chiederà la <strong>disoccupazione</strong>. Come posso evitare questo illecito?</p>



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		<title>Naspi, per colf e badanti bastano cinque settimane di lavoro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[angelomassaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Mar 2023 06:13:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[badanti]]></category>
		<category><![CDATA[colf]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
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					<description><![CDATA[Naspi, per collaboratori familiari&#160;sono sufficienti&#160;5&#160;settimane A fine 2015 l’Inps ha corretto una precedente interpretazione più restrittiva : per accedere alla Naspi saranno sufficienti cinque settimane...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Naspi, per collaboratori familiari&nbsp;sono sufficienti&nbsp;5&nbsp;settimane</h2>



<p>A fine 2015 <strong>l’Inps</strong> ha corretto una precedente interpretazione più restrittiva : per <strong>accedere alla Naspi</strong> saranno sufficienti cinque settimane di contributi in 12 mesi</p>



<p>Il <strong>diritto alla Naspi,</strong> l’assegno di disoccupazione che interessa molte categorie di lavoratori, tocca anche alle badanti, alle <strong>colf e alle babysitter</strong> che rimangono senza un’occupazione, a patto che si rispettino i requisiti necessari introdotti con la riforma del Jobs Act.</p>



<p>Il primo e fondamentale è quello, oltre al fatto di essere stati licenziati, anche di aver versato <strong>contributi per almeno 13 settimane</strong> nel corso degli ultimi 4 anni ma anche potere dimostrare di aver <strong>lavorato per almeno 30 giorni nei dodici mesi precedenti</strong> la perdita del lavoro.</p>



<p>Un calcolo che per questi lavoratori non è sempre facile perché anche se sono assunti regolarmente, al loro datore spetta soltanto dichiarare <strong>all’Inps le ore lavorate</strong> nel corso della settimana e non su quanti giorni siano state distribuite.</p>



<p>Così nell’estate del 2015 <em>la stessa Inps aveva previsto una discriminante legata alle ore e non ai giorni</em>, tanto che alla Naspi avrebbe avuto diritto soltanto chi nei dodici mesi precedenti il licenziamento poteva dimostrare di aver lavorato almeno per 5 settimane con un minimo di ore lavorate per ciascuna settimana pari a 24.</p>



<p>Un numero di ore che in realtà interessa secondo le stime solo due terzo di colf,<strong> badanti e babysitter</strong> e quindi avrebbe creato discriminazioni.</p>



<p>Ecco perché le associazioni di categoria avevano protestato, visto che molte lavoratrici sarebbero rimaste senza una copertura in caso di<span style="color: #000000;"><strong> <a style="color: #000000;" href="http://www.licenziamento.eu/" target="_blank" rel="noopener">licenziamento</a></strong></span>.</p>



<p>Ma già prima di fine 2015 è arrivata la <strong>correzione dell’Inps</strong>: non contano più le ore, ma basta che <strong>nei 12 mesi precedenti il licenziamento</strong> risultino<strong> almeno 5 settimane di contributi</strong>, indipendentemente dal fatto di essere in <em>part time</em> oppure<em> in full time.</em></p>



<p>Il prossimo passo, per uniformare questa categoria di lavoratrici domestiche e tutte le altre sarà come spiegano alle Acli quello di <strong>versare i contributi</strong> non in base a retribuzioni convenzionali, ma a quelle effettive, per non avere una previdenza inferiore a quello che meriterebbero.</p>



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		<title>Il Patto di Servizio Personalizzato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[angelomassaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Mar 2023 21:41:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[anpal]]></category>
		<category><![CDATA[DID]]></category>
		<category><![CDATA[Patto di Servizio Personalizzato]]></category>
		<category><![CDATA[PSP]]></category>
		<category><![CDATA[anpal servizi]]></category>
		<category><![CDATA[centri per l’impiego]]></category>
		<category><![CDATA[did]]></category>
		<category><![CDATA[domanda di disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[jobs act]]></category>
		<category><![CDATA[Naspi]]></category>
		<category><![CDATA[patto di servizio personalizzato]]></category>
		<category><![CDATA[psp]]></category>
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					<description><![CDATA[PSP, come funziona e cosa comporta per il lavoratore Il Patto di Servizio Personalizzato è obbligatorio per ogni lavoratore che riceve un assegno di disoccupazione...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h4 class="wp-block-heading">PSP, come funziona e cosa comporta per il lavoratore</h4>



<p>Il <strong>Patto di Servizio Personalizzato</strong> è obbligatorio per ogni lavoratore che riceve un assegno di <strong>disoccupazione</strong> e va siglato con il proprio <strong>Centro per l’Impiego</strong></p>



<p>Si chiama <strong>PSP, sigla che significa Patto di Servizio Personalizzato</strong>, ed è il patto che ogni <strong>lavoratore disoccupato</strong> è obbligato a firmare con il proprio Centro per l’Impiego al massimo<strong> entro 15 giorni,</strong> dalla presentazione della <strong>domanda di disoccupazione per via telematica all’INPS</strong>.</p>



<p>Un impegno che comporta diritti e doveri: da una parte permette al <strong>lavoratore disoccupato</strong> di accedere a sussidi come <strong>NASPI, ASDI e Dis. Coll</strong>. ma dall’altra lo lega alla <strong>partecipazione ad attività di politiche attive</strong>, come la <em>partecipazione a corsi di formazione e di riqualificazione professionale</em> tendenti a favorire la ricollocazione sul mercato del lavoro.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Ma come funziona il PSP, Patto di Servizio Personalizzato?</h4>



<p>Un obbligo introdotto dal Decreto <strong>Jobs Act</strong> numero 150 che si occupa in specifico delle politiche attive del lavoro e che ha previsto la nascita della nuova <strong><a href="http://www.anpal.biz" target="_blank" rel="noopener">Anpal</a> (Agenzia lavoro disoccupati)</strong>, <a href="https://www.naspi.biz/anpal-il-portale-governativo-per-i-disoccupati/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Agenzia per il Lavoro per disoccupati</strong></a> e del <strong>Portale Unico di Registrazione</strong>. In base alla sua istituzione, quando un lavoratore perde il posto deve presentare, direttamente o tramite un patronato, la<strong> domanda di disoccupazione per via telematica all’INPS.</strong></p>



<p>È una forma di tutela per lui, che però al contempo presenta anche la <a href="https://www.naspi.biz/dichiarazione-di-immediata-disponibilita-did/" target="_blank" rel="noopener"><strong>DID (Dichiarazione d’Immediata Disponibilità al lavoro)</strong></a>, senza la quale non è possibile ottenere lo stato di disoccupazione e quindi l’indennità relativa. Presentate queste domande, il lavoratore disoccupato deve presentarsi entro 15 giorni al Centro per l’Impiego per stipulare il PSP che gli permetterà di ottenere lo stato di disoccupazione e l’indennità di sostegno al reddito prevista dalla nuova riforma degli ammortizzatori sociali.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Presentare il PSP</h4>



<p>Per <strong>presentare il PSP</strong> sono richiesti un <em>documento d’identità</em> in corso di validità, <em>il codice fiscale e la <a href="http://www.licenziamento.eu/lettera-licenziamento-consegnata-a-mano/" target="_blank" rel="noopener">lettera di licenziamento</a> o di dimissioni</em> relativa all’ultimo rapporto di lavoro. E questo <strong>patto di servizio con il Centro per l&#8217;Impiego</strong> prevede per obbligo alcune attività essenziali :</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><a href="https://www.naspi.biz/wp-content/uploads/2017/02/psp-patto-di-servizio-personalizzato.jpg"><img decoding="async" width="600" height="400" src="https://www.naspi.biz/wp-content/uploads/2017/02/psp-patto-di-servizio-personalizzato.jpg" alt="psp patto di servizio personalizzato" class="wp-image-427" srcset="https://www.naspi.biz/wp-content/uploads/2017/02/psp-patto-di-servizio-personalizzato.jpg 600w, https://www.naspi.biz/wp-content/uploads/2017/02/psp-patto-di-servizio-personalizzato-300x200.jpg 300w, https://www.naspi.biz/wp-content/uploads/2017/02/psp-patto-di-servizio-personalizzato-30x20.jpg 30w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><figcaption>psp patto di servizio personalizzato</figcaption></figure></div>



<p>Partecipazione attiva ad iniziative e laboratori tendenti a rafforzare le competenze finalizzate <strong>alla ricerca attiva d’impiego</strong>. Quindi <strong>il tutor</strong> assegnato dal Centro per l&#8217;impiego aiuterà il disoccupato<strong> a redigere il curriculum</strong>, prepararsi al meglio per un colloquio di lavoro e frequentare incontri di orientamento. Partecipazione a iniziative formative, di riqualificazione professionale o altro che interessi la politica attiva del lavoro.</p>



<p><strong>Accettazione di congrue offerte di lavoro,</strong> ossia proposte conformi alla <strong>classe di profilazione</strong> assegnata al lavoratore disoccupato quando viene stipulato il<em> patto di servizio personalizzato, alla distanza dal domicilio e alla fattibilità di raggiungere il posto di lavoro con i mezzi pubblici.</em> Quanto alla durata, viene considerata congrua un’offerta con un contratto a tempo determinato pari ad almeno 2 mesi, anche se l’assunzione non avviene direttamente dal datore di lavoro ma tramite<strong> agenzia di somministrazione</strong> (la vecchia agenzia interinale).</p>



<h4 class="wp-block-heading">Sanzioni per inadempimento del PSP</h4>



<p>Essendo <strong>un obbligo per i lavoratori,</strong> sono previste anche <strong>sanzioni per gli inadempienti.</strong> In particolare la mancata presentazione ingiustificata del lavoratore alle convocazioni da parte del Centro per l&#8217;Impiego o dei Centri Servizi per il lavoro, <strong>prevede la decurtazione di un quarto di una mensilità</strong> in caso di prima assenza non giustificata, di una mensilità alla seconda assenza fino alla<strong> decadenza dall&#8217;indennità NASPI, DIS-COLL o mobilità e dallo stato di disoccupazione</strong> alla terza assenza.</p>



<p>Le stesse sanzioni sono applicate anche nel caso in cui <strong>l’iscritto non partecipi, sempre senza giustificato motivo</strong>, alle iniziative di orientamento,<strong> mentre per chi non partecipa ai corsi di formazione o riqualificazione</strong>, in assenza di giustificato motivo, sono previste la decurtazione di una mensilità in caso di prima assenza o la decadenza dall&#8217;indennità e dallo stato di disoccupazione in caso di seconda assenza.<em> E chi non accetta un’offerta congrua perde la NASPI, la Dis-coll o la mobilità.</em></p>



<p>Infine in caso di<strong> decadenza dallo stato di disoccupazione</strong> il lavoratore dovrà obbligatoriamente aspettare due mesi prima di poter stipulare <strong>un nuovo patto di servizio.</strong></p>



<div class="wp-block-contact-form-7-contact-form-selector">[contact-form-7 id=&#8221;19&#8243; title=&#8221;Modulo di contatto 1&#8243;]</div>



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		<title>Come funziona la disoccupazione anticipata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[angelomassaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Jan 2023 21:13:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[Naspi]]></category>
		<category><![CDATA[naspi anticipata]]></category>
		<category><![CDATA[domanda di disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
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					<description><![CDATA[Naspi anticipata: cosa è, a chi spetta e come ottenerla La Naspi consiste nella cosiddetta indennità mensile di disoccupazione, ovvero quell&#8217;indennità prevista in Italia a...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Naspi anticipata: cosa è, a chi spetta e come ottenerla</h2>



<p>La <strong>Naspi</strong> consiste nella cosiddetta <strong>indennità mensile di disoccupazione</strong>, ovvero quell&#8217;indennità prevista in Italia a favore dei lavoratori rimasti privi del lavoro, per consentirgli di provvedere al loro necessità mentre cercano un&#8217;altra occupazione.</p>



<p>Come noto, questa indennità spetta ai lavoratori subordinati che hanno perso in maniera involontaria il rapporto di lavoro a partire dal 1 maggio 2015; l&#8217;indennità viene corrisposta normalmente mensilmente, come avverrebbe con lo stipendio.</p>



<p class="has-background" style="background-color:#f6f6f6">La legge italiana prevede la possibilità di accedere alla <strong>cosiddetta Naspi anticipata</strong>, ovvero la liquidazione anticipata in una sola somma complessiva del trattamento di disoccupazione, ovvero una sola somma che cumula tutte le mensilità (meno la prima) che spettano al soggetto. </p>



<p>La disciplina della Naspi anticipata è prevista dalla normativa vigente, e non tutti possono avervi accesso. Infatti, per accedere alla Naspi anticipata bisogna rientrare in certe categorie e determinate condizioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Chi può richiedere la Naspi anticipata</h2>



<p>La Naspi anticipata, come abbiamo detto, non può essere richiesta da tutti. Solamente i soggetti che rientrano nelle condizioni previste dalla legge possono chiedere che <strong>l&#8217;indennità di disoccupazione sia erogata in una sola tranche,</strong> tutti assieme. </p>



<p>Ma quali sono questi soggetti? </p>



<p>Quali i requisiti per chi vuole richiedere la Naspi anticipata? Scopriamolo insieme.</p>



<p>Può richiedere la Naspi anticipata:</p>



<ol type="1">
<li>Colui che vuole avviare un&#8217;impresa individuale o vuole avviare una attività lavorativa autonoma;</li>



<li>Chi ha già iniziato una attività lavorativa autonoma, e la vuole sviluppare a tempo pieno;</li>



<li>Chi deve sottoscrivere una quota del capitale sociale di una cooperativa dove lavori.</li>
</ol>



<h2 class="wp-block-heading">Quanti soldi spettano con la Naspi anticipata?</h2>



<p>Ma quanto spetta con la Naspi anticipata? </p>



<p>Come abbiamo avuto modo di accennare, la Naspi anticipata consiste nella indennità che cumula la somma di tutti gli importi mensili che lavoratore avrebbe percepito, meno la prima mensilità. </p>



<p>Facciamo un esempio semplice: se al lavoratore aspettavano 10 mensilità da 1000 €, riceverà come Naspi anticipata 9000 €. </p>



<p>Ricordiamo che con questa tipologia di Naspi non spetta l&#8217;assegno del nucleo familiare e non spetta la contribuzione figurativa, inoltre viene effettuata la trattenute Irpef, come previsto dalla legge.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come richiedere la Naspi anticipata</h2>



<p>Richiedere la Naspi anticipata è facile, in quanto l&#8217;intero processo si svolge online sul sito dell&#8217;Inps.</p>



<p>Ovvero, è possibile effettuare la <strong>domanda di Naspi anticipata online</strong>, in maniera comoda e veloce dall’apposita pagina del sito dell’INPS una volta che ci si è autenticati, oppure è possibile anche farlo attraverso le modalità tradizionali, ovvero al telefono con il Contact Center, oppure attraverso il patronato o intermediari dell&#8217;Inps.</p>



<p>In ogni caso, è necessario che la domanda venga inoltrata <strong>entro 30 giorni dal momento in cui si inizia l&#8217;attività autonoma, </strong>o si sottoscrive la quota del capitale sociale della cooperativa, o si inizia l&#8217;impresa individuale; in questi ultimi casi in genere quindi dall&#8217;apertura della partita Iva o dall&#8217;avviamento dell&#8217;attività. </p>



<p>Se <strong>l&#8217;attività autonoma è cominciata durante il rapporto di lavoro dipendente, </strong>la domanda di Naspi anticipata va effettuata entro 30 giorni dal momento in cui si effettua una domanda stessa per ottenere la Naspi.</p>
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		<title>Bonus 150 euro NASPI disoccupati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[angelomassaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Nov 2022 21:22:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[bonus 150 euro]]></category>
		<category><![CDATA[bonus 200 euro]]></category>
		<category><![CDATA[Naspi]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
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					<description><![CDATA[Bonus da 150 euro per i disoccupati, perché non ancora arriva? Tutti i chiarimenti Il bonus 150 euro è una delle tante misure di sostegno...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Bonus da 150 euro per i disoccupati, perché non ancora arriva? Tutti i chiarimenti</h2>



<p>Il bonus 150 euro è una delle tante misure di sostegno introdotte dal governo per consentire alle famiglie italiane di reggere l&#8217;urto dei <strong>rincari relativi alle bollette</strong> di luce e gas <strong>e all&#8217;inflazione dei prezzi </strong>dei generi alimentari.</p>



<p>Il bonus, previsto nel decreto Aiuti ter, viene garantito in automatico a tutti i disoccupati con<strong> indennità NASPI e DISCOLL.</strong></p>



<p>Il bonus 150 euro è atteso per questo mese di novembre, ma sono molte le persone in disoccupazione che non riescono ancora a vedere questo contributo sulla NASPI e sono ovviamente alla ricerca di chiarimenti in merito.</p>



<p>Ma quali possono essere le motivazioni? </p>



<p>Prima di tutto è bene sottolineare che non è necessario inviare alcuna domanda per ottenere il bonus da 150 euro, dato che la modalità di erogazione è la medesima del bonus da 200 euro. Come accennato, la misura di sostegno è garantita a coloro che a novembre 2022 risultano titolari di disoccupazione NASPI, DISCOLL o disoccupazione agricola.</p>



<p>Il pagamento è atteso per la fine di questo mese e dovrebbe arrivare poco dopo l&#8217;accredito dell&#8217;indennità di disoccupazione. Tuttavia, come detto, alcuni utenti non riescono ancora a vederlo.</p>



<p>I pagamenti dell&#8217;indennità di disoccupazione sono effettivamente cominciati, ma molti titolari di NASPI non vedono ancora la data di accredito del bonus una tantum: proprio questo particolare li spinge a chiedere chiarimenti in proposito.</p>



<p>La prima motivazione plausibile è che gli accrediti del bonus da 150 euro potrebbero essere erogati in ritardo rispetto a quanto inizialmente previsto. </p>



<p>Dato che molti <strong>beneficiari di NASPI </strong>non hanno ancora ricevuto il bonus da 200 euro, non è da escludere che il bonus da 150 euro ritardi fino a dicembre o addirittura fino a gennaio 2023.</p>



<p>Come detto in precedenza, queste misure di sostegno arrivano soltanto dopo l&#8217;erogazione della prestazione di riferimento: per essere più chiari, i beneficiari otterranno prima il <strong>pagamento della NASPI</strong> e solo dopo la misura di sostegno una tantum, che verrà erogata automaticamente. </p>



<p>Quindi, la probabilità maggiore che porta molti disoccupati NASPI a non vedere ancora la data di accredito è che l&#8217;erogazione del bonus è in ritardo rispetto alle tempistiche prestabilite.</p>



<p>Tuttavia il motivo può essere ancora un altro, ovvero la mancanza dei requisiti previsti sia dal decreto legge sia dalla relativa circolare dell&#8217;INPS. </p>



<p><strong>Non hanno infatti diritto al bonus da 150 euro</strong> i percettori della NASPI anticipata, i disoccupati che hanno già usufruito del bonus 150 euro ad altro titolo e gli inoccupati, vale a dire coloro che non hanno mai lavorato e sono alla ricerca della prima occupazione. In questo gruppo rientrano tutti gli iscritti ai centri dell&#8217;impiego da più di 12 mesi (6 mesi in caso di persone giovani).</p>



<p>Se vengono rispettati tutti i requisiti previsti dalla normativa il bonus da 150 euro è assicurato.</p>
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