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	<title>isee &#8211; Naspi</title>
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	<description>Naspi Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego</description>
	<lastBuildDate>Sun, 15 May 2022 20:55:58 +0000</lastBuildDate>
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		<title>ISEE FACILE precompilato 2022</title>
		<link>https://www.naspi.biz/isee-precompilato-2022/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[angelomassaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 May 2022 09:48:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bonus bebè]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
		<category><![CDATA[isee]]></category>
		<category><![CDATA[DSU]]></category>
		<category><![CDATA[isee facile]]></category>
		<category><![CDATA[isee precompilato]]></category>
		<category><![CDATA[modello isee]]></category>
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					<description><![CDATA[Isee precompilato come funziona e come si fa Sapevate che la Dichiarazione Sostitutiva Unica, la c.d. DSU, può essere effettuata anche da soli grazie all’Isee...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Isee precompilato come funziona e come si fa</h2>



<p>Sapevate che la<strong> Dichiarazione Sostitutiva Unica, la c.d. DSU,</strong> può essere effettuata anche da soli grazie all’Isee precompilato, permettendo di risparmiare tempo e anche soldi? </p>



<p>Infatti grazie a questa auto dichiarazione è possibile evitare di <strong>recarsi in un CAF</strong> e di conseguenza di dover pagare e aspettare un appuntamento. <strong>Nel portale INPS</strong> è possibile insomma sfruttare la possibilità di accedere alla dichiarazione e di inviare telematicamente la DSU, ottenendo di conseguenza anche la dichiarazione. </p>



<p>Inoltre <strong>l’Isee precompilato</strong> è più semplice perché, appunto, si tratta di un modulo in parte già compilato e di conseguenza non dovete fare altro che controllare i dati ed eventualmente integrare quelli mancanti. </p>



<p>Come si fa la dichiarazione sostitutiva unica da soli? Vediamo come fare in questa breve guida.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Come fare l’Isee precompilato</h3>



<p>Per fare l’Isee precompilato non bisogna impegnarsi troppo, basta per prima cosa recarsi sul portale dell’INPS alla pagina Isse Precompilato. </p>



<p>L’accesso a questo servizio del portale INPS si può ottenere in diversi modi: è possibile in primo luogo <strong>usare la SPID</strong>, oppure<strong> la carta d’identità elettronica</strong> o in alternativa usare la <strong>Carta nazionale dei servizi.</strong> A questo punto avete fatto accesso e vediamo in che modo si procede a compilare e inviare l’Isee precompilato.</p>



<p>La prima cosa che dovete fare è cliccare su <strong>Acquisizione e ottenere la Dichiarazione Sostitutiva Unica:</strong> accettate, per prima cosa, il trattamento dei dati personali.</p>



<p><strong>Se avete in corso l’acquisizione di una altra DSU</strong>, sia precompilata che non, ne sarete avvertiti da parte del sistema. Potete anche eliminare la vecchia DSU o ottenerne una nuova.</p>



<p>Inoltre <strong>dovete scegliere se compilare la DSU Integrale o quella mini</strong>: comunque sia, il sistema stesso vi guiderà nella scelta della soluzione migliore a seconda della composizione e delle caratteristiche del vostro nucleo famigliare. </p>



<p>A questo punto, <strong>scelto il tipo di DSU di riferimento,</strong> non resta che indicare quali sono le prestazioni per cui richiedere l’ISEE. Questo ovviamente dipende da voi: potete chiedere l’ISEE per ottenere gli assegni del nucleo famigliare, gli assegni per il mantenimento dei figli, per la disabilità e via dicendo. Indicate le prestazioni per ottenere le quali dovete fare la richiesta di Isee precompilato.</p>



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<p>Seguono poi delle domande, generate dal sistema, a seconda del tipo di prelazione richiesta per poter compilare i moduli sulla base della composizione del vostro nucleo famigliare.</p>



<p>La seguente cosa da fare è l’<strong>autodichiarazione della composizione del nucleo famigliare</strong>: se volete aggiungere nuovi componenti al vostro nucleo, <em>cliccate su ‘inserisci soggetto’.</em></p>



<p>Inserite tutte le informazioni richieste sulla composizione del nucleo famigliare per poter procedere poi a controllare i vostri dati.</p>



<p>A questo punto, una volta fornite le informazioni sulla composizione famigliare, riceverete il protocollo della lavorazione da parte dell’INPS. </p>



<p><strong>Potete cliccare su ‘Verifica’ </strong>per poter sapere quale è lo <strong>stato del protocollo, che potrebbe essere</strong> ‘Da elaborare’ (potete ancora annullare la dichiarazione), o <strong>‘Sospesa’</strong>, se son presenti dati errati (che potete correggere) o ancora <strong>‘Elaborata’ </strong>se l’esito del controllo è positivo e di conseguenza avete ottenuto il vostro ISEE precompilato.</p>



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		<title>730 precompilato e la naspi</title>
		<link>https://www.naspi.biz/730-precompilato-inps-naspi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[angelomassaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 May 2022 08:49:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[730 precompilato]]></category>
		<category><![CDATA[cud]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
		<category><![CDATA[certificazione unica 2017]]></category>
		<category><![CDATA[isee]]></category>
		<category><![CDATA[modello 730 integrativo]]></category>
		<category><![CDATA[poste italiane]]></category>
		<category><![CDATA[spese detraibili]]></category>
		<category><![CDATA[spid]]></category>
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					<description><![CDATA[Dichiarazione dei redditi 2022 e modello 730: dove trovarlo precompilato e quali sono i documenti da presentare Anche quest&#8217;anno sono state stabilite delle date ben...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Dichiarazione dei redditi 2022 e modello 730: dove trovarlo precompilato e quali sono i documenti da presentare</strong></p>



<p>Anche quest&#8217;anno sono state stabilite delle date ben precise in merito alla <strong>Dichiarazione dei redditi 2022. </strong>L&#8217;ultimo giorno utile per presentare il <strong>730 è il 30 settembre 2022</strong> (anche se è possibile presentare il Modello Redditi entro il 30 novembre).</p>



<p>Dalla giornata di ieri, sabato 30 aprile 2022, viene messo a disposizione il <strong>modello 730 precompilato</strong> disponibile online sul sito dell&#8217;Agenzia delle Entrate. Dato che la Dichiarazione dei redditi prevede l&#8217;invio di una documentazione ben precisa è meglio chiarire tutto nel dettaglio.</p>



<p>La procedura di consegna viene agevolata proprio dal modello 730 precompilato<strong> sul portale ufficiale dell&#8217;Agenzia delle Entrate,</strong> a cui si può accedere tramite credenziali digitali. Una volta dentro, l&#8217;utente può visionare il documento per aggiungere ulteriori dati o modificarlo.</p>



<p>Tramite il modello precompilato è possibile rivolgersi al proprio commercialista oppure <strong>al CAF di riferimento (o ad un patronato)</strong> che potrà fornire ogni chiarimento in merito alla presentazione della Dichiarazione dei redditi, procedendo poi alla stessa. Ma quali sono i documenti da presentare?</p>



<p><strong>Dichiarazione dei redditi 2022: tutti i documenti da presentare</strong><strong></strong></p>



<p>Prima di tutto sono necessarie tutte quelle informazioni che riguardano la parte anagrafica e reddituale del richiedente (vanno aggiunte anche quelle del coniuge in caso di presentazione di un modello unico). Pertanto servirà una copia del documento di identità e della tessera sanitaria non solo del richiedente, ma anche del coniuge e degli altri membri della famiglia che risultano a carico.</p>



<p>La <strong>Dichiarazione dei redditi 2022 </strong>(che prevede la presentazione dei redditi 2021), per essere presentata correttamente, necessita delle ricevute del modello F24 di versamento per acconti e saldi versati nel 2021, se presenti, ma anche della certificazione unica del 2022 relativa al 2021.</p>



<p>Inoltre, il richiedente dovrà eventualmente presentare gli assegni periodici del coniuge legati ad una sentenza di separazione o divorzio, assieme a tutti g<strong>li scontrini, le ricevute, le fatture </strong>e le quietanze di pagamento attestanti le spese da detrarre e deducibili con riferimento all’anno 2021.</p>



<p>Infine, nella Dichiarazione devono eventualmente comparire l’attestazione del datore di lavoro, gli importi versati a colf e badanti e le certificazioni degli utili percepiti e dei redditi di capitale.</p>



<p>Ma non è tutto, perché in caso di vendita di terreni in seguito a lottizzazione, ma anche cessione di immobili acquistati da meno di 5 anni, atti di compravendita, successioni, donazioni, contratti di locazione il richiedente dovrà riportare la documentazione, compresa una copia del pagamento IMU che fa ovviamente riferimento al 2021.</p>



<p><strong>Spese da detrarre, facciamo chiarezza</strong><strong></strong></p>



<p>Dopo aver chiarito tutto sulla documentazione è bene parlare anche delle spese da portare in<strong> detrazione del 19%.</strong></p>



<p>Le transazioni che riguardano queste <strong>spese dovranno essere dimostrate con mezzi di pagamento tracciabili, </strong>ovvero carte di credito, bonifici e assegni: le prove da presentare sono quindi gli scontrini, le fatture e le ricevute.</p>



<p>Il tracciamento è già “attivo” per tutte quelle spese che sono state effettuate in farmacia per l&#8217;acquisto di medicinali e/o dispositivi medici, così come le spese riguardanti le visite in strutture pubbliche o private accreditate dal Sistema Sanitario Nazionale.</p>



<p>Tuttavia, oltre a quelle mediche il richiedente può detrarre una lunga serie di spese. Quelle sull&#8217;istruzione e sulle rette di asili nido e scuole dell&#8217;infanzia, ad esempio, <em>ma anche quelle sull&#8217;abbonamento al trasporto pubblico, le spese funebri, quelle per le attività sportive, le spese per i sussidi informatici così come quelle veterinarie, fino ad arrivare alle spese per l&#8217;assistenza di persone non autosufficienti.</em></p>



<p>Altre spese che possono essere presentate nel modello 730 per la Dichiarazione dei redditi 2022 sono quelle per il riscatto agevolato della Laurea, così come quelle relative al canone di locazione e alla ristrutturazione edilizia o alla riqualificazione energetica.</p>



<p>Ci sono anche alcune<strong> novità tra le spese presentabili nel modello 730:</strong> si tratta del credito d&#8217;imposta prima casa per gli under 36 e delle spese che invece fanno riferimento ai conservatori e alle scuole di musica. In ultimo, è possibile inserire anche la spesa relativa all&#8217;acquisto di depuratori d&#8217;acqua.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Rimborso 730 2022</title>
		<link>https://www.naspi.biz/rimborso-730-2020/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[angelomassaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Dec 2021 23:41:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[730 precompilato]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
		<category><![CDATA[rimborso 730]]></category>
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					<description><![CDATA[Come ottenere rimborsi 730/2022 Ogni anno i contribuenti sono tenuti alla compilazione del modello 730 per la dichiarazione dei redditi (IRPEF). Coloro che devono ricevere...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Come ottenere rimborsi 730/2022</h2>



<p>Ogni anno i contribuenti sono tenuti alla <strong>compilazione del modello 730</strong> per la dichiarazione dei <strong>redditi (IRPEF).</strong> </p>



<p>Coloro che devono ricevere un possibile <strong>rimborso (parziale o totale)</strong> del credito lo vedranno poi accreditato direttamente in <strong>busta paga</strong> o nella <strong>rata di pensione</strong>. Nel caso che sia <strong>disoccupato</strong> le regole sono diverse.</p>



<p>Dal <strong>16 dicembre sono iniziati i rimborsi fiscali</strong> risultanti dal modello <strong>730/2020</strong>, quello dell’anno di imposta 2019</p>



<h3 class="wp-block-heading">Rimborsi 730: come funziona</h3>



<h4 class="wp-block-heading">Come funziona questo rimborso ? </h4>



<p>In pratica a seguito della <em>presentazione del modello 730</em>, ci possono essere eventuali <strong>crediti </strong>che saranno indicati in busta paga o direttamente sulla pensione, a seconda che il contribuente sia un <strong>lavoratore dipendente</strong> o un <strong>pensionato</strong>. </p>



<p>In alcuni casi il rimborso viene messo dall&#8217;ente previdenziali, qualora a fare il <strong>730 sia un disoccupato</strong>, o qualora si debba avere accesso ad un pagamento diretto dell’Istituto previdenziale.</p>



<p>Di solito riceve <strong>il credito anche il contribuente</strong> che non inserisce il sostituto d’imposta dall’Agenzia delle Entrate: in questo caso se lo vedrà accreditare a dicembre.</p>



<p>Si parla di <strong>rimborso</strong> per indicare <strong>un conguaglio</strong> (a seguito di dichiarazione) per le persone fisiche. Se nell&#8217;arco dei 12 mesi, ad esempio un lavoratore o un pensionato <strong>versa una somma complessiva maggiore di imposte</strong> di quante avrebbe dovuto, potranno ottenere il <strong>conguaglio con il modello 730/4. </strong></p>



<p>Il<strong> rimborso o l’addebito</strong> di solito si ottengono attraverso <strong>il sostituto d’imposta</strong>, ovvero tramite <em>il datore di lavoro o l’istituto di previdenza</em>.</p>



<p>In pratica il contribuente va ad incassare l’importo dopo che esso è stato <strong>rimborsato dal sostituto d’imposta</strong> (viceversa, in caso di debito le somme che saranno<strong> trattenute in busta paga</strong> a decorrere, in linea generale, dal mese di luglio).</p>



<h3 class="wp-block-heading">Rimborso 730: conguaglio Irpef senza sostituto d’imposta</h3>



<p>Le regole appaiono di poco diverse, quando si parla di rimborsi Irpef per chi presenta il modello 730 <strong>senza sostituto d’imposta</strong>. In questa data circostanza, il contribuente sarà avvisato e in un secondo momento comunicherà il proprio numero di conto all&#8217;Agenzia delle Entrate. </p>



<p>In tal modo verrà <strong>riconosciuto un accredito diretto su conto corrente</strong>. In questo caso il conguaglio andrà a buon fine solo se l’intestatario (o uno degli intestatari) del conto è la stessa persona che è titolare del rimborso.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Rimborso 730, quando arriva</h3>



<p>Di norma tale conguaglio, a credito viene <em>emesso dal datore di lavoro, dall’INPS o da qualunque sostituto d’imposta,</em> a partire dal mese di <strong>luglio</strong>. Se invece si tratta di<em> pensionati</em>, <strong>a partire da agosto. </strong></p>



<p>Questo vuol dire che qualora l’inserimento dell’esito della liquidazione del modello 730/4 si dovesse verificare con l’erogazione della retribuzione di luglio, il datore di lavoro darà al contribuente un modello F24 entro il 16.08.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Durante l&#8217;emergenza Covid le tempistiche saranno cambiate? </h4>



<p>A chiarirlo è stata una circolare del Fisco per la quale &#8220;<em>in assenza di specifici provvedimenti che prevedano la sospensione e fissino nuovi termini per gli adempimenti connessi all’assistenza fiscale, i contribuenti che risiedono in territori colpiti da calamità naturali o da eventi eccezionali che fruiscono di provvedimenti di sospensione degli adempimenti fiscali, qualora intendano avvalersi dell’assistenza fiscale devono rispettare gli ordinari termini di presentazione della dichiarazione dei redditi previsti. </em></p>



<p><em>Analogamente devono essere rispettati i tempi previsti da parte dei soggetti che svolgono l’assistenza fiscale, compresi quelli previsti per l’effettuazione dei conguagli sulle retribuzioni&#8221;. </em>Alias dovrebbe essere tutto regolare.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>CUD colf e badanti 2022</title>
		<link>https://www.naspi.biz/cud-colf-e-badanti-2021/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[angelomassaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Apr 2021 06:42:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[certificazione unica]]></category>
		<category><![CDATA[cud]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
		<category><![CDATA[badanti]]></category>
		<category><![CDATA[colf]]></category>
		<category><![CDATA[isee]]></category>
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					<description><![CDATA[Dichiarazione sostitutiva di CU 2022, i datori di lavoro domestico possono ancora consegnarla a colf e badanti La scadenza del 31 marzo per la consegna...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Dichiarazione sostitutiva di CU 2022, i datori di lavoro domestico possono ancora consegnarla a colf e badanti</h2>



<p>La scadenza del 31 marzo per la consegna della <strong>dichiarazione sostitutiva di CU 2021</strong> al lavoratore del <strong>settore domestico d</strong>a parte del datore di lavoro non è obbligatoria. </p>



<p>Per intenderci, i datori di lavoro possono ancora provvedere alla consegna di questo documento, che è uno dei più importanti affinchè il lavoratore <strong>possa compilare correttamente la dichiarazione dei redditi. </strong>La dichiarazione sostitutiva di CU 2021 deve quindi essere consegnata entro 30 giorni dalla scadenza della dichiarazione dei redditi 2021.</p>



<p><strong>Nel caso dei lavoratori del settore domestico, ovvero colf e badanti</strong>, la dichiarazione sostitutiva della certificazione unica 2021 presenta delle differenze rispetto al modello di CU dell&#8217;Agenzia delle Entrate. </p>



<p>Ad esempio, il datore di lavoro domestico <em>non è tenuto ad inviare il documento all&#8217;Agenzia delle Entrate</em>, anche se sarà opportuno consegnare ai collaboratori domestici il documento che riporti il totale delle somme erogate durante l&#8217;anno 2020.</p>



<p>Con questo importante documento, i lavoratori e le lavoratrici del settore domestico potranno <strong>non solo presentare la dichiarazione dei redditi, ma anche calcolare l&#8217;ISEE del nucleo familiare</strong> e procedere al rinnovo del permesso di soggiorno.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Dichiarazione sostitutiva di CU 2021, come compilarla?</h3>



<p>Ma come fare per compilare la dichiarazione sostitutiva di CU 2021? Quali sono i passaggi da seguire? Per evitare errori e fraintendimenti, l&#8217;Assindatcolf (Associazione Nazionale dei Datori di Lavoro Domestico) ha voluto fornire tutte le indicazioni necessarie per compilare correttamente il documento.</p>



<p>Pertanto, i datori di lavoro domestico dovranno procedere all&#8217;inserimento di determinate informazioni, a cominciare dai <strong>dati anagrafici </strong>non solo della colf o della badante, ma anche del datore di lavoro stesso. Non bisogna dimenticarsi di <strong>inserire il codice fiscale</strong>.</p>



<p>Chiaramente, come accennato in precedenza, nella dichiarazione sostitutiva di CU 2021 <strong>devono comparire le somme erogate nell&#8217;anno 2020, </strong>che è l&#8217;anno di riferimento per questo documento. Il datore di lavoro domestico dovrà quindi inserire il totale delle somme lorde erogate nello stesso periodo di riferimento, comprese le somme corrisposte a titolo tredicesima, eventuali anticipi/liquidazioni di TFR, nonché degli importi trattenuti al lavoratore per versamenti Inps e Cassacolf.</p>



<p>Infine, <strong>nel caso il lavoratore sia anche convivente del datore domestico,</strong> è necessario aggiungere nella dichiarazione sostitutiva di CU 2021 <strong>anche il valore di vitto e alloggio.</strong></p>



<h3 class="wp-block-heading">Colf e badanti, agevolazioni fiscali per il datore di lavoro che assume regolarmente</h3>



<p>Non va inoltre dimenticato che in caso di assunzione della colf o della badante con regolare contratto, i datori di lavoro domestici hanno diritto ad<strong> agevolazioni dal punto di vista fiscale</strong> in sede di dichiarazione dei redditi. Ma di quali agevolazioni si tratta?</p>



<p>Oltre alla<strong> deduzione</strong> <strong>dei contributi Inps, con un massimo di 1.549,37 euro per ogni anno,</strong> il datore di lavoro domestico che ha assunto regolarmente il lavoratore può contare su una parziale detrazione del costo dello stipendio della badante. </p>



<p>Anche qui c&#8217;è un tetto massimo, dato che la detrazione non può mai superare le 399 euro. Inoltre, questa agevolazione non è prevista per coloro che hanno un reddito che supera le 40.000 euro.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come richiedere il cud o certificazione unica 2021 inps</title>
		<link>https://www.naspi.biz/come-richiedere-il-cud-o-certificazione-unica-2017-inps/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[angelomassaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Mar 2021 13:04:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2020]]></category>
		<category><![CDATA[certificazione unica]]></category>
		<category><![CDATA[cud]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
		<category><![CDATA[certificazione unica 2020]]></category>
		<category><![CDATA[isee]]></category>
		<category><![CDATA[poste italiane]]></category>
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					<description><![CDATA[Modulo richiesta certificazione unica 2021 Con la circolare numero 55 dell’INPS si disciplinano le nuove modalità di rilascio del CUD, o Certificazione Unica, da parte...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading">Modulo richiesta certificazione unica 2021</h3>



<p>Con la circolare numero 55 dell’INPS si disciplinano le nuove modalità di rilascio del <strong>CUD, o Certificazione Unica</strong>, da parte delle <strong>Poste Italiane</strong>.</p>



<p>Il CUD è la <strong>Certificazione Unica dei redditi da lavoro dipendente e dei redditi assimilati</strong> (come, per esempio, quelli percepiti in quanto soci di cooperative di produzione e lavoro, come assegni periodici ricevuti dal coniuge ecc.) o trattamenti pensionistici.</p>



<p>La circolare numero 55 disciplina le modalità del rilascio del <strong>modulo del CUD 2020</strong> : in via telematica, o anche in altre modalità, come stiamo per vedere.</p>



<p>Il modulo del CUD, innanzitutto, può essere richiesto in maniera pratica e veloce, <strong>per via telematica.&nbsp;</strong></p>



<h3 class="wp-block-heading">Richiesta modulo CUD all’INPS</h3>



<p>È sufficiente fare ingresso sul sito dell’INPS con il proprio codice PIN per poter scaricare e quindi stampare la Certificazione unica 2017.</p>



<p>Un esempio è il seguente: si entra sul sito INPS, sezione<em> ‘accedi ai servizi’</em> quindi <em>‘Servizi per il cittadino’</em> e ‘<strong>Certificazione Unica</strong> 2020’. Con il proprio <strong>PIN</strong> si scarica il <strong>CUD in via telematica.</strong></p>



<p>Un altro modo per ottenere il modulo di richiesta CUD in alternativa alla via telematica è quella di recarsi presso le <strong>strutture dell’INPS</strong> vicine a dove si vive per richiedere la copia cartacea.</p>



<p>Ogni struttura territoriale dell’INPS è inoltre dotata di postazioni informatiche self service, e gli utenti dotati di PIN possono direttamente richiedere la stampa del modulo CUD.</p>



<p>Il cittadino potrà anche fare richiesta della <strong>Certificazione Unica&nbsp;2017</strong> facendo ricorso al <strong>Patronato o ad un CAF,</strong> oppure ad un <strong>professionista abilitato.&nbsp;</strong></p>



<h3 class="wp-block-heading">Modulo richiesta CUD alle Poste Italiane</h3>



<p>È altrimenti possibile per il cittadino ottenere il modulo di richiesta <strong>CUD alle Poste Italiane.</strong></p>



<p>Basta recarsi ad un qualunque ufficio postale per poter richiedere il certificato CUD 2020 o quelli degli anni precedenti.</p>



<p>È altresì possibile delegare la <strong>consegna del CUD pensionato</strong>, del CUD assicurato e ObisM a persona diversa dal titolare previa apposita delega.</p>



<p>La richiesta CUD può anche essere effettuata alle Poste Italiane contattando il <strong>Contact Center INPS</strong> al numero 803.164 da rete fissa o 06.164.164 da rete mobile, con costo di chiamata secondo piano tariffario.</p>



<h3 class="wp-block-heading">CUD a domicilio&nbsp;e pensionati all’estero</h3>



<p>È altresì possibile richiedere l’invio del <strong>CUD a domicilio dell’interessato</strong> in caso di oggettiva difficoltà di spostamento da parte dell’utente. In questo caso la richiesta del CUD a domicilio va effettuata ad uno dei seguenti numeri verdi: 800 434320 (ha il risponditore automatico); 803 164 da rete fissa; 06 164164 da rete mobile.</p>



<p>Per <strong>i pensionati residenti all’estero</strong>, invece, è possibile fare richiesta del CUD fornendo i dati anagrafici e codice fiscale ai numeri 0039-06.59058000 – 0039-06.59053132, fra orari 8-19 (ora italiana).</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Chi non deve fare il 730</title>
		<link>https://www.naspi.biz/chi-non-deve-fare-il-730/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[angelomassaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2020 21:24:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2017]]></category>
		<category><![CDATA[730 precompilato]]></category>
		<category><![CDATA[cud]]></category>
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		<category><![CDATA[certificazione unica 2017]]></category>
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					<description><![CDATA[Modello 730, come funziona e a chi tocca Non tutti i lavoratori dipendenti e i pensionati sono obbligati a presentare il 730. Esaminiamo quali sono...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Modello 730, come funziona e a chi tocca</h2>



<p><strong>Non tutti i lavoratori dipendenti e i pensionati</strong> sono obbligati a presentare il <strong>730.</strong> Esaminiamo quali sono i singolo casi</p>



<p class="has-very-light-gray-background-color has-background"><strong>Entro la fine di giugno</strong> tutti sono obbligati a presentare la dichiarazione dei redditi, in particolare chi è chiamato <strong>a <a href="https://www.naspi.biz/730-precompilato-inps/" target="_blank" rel="noopener">compilare il 730</a></strong>, il modello che resta più diffuso. Infatti è quello legato a chi possiede un reddito derivante da<strong> lavoro dipendente e assimilati (come la pensione o la disoccupazione)</strong>, ma anche da terreni, fabbricati, redditi derivanti da capitale o soggetti comunque a tassazione separata e infine<strong> redditi da lavoro autonomo occasionale). </strong></p>



<p>Per presentare il 730 non è necessario avere il cosiddetto <strong>&#8216;sostituto d’imposta&#8217;, ossia un datore di lavoro</strong> oppure un ente previdenziale che segue direttamente eventuali trattenute o rimborsi,ma basta il modello 730 senza sostituto.</p>



<p><strong>I possessori di partita Iva,</strong> chi è obbligato a tenere scritture contabili, oppure possiede redditi di partecipazione o percepiti all’estero o entrate differenti da quelle che è possibile dichiarare nel 730, è tenuto alla presentazione del <strong>modello Unico</strong>, anche se possiede redditi di pensione o di lavoro dipendente invece deve virare sul modello Unico che dal 2017 si chiama modello Redditi.</p>



<p>L&#8217;obbligo ad inviare il modello 730, sia personalmente che<strong> tramite un Caf o similare</strong>, tocca quindi a chi percepisce<strong> redditi di lavoro dipendente o assimilati da sostituti d’imposta diversi</strong>.</p>



<p><strong>Quindi chi possiede più Cud diversi</strong> (anche se ora si chiamano Certificazione Unica), deve presentare la dichiarazione dei redditi con modello 730. In particolare si tratta di <strong>dipendenti e collaboratori coordinati continuativi (i co.co.co)</strong> che durante l’anno imponibile<strong> hanno avuto più contratti di lavoro,</strong> ma anche chi <strong>percepisce due pensioni</strong>, chi è pensionato ma lavora ancora come dipendente o collaboratore e infine chi ha percepito oltre al reddito di lavoro dipendente <strong>anche un sostegno del reddito come Dis-coll, Naspi, Asdi.</strong></p>



<p>Il datore di lavoro o l’ente previdenziale<strong> chiamato ad effettuare il conguaglio di fine anno</strong> dovrebbe computare anche <strong>i redditi percepiti dai precedenti datori.</strong> In caso contrario il lavoratore ha quindi l’obbligo di presentare il 730 <strong>in quanto le imposte non potranno essere liquidate in maniera corretta</strong>.</p>



<p>Se invece le imposte pagate, per motivi vari, sono superiori a quanto dovuto, il diretto interessato non risulterà a debito e quindi può evitare di presentare la dichiarazione. Ma in realtà non gli conviene, perché così almeno può ottenere <strong>il rimborso di quanto versato in eccesso.</strong></p>



<p>Se invece il dichiarante percepisce redditi in più oltre quelli da lavoro subordinato e assimilati, come nel caso di un appartamento affittato, occorre considerare tutti i redditi e determinare l’imposta.</p>



<p><strong>Se l’imposta dovuta è inferiore a 10,33 euro, il dichiarante è esonerato dalla presentazione del 730</strong> o del modello Redditi. Ma l&#8217;esonero è concesso anche se nell’anno ha percepito solo redditi esenti (come le pensioni sociali e le pensioni di guerra), redditi assoggettati ad imposta sostitutiva esclusi però quelli soggetti a cedolare secca oppure a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta, come gli interessi sui conti correnti, Tfr erogato dal datore di lavoro.</p>



<p><strong>Inoltre redditi derivanti dal possesso dell’abitazione principale,</strong> se non di lusso, e delle relative pertinenze e redditi derivanti dal possesso di altri fabbricati non affittati situati in un comune diverso da quello nel quale c&#8217;è l’abitazione principale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ci sono anche però lavoratori esonerati dalla presentazione del 730</h2>



<p>In particolare <strong>chi possiede un solo reddito da lavoro dipendente o assimilato</strong> e che viene corrisposto da un unico datore di lavoro o sostituto d’imposta obbligato ad effettuare le ritenute, chi possiede più redditi da lavoro dipendente e assimilati, se l’ultimo sostituto d’imposta li ha conguagliati, chi possiede uno o più redditi da lavoro dipendente e assimilati e redditi da abitazione principale non di lusso, relative pertinenze e altri fabbricati non affittati situati in un comune diverso da quello dell’abitazione principale, chi possiede uno o più redditi da lavoro dipendente e assimilati e altri redditi, <em>se il reddito complessivo non supera 8000 euro</em> e il periodo di lavoro non è inferiore a 365 giorni, chi possiede uno o più redditi da lavoro dipendente e assimilati e altri redditi per i quali la detrazione prevista non è rapportata al periodo di lavoro (<em>ma in questo caso il reddito complessivo non deve superare 4800 euro).</em></p>



<p><strong>E ancora, è esonerato dalla presentazione del 730</strong> il lavoratore che possiede <strong>uno o più redditi da lavoro dipendente assieme a redditi di pensione</strong> (sempre che ci siano conguaglio effettuato, detrazioni per carichi di famiglia effettivamente spettanti, nessuna addizionale dovuta)<strong> se il reddito complessivo non supera 7750 eur</strong>o se l’età del lavoratore è inferiore a 75 anni per l’anno 2016, <em>se il reddito complessivo non supera 8000 euro</em> se l’età del lavoratore è pari o superiore a 75 anni (sempre per l’anno 2016) oppure il periodo di pensione non è inferiore a 365 giorni.</p>



<p>Inoltre <strong>è esonerato dalla presentazione del 730</strong> il lavoratore che possiede <strong>uno o più redditi da lavoro dipendente</strong> (sempre con conguaglio effettuato, detrazioni per carichi di famiglia effettivamente spettanti, nessuna addizionale dovuta), unito al reddito derivante dagli assegni corrisposti periodicamente dal coniuge,<strong> se il reddito complessivo non supera 7.500 euro. </strong></p>



<p>Infine se il contribuente <strong>possiede soltanto compensi derivanti da attività sportive dilettantistiche, non deve presentare il 730</strong> se il reddito complessivo<em> non supera 28.158,28 euro.</em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Rimborso spese mediche</title>
		<link>https://www.naspi.biz/rimborso-spese-mediche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[angelomassaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Oct 2018 06:27:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[730 precompilato]]></category>
		<category><![CDATA[cud]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
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					<description><![CDATA[Come chiedere il rimborso per le spese mediche Tutti coloro che hanno effettuato delle visite mediche, esami, interventi possono richiedere il rimborso delle spese effettuate,...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading"><span style="color: #666666;">Come chiedere il rimborso per le spese mediche</span></h3>



<p><span style="color: #666666;">Tutti coloro che hanno effettuato delle visite mediche, esami, interventi possono richiedere il rimborso delle spese effettuate, ticket ospedalieri compresi. </span></p>



<p><span style="color: #666666;">Per richiederlo dovrete presentare la richiesta di detrazione delle spese mediche nella dichiarazione dei redditi. Detrazioni e deduzioni fiscali sono regolamentati dal testo unico delle imposte sui redditi, ovvero il TUIR, dove sono contenute tutte le regole e le leggi in merito. </span></p>



<p><span style="color: #666666;"><strong>Le spese mediche detraibili</strong></span></p>



<p><span style="color: #666666;">Le spese mediche detraibili sono quelle da inserire come detrazione quando presentate la dichiarazione dei redditi. </span></p>



<p><span style="color: #666666;">Secondo l’Agenzia delle Entrate, le spese che rientrano in questa categoria e verranno di conseguenza rimborsate sono i ticket, i farmaci, acquisto o affitto di dispositivi medici CE, spese sanitarie, spese per assistenza specialistica di interventi chirurgici, le visite mediche generiche o specialistiche con diagnosi, le prestazioni chirurgiche eccezion fatta per interventi di chirurgia estetica, ricoveri ospedalieri, certificati, cure termali e acquisto o affitto di protesi.</span></p>



<p><span style="color: #666666;"><strong>La domanda per rimborso spese mediche</strong></span></p>



<p><span style="color: #666666;">Sarà possibile richiedere il rimborso delle spese mediche compilando le apposite sezioni presenti sul modello 730 o Unico. Ricordate che i redditi e le spese sono relative all’anno precedente in cui si fa richieste, quindi se ad esempio avete presentato il modello nel 2018, tutti i dati saranno inerenti al 2017. </span></p>



<p><span style="color: #666666;">In questa fase potrete farvi seguire da un patronato che si occuperà di compilare il modello nel modo giusto ed inoltrarlo all’Ente erogatore del servizio. In alternativa potrete usufruire del modello 730 precompilato che risulta chiaro e semplice per tutti. </span></p>



<p><span style="color: #666666;">I<strong>l rimborso spese mediche con assistenza sanitaria integrativa</strong></span></p>



<p><span style="color: #666666;">Se un lavoratore ha aderito ad un piano di assistenza sanitaria integrativa, ha comunque diritto al rimborso delle spese detraibili. </span></p>



<p><span style="color: #666666;">Infatti, secondo l’art. 52 comma 2 del TIUR, i contributi versati dal datore di lavoro al dipendente per l’assistenza sanitaria sono esclusi dal reddito effettivo del lavoratore. </span></p>



<p><span style="color: #666666;">Quindi, quest’ultimo può presentare la richiesta di rimborso spese mediche, a patto però che non superino i 3615,20 € l’anno.</span></p>



<p><span style="color: #666666;"><strong>Il rimborso spese mediche con polizza individuale</strong></span></p>



<p><span style="color: #666666;">Se invece avete preferito stipulare una polizza individuale per la sanità, non potrete detrarre il premio di polizza pagato. Per quanto riguarda le spese mediche detraibili, non cambia assolutamente nulla e vengono rimborsate al 100 %. In poche parole, usufruirete degli stessi diritti di un qualsiasi altro lavoratore ma non potrete detrarre le spese mensili destinate alla vostra polizza.</span></p>



<p><span style="color: #666666;"><strong>I tipi di rimborso</strong></span></p>



<p><a name="_GoBack" class="mce-item-anchor"></a> <span style="color: #666666;">Oltre alla presentazione del vostro 730, potrete accedere a dei rimborsi anche presso altri Enti. </span></p>



<p><span style="color: #666666;">A seconda del vostro settore potrete trovare delle agevolazioni fiscali. Questo può succedere ai lavoratori interinali che possono affidarsi ad Ebitemp o ad esempio per i dipendenti scolastici statali che possono rivolgersi all’ex-Enam (ora gestito da INPS) per richiedere le agevolazioni destinate al proprio settore. </span></p>



<p><span style="color: #666666;">Per essere sicuri di poter accedere ad indennità o prestazioni rivolgetevi sempre ad un patronato che vi seguirà e vi aiuterà nella compilazione della domanda, ovviamente secondo il giusto procedimento. </span></p>



<p><span style="color: #666666;">Se preferite invece procedere da soli vi conviene seguire le regole indicate nel TIUR.</span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Rimborso Irpef: casi, tempi e modalità</title>
		<link>https://www.naspi.biz/chi-non-deve-fare-il-730-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[angelomassaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Jul 2018 23:57:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[730 precompilato]]></category>
		<category><![CDATA[cud]]></category>
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		<category><![CDATA[spid]]></category>
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					<description><![CDATA[Rimborso Irpef Se una volta presentato il 730 ordinario o precompilato ci si accorge di aver versato troppo come contributi Irpef, lo Stato provvederà al...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Rimborso Irpef</h3>
<p>Se una volta presentato il 730 ordinario o precompilato ci si accorge di aver versato troppo come contributi Irpef, lo Stato <strong>provvederà al rimborso in busta paga o sulla pensione</strong></p>
<p>Ormai i termini stanno scadendo:<strong> il 7 luglio 2018 infatti era l&#8217;ultimo giorno utile per presentare il Modello 730</strong> ordinario della dichiarazione dei redditi e invece chi ha deciso di scegliere il modello precompilato avrà tempo fino al 23 luglio.</p>
<p>In entrambi i casi comunque è previsto un <strong>ricalcolo delle imposte Irpef dovute,</strong> al netto delle detrazioni alle quali si ha diritto e quindi può succedere che si stabilisca come il contribuente abbia pagato più tasse di quanto avrebbe dovuto, oppure che ne abbia pagate meno.</p>
<p>Nel caso di tasse pagate in eccesso, al contribuente viene riconosciuto un rimborso, sull’Irpef. In pratica chi presenta la dichiarazione dei redditi per portare in deduzione e in detrazione diverse spese sostenute in nome e per conto dei familiari a carico.</p>
<p>Se una volta fatti i calcoli queste risultano superiori all&#8217;imposta Irpef prevista per il 2017, devono essere rimborsati sotto forma di compensazione per pagare altri tributi e tasse oppure come vero e proprio rimborso da parte dell&#8217;Inps o altri Enti previdenziali.</p>
<h3>Ma come funziona il sistema ?</h3>
<p>Ad ogni lavoratore dipendente il credito positivo riconosciuto sarà pagato direttamente in busta paga dal datore di lavoro. Invece per quello che<strong> riguarda i pensionati toccherà all&#8217;Inps rimborsarlo</strong> insieme all&#8217;assegno previdenziale.</p>
<p>Questo determina quindi che per chi è assunto sia il datore di lavoro ad essere considerato come sostituto d&#8217;imposta, mentre per il pensionato è direttamente l&#8217;Inps.</p>
<p>Invece i contribuenti che nonostante abbiano diritto al rimborso Irpef sono privi di sostituto d&#8217;imposta, riceveranno l&#8217;accredito direttamente sul conto corrente e per questo all&#8217;atto della compilazione del modulo per le tasse dovranno <strong>indicare il loro Iban</strong> all&#8217;interno del modello 730.</p>
<p>Oppure ancora, sarà direttamente l&#8217;Agenzia delle Entrate a mandare una lettera a chi deve ricevere il rimborso, indicandogli in quale ufficio postale competente presentarsi per andare ad incassare il rimborso stesso.</p>
<p>La tempistiche per il rimborso dipendono dalla data di presentazione della dichiarazione dei redditi per il 2018. In ogni caso per lavoratori dipendenti i soldi dovrebbero arrivare <strong>già con la busta paga di luglio</strong>, per i pensionati ad agosto o al massimo a settembre 2018.</p>
<p>Per i contribuenti invece senza sostituto d&#8217;imposta, il rimborso è previsto entro la fine dell&#8217;anno.</p>
<p>Diverso è il caso di rimborsi superiori alla cifra di 4.000 euro che necessitano di <strong>ulteriori verifiche da parte dell&#8217;Agenzia delle Entrate.</strong></p>
<p>Se al termine di questi controlli sarà stabilito che è tutto a posto, verrà disposto il versamento entro quattro mesi dalla data di presentazione del modello 730.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Reddito di inclusione sociale 2018</title>
		<link>https://www.naspi.biz/reddito-di-inclusione-sociale-2018/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[angelomassaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jun 2017 06:43:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2017]]></category>
		<category><![CDATA[2018]]></category>
		<category><![CDATA[reddito inclusione sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Rei]]></category>
		<category><![CDATA[SIA]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
		<category><![CDATA[isee]]></category>
		<category><![CDATA[Reddito di inclusione sociale]]></category>
		<category><![CDATA[rei]]></category>
		<category><![CDATA[Sostegno per l’Inclusione Attiva]]></category>
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					<description><![CDATA[Reddito d&#8217;Inclusione, dal 2018 fino a 485 euro a testa Approvato dal Consiglio dei ministri e in attesa di passaggio alle Commissioni parlamentari, il nuovo...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #000000;">Reddito d&#8217;Inclusione, dal 2018 fino a 485 euro a testa</span></h2>
<p><span style="color: #000000;">Approvato dal Consiglio dei ministri e in attesa di passaggio alle Commissioni parlamentari, <strong>il nuovo <a href="https://www.naspi.biz/reddito-di-inclusione-sociale/" target="_blank" rel="noopener">Reddito d&#8217;Inclusione</a></strong> andrà a sostenere <em>circa 660mila famiglia povere</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;">Il Consiglio dei ministri ha appena dato il via libera, il prossimo passo toccherà alle Commissioni parlamentari competenti per l&#8217;acquisizione dei pareri, <strong>ma dal 2018 finalmente il Reddito d&#8217;Inclusione (Rei) dovrebbe diventare una realtà</strong> anche in Italia andando così a contrastare in maniera concreta la povertà.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">É stato infatti <strong>approvato il decreto legislativo che attua la delega approvata a marzo e sostituisce il Sostegno all&#8217;inclusione attiva (Sia)</strong> così come l&#8217;Asdi, cioé l&#8217;Assegno di disoccupazione, che è destinato a scomparire dall&#8217;inizio del 2018.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Per finanziarlo sono pronti 1,7 miliardi del Fondo per la lotta alla povertà anche se il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha confermato che verrà incrementato<strong> con altre risorse destinate in special modo all&#8217;inclusione attiva</strong> verso il lavoro comportando anche l&#8217;assunzione di 600 addetti nei Centri per l&#8217;impiego, per arrivare così a circa 2 miliardi di fondo nei prossimi anni.</span></p>
<h2><span style="color: #000000;">Ma quali sono le cifre destinate singolarmente dal Rei?</span></h2>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Si va da un minimo di 190 ad un massimo di 485 euro</strong> in base ad alcuni parametri standard e al numero dei componenti dei nuclei familiari interessati. In una prima fase verranno privilegiati comunque nuclei con figli minori, figli con disabilità, donne in gravidanza, ultra 55enni disoccupati per un totale in Italia di circa 660 mila famiglia (l&#8217;80% delle quali con figli minori). E comunque il governo ha già previsto<strong> una verifica permanente del Rei</strong> per constatare se e quanto sia efficace.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Come ha sottolineato il premier Gentiloni<em> “questa è una prima risposta ad una esigenza sociale molto rilevante che la crisi ha reso stringente per il nostro Paese. Abbiamo varato per la prima volta uno strumento universale contro la povertà, ma al tempo stesso sappiamo che in futuro serviranno altri passi”.</em></span></p>
<h2><span style="color: #000000;">Come funzionerà quindi il Reddito d&#8217;Inclusione?</span></h2>
<p><span style="color: #000000;">Sarà garantito dalla<strong> &#8216;Carta Rei&#8217;</strong> che andrà a sostituire<strong> la Carta Acquisti</strong> e sarà il mezzo sul quale<strong> l&#8217;Inps</strong> caricherà i soldi.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Per ottenerli <strong>occorrono un Isee massimo di 6mila euro</strong> (con tetto a 3mila per la parte reddituale), un patrimonio immobiliare sotto 20mila euro al netto dell&#8217;abitazione principale e un patrimonio mobiliare massimo di 10mila euro. I beneficiari però al tempo stesso <strong>dovranno impegnarsi nella ricerca del lavoro.</strong></span></p>
<p>[contact-form-7 id=&#8221;19&#8243; title=&#8221;Modulo di contatto 1&#8243;]</p>
<p><script>// <![CDATA[ (function(i,s,o,g,r,a,m){i['GoogleAnalyticsObject']=r;i[r]=i[r]||function(){ (i[r].q=i[r].q||[]).push(arguments)},i[r].l=1*new Date();a=s.createElement(o), m=s.getElementsByTagName(o)[0];a.async=1;a.src=g;m.parentNode.insertBefore(a,m) })(window,document,'script','//www.google-analytics.com/analytics.js','ga'); ga('create', 'UA-65296837-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); // ]]&gt;</script></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>730 precompilato inps</title>
		<link>https://www.naspi.biz/730-precompilato-inps/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[angelomassaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Apr 2017 06:12:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2017]]></category>
		<category><![CDATA[730 precompilato]]></category>
		<category><![CDATA[cud]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
		<category><![CDATA[certificazione unica 2017]]></category>
		<category><![CDATA[isee]]></category>
		<category><![CDATA[modello 730 integrativo]]></category>
		<category><![CDATA[poste italiane]]></category>
		<category><![CDATA[spese detraibili]]></category>
		<category><![CDATA[spid]]></category>
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					<description><![CDATA[730 precompilato, tutte le date e i consigli per la dichiarazione dei redditi Dal 18 aprile 2017 è disponibile sul sito dell&#8217;Agenzia delle Entrate il...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h4><span style="color: #000000;">730 precompilato, tutte le date e i consigli per la dichiarazione dei redditi</span></h4>
<p><span style="color: #000000;">Dal<strong> 18 aprile 2017</strong> è disponibile sul sito dell&#8217;Agenzia delle Entrate <strong>il modello 730 precompilato</strong> che potrà comunque essere modificato e integrato sino a fine luglio</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Dal 18 aprile <strong>sul sito dell&#8217;Agenzia della Entrate</strong> (<em>www.agenziaentrate.gov.it/‎</em>) è disponibile la dichiarazione dei redditi già precompilata, con i contribuenti che possono accedere all&#8217;area riservata e consultare direttamente tutte le informazioni già inserite dal Fisco.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Fino al <strong>24 luglio 2017</strong> sarà possibile fare modifiche o integrazioni, spedendo il 730 mentre il 2 ottobre scade il termine per la presentazione del modello dei Redditi precompilato.</span></p>
<h4><span style="color: #000000;">Consultare il proprio modello 730 precompilato</span></h4>
<p><span style="color: #000000;">Per consultare il proprio <em>modello 730 o il modello Redditi</em> è sufficiente entrare nell&#8217;area riservata del sito delle Entrate e inserire il nome utente, la <strong>password e il pin dei servizi online dell&#8217;Agenzia</strong>.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Si potrà entrare anche con il Pin rilasciato dall&#8217;<strong>Inps</strong> attraverso il Sistema pubblico per l&#8217;identità digitale (<strong>Spid</strong>) e con le credenziali rilasciate dal Sistema Informativo di gestione e amministrazione del personale della pubblica amministrazione (<strong>NoiPA</strong>).</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Ma i contribuenti possono accedere alla dichiarazione precompilata utilizzando anche la <strong>Carta Nazionale dei Servizi.</strong></span></p>
<p><div id="attachment_575" style="width: 565px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.naspi.biz/wp-content/uploads/2017/04/730-precompilato-Inps-1.png"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-575" class="size-full wp-image-575" src="https://www.naspi.biz/wp-content/uploads/2017/04/730-precompilato-Inps-1.png" alt="730 precompilato Inps" width="555" height="349" srcset="https://www.naspi.biz/wp-content/uploads/2017/04/730-precompilato-Inps-1.png 555w, https://www.naspi.biz/wp-content/uploads/2017/04/730-precompilato-Inps-1-300x189.png 300w, https://www.naspi.biz/wp-content/uploads/2017/04/730-precompilato-Inps-1-30x19.png 30w" sizes="(max-width: 555px) 100vw, 555px" /></a><p id="caption-attachment-575" class="wp-caption-text">730 precompilato Inps</p></div></p>
<p><span style="color: #000000;">Il primo passo è quindi verificare se ci sia bisogno di abilitarsi per<strong> accedere alla dichiarazione precompilata</strong> con le credenziali dell&#8217;Agenzia delle Entrate o con le altre credenziali.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Una volta abilitati, si potrà accedere alla propria dichiarazione precompilata. Dopo aver scelto il proprio modello di dichiarazione tra <strong>730 e Redditi web Redditi online</strong>, il contribuente potrà controllare direttamente i dati precompilati e, se sono a posto, accettare la dichiarazione e inviarla. In caso contrario, potrà modificarli oppure integrarli prima dell&#8217;invio.</span></p>
<h4>Quali sono le spese detraibili ?</h4>
<p><span style="color: #000000;">Sono previste <strong>diverse spese detraibili</strong> a cominciare da quelle per l&#8217;acquisto di <strong>farmaci presso farmacie e parafarmacie</strong> (è sufficiente lo scontrino), le<strong> spese sanitarie</strong> sostenute per le prestazioni di ottici, psicologi, ostetriche, infermieri, tecnici sanitari di radiologia medica e strutture sanitarie autorizzate a fornire i servizi ma non accreditate.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">E ancora, le <strong>spese veterinarie</strong> comunicate da farmacie, parafarmacie e veterinari e le<strong> spese per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio</strong> e di riqualificazione energetica effettuati sulle parti comuni dei condomini, comunicate dagli amministratori di condominio.</span></p>
<h4><span style="color: #000000;">Ma quali sono le scadenze del 730 ?</span></h4>
<p><span style="color: #000000;">Il <strong>30 giugno 2017</strong> è l&#8217;ultimo giorno utile per il <strong>versamento del saldo e del primo acconto per i contribuenti con 730</strong> senza sostituto d&#8217;imposta o con modello Redditi mentre il 31 luglio è l&#8217;ultimo giorno utile per il versamento (con la maggiorazione dello 0,40 per cento a titolo di interesse) di saldo e primo acconto per i contribuenti con 730 senza sostituto d&#8217;imposta o con modello Redditi.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">E ancora, il <strong>2 ottobre 2017</strong> è l&#8217;ultimo giorno utile per comunicare al sostituto d&#8217;imposta di non voler effettuare il secondo o unico acconto dell&#8217;Irpef o di volerlo effettuare in misura inferiore e sempre quel giorno scade il termine per la presentazione del modello Redditi precompilato e per inviare il <strong>modello redditi correttivo del 730</strong>.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Infine il <strong>25 ottobre 2017</strong> è l&#8217;ultimo giorno utile per presentare un <strong>modello 730 integrativo</strong>, solo se l&#8217;integrazione comporta un maggiore credito, un minor debito o un&#8217;imposta invariata.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">La presentazione può essere fatta solo tramite <strong>Caf</strong> oppure un<strong> professionista abilitato.</strong></span></p>
<p><span style="color: #000000;">Approfondimento :</span> <a href="https://infoprecompilata.agenziaentrate.gov.it/portale/come-utente-inps">730 precompilato &#8211; accesso via inps</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Premio Mamma Domani 2017</title>
		<link>https://www.naspi.biz/premio-mamma-domani-2017/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[angelomassaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Apr 2017 09:41:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2017]]></category>
		<category><![CDATA[bonus 800 euro]]></category>
		<category><![CDATA[bonus mamma]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Mamma Domani]]></category>
		<category><![CDATA[assegno di natalità]]></category>
		<category><![CDATA[bonus]]></category>
		<category><![CDATA[Bonus Garanzia Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
		<category><![CDATA[isee]]></category>
		<category><![CDATA[modello isee]]></category>
		<category><![CDATA[Neet]]></category>
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					<description><![CDATA[Nascita o adozione di un minore: arriva il premio da 800 euro Grande novità per tutti coloro che decidono di adottare un minore o che...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h4>Nascita o adozione di un minore: arriva il premio da 800 euro</h4>
<p>Grande novità per tutti coloro che<em> decidono di adottare un minore o che hanno avuto un figlio</em>.<strong> La circolare INPS numero 61 del 16 marzo 2017</strong> infatti ha fornito alcuni chiarimenti sul tema del premio dio 800 euro previsto per la nascita o l’adozione di un minore.</p>
<p>La misura è stata introdotta con la Legge di Bilancio 2017; il<strong> premio INPS</strong> è conosciuto anche con il nome “<strong>Premio Mamma Domani</strong>”.</p>
<p>Questo premio, che ha lo <strong>scopo di incentivare la natalità</strong>, comporta ovviamente una serie di requisiti che bisogna rispettare per vederlo erogato. L’erogazione del premio consiste in una cifra una tantum, che non può essere rateizzata.</p>
<p>Scopo del <strong>premio alla natalità</strong> è quello di permettere alle madri di sostenere le spese delle visite mediche ed altre spese necessarie per il mantenimento del bambino nei primi mesi della nascita; insomma<strong> è una misura di sostegno alla natalità</strong> e soprattutto, anche non avendo dei limiti di reddito, è rivolta alle giovani madri, per sostenerle nelle inevitabili spese che seguono la nascita di un figlio.</p>
<p>Approfondimento : <a href="https://www.naspi.biz/bonus-mamma-2017-inps/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Bonus mamma 2017</a> &#8211; <a href="https://www.naspi.biz/bonus-famiglia-2017-inps/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Bonus famiglia 2017</a></p>
<p>Vediamo innanzitutto quali sono i requisiti per poter ottenere il premio da 800 euro per le future madri, e quando viene concesso. L’INPS ha di recente prodotto una circolare che ha il compito di specificare meglio quali siano i <strong>requisiti del premio alla natalità di 800 euro,</strong> i documenti da allegare e le modalità di presentazione della domanda per il premio, chi ne possa usufruire, e tutte le informazioni che è necessario conoscere.</p>
<h4>Quali sono i requisiti del premio alla natalità</h4>
<p>Il premio alla natalità, questo il nome della misura legislativa, spetta a tutte le donne gestanti o alle madri che siano in possesso dei seguenti requisiti (che oggi come oggi sono anche quelli validi per avere l’assegno di natalità):</p>
<ul>
<li>residenza in Italia;</li>
<li>avere la <strong>cittadinanza italiana o quella comunitaria</strong>;</li>
<li>per le cittadine non comunitarie, invece, è richiesto il possesso dello <strong>status di rifugiato politico o di protezione sussidiaria</strong> per poter ricevere il premio;</li>
<li>inoltre per le cittadine non comunitarie serve anche il <strong>permesso di soggiorno UE, oppure una carta di soggiorno per familiari di cittadini UE,</strong> come da indicazioni del Ministero circa l’estensione della disciplina prevista in materia di assegno di natalità a questo premio.</li>
</ul>
<p>Il premio è anche riservato alle donne che siano in possesso del <strong>permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo.</strong></p>
<h4>Quando viene maturato il premio?</h4>
<p>Il <strong>premio, del valore di 800 euro</strong>, può essere concesso solo se si è verificato uno di questi eventi a partire dal 1 gennaio 2017 :</p>
<ul>
<li>il compimento del settimo mese di gravidanza;</li>
<li><strong>il parto,</strong> anche se prima dell’inizio dell’ottavo mese di gravidanza;</li>
<li><strong>Adozione di un minore</strong> (<em>sia adozione nazionale che internazionale</em>) purché con sentenza definitiva, ai sensi della legge 148/83;</li>
<li><strong>affidamento pre-adottivo azionale</strong>, ovvero <strong>affidamento internazionale</strong>, sempre come stabilito nella legge numero 148 del 1983.</li>
</ul>
<p>Gli<strong> 800 euro</strong> vengono erogati in una soluzione unica, al momento dell’evento (<strong>parto, adozione, affidamento</strong>). Questo significa che se vengono adottati due bambini contestualmente si riceverà un’unica soluzione; se nascono contestualmente due gemelli, si riceverà anche questa volta solamente un premio.</p>
<h4>Come si fa domanda per il premio alla natalità</h4>
<p>Come si fa la domanda per il premio alla natalità ? Nulla di complicato. La madre avente diritto deve presentare una <strong>domanda all’INPS</strong> una volta compiuto <strong>il settimo mese di gravidanza</strong> a partire <strong>dal 1 gennaio 2017. </strong></p>
<p>La donna deve anche presentare una <strong>certificazione del medico che contiene la data presunta del parto</strong>; se invece la domanda viene presentata a parto già avvenuto, bisogna auto-certificare la data di nascita del bimbo e le sue generalità.</p>
<p><div id="attachment_444" style="width: 410px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.naspi.biz/wp-content/uploads/2017/02/licenziamento-maternità-e1487441611784.jpg"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-444" class="wp-image-444" src="https://www.naspi.biz/wp-content/uploads/2017/02/licenziamento-maternità-e1487441611784.jpg" alt="maternità" width="400" height="171" srcset="https://www.naspi.biz/wp-content/uploads/2017/02/licenziamento-maternità-e1487441611784.jpg 1026w, https://www.naspi.biz/wp-content/uploads/2017/02/licenziamento-maternità-e1487441611784-300x128.jpg 300w, https://www.naspi.biz/wp-content/uploads/2017/02/licenziamento-maternità-e1487441611784-768x328.jpg 768w, https://www.naspi.biz/wp-content/uploads/2017/02/licenziamento-maternità-e1487441611784-1024x437.jpg 1024w, https://www.naspi.biz/wp-content/uploads/2017/02/licenziamento-maternità-e1487441611784-30x13.jpg 30w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a><p id="caption-attachment-444" class="wp-caption-text">maternità</p></div></p>
<p>Come abbiamo detto il beneficio è esteso anche alle cittadine extracomunitarie sempre che dotate di titolo di soggiorno, che deve essere <strong>allegato in copia alla documentazione.</strong></p>
<p>Laddove invece <strong>si tratti di un caso di adozione o di affidamento predittivo</strong>, se la richiedente non allega alla domanda il provvedimento giudiziario, deve almeno riportare gli elementi che permettano all’INPS di trovare il documento in questione: cioè la sezione del tribunale, data di deposito in cancelleria, il numero. Ovviamente presentare direttamente la copia del provvedimento giudiziario, si può risparmiare del tempo prezioso.</p>
<p>La <strong>domanda deve essere presentata per via telematica</strong>, in maniera autonoma<em> (si accede al sito dell’INPS e si mette il proprio PIN)</em> oppure per mezzo <strong>dell’intermediario abilitato o del CAF.</strong></p>
<h4>È necessario allegare l’ISEE?</h4>
<p>Il <strong>premio alla natalità previsto dalla legge è riservato a tutte le <span style="color: #000000;"><a style="color: #000000;" href="https://www.naspi.biz/maternita-e-licenziamento/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">donne in stato di gravidanza</a></span></strong> ed almeno al settimo mese dal 1 gennaio 2017, senza alcuna differenza di reddito e senza tetto massimo per l’erogazione della somma di denaro.</p>
<p><strong>Non viene preso in considerazione il reddito della donna</strong>, e neppure la situazione patrimoniale del suo reddito familiare. Per questo motivo, trattandosi di un premio non vincolato a limiti di reddito,<em> non è necessario presentare l’ISEE.</em></p>
<h4><span style="color: #000000;">Circolare n. 78/2017 : termini di presentazione della istanze</span></h4>
<p><span style="color: #000000;">Le istanze possono essere presentata a partire dal <strong>4 maggio 2017</strong> per i seguenti eventi verificatisi a partire dal 1 gennaio 2017 :</span></p>
<ul>
<li><span style="color: #000000;">compimento del <strong>settimo mese di gravidanza</strong> (inizio dell’ottavo mese di gravidanza) ;</span></li>
<li><span style="color: #000000;"><strong>nascita</strong> (anche se antecedente all’inizio dell’ottavo mese di gravidanza) ;</span></li>
<li><span style="color: #000000;"><strong>adozione</strong> <strong>del minore</strong>, nazionale o internazionale, disposta con sentenza definitiva ;</span></li>
<li><span style="color: #000000;"><strong>affidamento</strong> pre-adottivo nazionale</span></li>
</ul>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Gli extracomunitari</strong> titolari del<strong> permesso di soggiorno</strong> considerato valido ai fini dell’<strong>assegno di natalità</strong> autocertificano il possesso del permesso inserendone gli estremi dello stesso nell&#8217;istanza telematica (<em>numero identificativo, questura, data di rilascio, termine di scadenza</em>).</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Le verifiche dei <a style="color: #000000;" href="http://permessosoggiorno.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">permessi di soggiorno</a> sono attestate dall’istituto nazionale previdenziale INPS tramite banche dati del <strong>Ministero degli Interni</strong> e da altre banche dati della P.A. </span><span style="color: #000000;">All’esito di tali accertamenti l&#8217;<strong>INPS</strong> competente potrà anche richiedere l’esibizione del titolo di soggiorno.</span></p>
<p>[contact-form-7 id=&#8221;19&#8243; title=&#8221;Modulo di contatto 1&#8243;]</p>
<p><script>// <![CDATA[ (function(i,s,o,g,r,a,m){i['GoogleAnalyticsObject']=r;i[r]=i[r]||function(){ (i[r].q=i[r].q||[]).push(arguments)},i[r].l=1*new Date();a=s.createElement(o), m=s.getElementsByTagName(o)[0];a.async=1;a.src=g;m.parentNode.insertBefore(a,m) })(window,document,'script','//www.google-analytics.com/analytics.js','ga'); ga('create', 'UA-65296837-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); // ]]&gt;</script></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Reddito di inclusione sociale 2017</title>
		<link>https://www.naspi.biz/reddito-di-inclusione-sociale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[angelomassaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Apr 2017 07:23:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2017]]></category>
		<category><![CDATA[reddito inclusione sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Rei]]></category>
		<category><![CDATA[SIA]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
		<category><![CDATA[isee]]></category>
		<category><![CDATA[Reddito di inclusione sociale]]></category>
		<category><![CDATA[rei]]></category>
		<category><![CDATA[Sostegno per l’Inclusione Attiva]]></category>
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					<description><![CDATA[Reddito di inclusione sociale a chi spetta È stato approvato dalla Camera il reddito di inclusione sociale, una nuova misura economica che ha lo scopo...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h4>Reddito di inclusione sociale a chi spetta</h4>
<p>È stato approvato dalla Camera il reddito di inclusione sociale, una nuova misura economica che ha lo scopo di <em>aiutare i soggetti più poveri.</em></p>
<p>Cerchiamo di vedere nel dettaglio questo strumento e le sue implicazioni.</p>
<p>In primis il Reddito di inclusione sociale, o <strong>Rei</strong> utilizzando l’acronimo, consiste in un sostegno economico diretto che viene erogato <strong>a tutti coloro che si trovano al di sotto della ‘soglia di povertà assoluta’</strong>. In via indicativa, esso riguarderà circa due milioni di persone per un fondo stanziato di circa 2 miliardi di euro fino al 2018.</p>
<p><strong>Il reddito di inclusione, Rei, sostituirà</strong> a tutti i sensi il <a href="https://www.naspi.biz/sia-da-settembre-2016-la-nuova-carta-sostegno-per-linclusione-attiva/" target="_blank"><strong>Sia, cioè il sostegno per l’inclusione attiva</strong></a>, che consiste in un <em>bonus economico per le famiglie in condizioni di disagio sociale ed economico</em>.</p>
<p>Lo strumento in questione vuole aiutare in maniera mirata i soggetti in uno stato assoluto di povertà, soprattutto coloro che hanno subito più intensamente<strong> gli effetti della crisi economica</strong>.</p>
<p>Il Governo sarà chiamato ad un’attività di <strong>monitoraggio per garantire che il reddito venga erogato solamente</strong> alle famiglie ed alle persone<strong> in reale stato di bisogno</strong>. Inoltre il Ministero evolverà la disciplina in modo che il reddito di inclusione non diventi un ostacolo alla ricerca di lavoro. Verranno ideati quindi percorsi di sostegno e di inclusione lavorativa per aiutare i soggetti destinatari a trovare un’occupazione stabile.</p>
<h4>Reddito di inclusione requisiti</h4>
<p>Dal punto di vista funzionale,<strong> per ricevere il reddito di inclusione è necessario</strong> rispondere al seguente requisito:</p>
<p><strong>Il Reddito ISEE.</strong> Per poter rientrare nell’ambito della misura legislativa, bisognerà avere<strong> un ISEE non superiore a 6mila euro</strong> (non più 3mila come per la<strong> Sia</strong>). Però verrà anche controllato il denaro disponibile, allo scopo di ottenere un quadro completo della situazione dei possibili destinatari.</p>
<p>Per esempio,<em> il fatto di avere una casa in proprietà non esclude la possibilità di ricevere il reddito di inclusione</em>, se si è privi di finanze liquide e di un reddito in grado di garantire la sopravvivenza. Ovviamente si tratta di valutazioni da effettuare caso per caso.</p>
<p><strong>Per richiedere il reddito di inclusione,</strong> coloro che hanno i requisiti necessari<em> si dovranno presentare al Comune di residenza.</em></p>
<p><strong>Il reddito di inclusione avrà un importo</strong> che <em>si aggira sui 485 euro mensili;</em> il calcolo del reddito verrà effettuato <em>calcolando la differenza fra l’ISEE ed il reddito disponibile</em>. La disposizione legislativa prevede che il reddito di inclusione copra il 70% minimo della differenza. Può essere mantenuta in concomitanza l’indennità di accompagnamento per i destinatari.</p>
<p>[contact-form-7 id=&#8221;19&#8243; title=&#8221;Modulo di contatto 1&#8243;]</p>
<p><script>// <![CDATA[ (function(i,s,o,g,r,a,m){i['GoogleAnalyticsObject']=r;i[r]=i[r]||function(){ (i[r].q=i[r].q||[]).push(arguments)},i[r].l=1*new Date();a=s.createElement(o), m=s.getElementsByTagName(o)[0];a.async=1;a.src=g;m.parentNode.insertBefore(a,m) })(window,document,'script','//www.google-analytics.com/analytics.js','ga'); ga('create', 'UA-65296837-1', 'auto'); ga('send', 'pageview'); // ]]&gt;</script></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>ISEE 2017, dal 16 gennaio</title>
		<link>https://www.naspi.biz/isee-2016-dal-16-gennaio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[angelomassaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Nov 2016 17:27:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2017]]></category>
		<category><![CDATA[Bonus bebè]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
		<category><![CDATA[isee]]></category>
		<category><![CDATA[DSU]]></category>
		<category><![CDATA[modello isee]]></category>
		<category><![CDATA[Social Card]]></category>
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					<description><![CDATA[ISEE, dal 16 gennaio bisogna presentare quello nuovo Il 15 gennaio 2017 è scaduta la validità dell’ISEE relativo all’anno precedente e quindi ne va prodotto...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h4>ISEE, dal 16 gennaio bisogna presentare quello nuovo</h4>
<p><strong>Il 15 gennaio 2017 è scaduta la validità dell’ISEE</strong> relativo all’anno precedente e quindi ne va prodotto uno nuoco. Ecco a cosa serve e come si richiede.</p>
<p>Il 15 gennaio di ogni anno è fondamentale per tutti quelli che devono presentare<strong> l’ISEE 2017 (Indicatore di Situazione Economica Equivalente),</strong> perché scade quello dell’anno precedente e per avere diritto a tutto i benefici che ne possono derivare sarà quindi necessario presentare quello nuovo.</p>
<p>Non si tratta, va chiarito, di un documento obbligatorio ma alla luce di quello che consente di ottenere a cominciare dai servizi sociali a carico dello Stato sarebbe opportuno che tutti ne facessero richiesta con regolarità.</p>
<h4>Ma a cosa serve l’ISEE ?</h4>
<p>Anzitutto per ottenere, se sia previsto, <strong>servizi e bonus dedicati alla famiglia</strong> e agli studi, come quelli per l’iscrizione all’<strong>asilo nido</strong> e alla <strong>scuola materna</strong>, alla scuola di primo e secondo grado, per il pagamento delle tasse universitarie, per il <a href="https://www.naspi.biz/bonus-bebe-e-assegno-di-maternita-comunale/" target="_blank"><strong>bonus bebé</strong></a>, l’ottenimento degli <strong>assegni sociali,</strong> del bonus libri o ancora della <a href="https://www.naspi.biz/social-card-per-i-disoccupati-ecco-come-funziona/" target="_blank"><strong>social card</strong></a> e molto altro perché la lista in realtà si allunga e cambia di anno in anno a seconda delle leggi che vengono approvate e della copertura finanziaria disposta.</p>
<p>Approfondimento: <a href="https://www.naspi.biz/bonus-famiglia-2017-inps/" target="_blank">bonus famiglia, pacchetto famiglia 2017</a></p>
<p><strong>L’importanza dell’ISEE</strong> è data dal fatto che per determinare se si rientri o meno in una delle condizioni previste dai benefici non è sufficiente la dichiarazione dei redditi, ma serve un esame più complessivo delle condizioni del nucleo familiare, perché differente è ad esempio solo da marito, moglie e un figlio da una con tre o quattro figli a parità di reddito.</p>
<p><div id="attachment_383" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.naspi.biz/wp-content/uploads/2016/11/isee-dsu.jpg"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-383" class="wp-image-383 size-medium" src="https://www.naspi.biz/wp-content/uploads/2016/11/isee-dsu-300x167.jpg" alt="ISEE Indicatore di Situazione Economica Equivalente" width="300" height="167" srcset="https://www.naspi.biz/wp-content/uploads/2016/11/isee-dsu-300x167.jpg 300w, https://www.naspi.biz/wp-content/uploads/2016/11/isee-dsu-30x17.jpg 30w, https://www.naspi.biz/wp-content/uploads/2016/11/isee-dsu-180x101.jpg 180w, https://www.naspi.biz/wp-content/uploads/2016/11/isee-dsu-260x146.jpg 260w, https://www.naspi.biz/wp-content/uploads/2016/11/isee-dsu-120x67.jpg 120w, https://www.naspi.biz/wp-content/uploads/2016/11/isee-dsu.jpg 500w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-383" class="wp-caption-text">ISEE Indicatore di Situazione Economica Equivalente</p></div></p>
<h4>Le diverse tipologie di ISEE</h4>
<p>Inoltre è bene ricordare che esistono diversi modelli ISEE che possono essere richiesti:<br />
<strong>ISEE standard</strong>: serve come modello per il calcolo base.<br />
<strong>ISEE per i minori</strong>: serve per calcolare le agevolazioni fiscali destinate all’iscrizione ad Asili Nido, Scuole Materne, Mense scolastiche, acquisto di libri.<br />
<strong>ISEE per l’Università o ISEU</strong>: serve a stabilire l’importo della retta universitaria.<br />
<strong>ISEE per le residenze assistenziali</strong>: serve per stabilire le rette delle residenze sanitarie assistenziali di disabili e anziani.</p>
<h4>Ma cosa serve per richiedere l’ISEE ?</h4>
<p>La domanda va presentata direttamente all’<strong>INPS</strong> oppure in alternativa ci si può appoggiare ad un <strong>Caf abilitato</strong>. Bisogna allegare alla domanda una <strong>DSU, Dichiarazione Sostitutiva Unica,</strong> i cui modelli sono disponibili sul sito dell’INPS e per la quale è necessario disporre di alcuni documenti da allegare.</p>
<p>In particolare quelli che riguardano i redditi di due anni prima (ossia quelli che derivano dalla dichiarazione dell’anno precedente), oltre ai i beni mobiliari e immobiliari posseduti <strong>al 31 dicembre precedente</strong> rispetti alla dichiarazione e i veicoli posseduti alla data della dichiarazione.</p>
<p>Inoltre si devono allegare il contratto d’affitto e la copia dell’ultimo canone versato, lo stato di famiglia, eventuali certificati di invalidità, un documento d’identità non scaduto, il codice fiscale, le certificazioni che attestano compensi, indennità, trattamenti previdenziali e assistenziali, giacenza media di tutti i conti all’anno precedente, redditi prodotti all’estero, redditi esenti ai fini Irpef, borse o assegni di studio, assegni di mantenimento per coniuge e figli, compensi erogati per prestazioni sportive dilettantistiche.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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